Domenica 4 ottobre cala il sipario sulla quattro giorni del festival Forma e Poesia nel Jazz.
Il primo appuntamento è alle 11:30 al Search, dove Attilio Berni presenta "Saxophobia", l'ultima delle sue conferenze-spettacolo dedicate all'universo del sassofono, protagonista anche della mostra allestita negli stessi spazi che raccoglie una selezione dello straordinaria patrimonio di strumenti e fotografie d'epoca del Museo del Saxofono di Fiumicino di cui è direttore. Collezionista, musicista e tra i massimi esperti italiani di sassofono, Attilio Berni ne ripercorre le trasformazioni dalla nascita fino alla consacrazione come simbolo della modernità e del jazz, alternando racconto, immagini, curiosità, strumenti storici ed esecuzioni dal vivo. La conferenza-spettacolo completa così il percorso iniziato nei giorni precedenti nella storia e nell'evoluzione del sax, dalla sua presenza nella musica italiana fino al rapporto con il cinema, l'immaginario erotico e la cultura contemporanea.
Dopo le prime tre serate al Teatro delle Saline, per l'ultima serie di concerti il festival si sposta al Teatro Doglio: protagonisti, alle 19, l'Angiolini Bros. Quartet e, a seguire, il sassofonista Stefano Di Battista con il suo progetto "La dolce vita". Guidato dai cagliaritani Andrea e Alessandro Angiolini, rispettivamente pianista e sassofonista, con Paolo Cocco al basso elettrico fretless e Luigi Sanna alla batteria, l'Angiolini Bros. Quartet nasce da un percorso che negli anni ha conosciuto diverse evoluzioni anche sul piano compositivo, arrivando oggi a un repertorio nel quale i brani originali inediti convivono con alcuni standard jazz ripensati secondo l'assetto sonoro della formazione.
Al centro dei riflettori nella seconda parte della serata, Stefano Di Battista presenta "La dolce vita", il progetto con cui il sassofonista romano rilegge attraverso il linguaggio del jazz alcune delle grandi musiche italiane legate al cinema e alla canzone, dall'epoca della "Dolce vita" agli anni successivi. Nel repertorio convivono composizioni di Nino Rota come "La dolce vita", appunto, e "Amarcord", di Ennio Morricone con "La Califfa", di Nicola Piovani con "La vita è bella", accanto a brani come "Via con me" di Paolo Conte, "Caruso" di Lucio Dalla, "Tu vuò fa' l'americano" di Renato Carosone, "Roma nun fa' la stupida stasera" di Armando Trovajoli, "Volare" di Domenico Modugno e "Con te partirò", portata sul palcoscenico mondiale da Andrea Bocelli. Un repertorio molto diverso per origine e linguaggio, che Stefano Di Battista affronta lasciandosi guidare dalle melodie e cercando al loro interno lo spazio per l'improvvisazione, così da trasformare ogni brano senza perderne l'identità. Con lui sul palco, domani sera (domenica 4 ottobre) al Teatro Doglio, ci saranno Matteo Cutello alla tromba, Daniele Sorrentino al basso e contrabbasso, Andrea Rea al pianoforte e Luigi Del Prete alla batteria.
Forma e Poesia nel Jazz dà appuntamento al pubblico con due concerti in programma a novembre: l'11, al Teatro Massimo, sarà di scena Angelo Branduardi, in una tappa del suo tour "Il Cantico", un viaggio musicale e spirituale attraverso la vita e le parole di San Francesco d'Assisi; altre sonorità e suggestioni, invece, con il pianista e compositore statunitense Jeff Lorber, vincitore di un prestigioso Grammy Award nel 2018, atteso giovedì 20 novembre al Bflat.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 38 99 755 e all'indirizzo