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Politica regionale. Nuovo corso per il partito Rossomori

In evidenza Politica regionale. Nuovo corso per il partito Rossomori
Con il congresso del 1° maggio, i Rossomori hanno avviato un nuovo corso che, attraverso specifiche modifiche statutarie, si dà una forte impronta di democrazia interna, ribadisce questioni di fondo come il la centralità dei parlamenti sempre più marginalizzati, conferma la sua decisa collocazione a sinistra e soprattutto si interroga su cosa sia oggi la sinistra e in quali ambiti debba agire la sua azione di governo. In questo senso assumono un significato particolare temi quali povertà, disuguaglianze, lavoro, questione climatica, sanità, educazione, beni comuni, legalità e affermazione generalizzata del diritto all’autodeterminazione dei popoli, dei territori, delle persone. Tutti valori che, a pieno titolo, si innestano nella tradizione identitaria e autonomista dei Rossomori. Alla base di questa svolta, un nuovo direttivo, tutto al femminile che vede Lucia Chessa come segretaria e Natascha Lampis presidente del partito. Entrambe insegnanti con una lunga esperienza di amministrazione, la prima come sindaco del comune di Austis, la seconda come assessore e consigliere del comune di Alghero. Presenza femminile anche per i ruoli di vice segretaria e di vice presidente: rispettivamente Roberta Melis, ingegnere, che esercita la professione nel cagliaritano e Maria Pasqua Meloni, ginecologa e medico di medicina generale nel Medio Campidano. Altrettanta robusta presenza femminile è anticipata nella composizione della segreteria in via di definizione. Una scelta femminile, supportata da un voto pressoché unanime della assemblea degli iscritti, che ha un preciso significato politico e culturale che, appellandosi alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, afferma che le norme sulla parità di genere non possono in alcun modo ostacolare la costruzione di organismi che conferiscano spazi preponderanti al genere normalmente sottorappresentato. Il segnale è preciso e intende richiamare l'attenzione sull’urgenza di smettere di trattare falsamente e strumentalmente le tematiche femminili e di passare ad atti concreti che riconoscano a tutto campo i diritti delle donne e la loro cittadinanza nella politica, nelle professioni, nella società. La proposta di Rossomori si riassume nella volontà di attivare un confronto, sui citati temi di riferimento - e non solo - attraverso l'ascolto e l'interlocuzione con tutti i soggetti, organizzati e non, della politica e della cittadinanza, che si muovono dentro lo stesso orizzonte ideale del partito. Un percorso già partito in occasione del congresso del 1° maggio, che ha visto invitati, oltre ai partiti, i rappresentanti di associazioni, movimenti e gruppi che, in vario modo e su vari temi, arricchiscono il pensiero del popolo sardo. Tutti coinvolti per uno scambio di opinioni sul progetto di formazione di una nuova sinistra di Sardegna che vada oltre l’esistente, nella speranza che i centri decisionali che riguardano la Sardegna ed il suo popolo, restino nell'isola, attraverso una pratica reale dell’autonomia, dell’autogoverno e della autodeterminazione.
Ultima modifica ilLunedì, 03 Maggio 2021 17:55

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