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Cagliari. Celebrazioni per il 248° compleanno della Guardia di Finanza

Una location d’eccezione per celebrare il 248° anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. Giovedì pomeriggio il Molo Ichnusa, vestito a festa, ha ospitato una nutrita rappresentanza di militari appartenenti alla componente marittima, terrestre e aerea delle Fiamme Gialle operanti in Sardegna. Insieme a loro numerose autorità civili, militari e religiose, tutti riuniti per festeggiare il compleanno del Corpo, ma anche per fare un bilancio dei risultati di servizio conseguiti in Sardegna dal 1° gennaio 2021 al 31 maggio 2022.

A parlare con una selezionata rappresentanza di giornalisti, a bordo del Guardiacoste “Vice Brigadiere De Falco”, è il Generale di Divisione Gioacchino Angeloni, Comandante Regionale. Dopo aver esternato i propri ringraziamenti all’Autorità Portuale di Cagliari e al Team Luna Rossa per l’ospitalità offerta, il Generale Angeloni evidenzia le principali attività che hanno visto coinvolti gli uomini e le donne della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità e a tutela di cittadini e imprese.

In particolare nel 2021 e nei primi cinque mesi del 2022 sono stati eseguiti oltre 29 mila interventi ispettivi e oltre 2 mila indagini per contrastare gli illeciti economico – finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia. Un impegno “a tutto campo”- come sottolineato dal Generale - reso possibile grazie al lavoro costante e all’abnegazione di tutte le risorse a disposizione, impegno che non è venuto meno neanche durante il difficile periodo del lockdown.

Contrasto delle frodi sui crediti d’imposta e dell’evasione fiscale, tutela della spesa pubblica, contrasto della criminalità organizzata ed economico – finanziaria, ma anche operazioni di soccorso e concorso nei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Sono queste le aree di intervento che hanno impegnato i finanzieri in terra sarda, portando a risultati di grande rilievo. Tutto questo senza trascurare le innumerevoli attività finalizzate a potenziare la comunicazione verso l’esterno, considerata di fondamentale importanza per una migliore sensibilizzazione della collettività verso comportamenti virtuosi. orientati al rispetto delle regole.

E tra gli impegni per l’immediato futuro, quello della prevenzione e repressione dei temuti tentativi di sperpero dei fondi del PNRR, fondamentali per dare slancio all’economia reale e favorire l’occupazione giovanile. Al termine della parte istituzionale, la serata di festa è proseguita con il rinfresco che ha coinvolto tutti i presenti.

Cagliari. Souvenir dalle spiagge sarde: sequestrati 536 ciottoli, 2.073 conchiglie e 19,3 kg di sabbia

La Guardia di Finanza di Cagliari, unitamente a personale della locale Sezione Operativa Territoriale delle Dogane, nell'ambito dei diversi controlli dei bagagli trasportati dai passeggeri in transito presso lo scalo aereo di Elmas, hanno rinvenuto 218 ciottoli (per un peso complessivo di 8,6 kg), 159 conchiglie, prelevate da diverse spiagge del Golfo degli Angeli. Il materiale era nascosto all’interno dei bagagli di due signore tedesche, che stavano facendo rientro a casa, decise a portare con sé un ricordo fisico della propria permanenza in territorio sardo. In altre 4 occasioni, invece, un turista russo, uno lituano ed due tedeschi, in aeroporto pronti per tornare a casa, sono stati trovati in possesso, rispettivamente di 805, 538 e 480 e 180 conchiglie, anch’esse prelevate da più arenili della costa cagliaritana. Una turista italiana, in partenza dallo scalo cagliaritano, aveva invece riposto nel proprio bagaglio, 48 ciottoli e 8,276 kg di sabbia, contenuta in tre bottiglie. Più variegata la tipologia di souvenir, ma sempre illecita, per 3 turisti spagnoli, i quali avevano riempito 3 bottiglie con 2,420 kg di sabbia prelevata dai lidi di Costa Rei e Villasimius, occultando nel bagaglio 70 conchiglie e 270 ciottoli. Per i 10 soggetti è scattata una sanzione amministrativa, prevista da specifica disposizione di Legge Regionale 16/2017, pari, nel massimo a 3.000 per ciascuno.

Oristano. Sequestro di beni per 16,7 mln di euro a noto imprenditore

Operazione della Guardia di Finanza, Comando di Oristano che questa mattina, nell’esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Cagliari – I Sezione penale, ha proceduto al sequestro di beni per un valore di oltre 16,7 milioni di euro nei confronti di un gruppo imprenditoriale operante in Sardegna, facente capo ad una famiglia residente nell’Oristanese, attivo in vari settori, prevalentemente in quello del commercio all’ingrosso di alimenti surgelati. Il provvedimento, si inserisce nell'ambito dell’esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale, adottata dal Tribunale di Cagliari, a valle di una complessa e articolata attività investigativa svolta dal dipendente Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, sotto la direzione dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano ed in seguito alla quale, previo coordinamento della stessa con la Procura Distrettuale della Repubblica di Cagliari, è stata avanzata proposta di adozione dell’anzidetto provvedimento previsto dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. In particolare, dagli accertamenti eseguiti attraverso mirate indagini bancarie e patrimoniali - peraltro estese ad alcuni paesi esteri mediante l’attivazione dei pertinenti canali di cooperazione internazionale - è emerso come gli interessati, grazie alla sistematica e reiterata evasione delle imposte accertata nel corso di apposite verifiche fiscali in merito svolte, abbiano, in oltre 30 anni, accumulato ricchezze illecite con conseguente tenore di vita sproporzionato rispetto ai profili reddituali dichiarati. Situazione che ha consentito di delineare la pericolosità sociale “economico-finanziaria” del segnalato oltre che dei propri familiari, alla luce dei molteplici procedimenti penali in cui lo stesso è rimasto in precedenza coinvolto per la commissione di delitti a sfondo patrimoniale di carattere tributario e fallimentare tra i quali la bancarotta fraudolenta e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La presenza dei destinatari del provvedimento all’interno di alcune delle abitazioni da sottoporre a sequestro, ha determinato l’attività delle Fiamme Gialle che è stata eseguita con la collaborazione di ufficiali giudiziari appartenenti all’Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti (UNEP) del Tribunale di Oristano. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, le aziende ed i beni in sequestro saranno affidati ad un amministratore giudiziario al fine dei successivi atti di gestione sugli stessi. Sull'identità dei destinatari coinvolti nella vicenda nulla trapela, nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio.

Oristano. Operazione della Guardia di Finanza: indennizzi illeciti per oltre 1,6 mln di euro, denunciate 92 persone

"Promontory’s Funds", è il nome della complessa indagine condotta dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Oristano, finalizzata alla verifica delle procedure propedeutiche al rilascio dei cosiddetti “Indennizzi agli operatori economici per lo sgombero di specchi d'acqua”, interessati dalle esercitazioni militari. Di fatto, il Protocollo d’Intesa integrativo del 2016, siglato tra il Ministero della Difesa e la Regione Autonoma della Sardegna, integrando il precedente del 1999, ha inserito il Poligono di Capo Frasca tra le strutture militari che danno diritto alle descritte indennità, aggiungendo nell’elenco delle marinerie beneficiarie dell’indennizzo, anche quelle iscritte al Compartimento Marittimo di Oristano, ad eccezione di quelle registrate al Circondario Marittimo di Bosa e di quelle operanti nelle acque interne non aventi sbocco a mare. In particolare, l'accordo stabilisce che gli indennizzi spettano a chi abbia esercitato, per almeno 120 giorni, l'attività di pesca, nelle zone interessate agli sgombri, nei due anni precedenti la richiesta di indennizzo (nel caso di prima istanza di accesso al beneficio), in accordo con la normativa sulla tracciabilità e che il criterio di individuazione dei beneficiari è definito con riferimento al luogo di ormeggio dell'unità dì pesca. In tale contesto, dal mese di giugno del 2021 gli uomini delle Fiamme Gialle hanno eseguito delle articolate indagini, nell’ambito di specifica attività di polizia economico-finanziaria, finalizzate all’acquisizione di informazioni inerenti le domande di liquidazione del contributo Regionale per gli indennizzi destinati agli operatori economici della pesca interessati dagli sgomberi di specchi d’acqua durante le esercitazioni militari presso Poligono di Capo Frasca. Gli accertamenti dei finanzieri, concentrati nel periodo 2015 – 2019, sono stati improntati per verificare la corretta corrispondenza tra quanto stabilito dal bando di assegnazione rispetto alle reali attività poste in essere dalle società destinatarie degli indennizzi, correlate con l’area di mare interessata dal poligono di Capo Frasca. Dall’analisi dei documenti, che attestavano la tracciabilità del pescato fino alla consegna ai venditori al dettaglio, veniva riscontrata la presenza di specie ittiche presenti prevalentemente in laguna e nello stagno e non anche in mare aperto. Da ciò, si è arrivati alla conclusione che le attività di alcuni mezzi navali da pesca, beneficiari degli indennizzi in questione, siano state svolte esclusivamente nelle lagune e/o nello stagno, e non nell’area interessata dalle esercitazioni militari. Inoltre, dalle fatture controllate è emersa l’esigua quantità di prodotto conferito, sensibilmente inferiore a quella richiesta dal citato articolo. Ma non basta. Infatti, per quanto riguarda “il criterio di individuazione dei beneficiari, definito con riferimento al luogo di ormeggio dell'unità dì pesca”, i finanzieri hanno effettuato dei sopralluoghi alle imbarcazioni impiegate, per verificare le caratteristiche delle stesse (lunghezza fuori tutto, pescaggio, tipo di propulsione, ect.). Da tale attività di verifica è emerso che molte barche avevano come mezzo di propulsione unicamente i remi, mentre la posizione degli ormeggi di due società avevano, ed hanno tutt’ora, come sbocco a mare unicamente un canale, ove risulta ardua se non impossibile la navigazione per arrivare fino al mare aperto. Una criticità che non poteva consentire ai pescatori di arrivare fino alla zona di mare interessata dalle esercitazioni militari e, di conseguenza, di avere diritto all’indennizzo in questione. Pertanto, i finanzieri sono giunti alla conclusione che le cooperative coinvolte nell'operazione avrebbero usato i suddetti artifizi per percepire indebitamente oltre 1.600.000 euro. Da qui la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 92 persone per “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” (reato punito con la reclusione da 1 a 6 anni), per aver utilizzato artifici in sede di dichiarazione finalizzati a trarre in errore l’Ente erogatore mediante la presentazione di documenti non attestanti dati veritieri e per la violazione dell’art. 316 ter del Codice Penale “indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato” (reato punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni), per aver percepito gli indennizzi ottenuti traendo in inganno l’Ente erogatore. L'operazione in questione risulta essere analoga a quanto già denunciato con l’Operazione "Big Family", condotta dalla Sezione Operativa Navale di Sant’Antioco, conclusa nel novembre del 2020.

Sassari. Sequestrati oltre 1.100 prodotti con marchio contraffatto nel centro storico

La Guardia di Finanza, Comando Provinciale di Sassari, ha sottoposto a sequestro 1.100 prodotti con marchio contraffatto e deferito all’autorità giudiziaria competente un soggetto, accusato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. In particolare, i finanzieri hanno individuato un giovane che transitava per la zona di piazza Università a Sassari, con un vistoso scatolone. Durante il controllo i militari hanno appurato che il pacco conteneva centinaia di occhiali da sole con marchio, presumibilmente contraffatto, delle più note griffe di moda quali Ray-Ban, Gucci, Prada, Chanel, Hugo Boss e Oakley, con a corredo le relative custodie, anch’esse verosimilmente contraffate. I prodotti sequestrati, in tutto simili agli originali, avrebbero fruttato migliaia di euro ove immessi sul mercato illegale e arrecato un conseguente notevole pregiudizio alla rinomanza dei marchi citati.

Cagliari. Scoperta associazione a delinquere dedita all'autoriciclaggio

La Guardia di Finanza, 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Cagliari, ha scoperto una associazione a delinquere finalizzata all’autoriciclaggio di ingenti somme di denaro. La scoperta é stata resa possibile grazie all'attività investigativa delle Fiamme Gialle, scaturita in particolare dalla segnalazione di un istituto di credito nei confronti di un’agenzia di pagamento sita in Quartu Sant’Elena (CA), gestita da un cittadino straniero. Nello specifico, l’attività di analisi delle transazioni effettuate dall’operatore ha evidenziato, in primis, che il soggetto risultava non aver identificato compiutamente la clientela ovvero aveva indicato, quali mittenti, ignari avventori dell’esercizio commerciale i quali si erano rivolti al professionista per altri servizi offerti, come, ad esempio, la fotocopia del documento d’identità per esigenze private. Insospettiti da questa condotta, i Finanzieri hanno deciso di estendere il controllo all’intero circuito di agenti money transfer facenti capo al medesimo istituto di pagamento di diritto estero, mediante il quale operava l’agenzia di pagamento. Sotto la direzione della locale Autorità Giudiziaria, sono state dunque effettuate perquisizioni locali tanto presso la sede principale dell’agenzia, sita in Milano, quanto presso l’abitazione del suo referente per l’Italia, un soggetto residente a Roma. L’analisi di quanto acquisito ha fatto emergere la presenza di ulteriori 15 agenti di pagamento sparsi in tutta Italia, presso i quali sono state riscontrate le medesime criticità presenti nell’agenzia cagliaritana. E' stato altresì rilevato che, in alcuni casi, i soggetti ispezionati non fossero neanche dipendenti del money transfer, ovvero abilitati allo svolgimento dell’attività di agente di pagamento. Ad esito dell’intera attività di ispezione, tutti i soggetti controllati sono stati deferiti alla locale Autorità Giudiziaria per i reati di autoriciclaggio ed associazione per delinquere. La stessa Procura della Repubblica, condividendo in toto le ipotesi investigative, ha delegato ai Finanzieri l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, nei confronti dell’associazione, per oltre 51 milioni di euro, attuato anche mediante gli strumenti di cooperazione internazionale. E’ stato altresì notiziato l’Organismo Agenti e Mediatori, quale organo di vigilanza, ai fini dei propri adempimenti di competenza.

Cagliari. Arresti domiciliari per un consigliere regionale del gruppo Misto

Corruzione, tentata truffa e voto di scambio. Sono le accuse che hanno determinato l'arresto del consigliere regionale del gruppo Misto, Valerio De Giorgi. Il provvedimento arriva dopo una indagine del nucleo della Guardia di finanza di Cagliari, coordinata dal Pm Giangiacomo Pilia. In particolare, De Giorgi é finito ai domiciliari e, insieme a lui, anche il suo collaboratore e un costruttore di Quartucciu. In base all'impianto accusatorio, il consigliere regionale avrebbe ottenuto quattro appartamenti, in cambio di un emendamento - preventivamente concordato con l'imprenditore di Quartucciu - che avrebbe consentito la realizzazione di un intervento edilizio nello stesso Comune. A far scaturire l'indagine delle Fiamme Gialle la denuncia per minacce dello stesso De Giorgi che, in seguito alle verifiche effettuate sul suo telefono cellulare, avrebbe invece fatto emergere presunti accordi con l'imprenditore, alla base dell'accusa di corruzione.

Arbatax. Truffa da oltre 1 mln di euro, denunciate 5 persone

La Guardia di Finanza, Sezione Operativa Navale di Arbatax, in sinergia con il personale della Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza della Procura di Lanusei e col tecnico forense della Tenenza Guardia di Finanza di Arbatax, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica di Lanusei dott. Biagio Mazzeo, ha scoperto un’organizzazione di soggetti giuridici operanti in varie regioni d’Italia, volta al perseguimento di una truffa legata alla fittizia compravendita di una flotta di natanti di lusso, completi di motori. Ai natanti, destinati all’attività commerciale nelle coste dell’Ogliastra, per un valore complessivo di 861.124,80 euro, si aggiungono 3 stampi per la costruzione di uno scafo denominato “House Boat Luxury”, per un valore di € 284.016,00. La scoperta segue a un’articolata operazione di polizia giudiziaria, durata circa due anni, denominata “Five Sisters”, orchestrata su delega della Procura della Repubblica di Lanusei. In particolare, i finanzieri hanno concentrato le indagini su alcune società con precedenti specifici in materia penale, fiscale e fallimentare, una delle quali presente nel territorio ogliastrino ed operante nel settore nautico. Dalle attività sono emersi elementi concreti riconducibili alle illecite condotte, poste in essere da diverse persone in concorso tra loro, che configuravano il reato di “truffa” tramite l’emissione di molteplici fatture e documenti di trasporto per operazioni inesistenti. Dal controllo incrociato delle informazioni acquisite in tutto il territorio nazionale, dalle perquisizioni, i sequestri, dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, nonché dall’analisi dei dati presenti sui computer della società ogliastrina, effettuata dal perito forense della Tenenza di Arbatax, emergevano responsabilità in capo a 5 soggetti riconducibili direttamente ed indirettamente alle società attenzionate che, mediante artifizi e raggiri hanno simulato, in concorso tra loro, la compravendita dei predetti natanti al fine di truffare e ottenere illegittimamente finanziamenti da parte di una società attiva a livello internazionale, avendo di fatto ottenuto un vantaggio economico per oltre un milione di euro. La truffa si è concretizzata ponendo in essere, attraverso l’interposizione di diverse società complici, la fittizia compravendita dei natanti di lusso e degli stampi in vetroresina per la costruzione di “House Boat Luxury” tra due diversi soggetti giuridici riconducibili alla stessa persona fisica, in danno alla società truffata, la quale non ha infine ricevuto il corrispettivo dovuto. L’operazione ha avuto come conseguenze il deferimento all’Autorità Giudiziaria dei rappresentanti legali delle predette società e di un consulente tecnico, per i reati di concorso in truffa ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nonché l’avvio di attività orientate all’accertamento dell’insolvenza di una società del settore nautico, operante in territorio dell’Ogliastra, destinataria dei beni oggetto della truffa, concretizzata successivamente con la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Lanusei.
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