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Cagliari. Violenza privata, minacce e truffa: denunciate tre persone

Gli accertamenti svolti dagli agenti della Squadra volante, chiamati da un cittadino aggredito da tre uomini di origini romene, ha portato alla scoperta di un'altra truffa che vede protagonisti proprio i tre aggressori. E' accaduto a Calamosca, dove i tre uomini hanno aggredito verbalmente un cittadino, accusandolo di aver rubato loro i telefoni cellulari. Quest'ultimo ha chiamato le forze dell'ordine che una volta in loco hanno verificato l'insussistenza dell'accusa e, a seguito di ulteriori accertamenti, hanno scoperto che i tre romeni si sono resi protagonisti di un'altra truffa. Di fatto, fingendosi persone con disabilità, chiedevano donazioni all'esterno dei centri commerciali, facendo firmare alle vittime falsi moduli che riportavano gli estremi di associazioni che avevano rubato. I tre sono stati denunciati per violenza privata, minacce e truffa.

Truffa, abusivismo finanziario e riciclaggio. Eseguite 6 misure cautelari e personali, sequestrati beni per oltre 4,5 mln di euro

L'operazione, condotta oggi dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Cagliari, ha portato all'esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali - disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari - nei confronti di sei persone gravemente indiziate, unitamente ad altri quattro indagati denunciati a piede libero, per i delitti di associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, al riciclaggio ed autoriciclaggio, per aver costituito un reticolo di società finanziarie, anche di diritto estero, strumentali al procacciamento di clienti. Proprio grazie alle predette società, gli indagati avrebbero infatti esercitato, in assenza delle prescritte autorizzazioni, un’attività finanziaria promuovendo la compravendita di strumenti finanziari dietro la promessa di profitti elevati, pari al 5% lordo mensile, ripagando poi gli incauti investitori, idealmente rassicurati da rendimenti particolarmente favorevoli in tempi molto brevi, con fondi raccolti presso nuovi clienti applicando in sequenza il noto “schema Ponzi”. Tutto questo finché non è “crollata” la catena di raccolta del denaro. Alla prima scadenza annuale dell’investimento, infatti, solo alcuni investitori sono rientrati in possesso di parte delle somme investite e la maggior parte di essi non ha ottenuto alcun rendimento, né la restituzione dei capitali raccolti sull’intero territorio nazionale, per circa 5 milioni di euro, ai danni degli ignari risparmiatori. Il sodalizio criminale investigato, strutturato in modo piramidale, vedeva al suo vertice il dominus delle società, un uomo di anni 51, ritenuto promotore ed organizzatore del sistema illecito, e ad un livello inferiore, i suoi più stretti collaboratori: il fratello, di anni 41 e la sorella, di anni 46, tutti residenti in provincia di Cagliari. Della compagine associativa sono risultati appartenere anche una donna, di anni 51, residente in provincia di Varese, responsabile del “marketing”; un uomo, di anni 47, residente a Como, quale cofondatore e comproprietario di alcune società offerenti gli investimenti finanziari abusivi. Un altro uomo di nazionalità saudita, di anni 48, residente in Svizzera e che ha amministrato il flusso di denaro proveniente dall’abusiva raccolta del risparmio, ed un uomo di anni 39 residente ad Olbia, che ha ideato il progetto iniziale d’investimento, in qualità di formale proprietario di una società slovena. Sono risultati coinvolti, inoltre, tre promotori finanziari, due uomini ed una donna, rispettivamente di anni 39, 35 e 33, residenti nell’oristanese e nel sud Sardegna.

Cagliari. Attivava schede telefoniche per compiere delle truffe: 43enne denunciato

Denunciato per sostituzione di persona e truffa. Sono le accuse dalle quali si dovrà difendere un uomo di origine senegalese residente nel capoluogo. L'uomo avrebbe attivato quasi 1.200 schede telefoniche a carico di di ignari cittadini extracomunitari, con l'obiettivo di compiere truffe su tutto il territorio nazionale. L'attività illecita avrebbe avuto luogo nel periodo novembre 2019 - novembre 2020, quando il denunciato svolgeva l'attività di rivenditore di una nota compagnia telefonica. A seguito delle indagini é emerso che molte delle utenze attivate sono state effettivamente utilizzate per compiere truffe su tutto il territorio nazionale.

Truffa aggravata ai danni dello stato e reati fiscali. Sequestrati beni per oltre 190 mila euro nei confronti di 5 soggetti e una società

I militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Cagliari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre 190.000 euro, emesso dal Gip del Tribunale di Cagliari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 imprenditori ed una società. L’attività scaturisce da un’indagine nel settore della criminalità economico-finanziaria, che ha smascherato una frode finalizzata all’ottenimento di indebite erogazioni ed agevolazioni previdenziali in favore di imprese operanti nell’importante polo industriale metallurgico di Portoscuso (Sud Sardegna). Le investigazioni dei Finanzieri hanno permesso di individuare negli autori della frode un gruppo imprenditoriale legato dal vincolo familiare, i quali hanno congegnato e posto in essere il meccanismo fraudolento. Nello specifico, attraverso il sistematico ricorso al licenziamento di lavoratori dipendenti ed alla loro successiva riassunzione, per il tramite di aziende collegate a quelle che avevano effettuato i licenziamenti, le imprese coinvolte aggiravano le disposizioni di legge in materia, riuscendo così ad ottenere illecitamente sgravi contributivi e agevolazioni economiche e fiscali, previsti dalla legge n. 223/1991 ed erogati dall’I.N.P.S., per un ammontare di 198.057 euro. Attraverso questo modus operandi, le aziende responsabili della frode, beneficiando degli sgravi contributivi e dei contributi economici non spettanti ed omettendo di versare all’Erario le imposte dovute, hanno potuto “abbattere” il costo della manodopera del personale impiegato, di fatto attuando forme di concorrenza sleale nei confronti delle imprese sane operanti nel contesto territoriale di riferimento, potendo evidentemente presentare ai committenti offerte economiche più vantaggiose. Il provvedimento magistratuale, inoltre, ha visto anche riconosciuta la contestazione alla compagine aziendale della violazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Appropriazione indebita e truffa per 615.797 euro. Denunciati 2 amministratori di società

A seguito di una apposita attività investigativa, delegata dalla locale Autorità Giudiziaria, la Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Cagliari ha denunciato gli amministratori di due società operanti nell’hinterland cagliaritano nel settore del commercio di mobili. L’azione dei Finanzieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari, è stata orientata alla disamina delle diverse dinamiche societarie al fine di acclarare eventuali responsabilità in ordine a reati contro il patrimonio mediante frode, a discapito dei clienti e dei fornitori. L’attività d’indagine è scaturita a seguito di diverse denunce di truffa da parte di clienti che avevano corrisposto acconti per l’acquisto di mobili che invece non sono mai stati recapitati. Le aziende venditrici, a loro volta, giustificavano le mancate consegne adducendo come causa ritardi di produzione riconducibili alle ditte fornitrici. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno invece verificato che gli acconti in denaro venivano incassati dalle aziende ma non inviati alle ditte fornitrici. Nello specifico, l’esito delle indagini ha permesso di imputare in capo ai 2 amministratori delle aziende, l’appropriazione indebita di denaro di pertinenza delle aziende fornitrici per un totale di € 610.117,00 e la truffa nei confronti di alcuni clienti per un ammontare pari a € 5.680,00 corrisposti quali acconti per l’acquisto di mobili che non sono invece stati mai consegnati.

Fotovoltaico. Truffati 14 clienti, denunciati 6 responsabili aziendali

La Guardia di Finanza di Cagliari, 2a Compagnia, ha concluso un’attività d’indagine che ha comportato la denuncia alla Procura della Repubblica di tre procacciatori d’affari e tre amministratori di due società. L'accusa è quella di aver truffato quattordici clienti per un ammontare complessivo di 41.600 euro. L’attività d’indagine delle Fiamme Gialle è scaturita da apposita delega, formulata dalla locale autorità giudiziaria, a seguito della denuncia presentata da alcuni cittadini residenti nei piccoli comuni della provincia di Cagliari, che si sono visti recapitare richieste di pagamento per contratti stipulati con le due società, una con sede in Cagliari e una con sede a Palermo, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici. Le indagini, condotte attraverso l’acquisizione e l’analisi di copiosa documentazione, hanno fatto emergere un ingegnoso sistema fraudolento che i denunciati hanno articolato a danno di quattordici ignari clienti. In particolare, i tre procacciatori d’affari hanno rivolto la loro attenzione su alcuni abitanti di diversi piccoli comuni della provincia cagliaritana, presentandosi con modi gentili e imbonitori ed approfittando della buona fede e dell’ingenuità delle future vittime per fare ingresso presso le rispettive abitazioni e promuovere la vendita di pannelli fotovoltaici e altri impianti connessi. Tra questi scaldabagni e condizionatori d’aria. Al termine della visita, grazie alla loro parlantina e nonostante il cliente si dichiarasse non interessato alla proposta commerciale, i procacciatori facevano sottoscrivere alle persone contattate un documento facendo loro credere che serviva soltanto per attestare l’avvenuta proposta commerciale senza alcun vincolo, spacciandolo come fantomatico modulo per la privacy. In realtà tale modulo celava a tutti gli effetti un contratto di finanziamento per l’acquisto di pannelli fotovoltaici e di prodotti connessi. Le investigazioni hanno fatto emergere in sei casi, sui quattordici accertati, che i procacciatori d’affari hanno apposto firme false sui contratti di finanziamento, per completare l’iter procedurale, sostituendosi ai truffati. In undici casi i clienti, onde evitare lungaggini giudiziarie e le conseguenti spese legali, pur di pervenire alla risoluzione consensuale dei contratti da loro non stipulati hanno preferito accettare una transazione corrispondendo alle società una parte delle somme richieste. All’esito delle indagini, i procacciatori d’affari e gli amministratori delle società sono stati denunciati per il reato di truffa e di sostituzione di persona, mentre l’ammontare della truffa - quantificata sulla base delle somme versate dai cittadini truffati, anche per concludere il contenzioso con transazioni - ammonta a 41.600 euro.

Cagliari. Truffata una casa farmaceutica: denunciati coniugi informatiori medico-scientifici

La Guardia di Finanza, 2a Compagnia di Cagliari, ha concluso un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due coniugi, entrambi cinquantenni e residenti nel Capoluogo, accusati di avere truffato una casa farmaceutica per un ammontare complessivo di 30.000 euro. L’attività d’indagine delle Fiamme Gialle è scaturita da una delega, da parte della locale Autorità Giudiziaria, a seguito della denuncia presentata da una casa farmaceutica con sede in Brianza nel Nord Italia, insospettitasi per il costante aumento delle richieste di pagamento di commissioni da parte dei due coniugi, che agivano come informatori medico-scientifici operanti nel sud Sardegna, e con i quali la società ha stipulato un contratto di rappresentanza. Il rapporto contrattuale, regolarmente stipulato, prevedeva il pagamento da parte della società farmaceutica brianzola di apposite commissioni ai due informatori medico-scientifici quantificate sul numero dei campioni di farmaci e di altri prodotti distribuiti al personale medico e sul numero di contatti intrapresi con questi ultimi, con l’impegno da parte dei medici contattati di formulare successivamente richieste di acquisto alla citata casa farmaceutica. Quest’ultima, nonostante l’incremento del volume delle commissioni richieste dai due coniugi informatori medico-scientifici, notava un non corrispondente incremento delle vendite nell’area di interesse del sud Sardegna. Le successive indagini, condotte attraverso l’acquisizione e l’analisi di copiosa documentazione, hanno fatto emergere e confermato l’ingegnoso sistema fraudolento che i due coniugi hanno articolato a danno della società farmaceutica, i quali hanno emesso numerose fatture per provvigioni su campioni di farmaci e altri prodotti farmaceutici ricevuti ma di fatto mai consegnati se non a soggetti terzi di fantasia. In molti casi, anche i medici asseritamente indicati come contattati dai due informatori medico-scientifici sono risultati assolutamente ignari di qualsivoglia conoscenza del contesto né mai hanno firmato alcuna scheda di profilazione come futuri e potenziali clienti. I due coniugi sono stati denunciati per il reato di truffa e sostituzione di persona, mentre l’ammontare del danno arrecato alla casa farmaceutica è stato quantificato per un importo di 30.000 euro.

Cagliari. Operazione Andromeda: arrestati tre soggetti responsabili per presunta truffa nel settore degli investimenti immobiliari

La Guardia di Finanza, 2a Compagnia di Cagliari, ha concluso un’indagine che ha portato agli arresti domiciliari di tre professionisti, operanti nel settore degli investimenti mobiliari. I tre sono accusati per reati di truffa aggravata ed abusivismo bancario, con l’aggravante della transnazionalità delle condotte delittuose. L’attività d’indagine, condotta sotto la direzione della locale Autorità Giudiziaria, muove i suoi passi da una querela presentata da un cittadino ritenutosi truffato perché gli erano stati proposti investimenti finanziari in fondi esteri con una società svizzera, per il tramite di un avvocato cagliaritano, con promessa di una elevatissima remunerazione di fatto non mantenuta. Le indagini condotte dai Finanzieri si sono concentrate fin dall’inizio sull’individuazione di ulteriori potenziali soggetti truffati che fossero collegabili al denunciante ed al professionista. In questa maniera sono state individuate ulteriori tre persone, residenti nella provincia di Cagliari, anch’esse vittime della medesima truffa attuata con le stesse modalità. Lo schema fraudolento ricostruito dalle Fiamme Gialle ruotava intorno ad un sodalizio composto da tre professionisti: un avvocato del Foro di Cagliari e due intermediari finanziari, questi ultimi residenti in veneto ed ognuno rappresentante di società estere, con sedi, rispettivamente, in Svizzera e Slovacchia. Le vittime del raggiro venivano convinte della possibilità di beneficiare di facili e veloci guadagni attraverso la sottoscrizione di contratti di investimento in fondi esteri con le citate società estere. A fronte dell’iniziale investimento di denaro, i soggetti truffati ricevevano effettivamente dei primi guadagni, attraverso rientri di capitale, tali da indurli a credere nella bontà dell’investimento effettuato. Tale circostanza produceva, nei confronti degli artefici della truffa, un duplice beneficio: l’incremento della somma investita ed un feedback positivo, tale da far sì che ulteriori soggetti potessero legarsi alla catena fraudolenta degli investimenti. Successivamente però, le somme fornite non venivano più investite in prodotti finanziari, ma rimanevano nella disponibilità degli ideatori del meccanismo censurato, i quali ne beneficiavano esclusivamente per proprie esigenze, venendo meno all’impegno assunto. A seguito dei primi riscontri, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’esecuzione di mirate perquisizioni locali nei confronti dei tre soggetti coinvolti e l’analisi dettagliata dei supporti informatici e della documentazione sequestrata, che ha consentito ai Finanzieri di individuare complessivamente ventisette soggetti truffati con le medesime modalità, di cui nove residenti nella provincia di Cagliari, che nel tempo avevano effettuato bonifici a vantaggio degli indagati per una somma complessiva quantificata in 1 milione di euro. Dei citati ventisette soggetti vittime del meccanismo fraudolento, sette sono risultati essere ultrasettantenni. A conclusione delle indagini, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i tre soggetti coinvolti nel sistema fraudolento sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. L’attività eseguita rientra nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria attribuite alla Guardia di Finanza e mira a contrastare le condotte illecite nel settore degli investimenti finanziari proposti da soggetti privi dei requisiti di onorabilità e professionalità nonché a tutelare i risparmi dei cittadini onesti.
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