Oristano ha ospitato oggi la Conferenza Regionale per le Politiche del Lavoro.
Promossa dall’assessorato regionale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, con il supporto dell’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL), l’iniziativa rappresenta un momento per fare il punto della situazione sul percorso di rinnovamento delle politiche del lavoro della Regione.
Un appuntamento annuale che coinvolge rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, della formazione, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dell’inclusione sociale.
Presente l'assessore regionale del Lavoro, Desirè Manca, che ha sottolineato messo in evidenza le principali novità, a partire dalla riforma della formazione professionale, definita un asse fondamentale per il rafforzamento delle politiche attive.
“Abbiamo avviato un processo di riforma non solo tecnico o amministrativo, ma culturale – ha spiegato l'assessore – una formazione più vicina ai fabbisogni reali del sistema produttivo, flessibile, capace di accompagnare le transizioni lavorative e di dialogare con imprese, territori e servizi per il lavoro. Non è formazione fine a sé stessa, ma leva di occupabilità”.
Tra le iniziative più innovative, l’esponente della Giunta Regionale ha citato la creazione di hub formativi nei settori audiovisivo, comunicazione digitale e intelligenza artificiale, e le misure sperimentali per voucher formativi destinati al conseguimento del Cabin Crew Attestation (CCA), della licenza di pilota di linea (ATPL) e della licenza di manutentore aeronautico (LMA).
Un focus particolare è stato dedicato al quadro occupazionale regionale, evidenziando segnali positivi di stabilità e crescita del lavoro, con un aumento delle assunzioni e dei contratti a tempo indeterminato, e maggiore partecipazione di giovani, donne, lavoratori maturi e cittadini stranieri.
Altro aspetto preso in considerazione il potenziamento dei programmi per l’inclusione e il contrasto al precariato, con particolare attenzione al fenomeno del part-time involontario, spesso causa di sfruttamento, soprattutto per le donne. Un aspetto che ha vede coinvolti sindacati, imprese, terzo settore, organizzazioni datoriali, associazioni di categoria, consulenti del lavoro, cooperative sociali e istituzioni, tra cui il Tribunale di Sorveglianza, per progettare azioni condivise e sostenibili.