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Incendi. Pericolo con codice giallo nel cagliaritano

Le alte temperature che stanno caratterizzando le giornate dei cagliaritani certo non aiutano a mitigare il rischio di incendi. Di fatto la Protezione Civile Regionale ha diramato un nuovo bollettino di pericolo incendi per la giornata di lunedì 27 giugno. Ad essere interessate le zone del cagliaritano, ma anche il resto della Sardegna. Considerando la prevista entità del fenomeno, la Protezione Civile ha attribuito al pericolo il codice giallo. Ad essere escluse le fasce costiere settentrionale e quella orientale, caratterizzate da codice verde, ovvero, pericolo basso.

Pericolo incendi. "La macchina antincendio regionale non é pronta"

A denunciarlo é la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle (M5S), Desirè Manca. L'esponente pentastellato, che annuncia il deposito di un’interrogazione urgente sul tema, si é mosso sulla base di una nota di denuncia inviata dai sindacati del Corpo Forestale Sardo il 16 giugno scorso.

“Temperature sempre più alte e terreni aridi fanno temere ancora oggi il rischio di roghi devastanti come quello scoppiato nel Montiferru - attacca Manca - ma a terrorizzarci, oltre il clima, dovrebbe essere soprattutto un altro aspetto, quello fondamentale: la macchina antincendio della Sardegna non è affatto pronta ad affrontare la stagione estiva. Appena due giorni fa - precisa l'esponente dei 5 Stelle - il 16 giugno scorso, il sindacato autonomo del Corpo Forestale Sardo S. A. F. , ha inviato una nota al Presidente della Giunta Regionale, allo Spresal, alla Procura del Tribunale di Cagliari, al Comandante del Corpo Forestale, all’Ispettorato del Lavoro e al Direttore generale del Personale per segnalare gravi inadempienze. La prima criticità segnalata riguarda l’età media del personale, molto vicina ai 60 anni. Pertanto le visite mediche di accertamento dell’idoneità dovrebbero essere ancora più puntuali. Invece, anche quest’anno, come nel 2021, quando la campagna antincendio 2022 è abbondantemente iniziata, alcuni Direttori dei Servizi Territoriali del CFVA, loro malgrado, hanno dovuto disporre che il proprio personale non in possesso del certificato di idoneità si limiti al solo servizio d'ufficio”.

Una situazione considerata gravissima, dalla consigliera regionale, che insiste: " nulla è pronto, e il numero degli uomini che possono effettivamente intervenire sul campo è sempre ridotto. La macchina che dovrà operare sul fronte del fuoco appare anche quest’anno sgangherata e arrugginita. L’assessore Lampis ha contezza di come sarà composta? Di quanti uomini potranno effettivamente operare? Di quali mezzi dispone?” Da qui l'intenzione di presentare un'apposita interrogazione: “presenterò un’interrogazione per chiedere al Presidente Solinas e all’assessore Lampis di verificare preventivamente la presenza di eventuali irregolarità, perché quanto accaduto l’anno scorso non si ripeta. Le condizioni climatiche - conclude Manca - possono spaventarci, ma prima di tutto la Regione deve mettere il Corpo Forestale nelle condizioni di operare efficacemente e con la massima sicurezza possibile”.

Allerta incendi. Codice giallo della Protezione Civile

La Protezione Civile Regionale ha emesso un avviso di allerta per rischio incendio per la giornata di lunedì 13 giugno. Il bollettino e la mappa del rischio assegna un codice giallo per quanto riguarda la zona del cagliaritano. Interessati anche altri settori dell'isola.

Incendi. In arrivo dalla Regione 9 milioni di euro per i danni subiti da attività agricole e non professionali

Arrivano dalla Regione 9 milioni di euro per per i danni subiti da attività agricole e non professionali , vittime dei devastanti incendi che hanno colpito l'Oristanese nel luglio 2021. L'avviso per l'assegnazione delle risorse ai Comuni dell’Oristanese, verrà pubblicato nei prossimi giorni. Al suo interno i criteri e le modalità per la richiesta dei contributi anche da parte degli hobbisti.

"Con la legge regionale 17 - ha sottolineato l'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente, Gianni Lampis - sono state stanziate le prime risorse, pari a 20 milioni di euro, per far fronte ai danni al patrimonio ambientale e ai beni pubblici e privati danneggiati e per assicurare il ripristino delle condizioni normali di vita dei cittadini e la ripresa delle attività produttive. Ulteriori risorse sono state individuate sul Programma di sviluppo rurale 2021-2027, prevedendo l’attivazione di una specifica misura per i danni subiti dal comparto agricolo e zootecnico. Inoltre, con la legge regionale 21, è stata autorizzata la spendita di parte delle risorse per la sostituzione delle recinzioni e il recupero dei muretti a secco, tipici del paesaggio e delle tradizioni locali, nonché per il ristoro dei danni subiti dai privati alle coltivazioni agronomiche e arboree e ai beni strumentali all'esercizio dell'attività, che nei territori colpiti costituisce un'importante forma di integrazione del reddito".

Sestu. Convegno di "Basta Incendi"

Dicembre, mese di ricorrenze, mese di festa. Col Covid che preme il leit motiv tra la gente é la vita durante la pandemia. Le feste incombono – si diceva – e portano via pensieri impegnativi e sgradevoli. Quanto lo possono essere i problemi atavici legati alla nostra terra. In Sardegna uno tra questi é quello della lotta al fuoco, gli incendi che, ovviamente, in inverno fanno poca notizia e incutono meno paura. Ma é viceversa proprio in questo periodo che non bisogna abbassare la guardia sulle cose che riguardano il delicato apparato statale che dovrebbe tutelare la natura di casa nostra. Invece – come si evince dagli interventi del convegno organizzato a Sestu dalla sezione sarda della rete nazionale “Basta incendi”, in inverno tutto tace. E quando si muove qualcosa lo si fa spesso in concomitanza di altre notizie che strappano l’attenzione della gente. Accordi con coloro che lavorano nell’antincendio. Aziende private (talvolta privilegiate) che strappano appalti miliardari nel silenzio più assordante. Notizie che arrivano già vidimate in principio d’estate. Spesso in emergenza fuoco e bevute da chi paga le tasse nell’ignoranza più assoluta. Il convegno, al quale in videoconferenza hanno partecipato esperti del settore, giornalisti e tecnici, ha puntato l’obbiettivo incendi soprattutto sulle realtà calabresi, campane, toscane, sicule e sarde, dove “Basta incendi” é particolarmente attiva. E con Giorgio Pelosio ,esperto e tecnico del telerilevamento - oltre ad essere promotore insieme a Bianca Locci nell’Isola della rete “Basta incendi” - hanno preso la parola Silvano Landi, già Comandante della “scuola di formazione del Corpo Forestale dello Stato, che si é soffermato sulla legge 120 sottolineando le deficienze delle tecniche di guerra al fenomeno denominate “Fuoco prescritto” e “Controfuoco”, spesso in contrasto con la tutela ambientale e in antitesi con metodi collaudati come la prevenzione. Lo ha anticipato il discorso di apertura di Bianca Locci, che nel salutare i convegnisti ha posto l’accento sulle conseguenze degli incendi in Sardegna e il costo degli interventi a terra ed aerei confrontandoli con una gestione più oculata del denaro pubblico che potrebbe anche in termini meno dispendiosi, risolvere la piaga del fuoco. Privilegiando metodi come il telerilevamento e tutto ciò che la tecnologia offre attualmente per individuare subito il fronte del fuoco, come l’uso dei droni, dei satelliti e dei sistemi di terra. Peraltro già previsti anche nella legge 120 che é recentissima, essendo datata 8 settembre 2021. E poi ancora, Cristiano MannI ,rappresentante toscano di Italia Nostra, che ha disquisito delle difficoltà legate alle cause, spesso dovute ad una cattiva educazione di chi il bosco lo vive per lavoro, primi fra i quali agricoltori e pastori. Ma non solo. E così, come accade in Campania, dove lavora Maria Rosaria Voccia, giornalista d’inchiesta che ha parlato del rapporto tra politica e informazione. Sempre dalla Campania é arrivato il contributo di Donato Bella, coordinatore di varie associazioni che si interessano dei temi legati alla tutela ambientale. Discorso che abbraccia i rapporti tra politica, malavita e clientela. Troppo appetitoso il business che gira intorno al fuoco per non far ingolosire i “soliti noti”. Vincenzo Romano ,neuroscienziato e attivista di vari gruppi che operano in Calabria ha parlato dei tanti interessi che girano nella politica calabrese. Piu’ che lotta al fuoco si può parlare di vero e proprio assalto alla diligenza con tanti appetiti da soddisfare. Con il rischio di finire nei guai se si mette il naso in faccende a cavallo tra business, malaffare e politica. Pino Zarbo ,intervenendo dal convegno ,in qualità di esperto del settore ambientale e già membro del WWF Sardegna, ha stigmatizzato i metodi del controfuoco e del fuoco prescritto, ultima ratio discussa dello scontro tra uomo e incendi. Il telerilevamento – al contrario – si é rivelato negli anni un ottimo e veloce deterrente al primo intervento. Grande empatia per l’intervento di Giulia Rubino che in maniera semplice e inequivocabile ha raccontato la sua esperienza di attivista in Sicilia. Anche in quella regione il malaffare la fa da padrone. Tanti i rischi per chi si oppone e si frappone alle regalie di turno. Ma grande speranza per le giovani generazioni che si stanno organizzando sempre più numerose in terra sicula. Le conclusioni a Giorgio Pelosio, che spiegando i vantaggi delle telecamere che abbreviano i tempi di allarme, ha fatto la radiografia alla legge 120 esortando pubblico e associazioni ad una sempre maggiore vigilanza e ad adoperarsi perché sul fronte degli incendi non cali il buio soprattutto nei periodo in cui il fuoco cuoce sotto la brace. ”E’ inverno. Parliamone ora -ha concluso – prima che sia troppo tardi”.

Cagliari. Ennesimo rogo "tossico" di rifiuti a Cagliari.

A denunciarlo é l'associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico Onlus che, nei giorni scorsi ha individuato un rogo con rifiuti di ogni genere, nel campo abusivo rom di Via San Paolo.

"Il campo abusivo era stato finalmente sgomberato qualche ora prima dopo che anni di lassismo avevano consentito che diventasse una vera e propria discarica abusiva con modi illeciti si smaltimento dei rifiuti" - attacca l'associazione ecologista.

I roghi, domati con grande difficoltà e pericolosità da parte dei Vigili del Fuoco, dopo aver messo in sicurezza anche 50 bombole di gpl e una decina di acetilene, costituiscono un vero disastro ambientale, di origine dolosa. Di fatto sono stati trovati una dozzina di inneschi).

"Non sono certamente venuti dal Giappone per appiccare il fuoco - sottolinea l'associazione - ma certe dichiarazioni, quali “cercheremo senza sosta i 4 scemi responsabili di questo scempio per assicurarli alla giustizia. Perché la pacchia è finita”, il sindaco Paolo Clint Eastwood Truzzu può anche risparmiarsele".

Perché a Cagliari - continua l'associazione - la pacchia per chi da fuoco ai rifiuti per affari illeciti dura da decenni: dal campo nomadi comunale sulla S. S. n. 554, sequestrato dalla magistratura nel 2012, dopo numerose denunce ecologiste, anni di silenzi comunali e sprechi di soldi pubblici, al campo nomadi abusivo presso la S. S. n. 554, anch’esso sequestrato dalla magistratura dopo numerose denunce ecologiste e ora in attesa dell’udienza G.I.P. per il rinvio a giudizio. Anni di pacchia durante i quali l’Amministrazione Comunale di Cagliari non ha particolarmente brillato per attivismo, nonostante i suoi residenti – soprattutto dei quartieri di Mulinu Becciu e di San Michele – venissero regolarmente affumicati dai fumi tossici. Forse - insiste l'associazione - una discreta sorveglianza dopo l’avvenuto sgombero avrebbe evitato il rogo, il pericolo, l’inquinamento e – di sicuro – una spesa molto maggiore per la necessaria bonifica ambientale. Magari una riflessione in proposito sarebbe doverosa. O no?"

Incendi. Nasce la Rete Nazionale Basta Incendi

In un tempo in cui la parola Green è sempre più usata e abusata, l'Italia è sempre più nera. Migliaia di ettari di territorio vengono inceneriti a causa degli incendi, spesso dolosi, che negli anni, estate dopo estate, hanno devastato interi patrimoni boschivi, divorando alberi e animali, distruggendo per sempre interi ecosistemi causando danni ingenti all'ambiente e agli uomini. Dalla rabbia e dal dolore derivati da tale scempio, davanti alla gestione di tale problematica, trattata sempre più spesso, in maniera inadeguata da parte delle regioni e degli enti che se ne occupano, alla conduzione poco trasparente delle azioni di spegnimento, alle mancate sanzioni rispetto ai colpevoli, è nata la “Rete Nazionale Basta Incendi”. Una iniziativa che vede la luce grazie all'unione delle regioni italiane maggiormente colpite da questa piaga, diventata ormai emergenza, che raggruppa vari organismi Regionali e Nazionali. In particolare, la Rete si pone come scopo l'analisi degli incendi, lo studio e il ripristino ambientale, la prevenzione e la proposta di nuove leggi Regionali e Nazionali. Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, a breve la Campania, si sono unite in un fronte comune, al fine di difendere l'ambiente, fare luce su tali problematiche, proporre soluzioni in difesa del territorio. Fra gli obiettivi, l'analisi degli incendi, lo studio e il ripristino ambientale, la prevenzione e la proposizione di nuove leggi per la tutela dei boschi.

Oristano. "Il territorio più colpito dagli incendi escluso dal piano di potenziamento del Corpo Forestale

La denuncia arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Alessandro Solinas, a seguito della deliberazione della Giunta Regionale in cui viene affermata l'esigenza di procedere a nuove assunzioni.

“Il territorio della Sardegna maggiormente colpito dagli incendi boschivi dei mesi scorsi è stato incomprensibilmente escluso dal piano di potenziamento del Corpo Forestale deciso dalla Giunta. Con una deliberazione a dir poco singolare, venerdì scorso, 8 ottobre – spiega Alessandro Solinas – la Giunta ha sbloccato i concorsi per le assunzioni di nuovo personale da assegnare al Corpo Forestale della Sardegna. Ebbene, in questa occasione, avendo la possibilità di incrementare il numero di uomini addetti allo spegnimento del fuoco in un territorio particolarmente a rischio, ha scelto di procedere in tutt'altro verso: la zona dell'Oristanese è stata indicata come l'unica in cui il fabbisogno di nuove unità di personale è attualmente pari a zero. I posti, per l'Area A del Corpo Forestale, da mettere a concorso con la massima priorità, sono stati ripartiti esclusivamente tra i territori di Iglesias, Lanusei e Tempio Pausania, nonostante nella delibera venga precisato “ferma restando la necessità di acquisire personale da assegnare a tutte le sedi provinciali. Ritengo sia una decisione totalmente priva di senso, che balza agli occhi e lascia basiti – osserva il consigliere, che sottolinea: nel giorno in cui il Consiglio regionale è riunito per parlare delle misure economiche di sostegno alle popolazioni del Montiferru, piegate dai roghi dello scorso luglio, apprendiamo che la Giunta ha deciso di ignorare una realtà sofferente le cui esigenze sono più che manifeste”.

Da qui la richiesta di adeguamento della dotazione organica anche per il territorio oristanese.

“L'età media dei dipendenti del Corpo Forestale, con particolare riferimento agli Agenti, si attesta sui 56/58 anni – prosegue Solinas – per questo è imprescindibile procedere al reclutamento di nuovo personale idoneo allo spegnimento dei roghi. Gli agenti svolgono un lavoro smisuratamente pesante e sono costantemente esposti a rischi altissimi, è pertanto urgente garantire un ricambio generazionale e un rafforzamento di tutti quei reparti che operano in condizioni critiche e particolarmente difficoltose e che fanno la differenza nei momenti di crisi come quelli verificatisi di recente. I territori dell'Oristanese rientrano a pieno diritto tra questi e pretendiamo che il Piano di potenziamento del Corpo Forestale venga adeguato alle reali esigenze dell'isola”.

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