In attesa della Festa del Redentore, dal 12 agosto al 27 settembre, gli spazi di Isola di MAN ospitano un percorso espositivo che mette in dialogo i capolavori della collezione permanente con preziosi monili della tradizione sarda.

Tra gli appuntamenti più rappresentativi della tradizione sarda, “Coronas e altri rituali” propone un originale dialogo tra la pittura sarda dell’Ottocento e del Novecento e l’antica arte dell’oreficeria barbaricina, mettendo in relazione dipinti, sculture, fotografie e preziosi manufatti che raccontano, attraverso linguaggi differenti, la stessa storia: quella dell’identità culturale della Sardegna.

L’esposizione nasce dall’idea che il gioiello tradizionale non sia un semplice elemento decorativo, ma un autentico simbolo identitario. Bottoni in filigrana, fermagli, amuleti, rosari e collane diventano chiavi di lettura per comprendere il significato profondo dei costumi tradizionali e il patrimonio di valori, credenze e rituali tramandati nel tempo. Il percorso espositivo rende omaggio agli artisti della collezione permanente del MAN che hanno dedicato la propria ricerca alla rappresentazione della tradizione isolana.

Le opere di Edina Altara, Carmelo Floris, Francesca Devoto, Francesco Ciusa e Franco Pinna dialogano con una prestigiosa collezione privata di monili originali del Settecento, dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento.Tra le opere esposte spiccano la Sposa moderna di Edina Altara e la Sposa di Ollolai di Carmelo Floris, accanto alle figure femminili dipinte da Francesca Devoto, dove collane, gioielli e dettagli dell’abbigliamento raccontano l’appartenenza a una comunità.

Francesco Ciusa restituisce invece, nelle sue opere, la forza simbolica del costume tradizionale attraverso la celebre cuffietta di Desulo, mentre gli scatti fotografici di Franco Pinna documentano riti, feste e momenti di vita collettiva che hanno contribuito a preservare la memoria dell’isola. Accanto alle opere d’arte, il pubblico potrà ammirare una ricca selezione di gioielli tradizionali: bottoni e fermagli in filigrana, rosari (coronas e testales), collane, bracciali, monete d’oro, amuleti (allèrios), reliquie (pungas) e altri manufatti realizzati in oro, argento, madreperla, corallo, lapislazzuli, turchesi e ossidiana. Oggetti che raccontano una storia fatta di devozione, protezione, appartenenza e memoria.

Nella tradizione sarda il monile accompagna infatti i momenti fondamentali della vita, dalla nascita al matrimonio, fino alla morte, assumendo un valore simbolico e spirituale che va ben oltre il suo pregio materiale.

Con questa esposizione il MAN prosegue il percorso di valorizzazione delle proprie collezioni permanenti, proponendo nuovi approfondimenti dedicati a temi, iconografie e protagonisti dell’arte sarda e favorendo il dialogo con il patrimonio storico e culturale custodito dalle comunità dell’isola.

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