Approvate dalla Giunta Regionale le linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse a sostegno dell’occupazione e sviluppo dell’Isola, sulla base di quanto è emerso dalle consultazioni con le categorie economiche e sociali dell’anno scorso e dall'ultima Conferenza Regionale del Lavoro di dicembre.

Il provvedimento, approvato il 18 gennaio e articolato in quattro direttrici, riguarda l’impiego di 735 milioni di euro dei Fondi regionali per il triennio 2024-2026 e di ulteriori 744 milioni del Fondo Sociale Europeo per il settennio 2021-2027. Risorse a supporto delle imprese per creare e sostenere l’occupazione, l’istruzione, la formazione e competenze, l’inclusione e lotta alla povertà e all'occupazione giovanile, a cui si aggiungono gli interventi per i cantieri occupazionali.

Lo stanziamento del Fondo Sociale Europeo - come precisato dagli uffici dell’assessorato - è ripartito per il 32,5% a favore dell’occupazione, un 24,5% è destinato al sostegno dell’istruzione e alla formazione e competenze, il 27% alle azioni di inclusione e contrasto alla povertà e il restante 16% agli interventi per il lavoro giovanile. 

Particolare attenzione è destinata al coinvolgimento dei territori, all’incremento delle nuove competenze, al sostegno delle imprese, all’inclusione sociale, in termini di valorizzazione del lavoro femminile e di supporto alle categorie più fragili e ai cantieri di lavoro per disoccupati. Previsti, inoltre, interventi a favore dei lavoratori delle industrie strategiche nelle aree di crisi complessa di Portovesme, Ottana e Porto Torres. Mentre per quanto riguarda il Sulcis, attraverso il programma Just Transitional Found (JTF) del PNRR, è previsto un ulteriore stanziamento di 377 milioni di euro per il “Piano territoriale Sulcis”, di cui circa 116 milioni destinati agli interventi di competenza dell’assessorato del Lavoro, da realizzarsi con il coinvolgimento del territorio interessato. 

Nella fase di programmazione sarà fondamentale il ruolo dell’Amministrazione regionale, insieme alle forze economiche e sociali, per la definizione delle strategie e degli interventi da realizzare, nonché per l’avvio della semplificazione delle procedure amministrative, il tutto accompagnato da una specifica campagna di comunicazione per avvicinare le istituzioni ai cittadini e alle imprese.

Nello specifico, la prima linea di intervento riguarda il coinvolgimento delle comunità locali per favorire lo sviluppo, individuare le specificità locali per valorizzarne le potenzialità in modo da contrastare il fenomeno dello spopolamento e ridurre il divario esistente tra zone rurali e urbane.

La seconda, invece, è rivolta alla formazione con lo scopo di creare nuove competenze, adeguandole alle richieste delle imprese e alle esigenze del mercato del lavoro per raggiungere un alto livello di prestazioni formative e, partendo dalla scuola, una adeguata informazione legata sugli aspetti della sicurezza negli ambienti di lavoro.

La terza linea è rivolta agli aiuti alle imprese, così come ai professionisti e agli artigiani.

La quarta linea è invece dedicata agli interventi per l'inclusione sociale in termini di valorizzazione del lavoro femminile e di sostegno alle categorie più fragili, con lo scopo di incentivare la partecipazione alla vita economica e sociale della popolazione a rischio di esclusione.

In ultimo, una misura importante è rappresentata dagli interventi sull’emigrazione sarda con il sostegno ai Circoli dei Sardi, ambasciatori, in Italia e nel mondo, dell’identità sarda, promotori della cultura e delle produzioni tipiche dell’Isola, che offrono un prezioso sostegno allo sviluppo economico della Sardegna.

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