Sale la febbre in città per il primo dei due incontri che stabiliranno chi, tra sardi e pugliesi, approderà in serie A nella stagione 2023-24.

Come ampiamente prevedibile, l’Unipol Domus è completa in ogni ordine di posti. Questo rinnovato entusiasmo ha un nome e un cognome: Claudio Ranieri.

Naturalmente in campo ci vanno i giocatori, e nessuno discute il valore della rosa né le prestazioni che i singoli stanno offrendo. Eppure sir Claudio ha trovato le alchimie che hanno trasformato un ambiente da tempo depresso, in un gruppo compatto, sempre più affamato e, soprattutto, con-vincente.

Ranieri è andato in soffitta e ha portato giù vecchi valori che nel calcio moderno non attraggono più nessuno (al netto delle retoriche occasionali da pre e post partita): gruppo, unità, identità, dedizione, lavoro, riconoscenza all’ambiente e impegno totale.

È così che storie di professionisti tornano a diventare storie di uomini, è così che la piazza risponde, partecipa, si esalta. Tutto questo perché sente affinità con la narrazione in corso, che diverrà memoria collettiva, custodita e riproposta negli anni a seguire e negli almanacchi.

A questo punto tutto può accadere, i tifosi lo sanno bene, solo un pass, solo una città in festa e l’altra ferma al palo a riprogrammare la stagione, su ottime basi, ma col rammarico di essersi fermata a un passo.

La sfida emana fascino da tutte le parti, il giovane mister che tenta di fare le scarpe a quello affermato, i due migliori attaccanti del campionato che cercheranno di trascinare i compagni, e tanti altri confronti in mezzo al campo, con grandi attori a “darsele” di santa ragione.

Due squadre diverse, i pugliesi che tentano il doppio salto dalla serie C alla A, il Cagliari che cerca il pronto ritorno nella massima serie dopo una stagione disgraziata e dal quale trauma si è ripreso solo con il tocco di Ranieri, che riesce a comporre storie di uomini perché li costringe in una narrazione che richiede sacrificio ma che li affascina, e riesce perché sa come proporla, imporla e fissare il traguardo come premio assoluto, meritato, voluto.

Il mister è grande conoscitore dell’animo degli agonisti, forse anche di quello umano, perché non trascini nulla se non sai dove agganciarti, ma quando lo sai, chi hai agganciato ti supera e ti trascina a sua volta, verso l’obbiettivo che prima era solo tuo, ma ora è di tutti, città compresa, isola compresa.

Massimiliano Hellies

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