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Cagliari. Tutto pronto a Cagliari per la finale del campionato nazionale di Serie AON 2022 di Beach Soccer

Le regole in campo sono simili a quelle del calcio a cinque. Si gioca senza scarpette. Ogni squadra è costituita da 5 giocatori e bisogna disputare 3 tempi da 12 minuti ciascuno, divisi l'uno dall'altro da un intervallo di 3. Ma la partita non può finire in parità. Al lungomare Poetto va in scena, da venerdì 5 agosto, la Serie AON 2022 di Beach Soccer. Sotto l‘egida della Figc - Lega nazionale dilettanti, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, la finalissima del campionato nazionale del polare sport, animerà per 3 giorni Cagliari. In particolare la Beach Arena da 800 posti, appositamente allestita nella zona davanti all'Ippodromo. A meno di 48 ore dalla prima sfida che vedrà il quintetto dell'Adriatica Immobiliare Cagliari opposto a quello dell'Icierre Lamezia, stamani il primo cittadino, Paolo Truzzu, l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, l’assessore comunale allo Sport Andrea Floris, il coordinatore del Dipartimento Beach Soccer – Lnd, Roberto Desini, il vicepresidente nazionale Figc - Lnd e presidente regionale Figc - Lnd, Gianni Cadoni, e Gavino Renales, vicepresidente BS-WW, hanno voluto incontrare i giornalisti al Municipio.

“L'evento di questo fine settimana, è un'ulteriore testimonianza che Cagliari è organizzata per ospitare manifestazioni sportive a carattere nazionale e internazionale”, ha rimarcato il primo cittadino facendo gli onori di casa. Però “non sarà solo un'occasione per promuovere la città a trecentosessanta gradi sia a livello nazionale che internazionale, ma anche un'opportunità per creare economia e sviluppo sul territorio”.

Dello stesso avviso l'assessore Floris. “In concomitanza – ha anche ricordato - con le Final Eight Serie AON, si giocheranno i Play Off Promozione per la conquista di un posto nella Serie AON 2023”. L’ingresso all’Arena sarà libero. E grazie alla presenza di giocatori fra i più forti sulla piazza e alla partecipazione di una squadra di casa, il Cagliari BS che tenterà l’assalto al podio più alto, “lo spettacolo sarà garantito”, hanno assicurato gli organizzatori. “L'idea è quella di disputare qui a Cagliari gli europei. E anche i mondiali per club”, hanno anticipato Cadoni e Desini rimarcando l'importanza della sinergia messa in campo da Comune, Regione e Figc - Lega nazionale dilettanti. A confermarlo anche l'assessore regionale Gianni Chessa, che ha parlato dei grandi eventi sportivi come volano di sviluppo territoriale, che contribuisce a “superare i limiti delle stagionalità dei flussi turistici” e delle “importanti risorse che la RAS sta investendo nel settore”.

Cagliari. Il capoluogo si conferma sempre più una città con grande vocazione per gli sport velici

Poetto ma non solo. Oltre al collaudato specchio di mare tanto caro ai cagliaritani, ottimo per regate e allenamenti, dove la presenza di campioni internazionali è ormai una costante, oggi, grazie al supporto dell'Assessorato alle Politiche del Mare, la pratica della vela potrà essere fatta anche in città, nello specchio d'acqua di Su Siccu. Diversi gli attori coinvolti, da Lunarossa che ha a Su Siccu la base di partenza per le sue velocissime barche, sino alla sede delle tappe di Foil Academy, la struttura della Federazione Italiana Vela che, in collaborazione con Lunarossa, forma giovani atleti da tutta Italia sulle nuove tecnologie di navigazione competitiva. Ma non solo eccellenza sportiva. Nello stesso specchio d'acqua la LNI ha avviato un progetto, con giovani velisti in Optimist e Open Skiff insieme ai loro istruttori, fortemente voluto e consentito dalla nuova disponibilità alla fruizione dello spazio, dentro la città, da parte dell'Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e Marina Militare. Un esempio di unione delle forze, che permette l'avvicinamento a uno sport bellissimo per tanti ragazzi.

"Puntiamo moltissimo a sviluppare gli sport acquatici - ha detto l'assessore comunale Alessandro Guarracino - una tradizione tutta cagliaritana che coinvolge davvero tanti appassionati. Un grazie va anche all'impegno continuo e proficuo dell'assessorato allo sport guidato da Andrea Floris".

Cagliari. Scuola elementare “Collodi”: evento finale del progetto “Sport di squadra nelle scuole di Cagliari”

“Collaborazione fondamentale per raggiungere traguardi importanti. Perché come nello sport, collaborazione significa gioco di squadra”. Alla Scuola elementare “Collodi” evento finale del progetto “Sport di squadra nelle scuole di Cagliari” Circa 300 bambini e ragazzi 3-14, di 4 istituti delle direzioni didattiche “Is Mirrionis” e “Giusy Devinu” coinvolti per un intero anno scolastico almeno in 3 attività a scelta fra mini volley, mini basket, mini calcio, pallavolo, tennis, karate, judo, atletica, ginnastica ritmica e artistica, danza sportiva, scacchi e orienteering. Sostenuto dal Comune e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con l'obiettivo di “promuovere la pratica motoria in un’ottica di inclusione sociale e di pari opportunità”, il progetto “Sport di squadra nelle scuole di Cagliari” dell'Aics è stato un vero e proprio successo. L'evento finale si é svolto questa mattina presso la Scuola Elementare “Collodi” di via Basilicata. Un giorno di festa per i bambini, che hanno ricevuto una medaglia ricordo, famiglie, insegnanti e istruttori.

“Lo sport - ha sottolineato l'assessora comunale all'Istruzione, Marina Adamo, presente all'evento - veicola tanti valori di crescita e di vita, sviluppa competenze di fair play. “Sport di squadra nelle scuole di Cagliari” ha la capacità di guidare in percorsi sportivi anche bambini che normalmente e purtroppo possono risultarne esclusi. Magari perché si trovano in condizione di fragilità socio-economica, situazioni di difficoltà o deficit”.

Piena la soddisfazione di Andrea Lobina, presidente Aics Sardegna. Per aver centrato gli obiettivi dell'”inclusione” e del “fare squadra”, come stile di vita da adottare dentro e fuori dai campi di gara, che si prefiggeva il progetto. Ma anche quello di “rafforzare” la sinergia tra scuola, istituzioni e associazionismo sportivo.

Cagliari. Si conclude “Unica Sport School”

Si é conclusa, venerdì 3 giugno, la manifestazione denominata “Unica Sport School”. L’iniziativa, dedicata all’attività motoria come strumento per una crescita ottimale, è nata da un’idea del Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell’Università di Cagliari con la collaborazione del CUS. Il Comune di Cagliari ha voluto essere presente non solo con due suoi assessori ma anche con il patrocinio dato dall’Amministrazione. E sono stati entusiasti i bambini della Scuola Primaria Randaccio-Tuveri coinvolta che, tramite percorsi e giochi, hanno potuto toccare con mano l’importanza del movimento, seguito dal personale competente, per stimolare la crescita ottimale.

“Abbiamo aderito con piacere - ha commentato l’assessore comunale Andrea Floris - perché riteniamo sia molto importante incentivare lo sport soprattutto tra i più piccoli. Sono progetti fondamentali per la nostra Amministrazione perché si sviluppano competenze trasversali e motivazione. In questo modo si contribuisce allo sviluppo fisico e cognitivo. Lo sport, in più, aggrega e favorisce la socializzazione. Fare squadra, fin da questa età, diventa fondamentale perché se si resta uniti, si può vincere. E niente, dopo due anni di pandemia, è prezioso per questi bambini che hanno di nuovo la possibilità di stare tutti insieme”.

“Mi piace riportare l’antico detto “Mens sana in corpore sano” per esortare gli alunni - ha aggiunto l’assessora Marina Adamo - della Scuola Primaria Randaccio-Tuveri a curare sempre, fin da piccoli, la propria salute fisica per riuscire a raggiungere alti livelli di conoscenza. C’è sicuramente la volontà di avviare iniziative e progetti analoghi per trasmettere l’importanza di una sana crescita sotto vari aspetti non solamente quello fisico, ma anche culturale, di legalità, socialità, formazione e pari opportunità”.

Sitting in rosa, ora tocca a voi. Di Daniele Cardia

Negli scorsi articoli, vi abbiamo già parlato di una strana pallavolo. Il Sitting Volley fu inventato nei Paesi Bassi negli anni ‘50, è una pallavolo paralimpica con le stesse regole della pallavolo di Mila e Shiro, ma si gioca da seduti con rete e campo più piccolo. La caratteristica di questo sport, giocando da seduti, é quella che permette ai disabili fisici di poter giocare senza l’utilizzo delle gambe. Inoltre, possono giocare anche atleti normodotati. Infatti il Sitting è l’unico sport di squadra che consente l’inclusione vera e propria tra atleti con disabilità e atleti normodotati, realizzando l'abbattimento di quelle barriere sociali che impediscono nelle altre discipline sportive il confronto agonistico. Sabato 9 aprile e Domenica 10 aprile, a Cagliari, si svolgerà la seconda partita del girone B del Campionato Italiano femminile 2022 di Sitting Volley. Il Cagliari Volleyball, l’unica realtà di Sitting Volley presente in Sardegna, si sta già partecipando con le squadre maschile e femminile. Questo weekend, arriveranno in città, anche le squadre femminili della Diasorin Fenera Chieri '76 e le campionesse d'Italia in carica e neo-campionesse d’Europa del Dream Volley Pisa, nella quale militano alcune giocatrici della Nazionale Italiana Femminile. Hanno conquistato la Champions Cup, battendo 3 a 1 le slovene del Robust. Agli ordini della Coach Alessandra Tilloca, il Cagliari Volleyball sarà formata da Ambra Pisanu, Anastasia Moi, Gloria Arangino, Roberta Collu, Maria Mafeth Magno,Patrizia Costa, Valentina Corona. Questo il calendario degli incontri:

09.04.2022 ore 19,30: ASD Cagliari Volleyball – ASD Dream Volley Pisa;

10.04.2022 ore 10,00: ASD Dream Volley Pisa - Diasorin Fenera Chieri '76;

10.04.2022 ore 12,00: Diasorin Fenera Chieri '76 – ASD Cagliari Volleyball.

Non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo alle ragazze cagliaritane.

Daniele Cardia

Cagliari. Tre scuole cagliaritane protagoniste del progetto “Lo sport femminile contro ogni stereotipo”

Combattere gli stereotipi, soprattutto quelli di genere, attraverso la pratica sportiva e, nello specifico, con il calcio a 5. Questo l'obiettivo dell'iniziativa “Lo sport femminile contro ogni stereotipo” che è stata presentata oggi agli studenti presso la palestra del CUS Cagliari. Il progetto, che si collega direttamente a “We can play Futsal”, è stato subito sposato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari che, grazie all'intervento della Presidente Stefania Loi, ha coinvolto anche gli Assessorati alla Pubblica istruzione e Politiche Sociali e allo Sport.

“Crediamo - ha commentato Stefania Loi - che lo sport dia la possibilità alle persone di potersi esprimere al di là degli stereotipi e di andare avanti oltre le difficoltà. Sport più educazione civica per aiutare i ragazzi a acquisire di nuovo quel rispetto che molto spesso, soprattutto ultimamente, manca. Questo può facilitare anche il contrasto alla violenza”.

A rappresentare l'Amministrazione Comunale sono, infatti, intervenuti all'incontro con gli studenti, oltre alla Presidente Loi, anche gli Assessori Rita Dedola e Andrea Floris che hanno voluto manifestare tutto il loro appoggio al progetto.

“Niente di meglio che lo sport – ha aggiunto l'Assessora Dedola - per includere, per essere ambasciatore di pace e in questo caso niente di meglio che le pari opportunità perché proprio lo sport che è inclusivo di per se, educa al rispetto delle regole e di ciascuno”.

Pronto a fare la sua parte anche l'Assessorato allo Sport guidato da Andrea Floris che ha dichiarato: “accogliamo con piacere progetti come questo che oltre a incentivare l'attività sportiva portano a fare gruppo. Fare sport fa bene al corpo e anche alla mente e iniziative del genere vanno al di là della didattica tradizionale fornendo ai ragazzi, soprattutto in questo momento di difficoltà, competenze trasversali che gli permettano di confrontarsi più agevolmente con quella che è l'attualità”.

Gli studenti liceali del Michelangelo e Michelangelo sportivo), Tommaseo e Azuni di Cagliari hanno preso d'assalto le gradinate della palestra del CUS per ascoltare non solo le parole dei rappresentanti del Comune ma anche per sentire le storie, sportive e di vita, di due ospiti d'eccezione come Luana Pilia e Najla Aqdeir. Ex campionessa nazionale, europea e mondiale di pattinaggio la prima, ora appartenente al gruppo Legend, gli ex campioni ambasciatori di Sport e Salute, mezzofondista la seconda, entrambe hanno raccontato ai ragazzi le loro esperienze. Con particolare riferimento a come, grazie allo sport, è possibile superare tutte le difficoltà, sia in gara che nella vita. Le due iniziative, alle quali hanno contribuito anche Donna Ceteris, Fluorsid e Fondazione Giulini, stanno perseguendo l'obiettivo, grazie allo sport e ai laboratori tematici, di contrastare, con un'attività che parte dalle scuole, non solo le diseguaglianze ma la violenza di genere.

“L'idea – ha concluso Corrado Melis, che ha organizzato il progetto - è nata da quattro società di calcio a cinque: Mediterranea Cagliari, Perugia futsal, Top Five Torino e Real Tiene che hanno utilizzato lo sport e in particolare il futsal per sensibilizzare sulle problematiche di stereotipi, discriminazioni e violenze di genere. Sfruttiamo un mezzo potentissimo come lo sport per fare qualcosa di utile per i giovani che rappresentano le generazioni del futuro e a loro spetta il compito di migliorare il mondo anche da questo punto di vista”.

Siamo dalla parte della Pace. Di Daniele Cardia

La Politica e lo Sport non si dovrebbero mai mischiare insieme, ormai però tutto è cambiato. Questa insana e inutile guerra ha cambiato tutto. Il Comitato Paralimpico Internazionale ha escluso dai Giochi gli atleti di Russia e Bielorussia. Ma sia chiaro, la protesta non è contro i poveri atleti russi, ragazzi e uomini, dove la stragrande maggioranza di loro è in disaccordo con il proprio governo. Questa presa di posizione del mondo dello sport e di tutto il mondo occidentale, è contro il governo russo che ha violato la pace e la democrazia. Le Paralimpiadi Invernali sono iniziate venerdì scorso, senza questi atleti. L’atmosfera che si respirava a “Nido di Uccello” a Pechino, non era la solita gioiosa e festosa, ma era cupa e fredda. Nei giorni precedenti, tutti gli atleti Ucraini hanno chiesto a gran voce e tutti compatti, di escludere le Federazioni di Russia e Bielorussia dai Giochi Paralimpici. Gli atleti ucraini sono molto scossi e preoccupati. Purtroppo, oltre alle centinaia di civili, durante i bombardamenti sono già morti due giocatori della nazionale di calcio e un giovanissimo biatleta. "NO WAR!" No alla guerra. Gli atleti hanno ribadito che questa è una chiara violazione della Tregua Olimpica, perché tutti quanti loro e non solo, aggiungo io, sono dalla parte della pace. Vedere gli atleti Ucraini sfilare alla cerimonia d’apertura è stato molto emozionante. Non erano allegri, ma erano solamente tristi e preoccupati. Il Presidente del Comitato Paralimpico Italiano, Luca Pancalli, intervistato da Sky Sport, ha dichiarato di condividere totalmente la decisione, perché quello che sta capitando è qualcosa di inaccettabile. Inoltre, aggiunge Pancali, l’atmosfera che si respira non è quella di sempre gioiosa e festosa, è un clima molto “freddo”. Questo, quanto affermato dal massimo dirigente della nostra federazione paralimpica italiana. Quello che sta succedendo, sicuramente è qualcosa di epocale. Ci sono storie poi, come quella di Jurij Mykolajovyč Vernydub, allenatore di calcio dello “Sheriff Tiraspol” ed ex calciatore ucraino. Ha lasciato la panchina della società moldava, con dirigenza filo russa e ha deciso di unirsi all’esercito ucraino. Io, personalmente sono super tifoso degli sport Paralimpici e come me tantissime persone aspettano sempre con immensa gioia l’arrivo delle Paralimpiadi. Non importa se nella loro edizione estiva o invernale. Sono deluso e amareggiato. Quest’anno i giochi più belli sono stati macchiati da questa guerra assurda, dove un grande Paese come la Russia ha aggredito un altro Paese, portando devastazione e morte. Ci sono ancora persone che pensano sia stata una decisione giustificata, per diverse motivazioni politiche che conosciamo tutti quanti. Tuttavia, nessuna motivazione al mondo, giusta o sbagliata che sia, può giustificare una Guerra.

Daniele Cardia

Buggerru. Tutto pronto per la 5a edizione del Trail del Marganai

Tutto pronto a Buggerru per la 5° edizione del Trail del Marganai che si svolgerà il 13 marzo prossimo. L'evento, consiste nella specialità sportiva del trail running, caratterizzata da terreni di gara sterrati, sentieri di montagna e, più in generale, percorsi in ambiente naturale, dove oltre alla distanza assume un'importanza fondamentale la quantità di salite e discese. Per usare un termine tecnico, il dislivello positivo e negativo. La manifestazione, che sin dalla sua prima edizione del 2016 ha un respiro internazionale, vede gli atleti misurarsi su tre distanze: 58 km con 3000m di dislivello positivo, 36 km con un dislivello positivo di 1900m e la più veloce 22 km con 1050m di dislivello. Il campo di gara avrà in Buggerru il suo punto nevralgico: base sia della partenza che dell’arrivo di tutte le gare. Questo ha comportato, rispetto alle edizioni passate, un grandissimo rinnovamento dei percorsi di gara che pur mantenendo il nucleo storico, vedi il passaggio per il Tempio di Antas, per le Miniere abbandonate di Malacalzetta, Arenas e Gutturu Pala, la cima di Punta Campu Spina (939m slm), si arricchisce dei paesaggi marini selvaggi di Buggerru e del Golfo del Leone, dei siti minerari abbandonati di Malfidano, di Grugua, e, come piccolo gioiello, il passaggio all'interno della galleria Henry, opera fondamentale all’interno del complesso minerario di Pranu Sartu. Inoltre, per i non agonisti è stato organizzato un percorso non competitivo di 11 km che si snoda prevalentemente lungo il cosiddetto “Sentiero delle Cernitrici”. Il Trail del Marganai non è soltanto una gara ma prevede che quanto raccolto direttamente e indirettamente venga devoluto per una associazione o un progetto che opera sul territorio. In questo senso é previsto il contributo di due euro per ogni atleta iscritto, a questo andrà aggiunto il libero e spontaneo contributo delle attività commerciali del paese e l'eventuale avanzo di bilancio della gara. Non si tratta di una novità ma di una prassi consolidata nelle edizioni precedenti, vedi a titolo di esempio quanto fatto nel 2017 per il CTO pediatrico di Iglesias o nel 2018 nel contribuire all’allestimento di un’area giochi inclusivi a Domusnovas. Il Trail del Marganai è la seconda tappa della "Sfida Sentieri Sardi" (www.trailsardegna.it) che è per così dire una classifica delle classifiche delle gare sarde, o per dirla con altre parole la super classifica che vede sfidarsi gli atleti per la durata di un anno lungo 9 competizioni. Nonstante i rinvii della 5° Edizione prevista per il 2020 obbligati dalla pandemia, l’evento si svolge grazie alla grandissima disponibilità dell'amministrazione del comune di Buggerru, delle associazioni di volontariato e promozione sociale sia di Buggerru che di Fluminimaggiore e Vallermosa e tutte le singole persone che hanno dato la loro disponibilità. Inoltre la manifestazione sin da subito ha trovato la collaborazione delle attività produttive del paese. Una menzione particolare va all'Agenzia Regionale Fo.Re.STAS ed ai suoi dipendenti che hanno contribuito aiutando nel liberare e rendere fruibili e sicure delle parti cruciali dei percorsi di gara. Buggerru, per il suo passato, per la sua parabola nella storia mineraria sarda, assume un valore speciale. Raggiunse il suo massimo splendore nei primi anni del novecento quando attirava manodopera specializzata da tutta Europa. Arrivò a superare gli 8.000 abitanti e ad essere la quinta città della Sardegna. Arrivò a guadagnare il soprannome di "Piccola Parigi" per i lussi e gli svaghi che la direzione e amministrazione prevalentemente francese si concedeva. L'A.S.D. Marganai K24, organizzatore della manifestazione, come forma di riconoscenza nei confronti della comunità di Buggerru, si sta impegnando per il ripristino dei tabelloni informativi, oramai deteriorati dagli anni e dal sole, lungo il cosiddetto "Sentiero delle Cernitrici". Il 18 marzo del 1913 un incidente in località Gennarenas causò la morte di 4 cernitrici, rispettivamente di 15, 19, 23 e 35 anni e il ferimento di altre due donne di 18 e 33 anni e di un giovanissimo ragazzo di 14 anni. Uno dei lavori più umili legati all'attività mineraria era quello della cernita, ovvero la separazione manuale della pietra estratta tra quella ricca di minerale e quella più povera. Questo lavoro, pagato pochissimo, era svolto prevalentemente da donne che non avevano nessun altro reddito o bambini. Volendo ricordare queste vittime e più in generale chi ha sacrificato la propria lavorando in miniera, a loro é dedicata l'intera giornata del 13 marzo.
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