Il servizio sanitario pubblico versa in gravi condizioni e Cgil, Fp e Spi regionali, insieme alle Camere del Lavoro, scendono in piazza.

Lo fanno organizzando una mobilitazione articolata in cinque tappe. La prima a Sassari, il 5 febbraio, alle 10 davanti alla sede Aou. Da qui il corteo fino al Pronto soccorso in viale Italia, per poi proseguire, alle 15, con il presidio presso l'area di sosta dell'ospedale civile Alghero. Il 6 febbraio è invece la volta di Olbia, dove il corteo si sposterà dalla sede Asl fino all'ospedale San Giovanni Paolo II. Il giorno dopo la mobilitazione interesserà Nuoro, con un presidio davanti alla sede dell'Ats, a partire dalle ore 10. A Oristano invece, appuntamento giovedì davanti alla sede Asl, sempre alle 10, e sarà presente la segretaria della Cgil nazionale Daniela Barbaresi. La mobilitazione si chiuderà venerdì a Cagliari, con il sit in davanti all'ingresso pedonale dell'AO Brotzu, a partire dalle 9.30.

L'iniziativa dei sindacati, che punta a dar voce ai territori per e richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle evidenti criticità che affliggono il servizio sanitario pubblico, arriva a poche settimane dalle elezioni regionali. Un appuntamento importante dal quale le sigle sindacali si aspettano un cambio di passo. In questo senso, al di là delle dichiarazioni generiche, dai candidati alla poltrona di governatore si attende un segnale in termini di impegni e azioni concrete per migliorare la sanità pubblica, iniziando con l'eliminazione dei primati negativi che riguardano la sardegna.

Tra questi, il primato nazionale per rinuncia alle cure: 12,3%, contro il 7% di media italiana; l'alto tasso di mortalità rispetto alla media nazionale e il fatto di essere tra le sette regioni italiane che nel 2021 non hanno ancora adempiuto ai Lea.

Per quanto riguarda invece le possibili ricette per cercare di invertire la tendenza, sono sette le priorità individuate da Cgil, Fp e Spi regionali: il potenziamento e l'integrazione delle reti sanitarie territoriali, servizi capillari e di prossimità che diano una risposta appropriata, efficace e di qualità in termini di cura e prevenzione; un piano di stabilizzazione del personale, il completamento degli iter concorsuali e nuove assunzioni per sopperire alla carenza di operatori sanitari; stesso salario e gli stessi diritti per chi svolge lo stesso lavoro, a prescindere che sia dipendente diretto, in appalto, in convenzione o accreditamento; la spesa di tutte le risorse previste e l'abbattimento delle liste d'attesa; il rilancio delle  politiche socio-assistenziali e per la non-autosufficienza, il rafforzamento delle cure domiciliari, per la salute mentale, per gli anziani, per la disabilità; un approccio innovativo che colga le opportunità legate allo sviluppo della telemedicina e delle tecnologie medico-sanitarie più avanzate; l'attuazione di un piano di edilizia sanitaria e di ammodernamento dei macchinari e degli strumenti diagnostici e di cura, partendo dalla spesa dei fondi del Pnrr.

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