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La Sardegna e il Tyrrhenian link, oltre al banale aspetto tecnico. Di Maurizio Ciotola

Troppa confusione e un’eccessiva aleatorietà, non costituiscono buone basi per una corretta programmazione, in qualsiasi ambito.

E’ pur vero che nel nostro Paese, entrambi i punti richiamati, unitamente ad altri, cui omettiamo per non ricadere nell’ovvietà, costituiscono le basi della politica economica e industriale, immutata da circa trent’anni.

L’addio al carbone sembra essere già decaduto quale problema essenziale, come a Glascow è stato dimostrato, e altresì sembra riprender piede la corsa al nucleare, sulla spinta di una nazione europea, in cui costituisce la sorgente energetica primaria.

Anche l’India, ovvero uno dei Paesi che sarà tra i più colpiti dalla mutazione climatica, non intende cambiare il suo sistema produttivo, per rimandare al 2070 un’eventuale sua conversione.

Ma noi, ancora convinti che il problema sia di qualcun’altro, nonostante gli effetti ben evidenti della mutazione in atto anche sulla nostra Isola, nel gioire per aver allontanato la dismissione delle centrali a carbone esistenti, non intravediamo nient’altro che una nuova data di scadenza, cui probabilmente subirà ulteriori slittamenti.

Al 2028 mancano sei anni, ovvero un arco temporale in cui probabilmente il Tyrrhenian Link sarà portato a termine, come puntualizza Terna spa, ma entro il quale è necessario mutare il parco di produzione in Sardegna, in alternativa quello da dismettere, o in sostituzione dello stesso.

Finora nessuno ha preso sul serio le precedenti ipotesi di phase out dal carbone, per cui si temeva la chiusura delle centrali di Fiumesanto e del Sulcis.

Tant’è che a parte le ipotesi di realizzazione del Tyrrhenian Link, solo l’Enel parlava della chiusura delle sue centrali di Portoscuso e la predisposizione di una produzione attraverso degli storage elettrici, le cui potenzialità di sostituzione della capacità esistente, costituiscono solo immaginazione futuristica.

Abbiamo sempre pensato che un’ulteriore “magliatura” con la rete elettrica nazionale, garantita dal Tyrrhenian Link, costituirà un significativo abbattimento strutturale degli oneri di mercato, almeno per quanto riguarda la nostra Isola.

Riduzioni dei costi di mercato generati da un incremento dei transiti energetici, con cui si abbatterebbero i costi del monopolio strutturale esistente.

Costi che, allo stato attuale garantiscono parzialmente la sopravvivenza delle centrali a carbone e il personale che dentro esse e intorno a esse gravita.

Per altro, l’assenza di una fonte energetica alternativa al carbone, impedisce una facile e immediata conversione delle stesse centrali, a garanzia della loro sopravvivenza.

Dalla loro chiusura deriverebbero indubbi danni sociali e economici, per un’area come quella del Sulcis che risulta essere tra le più depresse sul piano europeo, così come più in generale per l’intera Isola.

Ma del resto operazioni distorte e incomprensibili, che hanno generato impoverimento economico e sociale nella nostra Isola, sono avvenute negli anni da diversi soggetti economici, senza alcuna opposizione da parte della politica regionale, impegnata a osservare il “dito”, senza mai vedere la “luna” che esso indicava.

Certo è che altrettanto poco comprensibile, sul piano tecnico, è lo slittamento della data di ultimazione del Tyrrhenian Link ad opera di Terna.

Politicamente accettabile, se esso derivasse da una decisione “parlamentare”, politica in ambito istituzionale, non esattamente lo sarebbe quando esso viene definito da un organo tecnico.

Certo è che se invece del Tyrrhenian Link o oltre a questo, Terna avesse ipotizzato un collegamento Sardegna - Nord Africa, non solo avremmo avuto occasione di contribuire alla crescita del continente africano, attraverso lo sviluppo di fonti di produzione rinnovabili, ma avremo potuto contribuire significativamente alla convergenza verso gli obiettivi Cop 26.

Forse in contemporanea a quel cavo, che sarebbe potuto partire dal continente africano, avremmo avuto l’opportunità di realizzare un gasdotto, per garantire una fonte energetica di sostituzione e aver la possibilità di convertire le centrali di Fiumesanto e del Sulcis.

Certo è che non sempre l’ottimo tecnico coincide con quello economico e sociale, soprattutto quando il suo raggiungimento non è supportato da un adeguato sostegno alla trasformazione da parte dello Stato.

Supporto che non possiamo e non dobbiamo scambiare per un ulteriore spostamento delle date obiettivo, ma in un adeguato coinvolgimento, realmente volto al cambiamento energetico, quanto economico, verso cui più soggetti devono essere portati a convergere sull’obiettivo finale, e non in modo casuale.

Maurizio Ciotola

Cagliari. Raccolti 30 chili di rifiuti grazie a “Le giornate insieme a te per l'ambiente”

Ha riscosso grande successo l'iniziativa “Le giornate insieme a te per l'ambiente” ideata da McDonald's, che ha Cagliari ha portato alla raccolta di trenta chilogrammi di rifiuti. L'iniziativa, nata in collaborazione con Fise Assoambiente ed Utilitalia e supportata dal Comune di Cagliari, aveva come obiettivo quello di riqualificare parchi, strade spiagge e piazza di circa cento comuni italiani, contrastando gli effetti dell'abbandono dei rifiuti. Coinvolti 45 volontari che hanno raccolto quindici sacchi per complessivi trenta chili di rifiuti raccolti nella zona di via Baylle e nel quadrilatero all'interno del perimetro tra via Roma, Viale Regina Margherita, via Manno e Largo Carlo Felice. I dipendenti McDonald’s, insieme alle loro famiglie e i cittadini, hanno dedicato il loro tempo per riqualificare le aree cittadine.

“Ringrazio McDonald's per la sensibilità, sarà bello ripetere l’iniziativa anche in futuro. È importante che un’impresa così affermata dia un segnale nel campo dell’ambiente e della raccolta dei rifiuti. Tenere pulita la città dipende anche da noi”, ha commentato Alessandro Guarracino, Assessore all’Ambiente e all’Igiene Pubblica del Comune di Cagliari.

Il capoluogo sardo è una delle 100 tappe nazionali coinvolte nel progetto, per il quale i ristoranti McDonald’s si fanno promotori del coinvolgimento di associazioni e cittadini, unendo le forze per un unico obiettivo: contribuire alla pulizia di parchi, strade, spiagge e piazze, a seconda delle esigenze specifiche di ogni Comune. “Le giornate insieme a te per l’ambiente” si inseriscono in un percorso virtuoso verso la transizione ecologica che McDonald’s ha intrapreso ormai da diversi anni a partire dai suoi ristoranti in termini di Packaging e Waste & Recycling. Ne sono un esempio l’eliminazione della plastica monouso in favore di materiali più sostenibili, l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle sale e nei dehors, la collaborazione con Comieco per lo sviluppo di un nuovo sistema per garantire la riciclabilità del packaging in carta e la campagna di sensibilizzazione sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti rivolta ai consumatori nei ristoranti. Inoltre, attraverso questa iniziativa, McDonald’s rinnova la propria vicinanza ai territori in cui opera con i suoi oltre 610 ristoranti e l’impegno dei 140 licenziatari, imprenditori fortemente radicati nelle comunità locali.

Populismo scientifico. Di Maurizio Ciotola

Forse dovremmo esultare per aver compiuto un ulteriore passo avanti, probabilmente continuare a lavorare con una radicata speranza, il cui orizzonte sembra essersi allargato, ma in nessun caso dobbiamo mostrare cedimento nei propositi di cambiamento, cui l’Umanità è destinata.

La forza per la sopravvivenza e non il destino, spingerà società, popoli, istituzioni nazionali e sovranazionali a convergere verso quel cambiamento, da cui dipende la nostra esistenza globale.

E’ un aspetto che, prima degli adulti, privi di obiettivi e speranza, ancorché di idee, ha ben presente la maggioranza dei ragazzi che, grazie alla loro educazione e formazione non più lineare e monolitica, hanno compreso.

Le istituzioni dei vari Paesi del Pianeta, oggi sono guidate da rappresentanti di molteplici interessi, che in prevalenza non convergono con le esigenze sociali, ancorché democratiche.

Sono esperti nella gestione di una società organizzata secondo uno schema turbo-capitalista, e in virtù di una loro indiscutibile competenza in merito, affrancano tecnicamente le decisioni da qualsiasi idea sociale.

Queste competenze tecniche, in ogni ambito e a qualsiasi livello, quando sono affette da una carenza sugli effetti determinati dal loro agire e soprattutto dalla consapevolezza divengono, nel lungo termine, mostruosità scientifiche in grado di azzerare l’umanità, in modo asettico e incosciente.

Diversamente il professor Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica 2021, in un’ intervista al Corriere della Sera, esprime il suo scetticismo sugli accordi ambientali raggiunti al G20 di Roma e su quelli in corso a Glasgow, sul clima.

Parisi esprime linearmente il suo dubbio, sulla possibilità di raggiungere quegli obiettivi, visto che non sono indicate e definite in modo chiaro le modalità, degli interventi puntuali per il loro raggiungimento.

Certo non possiamo che gioire ed esultare con il quotidiano la Repubblica, che oggi apre in prima, con un titolo cubitale in merito alla riunione dell’Onu a Glasgow: “Più foreste, meno gas”.

Salvo che quel titolone è un po’ troppo simile a quelli già usati tante volte, “più lavoro e meno povertà”, coincidenti con gli slogan dal marchio populista.

Sono privi di avvenire se, come è sempre avvenuto, non seguono indicazioni e determinazioni puntuali per la realizzazione di quanto si enuncia.

Per noi in Italia, ove il rimboschimento del Paese è una realtà in corso da anni, l’attuazione di quell’obiettivo sembra essere a portata di mano, salvo che, contrariamente, le catastrofi ambientali di cui siamo vittima, costituiscono una devastazione continua sul nostro territorio, puntualmente eroso e minato da una edificazione irragionevole e oggi totalmente inutile.

Nel resto del Pianeta la tendenza contraria invece non sembra esprimere alcun indice di inversione.

I disboscamenti “industriali” in corso, di cui siamo direttamente responsabili e che avvengono nei Paesi poveri, servono per addobbare gli arredamenti urbani di società opulente e discriminanti come la nostra.

Oramai parliamo di fondi di rinascita miliardari, e nei fatti si stanziano migliaia di miliardi di euro o dollari per finanziare il cambiamento.

Ma già dalle battute iniziali, almeno nel nostro Paese, non sembra sia possibile registrare altrettanta linearità nelle azioni di cambiamento e transizione, rispetto ai presupposti dei finanziamenti miliardari.

Finanziamenti che sembrano alimentare il circuito economico esistente, senza mutazioni fondamentali di rilievo, che una volta cessata l’erogazione miliardaria tenderà a fermarsi, non essendosi dotato di una nuova propulsione economica.

Stanziamenti che determinano un indebitamento nei confronti di precise entità, private e istituzionali, verso cui dobbiamo volgere lo sguardo con attenzione, affinché alla lunga non diventino “cambiali” di riscossione, attraverso le quali attentare l’ultimo residuo democratico ancora garantito dalla Costituzione.

Aspetti di politica economica evidenti, verso cui abbiamo il dubbio che, la maggioranza della classe politica sia in grado di pianificare e vagliare adeguate contromisure democratiche.

E’necessario definire un disegno consapevole in cui la trasformazione economica e sociale, cui non possiamo rinunciare, eviti di minare la stabilità democratica del Paese e delle istituzioni.

Anche su questo si giocherà l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, che non potrà coincidere con un economista privo di una profonda visione sociale o, ancor peggio, con quella di un politicante, che risulta essere espressione della dominante visione monolitica mondiale.

Forse avremo bisogno di una donna capace di restituire al Paese la dignità, cui onestà e lungimiranza, insieme a saggezza e intelligenza, riescano a prevalere sulla dilagante degenerazione che lo avviluppa.

Ma soprattutto, pur sapendo che non potremo mai mutare il destino di un Paese solo grazie a una icona al vertice, è necessario un impegno civile e politico, di cui ognuno di noi deve essere partecipe, senza alcun distinguo o alibi.

Maurizio Ciotola

Olbia. Miasmi insopportabili nella zona industriale, interrogazione di Roberto Li Gioi (M5S)

“Da anni gli olbiesi e tutti gli utenti dell'area industriale denunciano la presenza di miasmi insopportabili provenienti dall'impianto di produzione di bitumi a caldo della società Vitali S.p.a. Il malcontento diffuso ha prodotto numerose segnalazioni in seguito alle quali, lo scorso 22 febbraio, il Consorzio Industriale provinciale Nord Est Sardegna – Gallura (C.I.P.N.E.S.) ha effettuato alcuni sopralluoghi e constatato l'effettiva presenza di esalazioni moleste assai intense. Tuttavia, nonostante lo stesso CIPNES si sia reso disponibile a collaborare con gli enti preposti per verificare l'incidenza di eventuali emissioni, persiste ancora oggi questa gravissima condizione di incertezza, e non è possibile escludere in nessun modo che quest'area sia inquinata, nociva e pericolosa per la salute dei cittadini”.

E' quanto denuncia il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che ha presentato un'interrogazione al Presidente Solinas e all’assessore regionale all'Ambiente Lampis per chiederne l'intervento immediato: “Ritengo sia necessario e urgente – sottolinea l'esponente del M5S - provvedere all'accertamento dello stato dei luoghi e dare disposizioni per l'effettuazione dei necessari monitoraggi sulla qualità dell'aria nell'area dell'impianto”.

“Poiché la Regione, attraverso l'Arpas – insiste Li Gioi - ha tra i suoi compiti sia quello di controllo dell'inquinamento atmosferico sia quello di garantire la tenuta del tessuto economico di una zona industriale all’insegna della sostenibilità ambientale, chiedo che venga adottato ogni mezzo a disposizione della Regione per la tutela dell'ambiente e la salvaguardia della salute pubblica. Il quadro normativo di riferimento per la valutazione della qualità dell’aria-ambiente, che recepisce le disposizioni comunitarie, è chiaro - puntualizza Li Gioi - ed è finalizzato a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso. I valori limite per le concentrazioni nell'aria-ambiente di tutti gli elementi potenzialmente nocivi come zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, e piombo, non devono essere oltrepassati e i cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni puntuali e certificate a riguardo. Chiedo pertanto al Presidente della Regione e all'assessore all'Ambiente quali azioni intendano adottare per tutelare la pubblica incolumità”.

Cagliari. Accordo quadro tra Comune e Università

Collaborare alla realizzazione di obiettivi inerenti attività di comune interesse nei settori della progettazione strategica, della mobilità sostenibile, della prevenzione e gestione del cybercrimine, del green public procurement e dell'economia circolare e della valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico attraverso l'istituzione di una rete museale condivisa. Sono gli obiettivi che il Comune di Cagliari e l'Università degli Studi di Cagliari intendono perseguire insieme, attraverso la sottoscrizione di un accordo quadro con il quale le due istituzioni si impegnano ad una reciproca collaborazione. Il documento ufficiale é stato sottoscritto oggi, presso la sede del Rettorato in via Università, dal primo cittadino del capoluogo, Paolo Paolo Truzzu e il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Cagliari, Francesco Mola.

“Considero fondamentale – il commento del Sindaco Truzzu - la firma di questo accordo che stabilisce rapporti proficui e duraturi tra Cagliari e l'Università. Voglio che l'Ateneo sia coinvolto in tutte le scelte strategiche, con un contributo originale e ricco di spessore scientifico. Considero il rapporto con l'Università fondamentale per la crescita della città. Firmiamo un documento che ha valenza strategica per i prossimi anni”.

“Questo – ha invece sottolineato Francesco Mola – è il momento di fare squadra con tutti quelli che amano ripartire. Sentiamo molto il dovere di lavorare per il territorio e in questo senso Cagliari, città universitaria, intendendo in questo concetto anche la più ampia città metropolitana, è l'impegno di ogni giorno: tutti noi in Ateneo abbiamo voglia di impegnarci e c'è la massima disponibilità a lavorare insieme”.

L’intesa punta a migliorare la qualità della vita della cittadinanza, anche per favorirne la partecipazione sia sulla gestione della cosa pubblica sia nei processi decisionali, a produrre innovazione sociale anche attraverso le nuove tecnologie e a sviluppare processi di condivisione sui temi dell’inclusione sociale, della sostenibilità ambientale, della valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale, dello sviluppo economico sostenibile. In particolare, il programma delle attività prevede la creazione di una rete civica museale che faciliti la conoscibilità e la fruizione – anche grazie alla digitalizzazione – delle collezioni d’arte e dei musei dei due enti, compreso l’Orto Botanico dell’Università di Cagliari. Una migliore sostenibilità ambientale e sociale è tra gli obiettivi del patto siglato questa mattina, insieme alla qualificazione degli acquisti pubblici per la fornitura di beni e servizi attraverso il rafforzamento del ricorso al Green Public Procurement e l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi. Università e Comune si impegnano infine a mettere in atto adeguate forme di comunicazione e promozione di Cagliari come città universitaria in relazione alle positive ricadute in termini di immagine e di sviluppo economico e sociale del territorio. Prima delle firme, Sindaco e Rettore hanno analizzato i punti in comune delle due istituzioni, allargando il discorso alle criticità della città e alle prime azioni da intraprendere insieme. All'incontro, che si è svolto nell'Ufficio del Rettore, hanno preso parte per il Comune di Cagliari anche l'Assessora alla Pubblica Istruzione Rita Dedola, il Direttore Generale Giorgio La Spisa. L'Università era rappresentata dal Direttore Generale Aldo Urru, dal Pro Rettore vicario, Gianni Fenu, dalla Dirigente Michela Deiana, dal Capo di Gabinetto, Alessandra Orrù e dalla funzionaria Daniela Zedda.

Maracalagonis. Rifiuti alla fermata del servizio di trasporto pubblico ARST a Baccu Mandara

Sono sempre di più i rifiuti scaricati presso la fermata degli autobus ARST lungo la strada provinciale n. 17 “Quartu S. Elena – Villasimius” a Baccu Mandara. La denuncia arriva dall'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus (GriG) che fa notare come l'area sia anche tutelata con vincolo paesaggistico, come da decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.. Uno scarico illecito di rifiuti che lentamente cresce "nella becera indifferenza di chi dovrebbe intervenire" - si legge nella nota stampa dell'associazione che fa notare come un cartello segnali la presenza di un impianto di videosorveglianza, "evidentemente inutile come un frigorifero al Polo Sud". La situazione é evidente a tutti "eppure - fa notare il GriG - il soggetto titolare della strada, la Città Metropolitana di Cagliari, è tenuto a mantenere pulite le aree di sosta, come previsto dall'art. 14 del decreto legislativo n. 285/1992 e s.m.i., Codice della strada". Per tutti questi motivi, l’associazione ha inoltrato una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione dei provvedimenti di bonifica, coinvolgendo il Comune di Maracalagonis, i Carabinieri del N.O.E., il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. "Infatti, in ogni caso - si legge ancora nel comunicato stampa dell’associazione - l'abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati dall'art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. Pertanto il sindaco competente dispone con ordinanza a carico del trasgressore in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull’area, la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d’ufficio l’amministrazione comunale in danno degli obbligati".

"Un intervento di bonifica in tempi brevi è fondamentale per la tutela della salute pubblica e l’ambiente - precisa il GriG - ma sarebbe necessaria un’adeguata vigilanza, considerata la forte presenza di scarichi incontrollati di rifiuti ai lati di strade principali e secondarie".

Cagliari. Settimana Europea della Mobilità

Escursioni a piedi e sulle due ruote alla scoperta della città e dei suoi parchi, webinar, incontri a tema, installazioni sonore e laboratori. Sono questi gli ingredienti principali della Settimana Europea della Mobilità. L'iniziativa, che si svolgerà a partire da giovedì 16 sino a mercoledì 22 settembre, coinvolge tutta la Città Metropolitana di Cagliari ed é finalizzata a favorire la diffusione di una mobilità pulita e a basso impatto per gli spostamenti quotidiani. Anche per questa edizione, l'Amministrazione Comunale di Cagliari ha scelto di aderire alle diverse iniziative previste, promosse dalla Città Metropolitana, in linea con la strategia di Palazzo Baccredda.

“La SEM quest'anno coincide con l'approvazione del Piano Strategico della CdM - ha infatti sottolineato il primo cittadino Paolo Truzzu - oltre a disegnare soluzioni particolarmente interessanti per ciò che concerne il settore mobilità, sarà da stimolo forte e proposta alla Regione Sardegna sullo sviluppo del sistema del trasporto pubblico. Uno degli assi strategici più importanti e forse quello che ha avuto più successo – ha ricordato il sindaco Truzzu – è quello legato al potenziamento della metropolitana leggera, con il collegamento dei 17 Comuni per garantire l'accessibilità e gli spostamenti dagli altri centri verso il Capoluogo di regione e viceversa. Per Cagliari significherebbe inoltre ridurre l'ingresso di circa 70mila auto al giorno in città. Il secondo indirizzo strategico riguarda invece la creazione di un “Anello verde” in tutti i 17 Comuni. Si coniuga perfettamente con i temi della mobilità, sostenibilità, salute e miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini".

Altro strumento di pianificazione fondamentale concernente il Comune di Cagliari é il PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, già approvato dalla Giunta Comunale. È invece in fase di elaborazione - come precisato da Truzzu - quello della Città Metropolitana.

“In questi giorni – ha infine annunciato infine il primo cittadino con lo sguardo puntato al tema salute - abbiamo fatto degli incontri con l'Università. Come Città di Cagliari aderiremo al progetto “Città del diabete” per promuovere l'attività fisica quale strumento per prevenire le malattie”. L'accordo sarà formalizzato nei prossimi giorni, ma ormai è chiaro che Cagliari ha messo in campo tanti strumenti e investimenti per incentivare e diffondere una mobilità urbana più attiva e a basse emissioni. Com'è chiaro il messaggio di questa 20a edizione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile e riassunto nello slogan “Muoviti sostenibile… e in salute“. Cioè rendere omaggio alle difficoltà che chiunque ha dovuto affrontare durante la pandemia di Covid-19 e invito a salvaguardare la propria salute attraverso “l'attività fisica e l'utilizzo della mobilità leggera per gli spostamenti in città”.

A ricordarlo anche Antonello Floris, consigliere metropolitano delegato alla Mobilità, che questa mattina ha presentato gli appuntamenti in programma da giovedì 16 a mercoledì 22 settembre. Insieme a lui, Stefano Mameli, direttore generale della Città Metropolitana di Cagliari, che ha rimarcato il coinvolgimento attivo di diversi centri, scuole e associazioni per la buona riuscita dell'evento. Quest'anno la SEM ospiterà al suo interno l'edizione numero 1 della Fancy Women Bike Ride, pedalata al femminile per sensibilizzare tra donne l'uso della bicicletta. Un evento nell'evento previsto per il prossimo 19 settembre in contemporanea in 150 città e capitali del mondo: la partenza per il Poetto è fissata alle 4 del pomeriggio da piazza Giovanni XXIII.

Cagliari. Convegno “Aree o zone umide: una chiave di lotta alla desertificazione”

Al via oggi il convegno dal titolo “Aree o zone umide: una chiave di lotta alla desertificazione”, organizzato presso le ex Saline di Stato di Molentargius dall’Ordine Nazionale dei Biologi, tramite il Coordinamento Nazionali Biologi Ambientali (CNBA) in collaborazione con la FAO. Moderati dai relatori Giuliano Russini, Antonio Feola e Flavio Orrù, i lavori si sono aperti, con i saluti del Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, Vincenzo D’Anna, del Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas e dell’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis. Per il Comune di Cagliari era presente il Vice Sindaco di Cagliari, Giorgio Angius che, nel corso del suo intervento ha precisato: “ringrazio l’Ordine dei Biologi, auspicando una collaborazione sempre più fitta con loro. Voglio ricordare l’impegno dell’Amministrazione su questi temi e, in particolare, che il Comune ha approvato o aggiornato, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, i piani di gestione delle Zone di Protezione Speciale e delle Zone Speciali di Conservazione dei tre grandi compendi che la circondano: la Laguna di Santa Gilla, il Parco di Molentargius e il sistema dei colli Sant’Elia e Sella del Diavolo. In questo periodo è, peraltro, ancora in corso la Biennale di Architettura di Venezia, dedicata alle migliori esperienze di contrasto ai cambiamenti climatici, all’interno della quale il Comune di Cagliari e l’Ente Parco sono presenti con il grande progetto di riqualificazione delle Saline”. Al Convegno ha preso parte, nel pomeriggio, anche il Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Cagliari, Antonello Angioni che ha incentrato il suo intervento sul ruolo della pianificazione nella tutela dell’ambiente.
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