Quasi un’intera comunità si è radunata nelle strutture del rinato centro sociale dove, nel tempo di allestire i già acquistati arredi, anche la Biblioteca prenderà di nuovo vita.

L’appello del sindaco, Emanuele Cauli, è stato raccolto: "l’amministrazione ha lavorato perché lo stabile fosse reso efficiente, sicuro e disponibile all’uso dei legittimi proprietari, i cittadini. Adesso noi continueremo ad impegnarci perché non manchino li stimoli e le opportunità di incontro e di crescita. Ai cittadini, il compito di usarlo, frequentarlo, fruirne dei servizi ed aiutarci a migliorarlo. La presenza dei sindaci delle comunità vicine, delle Forze dell’Ordine, delle autorità provinciali ha sancito l’impegno collettivo di vigilanza ed attenzione a che il tempo e l’incuria non prendano mai più il sopravvento".

Ambra Pintore, che ha curato la direzione artistica del programmo di eventi di rilancio, ha ribadito "il ruolo civile e politico di una cultura che deve migliorare la vita dell’uomo, favorirne le espressioni di libertà e creatività, agevolarne la capacità di dialogo e confronto sì che ciascun individuo sia più preparato a sentirsi parte connotante, attiva e responsabile della comunità nella quale si trova a vivereAdesso quanto abbiamo immaginato, con le nostre arti, è nella riflessione della comunità. Da parte mia e degli artisti che hanno sposato il progetto di ricostruzione di identità del centro sociale, l’auspicio che possano partecipare numerosi alle iniziative in programma: la mostra “La persistenza della memoria”: le otto opere del collettivo Arc LaRue restituiscono i colori e gli umori delle narrazioni storiche, utilizzando materiale fotografico quasi dimenticato, che manipolato ci regala una visione del tempo che colpisce il nostro presente, il nostro essere parte di una comunità che va oltre i confini territoriali, va oltre la memoria. Lo spazio biblioteca ospita “Il suono delle parole” una installazione sonora che parte dalle fondamenta di una biblioteca: le storie raccontate dai libri. Un tappeto di libri finalmente riaperti accolgono visitatori e visitatrici avvolti dalle voci di quegli stessi libri rimasti chiusi per tanti anni. Ed infine “L’incastro perfetto”: uno spazio blu sospeso all’interno del quale giocando si potrà costruire una casa, così come una casa metaforicamente diventerà il centro sociale. Un’attività partecipata per adulti/e e bambini/e che avranno a disposizione dei piccoli mattoncini bianchi con cui elaborare i propri progetti condividendo un momento creativo e dando vita all’installazione stessa".

Gli allestimenti sono parte del progetto “Non fermiamo la Tradizione” con i progetti  “Uno sguardo all’insù” mostra di Arc LaRue, “Il suono delle parole”, installazione sonora, “L’incastro perfetto” attività partecipata per adulti/e e bambini/e. Allestimenti e mostre sono curate dagli artisti Roberta Locci e Alberto Marci.

"Ogni momento artistico è immaginato per lasciare liberi i visitatori di fruire o non gradire - ha dichiarato Pintore - una storia narrata così come il nostro intento futuro è stimolare nuovi progetti, che abbiano come fulcro i linguaggi dell’arte che aiutano ad immaginare un futuro migliore e di conseguenza, a costruirlo. Abbiamo anche dato il via all’iniziativa “Dona i tuoi libri” alla biblioteca di Magomadas, ricevendo già numerose richieste di donazioni.

Tra gli eventi in programma il 25 Marzo alle 17 , “Le tradizioni della Settimana Santa” conferenza a cura di Luciano Sechi e domenica 16 aprile alle 10.30,  la presentazione del libro “Malvasia di Bosa – Il Vino del Mito” di Enzo Biondo, Enologo, storico e scrittore della  vitivinicoltura della Sardegna.

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