La riforma sanitaria non può che partire dal Cup, da quell’imbuto reso tale negli anni, con liste d’attesa interminabili che hanno costretto chi disponeva di denaro, a utilizzare le prestazioni private e alla rinuncia coloro che non potevano.

Il cattivo funzionamento del Cup è a livello nazionale, ciò che consente di dirottare verso le prestazioni sanitarie non in convenzione i cittadini, con ricadute evidenti per chi le offre e alleggerimenti per il servizio sanitario pubblico, che non le rende disponibili.

Il Cup è il centro da cui partire per ridisegnare la sanità regionale, cui non pochi ostacoli hanno frapposto le aziende private attraverso le loro pressioni trasversali sulla politica. Il nuovo Cup parte dal presupposto che dovrà essere centralizzato e unico sul territorio regionale, oltrechè semplificato, con l’accesso diretto alle disponibilità delle varie aziende sanitarie. 

Vi sarà una chiamata di responsabilità anche per il cittadino, che troppo spesso con prenotazioni di cui non si avvale, hanno portato ad allungamenti delle liste d’attesa.  Per questo motivo sarà attivato un sistema di avviso per gli utenti, che dovranno confermare o cancellare le visite, con penalità per il mancato avviso di disdetta.

Prevista poi una classificazione degli utenti/pazienti, in base alla priorità assegnata, che condurrà a vie preferenziali per gli urgenti, con priorità di assegnazione anche nelle liste per cui è pervenuta la cancellazione da altri utenti.

Inoltre, ma non in second’ordine, l’assessore Armando Bartolazzi ha dichiarato che: “per rendere più efficiente il sistema di prenotazione e per evitare attese interminabili è necessario innanzitutto mettere ordine nelle agende di primo accesso, che devono essere rese aperte e trasparenti sia a livello aziendale che regionale. Per cui la mancata applicazione di questa disposizione sarà oggetto di valutazione negativa per la performance aziendale e la retribuzione di risultato".

Maurizio Ciotola

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