Ignazio Erbì nasce a Gesturi, paese della Marmilla, nel novembre del 1938 da Giovanni Erbì e da Pietrina Sergi.

La sua è una umile famiglia di contadini composta da 12 fratelli. All’età di 8 anni, subito dopo la fine del II conflitto mondiale, appassionatosi alla fisarmonica, ma con poche risorse economiche da parte dei genitori, riceve in regalo dal fratello maggiore Francesco, un organetto diatonico a bottoni. Inizia così a prendere lezioni dal maestro Galdino Musa.

Quando, dopo vari tentativi, il maestro gli comunica che con l’organetto non è possibile eseguire i brani campidanesi per launeddas, una delle aspirazioni del giovane Ennio, la delusione è grande. A quel punto, i genitori, vista la buona predisposizione ad imparare facilmente le tecniche musicali, con non pochi sacrifici e con le famose “cambiali”, acquistano una fisarmonica con tastiera pianoforte e 96 bassi. Da quel momento inizia la carriera del grande Ennio Erbì.

Il periodo di apprendimento presso il maestro Musa dura 5 anni, anni durante i quali ha anche la possibilità di esibirsi nei vari paesi durante le feste patronali, sotto le ali protettive dell’insegnante. Il resto nasce dalla sua capacità di osservare i grandi del suo tempo, di arricchire e proporre un repertorio che spazia in ogni tipo di ballo, ma soprattutto da uno stile particolare, da un tratteggio particolare che faranno di lui uno dei più grandi maestri di sempre.

Nel 1954, durante La Cavalcata sarda, che si svolge a Sassari, conosce il maestro Efisio Melis di Villaputzu, uno dei più grandi suonatori di Launeddas che si diletta a trasporre i brani dallo strumento a fiato alla Fisarmonica. Ignazio rimane folgorato dalle capacità, dall’esecuzione impeccabile delle sequenze dei vari balli tanto che decide di trasferirsi a Pirri dove risiede il Maestro Melis con il quale trascorrerà 2 anni di studio e di lavoro.

Nel 1963 sposa Amelia Aracu di Isili, e dalla loro unione nasceranno tre figli: Giovanni, Giancarlo e Simona.

Ignazio Erbì sarà protagonista per oltre cinquant’anni delle sagre culturali di tutta l’Isola, anche con brani di sua composizione, partecipando a svariate manifestazioni musicali e compiendo tournée in tanti Paesi: dalla Russia all’Australia; dagli Stati Uniti all’America Latina. In Argentina la sua popolarità è nota a Tucumàn, Mar de Plata, Rosario, Buenos Aires.

Nel 2006 scopre di avere un carcinoma alla laringe. Viene sottoposto ad intervento che fortunatamente si rivela risolutivo. Cinque anni più tardi, durante un controllo di routine arriva il secondo carcinoma che colpisce un polmone. Anche in questo caso l’intervento va a buon fine e Ignazio torna in pista, sempre più motivato. 

Ancora, cinque anni più tardi torna lo stesso ospite, questa volta alla vescica, ma anche questa volta tutto si risolve per il meglio.

Nel 2017, caso unico e del quale hanno raccontato le vicissitudini i giornali locali, Ignazio si ammala di Meningite Batterica. I Medici Preparano i familiari ai quali non danno nessuna speranza. Ma anche questa volta Ignazio si aggrappa alla vita con tutte le sue forze e dopo due settimane in coma nel reparto di terapia intensiva e due mesi di ricovero al Santissima Trinità, torna a casa e riprende le sue attività musicali. Le malattie e le lunghe degenze in ospedale non scoraggiano il grande artista. Ennio non rimane seduto a pensare: suona, compone brani, cerca spazi e opportunità per lasciare qualcosa di bello al mondo e soprattutto alla storia e alla cultura sarda.

A Pirri, da sempre luogo d’adozione, fonda una scuola per fisarmonicisti con i quali realizza poi uno dei suoi desideri più grandi, creare la “fisa-orchestra” composta dai suoi allievi, arrivando a contare circa 15 elementi. Sempre a Pirri, agli inizi degli anni ‘80, fonda il gruppo folk San Gregorio Magno.

Ennio torna in sala d'incisione pubblicando il CD “Ignazio Erbì e la sua fisarmonica” (prodotto da Frorias) che contiene balli sardi di sua composizione. Ma il lavoro discografico più prezioso e più recente, è il cd intitolato “Coggius a Fra Nicola da Gesturi” in omaggio al Beato Fra Nicola.

Alla fine del 2019 torna in ospedale per una infezione renale, riesce anche stavolta a superare la crisi e torna a casa dopo una lunga riabilitazione. Ma il suo fisico è ormai provato e il 22 ottobre del 2020 viene ricoverato presso l’ospedale Brotzu di Cagliari dove muore il 1° novembre, ad una settimana dal suo ottantaduesimo compleanno, dopo aver contratto il Covid-19.

Ennio Erbì oggi riposa nel cimitero di San Michele. Nella sua lapide gli fa compagnia il ritratto del Beato Nicola da Gesturi, suo faro illuminante e angelo custode nella vita personale e nel cammino da artista.

Stefania Cuccu

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