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Parco Geominerario. Al via contratto per 367 lavoratori ex ATI-IFRAS

Parte oggi il contratto sulle assunzioni di 367 dipendenti di ex Ati-Ifras, coinvolti nel progetto di sviluppo del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. La nuova società che si è aggiudicata il bando pubblico - come previsto da norma regionale e gestito e attuato da Aspal attraverso una gara internazionale di “Facility Management” - ha proceduto così all’assunzione di 367 lavoratori totali, afferenti a diversi cantieri comunali, con un contratto a tempo determinato biennale che prevede anche attività formative e di crescita professionale. Ora l'obiettivo della Regione é quello di costruire il futuro dei lavoratori, attraverso progetti che mirano alla tutela dei siti archeologici, in piena sinergia con gli Enti coinvolti e le Amministrazioni comunali, cercando di dare continuità alle prospettive di occupazione, oltre i 2 anni previsti dal contratto.

Geoparco. Nullo il lodo arbitrale che condannava la Regione a pagare 20 milioni di euro

Il lodo arbitrale che aveva condannato la Regione a pagare oltre 20 milioni di euro all’ex Ati Ifras - l’associazione temporanea di imprese nata per gestire le attività del Geoparco - é nullo. Lo scorso febbraio la Corte d’Appello di Cagliari ha infatti dato ragione all’ufficio legale della Regione che nel maggio scorso aveva impugnato il lodo arbitrale che prevedeva, nel dettaglio, il pagamento ad Ati Ifras di 18 milioni e 250 mila euro, più 2 milioni e 291mila euro di interessi e 82.500 euro di spese legali. Soddisfazione da parte del presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas, che ora intravede la possibilità di concentrarsi sullo sviluppo del Parco.

“La Sardegna ha una storia mineraria importante che è parte di una cultura millenaria da preservare e valorizzare - ha sottolineato Solinas - abbiamo avviato da subito un percorso che veda la partecipazione di tutte le amministrazioni comunali coinvolte e lavorato perché questo immenso patrimonio ambientale e identitario diventi il motore di un nuovo sviluppo sostenibile, per i territori che ospitano i siti e per tutta l’Isola. Ora che è stata fatta chiarezza su una vicenda che abbiamo ereditato, è arrivato il momento di accelerare su tutti i progetti, per troppo tempo frenati, che ruotano intorno al Parco Geominerario”. E sulle prospettive future dell'Ente, Solinas precisa: “ferma restando la salvaguardia delle decine di lavoratori coinvolti, un impegno che abbiamo sempre mantenuto, lo sviluppo del Parco dovrà essere sempre più orientato verso una valorizzazione in chiave turistica, con una serie di itinerari mirati a presentare ai visitatori un’offerta che metta insieme le bellezze naturalistiche dei nostri territori e tutto il loro ricco patrimonio di cultura e tradizioni”.

Parco Geominerario. In attesa del via libera per l'Unesco

Lo stop al parere positivo da parte della Rete Globale dei Geoparchi, da cui dipende l'assegnazione del simbolo Unesco, suscita la reazione della Consulta delle Associazioni del Parco che esprime il proprio "disappunto e sconcerto per la gestione dell'intera vicenda Unesco che si è conclusa con questo disastroso risultato". Intanto arriva la richiesta di accesso agli atti per verificare le motivazioni alla base del "cartellino giallo" della Rete Globale dei Geoparchi. Contemporaneamente il parco avrebbe già intrapreso le azioni necessarie per ottenere il "cartellino verde". Per quanto riguarda gli inverstimenti programmati dal Geoparco, si parla di un importo pari a 1.633.000 euro, importo che servirà, almeno nella prima fase, a migliorare ed ampliare l'offerta turistica e predisporre strumenti di conservazione e di futura promozione per i 13 comuni coinvolti.

Sassari. Lavoratori del Parco Geominerario sul tetto del Duomo

Minacciano di rimanere sul tetto della cattedrale ad oltranza, e saranno raggiunti da altri colleghi. Sono i cinque lavoratori del Parco Geominerario della Sardegna che protestano contro il mancato ricollocamento al lavoro dei 520 dipendenti. Alla base dell'azione, il mancato impegno della Regione, almeno fino ad oggi, per il loro ricollocamento dei lavoratori. Tra le richieste dei manifestanti, provenienti dal bacino ex Ati-Ifras, delle risposte certe per il futuro occupazionale e un'accelerazione nelle procedure per il ricollocamento, previsto dagli accordi sottoscritti ad inizio anno. Di fatto, a seguito del bando regionale per la gestione del Geoparco, si è chiusa l'era dell'affidamento ad Ati Ifras, costringendo i lavoratori in Naspi. Una vertenza seguita da vicino dai sindacati, che ha portato gli operatori a ricevere fra i 500 ed i 600 euro a testa dopo il quinto mese.
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