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Cagliari. Sequestrati quasi 100.000 kg di prodotti energetici e un deposito commerciale di oltre 8.000 m2

La Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cagliari, nel corso di un controllo avviato nel comparto delle accise sui prodotti energetici, ha proceduto al sequestro preventivo di un intero deposito commerciale avente una capacità di stoccaggio di oltre 2.000 metri cubi, contenente 22.900 litri di gasolio (pari a 19.000 kg) e 78.000 kg di oli combustibili e lubrificanti. Prodotti risultati immagazzinati in assenza del prescritto certificato di prevenzione incendi, come previsto dalla normativa di settore per i prodotti energetici che, per consistenza, impiego e quantità, risultano altamente infiammabili o esplodenti. Di fatto, i controlli effettuati dai militari delle Fiamme Gialle hanno fatto emergere l'assenza della documentazione obbligatoria ad evidenza delle misure tecniche, adottate dal titolare dell'azienda, per la prevenzione dei citati pericoli. Per questo motivo il rappresentante legale della società interessata é stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per la violazione dell’articolo 20 del D,Lgs. 139/06 (sanzioni penali e sospensione dell’attività) ed articolo 55 (sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente) del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro). L’attività condotta dalla Guardia di Finanza, si inserisce nell'ambito di un piano di intensificazione degli interventi volti a vigilare sull’andamento dei prezzi di vendita al pubblico di tali prodotti, così come sui prezzi praticati lungo l’intera filiera della distribuzione commerciale.

Cagliari. Souvenir dalle spiagge sarde: sequestrati 536 ciottoli, 2.073 conchiglie e 19,3 kg di sabbia

La Guardia di Finanza di Cagliari, unitamente a personale della locale Sezione Operativa Territoriale delle Dogane, nell'ambito dei diversi controlli dei bagagli trasportati dai passeggeri in transito presso lo scalo aereo di Elmas, hanno rinvenuto 218 ciottoli (per un peso complessivo di 8,6 kg), 159 conchiglie, prelevate da diverse spiagge del Golfo degli Angeli. Il materiale era nascosto all’interno dei bagagli di due signore tedesche, che stavano facendo rientro a casa, decise a portare con sé un ricordo fisico della propria permanenza in territorio sardo. In altre 4 occasioni, invece, un turista russo, uno lituano ed due tedeschi, in aeroporto pronti per tornare a casa, sono stati trovati in possesso, rispettivamente di 805, 538 e 480 e 180 conchiglie, anch’esse prelevate da più arenili della costa cagliaritana. Una turista italiana, in partenza dallo scalo cagliaritano, aveva invece riposto nel proprio bagaglio, 48 ciottoli e 8,276 kg di sabbia, contenuta in tre bottiglie. Più variegata la tipologia di souvenir, ma sempre illecita, per 3 turisti spagnoli, i quali avevano riempito 3 bottiglie con 2,420 kg di sabbia prelevata dai lidi di Costa Rei e Villasimius, occultando nel bagaglio 70 conchiglie e 270 ciottoli. Per i 10 soggetti è scattata una sanzione amministrativa, prevista da specifica disposizione di Legge Regionale 16/2017, pari, nel massimo a 3.000 per ciascuno.

Sassari. Sequestrati oltre 1.100 prodotti con marchio contraffatto nel centro storico

La Guardia di Finanza, Comando Provinciale di Sassari, ha sottoposto a sequestro 1.100 prodotti con marchio contraffatto e deferito all’autorità giudiziaria competente un soggetto, accusato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. In particolare, i finanzieri hanno individuato un giovane che transitava per la zona di piazza Università a Sassari, con un vistoso scatolone. Durante il controllo i militari hanno appurato che il pacco conteneva centinaia di occhiali da sole con marchio, presumibilmente contraffatto, delle più note griffe di moda quali Ray-Ban, Gucci, Prada, Chanel, Hugo Boss e Oakley, con a corredo le relative custodie, anch’esse verosimilmente contraffate. I prodotti sequestrati, in tutto simili agli originali, avrebbero fruttato migliaia di euro ove immessi sul mercato illegale e arrecato un conseguente notevole pregiudizio alla rinomanza dei marchi citati.

Alghero. Multa da 4.00 euro per 4 pescatori di ricci

La Guardia Costiera di Alghero ha fermato ieri 4 pescatori di frodo in possesso di 700 ricci di mare. L'operazione é stata condotta dai militari dopo un appostamento, previsto dalle regolari attività finalizzate a contrastare la pesca illegale di ricci. I trasgressori sono stati multati con una sanzione totale di 4mila euro, mentre i ricci sono stati rimessi in mare.

Cagliari. Sequestrato un immobile abusivo in via Utzeri

La Sezione di Sorveglianza Edilizia della Polizia Locale di Cagliari, questa mattina ha sottoposto a sequestro penale un immobile abusivo in via Utzeri nel quartiere di Sant’Elia. In particolare, i controlli disposti sul territorio dal Comando della Polizia Locale, finalizzati al contrasto dell’abusivismo edilizio, hanno consentito l'individuazione di una costruzione non autorizzata in via Utzeri. Il manufatto, realizzato in blocchetti ed elevato dal piano terra al soffitto, su un area di circa 40 mq diviso in tre ambienti, risultava in fase di ultimazione. Per evitare il completamento dell’opera abusiva, il personale della Polizia Locale ha proceduto con il sequestro penale. Il provvedimento è stato pubblicizzato con l’apposizione dei sigilli. A seguito delle diverse segnalazioni ricevute e su disposizione della Procura della Repubblica di Cagliari, la Polizia Locale ha attivato numerosi controlli in città e sul litorale per evitare in particolare la deturpazione del territorio.

Dolianova. Operazione “Thesaurus”: sequestrati oltre mille reperti archeologici

Blitz del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale che nei giorni scorsi, in collaborazione con la Stazione forestale di Dolianova, é intervenuto in località Isca Bardella, nelle campagne di Dolianova, con l'operazione denominata “Thesaurus”. Due persone, sorprese mentre sondavano il terreno con un potente metal detector e praticavano piccoli scavi, sono state trovate in possesso di frammenti di bronzetti delle dimensioni di alcuni centimetri, nonché di lamine in piombo. Considerata la flagranza di reato, la Forestale ha proceduto alla perquisizione delle abitazioni dei ‘tombaroli’, dove ha trovato un autentico tesoro custodito illegalmente e composto da prezioso materiale archeologico, certamente proveniente da un’intensa attività di scavo clandestino. Il materiale, ad un primo esame considerato di straordinario valore storico e scientifico, è stato sequestrato e si trova all'esame della Soprintendenza Archeologica. Nelle abitazioni sono stati trovati e sequestrati oltre 1.000 reperti di varie epoche, dal Neolitico all'Alto medievale. Tra questi: due navicelle nuragiche in bronzo con protomi (elementi decorativi costituiti dalla testa) taurine; una protome nuragica d’ariete in bronzo, frammento di una navicella; decine di asce e mazze litiche di epoca neolitica e nuragica (VI-II millennio a.C.); una collana in osso con vaghi a disco e a botticella di epoca neolitica-eneolitica (VI-III millennio a.C.); un busto di guerriero nuragico in bronzo, armato di pugnale; una figurina umana in bronzo; un medaglione in bronzo di epoca storica con decorazioni a forma di foglie e uccelli; 550 monete prevalentemente in bronzo, e alcune in argento, di epoca punica, romana repubblicana e imperiale, basso medioevale, alcune di particolare rarità e interesse storico quali emissioni puniche di zecca sarda (III secolo a.C), un asse romano, cosiddetto del Sardus Pater (I sec. a.C.), un tremisse in oro di epoca bizantina (VII-VIII secolo), verosimilmente di zecca sarda; una decina di anelli di epoca storica (romana e altomedioevale), tra i quali spicca un anello in oro a forma di serpente; vaghi di collana di epoca romana; una macina basaltica con inserti in piombo. Ai due soggetti - un pensionato 69enne di Soleminis, e un pensionato 74enne di Dolianova - sono stati contestati i reati di scavo archeologico clandestino, impossessamento e detenzione illegale di reperti archeologici (di proprietà dello Stato), ricettazione e riciclaggio. L'attività di scavo e impossessamento di materiale archeologico, oltre a costituire un grave reato, cagiona un gravissimo pregiudizio all'importante patrimonio culturale, archeologico e storico della Sardegna. I reperti archeologici, una volta decontestualizzati dal luogo di ritrovamento, non sono più suscettibili del necessario studio. I tesori dei tombaroli sono normalmente destinati al mercato clandestino dei reperti archeologici, molto fiorente e articolato in una fitta rete internazionale di intermediari.

Cagliari. Sequestrati oltre 14.600 articoli contraffatti , denunciate due persone

La Guardia di Finanza, Comando provinciale di Cagliari, nell'ambito del quotidiano presidio del territorio, ha effettuato numerosi controlli finalizzati al contrasto della vendita di prodotti contraffatti e dell’abusivismo commerciale organizzato. L'attività, concentrata con particolare attenzione nei luoghi di maggior interesse del centro cittadino, ha portato al sequestro di oltre 14.600 articoli contraffatti e alla denuncia di due persone. In particolare, in un primo intervento, effettuato presso un piccolo emporio, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 1.834 prodotti, tra cui 1.450 mascherine chirurgiche con marcatura CE non conforme, 128 capi d’abbigliamento e 256 calzature contraffatte. ll titolare dell’esercizio commerciale è stato segnalato a piede libero alla locale Procura della Repubblica per i reati di contraffazione, ricettazione e frode in commercio. In un secondo intervento, invece, i Baschi Verdi hanno avvicinato in Via Malta un cittadino senegalese che, con fare sospetto, camminava con uno zaino voluminoso ed una busta di plastica in mano. Sottoposto a controllo, il senegalese é stato scoperto in possesso di 101 scarpe palesemente contraffatte, riconducibili alle principali case di moda, immediatamente sequestrate dai Finanzieri. Successivamente, individuata l’abitazione dell'uomo, veniva eseguita una perquisizione locale all’esito della quale venivano rinvenuti e sequestrati ulteriori 12.724 articoli tra cui scarpe, borse, jeans, etichette, tutti riconducibili a marchi contraffatti, utili per trasformare i capi “neutri” in prodotti del tutto simili a quelli originali. In aggiunta, sono stati rinvenuti altri accessori e articoli di abbigliamento dei più noti brand, oltre a capi “neutri” pronti per l’apposizione degli adesivi contraffatti. L’extracomunitario, titolare di regolare permesso di soggiorno, è stato segnalato a piede libero alla locale Procura della Repubblica per i reati di ricettazione e possesso di prodotti recanti marchi contraffatti.

Collegamenti marittimi con le isole minori: sequestrati beni per oltre 64 mln di euro, oltre a due navi

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo con il quale è stato disposto il sequestro preventivo di due navi traghetto, nonché di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie, anche nella forma per equivalente, per un valore di oltre 64 milioni di euro. Ad essere coinvolti due imprenditori e due società operanti nel settore della navigazione e del noleggio di mezzi di trasporto marittimo. I plurimi reati ipotizzati sono quelli di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità in atti pubblici e attentati alla sicurezza dei trasporti. Oltre alle responsabilità penali delle persone fisiche, sono contestati illeciti amministrativi per fatti dipendenti da reato, in base alla normativa sulla responsabilità degli enti. In particolare le attività, in corso di esecuzione in Cagliari, Portoscuso, Calasetta, La Maddalena, Porto Torres, Sassari, Palermo, Reggio Calabria e Augusta, effettuate con il supporto degli specialisti del Reparto Operativo Aeronavale delle Fiamme Gialle, costituiscono l’esito di una complessa indagine condotta, a partire dal 2019, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari sulla procedura di gara, aggiudicata dalla Regione Sardegna nel 2016 ad una compagnia di navigazione sarda onde assicurare la connettività marittima della Sardegna con le isole minori “S. Pietro” e “La Maddalena”. Procedura della durata di sei anni, per l’importo complessivo di 70,1 milioni di euro esclula Iva, con opzione di estensione del servizio fino a 9 anni per un valore complessivo totale di oltre 104 milioni di euro. Di fatto, in applicazione della normativa UE in materia di aiuti di Stato, la legislazione vigente prevede lo strumento della “continuità territoriale”, attraverso cui – grazie a forme di compensazione erogate a contropartita di obblighi di servizio pubblico imposti alle compagnie incaricate del servizio di trasporto – è garantito ai cittadini l’esercizio del diritto alla mobilità e allo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, assicurando nel contempo tariffe ragionevoli, nel rispetto di specifiche condizioni di orario, capacità e frequenza dei collegamenti, laddove le sole forze operanti sul mercato non possano offrire servizi di adeguato livello. Tuttavia, tra i requisiti prescritti per poter partecipare e aggiudicarsi la gara, i concorrenti avrebbero dovuto adibire unità dotate di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire il traghettamento, in condizioni di sicurezza, di merci pericolose e passeggeri, tutelando e garantendo, in particolare, le pari opportunità, in termini di accessibilità e di mobilità a bordo delle stesse navi, anche alle persone a mobilità ridotta, individuate dalla normativa di settore. Nello specifico: “chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, comprese le persone anziane, le persone con disabilità, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli”. Gli approfondimenti investigativi e le ispezioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dal magistrato inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, evidenziando la inidoneità tecnica dei traghetti utilizzati, soffermatasi sul concreto rischio sussistente per l’incolumità delle persone fragili in caso di evento avverso, come un naufragio o un incendio fortunatamente mai verificatisi. Oltre alle carenze tecniche e strutturali delle unità navali considerate, le indagini hanno, altresì, permesso di rilevare come le suddette difformità - rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando - non fossero mai state sanate. Circostanze, quest’ultime, che conseguentemente non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara. Gli accertamenti hanno, parimenti, fatto rilevare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per le tratte “Carloforte/Portovesme” e “Carloforte/Calasetta”, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante. L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016- 2020, quantificato in oltre 54,1 milioni di euro, è stato sequestrato nei confronti della società di navigazione aggiudicataria e degli indagati. Ulteriori 9,9 milioni di euro sono stati invece sequestrati, quale profitto del reato, alla società di noleggio delle imbarcazioni avente assetto proprietario e management riconducibili ai principali indagati. Secondo la ricostruzione investigativa, gli indagati, interponendo una seconda società di servizi, hanno fornito alla compagnia di navigazione indagata ulteriori 3 navi necessarie per partecipare alla gara, pur essendo consapevoli che le stesse non avessero i requisiti previsti dalla gara. La cessione delle unità navali, avvenuta attraverso la previsione di specifici canoni di locazione, ha in tal modo fatto confluire parte delle somme introitate dalla Regione Sardegna sui conti della società noleggiatrice. Una parte di tali introiti è stata successivamente “girata”, a titolo di emolumenti e di dividendi, ai due soci amministratori ritenuti responsabili. Le società e le navi sequestrate sono state affidate agli amministratori giudiziari nominati dal G.I.P. al fine di garantire la continuità aziendale.
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