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Cagliari. Pronto Soccorso Ospedale Marino ancora chiuso

Vite dei pazienti a rischio, visto che l'apertura annunciata a giugno 2021 é rimasta una promessa vuota. A sostenerlo é il consigliere regionale del M5S Michele Ciusa, che porta l'attenzione sulla situazione di stallo del Pronto Soccorso dell'Ospedale Marino.

"Tre giorni fa una donna sassarese ha perso il bambino alla quinta settimana di gravidanza perché non è stato possibile visitarla con urgenza. Una tragedia inaccettabile - attacca l'esponente del Movimento 5 Stelle - esattamente come le tante che vengono sfiorate a Cagliari ogni giorno, da quando, con l'impennata dei ricoveri, le ambulanze sostano nuovamente davanti all'ingresso dei Pronto Soccorso per ore. Quante persone devono rischiare la vita o perderla prima che la Regione decida di aprire un terzo Pronto Soccorso che possa garantire la copertura delle urgenze per il capoluogo e l'area vasta? Trascorsi quasi due anni dall’inizio della pandemia – osserva ancora Ciusa - non è pensabile che i Pronto Soccorso siano ridotti ai minimi termini. Oggigiorno non è più questione di emergenza ma esclusivamente di mala gestione della Sanità a livello regionale. Il Pronto soccorso dell'Ospedale Marino di Cagliari avrebbe dovuto riaprire il 4 giugno scorso - ricorda Ciusa. Questi erano i piani operativi comunicati lo scorso 26 maggio dall’ATS e mai attuati. Attualmente a Cagliari, come denunciato in queste ore dai sindacati, i Pronto Soccorso degli ospedali Brotzu e Policlinico non riescono a reggere l’afflusso di pazienti. Il sistema è in tilt e non si capisce come l’ATS abbia intenzione di agire”.

L'intervento del capogruppo del M5S Michele Ciusa, segue a quello dello scorso 28 giugno e lo scorso 25 agosto, durante i quali aveva sollecitato Regione e ATS affinché venisse programmata la gestione delle emergenze con l'apertura del Pronto Soccorso dell'ospedale sul lungomare cagliaritano.

“Ci troviamo nuovamente alle prese con le lunghe file di ambulanze, che stanno portando alla soglia del burn-out il personale medico e sanitario - precisa Ciusa - i pazienti covid stanno sostando anche all’ospedale Brotzu dove non dovrebbero essere trasportati. Il sistema è decisamente al collasso e nulla si è mosso in Regione per far fronte a questa nuova ondata galoppante di casi”.

Oristano. Pediatria a rischio al San Martino

A sollevare la questione é il consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas che unendosi alle proteste del territorio auspica uno sforzo corale e unitario di tutta la politica.

“La mobilitazione dei genitori oristanesi in difesa del diritto alla salute dei propri figli - precisa Solinas - è un’azione ammirevole alla quale mi sento di aderire in primis come cittadino di Oristano. Con profondo rammarico constatiamo che lo sfascio della Sanità oristanese sta purtroppo proseguendo inesorabilmente e che tra poco anche il servizio di Pediatria, a causa del pensionamento di tre dottoresse, non sarà garantito, in quanto non sono ancora state comunicate nuove assunzioni”.

Da qui gli appelli al titolare della sanità regionale, Mario Nieddu: “i nostri appelli all’assessore alla Sanità Nieddu per il potenziamento della pianta organica dell’Ospedale San Martino – fa infatti sapere il consigliere regionale - purtroppo non hanno sortito gli effetti sperati. Continueremo però a battagliare senza sosta per far sì che il nostro ospedale non debba soffrire perennemente la carenza di organico, oggi diventata cronica. Dobbiamo lavorare per far sì che il San Martino abbia una dotazione organica coerente con il proprio fabbisogno di personale, dettato esclusivamente dal bacino d’utenza”. L'auspicio é quindi quello di una collaborazione concreta tra tutte le parti politiche per risolvere il problema: “appoggio totalmente e mi unisco al coro di protesta, confluito all'interno di una petizione che mira ad ottenere un diritto sacrosanto per i propri bambini. Vorrei innanzitutto rivolgermi a questi genitori e far sapere loro che hanno tutta la mia disponibilità, che mi impegnerò per dare voce a questa protesta e, in particolare, a raccogliere e portare tutte le istanze di cui la stessa è portatrice in Consiglio regionale. Invito inoltre i colleghi di maggioranza ad agire per una volta in maniera unitaria e corale, non possiamo ignorare questa gravissima criticità che rischia di compromettere in maniera gravissima il diritto alla salute dei più piccoli”.

Nuoro. Corsi universitari congelati: mozione di Desirè Manca (M5S)

“Lezioni sospese, oltre 800 studenti lasciati a casa, dipendenti senza stipendio e cinque corsi universitari congelati fino a data da definire. Sono questi gli effetti catastrofici prodotti dalla legge regionale numero 10 del 21 giugno 2021 a danno dell’ex Consorzio universitario di Nuoro e del Consorzio che gestiva la Biblioteca Satta. Dopo lo scioglimento dei Consorzi, entrambi avrebbero dovuto essere sostituiti da una Fondazione regionale, che, ancora oggi, per mancanza di un Commissario incaricato del processo di transizione, non può essere istituita. Intanto a regnare è il caos più assoluto. Il Commissario recentemente nominato dalla Giunta regionale si è dimesso – attacca la consigliera regionale del M5S, Desirè Manca - privando l'istituzione degli organi essenziali di governo, ed è così che oggi ci troviamo in una situazione di paralisi che non consente lo svolgimento delle attività ordinarie, comprese quelle relative al pagamento degli stipendi del personale. Pretendiamo che la Regione proceda urgentemente alla nomina di un nuovo Commissario straordinario per garantire il diritto allo studio degli studenti iscritti e la tutela dei lavoratori”.

L'esponente pentastellata ha presentato quindi una mozione che impegna il presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas, ad adottare tempestivamente ogni iniziativa utile per la riapertura delle sedi del polo universitario nuorese e la riattivazione della funzionalità dei corsi di laurea.

“Dobbiamo precisare che il comma 3 dell'art. 9 della legge regionale n. 17/2021 prevede che fino alla costituzione della "Fondazione per la promozione degli studi universitari e della ricerca scientifica nella Sardegna centrale” permane l'attuale assetto organizzativo, istituzionale e amministrativo dell'Ente - ricorda Manca - sarà quindi il Commissario ad assicurare la continuità delle funzioni già svolte dal Consorzio e, entro sei mesi dalla data della nomina, dovrà predisporre e trasmettere alla Giunta regionale gli atti contabili, finanziari, patrimoniali ricognitivi e liquidatori necessari alla fase di transizione. Mentre il il successivo comma 4 dispone che, entro i successivi trenta giorni, il Commissario sarà autorizzato alla sottoscrizione dell'atto costitutivo e dello statuto della Fondazione e al compimento di tutti gli altri atti necessari alla sua costituzione. In assenza di un Commissario – conclude – non è possibile procedere. Pertanto è necessario che la nomina avvenga immediatamente”.

Sanità. “Fondi del Pnrr per la diagnosi precoce e la cura dell'Alzheimer”

A chiederlo é il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Ciusa, che ha presentato un’interrogazione al Presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Nieddu per sapere se abbiano predisposto il Piano triennale di attività previsto dalla L. 178/2020, indispensabile per il trasferimento delle risorse stanziate dallo Stato.

“Stando ai dati pubblicati nel 2020 - sottolinea Ciusa - la Sardegna rientra tra le regioni italiane con il più alto numero di malati di Alzheimer. Parametrando il numero dei malati a quello degli abitanti dell'isola, infatti, l'incidenza della malattia è del 36 per cento. Ciò significa che la nostra regione si trova al secondo posto nella classifica nazionale, dietro la Valle d'Aosta. Per quanto riguarda le Province, invece, il primo posto in Italia è occupato da Carbonia-Iglesias con il 46 per cento, mentre Sassari è terza con il 38 per cento".

"Numeri decisamente preoccupanti – osserva l'esponente pentastellato – che impongono un’attenta e seria riflessione in merito alla necessità di assicurare un tempestivo intervento in termini di diagnosi. Le Associazioni sarde impegnate in prima linea lamentano infatti i tempi biblici per l’ottenimento della diagnosi, dovuti in primis alla carenza di centri di valutazione e all'insufficienza di risorse”.

“Poiché - continua Ciusa - grazie al Fondo nazionale demenze, ai fondi del PNRR e alla legge di bilancio, il Sistema sanitario della Sardegna nei prossimi mesi avrà una grande occasione per potenziare i modelli di presa in carico di questa patologia, soprattutto tramite l’acquisto di strumenti diagnostici all’avanguardia, chiedo alla Regione quali siano le intenzioni di spesa in merito. Alla Salute è dedicata la Missione 6 del PNRR con uno stanziamento di 15,63 miliardi. Inoltre, con la legge di bilancio 2021 è stato istituito il Fondo nazionale demenze. In particolare, per la Regione Sardegna sono previsti oltre 500 mila euro per il triennio 2021-2023. Somme che con la legge di bilancio 2021 (legge 178/2020) sono state incrementate fino a 2 miliardi se si considerano gli interventi in materia di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Risorse fondamentali per poter migliorare la qualità della vita dei malati e di chi se ne prende cura, che non possiamo permetterci di sprecare”.

Sassari. Seconda città della Sardegna ancora senza un Hospice

A denunciarlo é Desirè Manca, esponente del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, che rinnova il suo appello al Presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas, affinché venga immediatamente calendarizzata una discussione su questa criticità, soprattutto in considerazione del delicato momento che sta vivendo la sanità regionale. Di fatto la stessa Manca ricorda che sull'argomento il M5S aveva già presentato una mozione, in attesa di discussione da oltre due anni.

“La tutela dei diritti dei malati terminali del Nord Sardegna - attacca l'esponente pentastellato - non rientra senza alcun dubbio tra i temi che stanno a cuore alla Giunta della Regione Sardegna. Sono trascorsi oltre due anni e due mesi, infatti, dal deposito della mozione, a mia prima firma, presentata dal Gruppo M5s, per denunciare la mancanza di un Hospice dedicato ai malati terminali della città di Sassari, dove, per numero di abitanti, dovrebbero essere assicurati 20 posti letto in Hospice. Tuttavia, ancora oggi nella seconda città più importante dell’isola, non è presente nessuna struttura accreditata dalla Regione, né un’adeguata rete di cure palliative. Pazienti e familiari sono totalmente abbandonati a se stessi, non potendo essere assistiti e tutelati, come loro diritto, in uno dei momenti più traumatici e dolorosi dell’esistenza”.

“Dopo tutto questo tempo – sottolinea Manca - la Regione Sardegna continua ad ignorare, non solo i diritti dei malati, ma anche la legge n. 38 del 15 marzo 2010, che prevede la costruzione di strutture e la distribuzione di cure palliative su tutto il territorio regionale, ovvero l'istituzione di ospedali dedicati alla fase ultima della vita, e l'implementazione della rete di cure palliative domiciliari 24 ore su 24. Il caso sardo è emblematico: delle quindici strutture Hospice distribuite su tutto il territorio regionale, neanche una si trova nella città di Sassari”.

Malati di Parkinson: "la Regione non ha attuato il piano nazionale cronicità"

Ad affermarlo é il capogruppo del M5S in Consiglio Regionale, Michele Ciusa, che ha presentato un'interrogazione al Presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Nieddu per chiedere quale sia l'attuale attività di prevenzione, monitoraggio e assistenza garantito dall'ATS e quale sia lo stato di attuazione del PNC (Piano Nazionale Cronicità) rispetto alla costituzione dei PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali).

“Il prossimo 30 novembre - attacca Ciusa - si celebra a Sassari la Giornata Nazionale Parkinson, arrivata ormai alla sua undicesima edizione. In Sardegna sono circa 3500 i pazienti affetti da questa patologia, la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo. Tuttavia, a fronte di questi dati significativi, i malati di Parkinson sardi ancora non possono godere di migliori condizioni di assistenza né di una migliore qualità della vita. Come denunciato dai presidenti delle associazioni Parkinson della Sardegna che abbiamo incontrato nei giorni scorsi - continua l'esponente pentastellato - è necessario che la Regione presti maggiore attenzione alle disabilità portando a compimento l’attuazione del PNC, il Piano Nazionale Cronicità”.

Un provvedimento ritenuto fondamentale da Ciusa, per consentire una parità di assistenza tra i pazienti: "l’attuazione di tale piano, che consente di ridurre le evidenti disuguaglianze nell’accesso alle cure e assicurerebbe parità di assistenza – spiega infatti il capogruppo del M5S – nella nostra regione è in notevole ritardo. All’interno del PNC sono previsti i PDTA, (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) che permetterebbero agli operatori sanitari e ai pazienti di organizzare in maniera individualizzata le modalità assistenziali, includendo tutti gli interventi multiprofessionali e multidisciplinari necessari al miglioramento della qualità della vita degli assistiti e permetterebbero inoltre una migliore e più efficiente distribuzione delle risorse economiche e un più efficace sostegno alle famiglie”.

Da qui l'invito a dedicare maggiore attenzione ai servizi extra ospedalieri: “occorre potenziare i servizi extra ospedalieri, incentivando le formule alternative al ricovero e la valorizzazione della rete specialistica ambulatoriale, in quanto le cure domiciliari sono state individuate come una delle risposte più efficaci ai bisogni assistenziali delle persone con malattie croniche. Soltanto in tale modo – conclude Ciusa – verranno finalmente creati nuovi percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l'integrazione degli interventi socio-sanitari”.

Olbia. Aeroporto Costa Smeralda escluso dalle tratte su Bologna e Torino

La denuncia arriva dal consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che spiega: "il nuovo bando di continuità territoriale aerea che, stando alle dichiarazioni dell'assessore regionale ai Trasporti Todde, verrà pubblicato a breve, penalizza inspiegabilmente l'aeroporto Costa Smeralda di Olbia, che viene escluso dai collegamenti con le città di Torino e Bologna. Infatti, le tratte in continuità previste riguardano soltanto i collegamenti Cagliari-Torino, Cagliari-Bologna e Alghero-Bologna”.

“Considero questa decisione assolutamente vergognosa e irrispettosa nei confronti di un territorio di grandissima valenza turistica e commerciale. Non si comprendono quindi le ragioni che hanno portato la Giunta regionale a privilegiare lo scalo cagliaritano e quello algherese privando di fatto la Gallura di due collegamenti sicuramente fruttuosi in termini di richiesta. Riteniamo – attacca Li Gioi - che gli Uffici dell'Assessorato ai Trasporti debbano obbligatoriamente provvedere a correggere il bando e inserire Olbia tra gli scali della Ct2. In caso contrario, sarebbe un ulteriore schiaffo inaccettabile al Nord Est Sardegna”.

Strada Statale Olbia - Tempio. Cantiere ancora bloccato dopo il dissequestro

A sollevare la questione é il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che denuncia la preoccupante situazione di stallo che sta ulteriormente ritardando il ripristino della viabilità sulla Olbia-Tempio.

“Dal 22 settembre scorso, da quanto il gip del Tribunale di Tempio ha disposto il dissequestro del cantiere, i lavori di ricostruzione della strada provinciale 38 bis, crollata nel tratto di Monte Pino durante l'alluvione del 2013, non sono mai ripartiti. A una settimana dall'eliminazione dei sigilli - sottolinea Li Gioi - l'Anas ha fatto sapere che sarebbe stato necessario attendere ancora qualche giorno per conoscere il cronoprogramma dei lavori. Ebbene, oggi, a distanza di quasi un mese, le ruspe non sono ancora state messe in moto, la ricostruzione della strada non è ancora iniziata, e nell'area del cantiere regna il silenzio più assoluto”.

“Poiché, come comunicato dalla stessa Anas – ricorda l'esponente del M5S - per la ripresa degli interventi non sarebbe stato necessario indire alcuna gara d'appalto ma gli stessi sarebbero stati affidati sulla base degli accordi quadro già stipulati, questa situazione di stallo è incomprensibile. Sono più che legittimi i dubbi già manifestati dai cittadini, esasperati da infinite promesse cadute nel vuoto dopo otto anni di accorati appelli e manifestazioni che non hanno prodotto sinora alcun risultato pratico”.

Da qui l'interrogativo rivolto alla Regione e all'assessore ai Lavori Pubblici Aldo Salaris: "la strada di collegamento tra l'alta e la bassa Gallura deve essere riconsegnata agli automobilisti quanto prima. Quali sono le ragioni per cui, dopo aver per l'ennesima volta illuso la popolazione di una immediata riapertura del cantiere, ciò non è ancora avvenuto? Quanto deve durare ancora l'attesa per la costruzione di un'arteria di collegamento fondamentale per l'intero territorio gallurese? Da troppi anni i cittadini sono costretti a percorrere una strada alternativa tortuosa e dissestata. É ora che l'Assessorato passi dalle parole ai fatti, i cittadini galluresi meritano rispetto”.

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