Purtroppo anche in Sardegna persiste il triste fenomeno della dispersione scolastica. In base agli ultimi rilevamenti Eurostat riferiti al 2023, l'isola si conferma purtroppo tra le aree con i tassi di abbandono più alti in Italia: si registra, infatti, un pesante 17,3% rispetto alla media nazionale del 10,5% e a quella europea, ferma al 9,6%. Nonostante i primi segnali relativi al 2024 lascino sperare in una inversione di tendenza con una riduzione dei valori, l’attenzione resta alta.
In particolare, in Sardegna la dispersione è una questione dichiaratamente maschile: tra gli studenti che decidono di lasciare i banchi, il 23,4% è maschio, mentre la quota femminile si ferma al 10,8%. Si tratta di una forbice molto più ampia di quella registrata nel resto dello "Stivale", dove la media parla di un 13,1% di ragazzi contro un 7,6% di ragazze che abbandonano gli studi.
Su questi dati si innesta il progetto “Inclusione per tutti gli studenti” illustrato ieri pomeriggio negli spazi della MEM. L’iniziativa, giunta alla sua fase operativa e sostenuta dai fondi europei del programma PN Metro Plus 21-27 per un importo superiore ai 5 milioni, punta a intervenire su un bacino potenziale di oltre 1.000 giovani frequentanti i 27 istituti scolastici di primo e secondo grado della città.
Il progetto mira a intervenire attraverso la leva dei percorsi educativi, di orientamento, ascolto, partecipazione, ma anche utilizzando l’attivazione di opportunità ricreative, di aggregazione e socialità rivolte agli adolescenti a rischio di abbandono scolastico e ai ragazzi che sono già fuoriusciti dal sistema scolastico, coinvolgendo anche le famiglie e gli insegnati.
Ma la vera innovazione del progetto sta nell’approccio, basato sulla ricerca-azione. In questa prima fase, il cuore dell'intervento sarà l'ascolto diretto dei protagonisti: insegnanti, istituzioni e, soprattutto, i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni e, tra questi, chi è già fuoriuscito dal sistema scolastico. L’obiettivo è trasformare gli studenti stessi in osservatori attivi per analizzare dall’interno le cause dell’abbandono scolastico e co-progettare strumenti educativi capaci di rispondere realmente ai bisogni delle nuove generazioni. Un gruppo di studenti, quindi, riceverà una formazione specifica per diventare "ricercatori tra pari", raccogliendo bisogni e proposte direttamente dai propri coetanei nei quartieri della città.
Una volta completata la mappatura delle necessità, il Comune di Cagliari passerà alla fase esecutiva con la pubblicazione di bandi di finanziamento specifici. Gli istituti scolastici potranno presentare progetti educativi inclusivi che riceveranno non solo le risorse economiche necessarie, ma anche un affiancamento costante da parte di un team di esperti.