Si è riunita per la prima volta la Commissione regionale sull’endometriosi, nominata dalla Giunta Regionale.

Composta da una task force multidisciplinare di professionisti (tra cui ginecologi, psicologi, chirurghi, nutrizionisti, in grado di ricoprire tutti gli aspetti richiesti nell’assistenza delle persone affette dalla malattia) e dai rappresentanti delle associazioni, la Commissione ha come obiettivo quello di predisporre le linee guida del percorso diagnostico terapeutico multidisciplinare e per il controllo periodico delle donne affette da endometriosi.

In aggiunta, il gruppo di lavoro - così come previsto dalla legge regionale - ha il compito di elaborare strategie sulla prevenzione e sulle campagne di formazione, rivolte all’aggiornamento dei medici, e di informazione e sensibilizzazione. In particolare, nel corso del primo incontro sono stati proprio i componenti della Commissione a tracciare il percorso dei lavori e indicare le priorità che saranno affrontate già a partire dalla prossima riunione, fissata per il 13 ottobre. Fra i punti ritenuti prioritari: l’individuazione di un percorso comune di presa in carico delle persone affette dalla patologia; la formazione dei professionisti sanitari, in particolare quelli che per primi incontrano le pazienti, con l’obiettivo di agevolare la diagnosi precoce, aspetto ritenuto fondamentale nella gestione dell’endometriosi e nella prevenzione delle forme più gravi). Altro tema di interesse prioritario é quello della campagna di sensibilizzazione indirizzata in modo particolare alle giovani, soprattutto attraverso il coinvolgimento delle scuole. Focus anche sul potenziamento dei punti d’ascolto nei Comuni e l’istituzione del registro di patologia, con il coinvolgimento dell’osservatorio epidemiologico regionale, uno strumento che consentirà di avere un quadro puntuale sull’endometriosi in Sardegna, costantemente aggiornato. L’endometriosi è una malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero e altri organi, provocando dolore, infiammazioni croniche e infertilità. In Italia questa patologia colpisce il 10% delle donne in età riproduttiva.