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Si chiama “ComuniTeen” il progetto ideato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari che si pone come obiettivo quello di agire in modo specifico per il contrasto e il recupero dei gaps evolutivi verificatisi in conseguenza o in concomitanza con l'evento pandemico da Covid-19.

Ci sono storie di vita che raccontano del cuore della gente, del cuore di chi ha dato origine a un sogno, di chi contribuisce a far sì che questo sogno non si fermi mai.

È la storia di persone come Ugo Bressanello, imprenditore romano nel settore internet che gira il mondo per lavoro in qualità di amministratore delegato di Excite e vent’anni fa approda in Sardegna come vice presidente di Tiscali. Un lavoro di successo, una splendida famiglia: una moglie e tre figli. Una carriera promettente a trent’anni.

Ma la Sardegna è un territorio magico: il sole, il mare, i tramonti, uniti a un ritmo di vita che rallenta, danno il tempo di fermarsi a riflettere sul significato da dare alla propria esistenza.

È il 2004 e Ugo decide di prendere un anno di pausa dal lavoro.

“Quell’anno venimmo a sapere che una nuova normativa (la legge 149 del 28 marzo 2001) stabiliva la chiusura degli orfanotrofi. Mancavano meno di due anni e tutti dicevano che non c’erano abbastanza case famiglia e comunità pronte ad accogliere quei trentamila piccoli e meno piccoli che risultavano allora vivere fuori dalla loro famiglia, in giro per i vari istituti d’Italia.”

Ma Ugo non mette in disparte questa preoccupazione, sperando che “altri” se ne facciano carico.

“Cercando nei libri idee innovative e attraverso il confronto pratico di chi era già all’opera, abbiamo studiato e progettato un luogo a metà strada tra la comunità e la casa famiglia. Costituita una fondazione, l’abbiamo chiamata Domus de Luna. Domus perché in tante parti del mondo significa casa, anche e soprattutto in Sardegna, luna perché ce la ricordavano tutti quando raccontavamo il nostro progetto di mettere insieme educatori, psicologi, pedagogisti, neuropsichiatri: «Ma tu cerchi la luna!. L’obiettivo era, ed è, quello di riuscire a migliorare il sistema che si occupa dei bambini, nel tentativo di dare accoglienza e futuro a chi pensiamo debba essere oggetto di protezione, di cura e delle nostre migliori attenzioni. Proprio dallo stimolo di una legge nazionale è nato il nostro impegno.”

Un sistema di accoglienza privato e anche pubblico, pubblico in quanto fa ciò che il pubblico dovrebbe, ma non riesce, a fare.

Il Manifesto di Domus de Luna è una dichiarazione di speranza e di impegno.

“Dietro ogni abuso ci sono spesso storie di violenza, che si replicano e generano così una catena di sofferenza che però può essere interrotta. Se riusciamo a curare i bambini maltrattati e abusati, interrompiamo subito una catena che di generazione in generazione potrebbe tendenzialmente ripetersi. Curare adeguatamente e proteggere oggi i bambini che subiscono maltrattamenti e abusi significa, quindi, proteggere anche i loro figli.”

Col tempo, Domus de Luna è diventata tante case.

Casa delle Stelle è sinonimo di ACCOGLIENZA ed è la prima nata. Aperta nel 2006, accoglie bambini che sono affidati dai Servizi Sociali e dal Tribunale dei Minori. Sono ragazzi che hanno una famiglia, una famiglia che va aiutata anche e soprattutto quando sbaglia.

Nella cura dei bambini maltrattati l’approccio è duplice: da una parte è necessario toglierli dalla situazione di sofferenza e metterli in protezione; dall’altra, aiutarli a elaborare quello che hanno vissuto o stanno vivendo.

“Per il loro sostegno viene aperto il Centro di CURA Sa Domu Pitticca, una casa piccola ma dal cuore grande, come recita il detto sardo che testimonia la proverbiale ospitalità dell’isola, che ha creato un sistema integrato di antenne che condividono la stessa metodologia, con l’obiettivo di coordinare ascolto e presa in carico, garantendo a piccoli e meno piccoli una risposta sempre pensata ad hoc”.

Ma il percorso di cura non può fermarsi qui; occorre accompagnare le persone in difficoltà nel percorso verso l’AUTONOMIA.

“Quello che è divenuto un po’ il nostro metodo prevede infatti che ci sia un dopo, che si studi insieme una prospettiva, un futuro diverso. Nasce così nel 2010 la Locanda dei Buoni e Cattivi, un ristorante con camere e appartamenti in cui persone in situazioni di grave disagio e fragilità possono cercare il proprio riscatto, attraverso un lavoro che restituisce senso e dignità. Il modello è stato replicato da altri in altre città d’Italia ed è cresciuto in Sardegna con la nuova impresa del Circolo dei Buoni e Cattivi, un bar con ristorante e pizzeria a Monte Urpinu presso il Tennis Club più prestigioso della regione. È così che trovano riscatto e orgoglio anche molti giovani che vengono dal circuito penale, donne vittime di violenza, ragazzi che arrivano da lontano, persone con disabilità. I ragazzi sono diventati bravi quanto e più degli altri e hanno ricevuto preziosi riconoscimenti e sono stati premiati dalla “guida Michelin”, “Gambero Rosso”, TripAdvisor…”

L’appoggio a Codice Segreto e l’apertura di Casa Futuro, un luogo dove chi è diverso impara a vivere da solo, sono un altro motivo di impegno che ormai è parte integrante delle attività di Domus de Luna. Realizzato per aiutare ragazzi con diverse abilità a diventare autonomi; tutte le attività sono pensate per raggiungere una vita indipendente, che consenta con ORGOGLIO di sentirsi veramente adulti.

Ogni progetto è accompagnato dall’impegno nella società volto alla PREVENZIONE un percorso che li ha visti girare per scuole difficili, centri sociali, carceri minorili, campi rom, usando la musica e l’arte come mezzo di espressione, di aggregazione, di confronto e di crescita.

“Domus de Luna interviene anche nelle periferie, nelle scuole e nei centri sociali con percorsi di prevenzione del disagio e lotta alle dipendenze. Nell’ex mercato civico Domus de Luna ha aperto l’Exmè. Tanti progetti, inizialmente itineranti, hanno cominciato ad avere sede  stabile in un ex mercato civico abbandonato per tanti anni alla droga e alla violenza, dove la musica e l’arte hanno preso il posto dello spaccio e delle scommesse sugli incontri clandestini di cani e talvolta di ragazzi.”

L’Exmè è diventato anche il luogo dove si è discusso di temi importanti e diversi rispetto a quelli proposti nei circuiti culturali tradizionali, nel corso di seminari che continuano a portare in questa periferia della periferia, fino a poco tempo fa quasi sigillata alle contaminazioni esterne, nuovi stimoli e opportunità.

“Un luogo, il quartiere Santa Teresa a Pirri, dove si è fatta formazione ad alti livelli e sperimentato produzioni multimediali, dove si realizzano opere importanti con writers che da mezza Europa vengono a dipingere i palazzi grigi. Grigio è sinonimo di degrado; il colore è sinonimo di rinascita. Ecco perché abbiamo dato importanza all’arte, alla musica e allo sport. Qui, COVID permettendo,  si gioca anche a biliardino, ci si tuffa nella piscina fuori terra, si fa Social Zumba e ci si allena alla Nuova Scuola Popolare di Calcio.”

Oggi, dopo tanti mesi di pandemia, gli sforzi all’Exmè si sono moltiplicati arrivando ad offrire un servizio di SOSTEGNO alle famiglie in difficoltà.

“Con il progetto TiAbbraccio, Domus de Luna si occupa di circa quattromila persone che due volte al mese vengono a prendere la spesa per portare in tavola un pasto caldo ed equilibrato, che trovano ascolto e sostegno nei momenti di bisogno, e che possono approfittare di un “non negozio” da poco aperto a Quartu Sant’Elena, dove vestiti, passeggini e giocattoli sono a disposizione di chi altrimenti non potrebbe permetterseli”.

TiAbbraccio nasce per supportare le famiglie nel quartiere sede del Centro Exmè, e durante il periodo dell’emergenza sanitaria, ha donato più di ottomila spese al mese.

Durante i giorni di distribuzione le psicologhe di Sa Domu Pittica, gli educatori delle comunità e i ragazzi dei Buoni e Cattivi lavorano insieme per sostenere bambini e famiglie.

“Avendo dedicato gli spazi dell’ex mercato a questo importante intervento di emergenza, con l’aiuto dei docenti e del dirigente scolastico che cercano di fare la differenza sul territorio è stato deciso di aprire un nuovo centro. Il Teatro Dante (nell’omonima scuola, di fronte all’Exmè), con i suoi spazi, il verde curato e la bellezza dei muri dipinti da writers, è divenuto subito un luogo dove sono seguiti tanti giovani, in piena sicurezza. Tablet e connessioni distribuiti gratuitamente hanno permesso di garantire un minimo di relazione a chi era rimasto fuori dall’istruzione a distanza. Sempre continuando a coniugare accoglienza e cura, quotidiano e futuro”.

E di FUTURO è sinonimo l’ultimo intervento di Domus de Luna, a Monte Arcosu, dove c’è un piccolo paradiso in terra: la più grande riserva WWF d’Italia, poco meno di quattromila ettari acquisiti con raccolta pubblica nel 1985.

Affidata a fine 2019 a Domus de Luna per la gestione dei servizi e delle strutture, l’Oasi del Cervo e della Luna vuole rafforzare valori e risorse WWF in un progetto che ha obiettivi diversi tra loro ma comuni alle due organizzazioni fondatrici.

“L’idea nasce da un intervento realizzato nell’Oasi WWF da Domus de Luna con il Centro di Giustizia e il carcere minorile di Quartucciu. Ragazzi detenuti e altri con misure diverse a carico sono stati impegnati nel ripristino dei sentieri, a togliere le trappole dei bracconieri, nella manutenzione delle strutture. Si vuole offrire, in particolare a bambini e giovani, la possibilità di camminare in una rete di sentieri che si estende per l’intera Oasi, di soggiornare e fare scuola nella natura, di conoscere nel profondo il senso del rispetto ed il valore della tutela. Qui potranno lavorare con giovani e adulti in misura alternativa alla detenzione, ragazze e ragazzi che hanno vissuto fuori famiglia, mamme vittime di violenza, persone con disabilità, profughi e rifugiati, più in generale ogni soggetto a rischio di esclusione sociale”.

Domus del Lunaporta avanti il suo lavoro grazie ai contributi di tanti privati, grazie al lavoro dei ragazzi e solo in parte grazie a fondi pubblici.

Grazie a chi ha smesso di riempirsi la bocca di grandi discorsi e proclami, e di chi, come dice Marco Rossi – Doria (presidente dell’impresa sociale Con i Bambini ) ha capito  che le esperienze come queste non hanno un valore solo per le persone che ne stanno beneficiando ma assumono un significato politico, inteso in senso proprio, perché aiutano la nostra Nazione a ricostruire il telaio delle politiche per l’infanzia fondandolo sul saper fare le cose, per generare davvero riscatto e speranza.

Chi volesse contribuire può donare tramite bonifico: conto corrente intestato a Domus de Luna - IT35U0101504801000070473835

BIC: BPMOIT22, oppure attraverso il 5x1000.

Stefania Cuccu