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Regione. Assessore Chessa critico verso i dipendenti regionali in smart working

In evidenza Regione. Assessore Chessa critico verso i dipendenti regionali in smart working
Il video circola ormai su vari social e diverse chat. Protagonista l'assessore regionale del Turismo Gianni Chessa che, senza peli sulla lingua, esprime il suo pensiero sulla diffusione dello smart working negli uffici regionali. Un pensiero molto critico verso una modalità lavorativa che - secondo Chessa - non consente il controllo dei dipendenti pubblici, accusati di "lavorare pochissimo". A rincarare la dose, la fruizione, da parte degli stessi dipendenti regionali in smart working, dei buoni pasto. Una situzione che Chessa definisce "immorale e poco etica, visto che sarebbe stato più utile destinare quelle risorse alla Caritas". L'esponente della Giunta Regionale si chiede come mai lui ed il suo staff si rechino regolarmente sul posto di lavoro, mentre il resto degli uffici lavora da casa, senza alcuna possibilità di verificare il livello di produttività. Una produttività scadente, che secondo Chessa é alla base dei vari ritardi nel disbrigo delle pratiche, compresi i ristori, che riguardano chi più di tutti é stato colpito dalla crisi: i cittadini sardi. Infatti - come sostiene l'assessore - "a pagare lo scotto di questa situazione sono i cittadini, che hanno bisogno dei soldi, non certo l'impiegato pubblico con la busta paga". Le esternazioni di Chessa non sono certo passate in sordina, vista la replica puntuale della Cisl FP Sardegna, indirizzata ai vertici della Giunta Regionale, avente ad oggetto "gravi dichiarazioni lesive della dignità e della professionalità dei dipendenti". Un documento che attacca l'assessore per le sue dichiarazioni sulla produttività dei dipendenti regionali in smart working e su tanti altri alti punti. Va detto, comunque, che Chessa esprime un legittimo diritto di critica. Diritto sul quale i sindacati ribattono, a ben vedere solo parzialmente, visto che non si esprimono sulla questione buoni pasto. Al di là delle polemiche, il punto vero é: quali sono i dati obiettivi sulla produttività degli uffici, prima e durante il Covid? Quante erano le pratiche che dovevano essere lavorate, sono state completate e sono state evase nel 2017, 2018, 2019, 2020 e primi mesi del 2021? Quante erano le pratiche inevase negli stessi anni? Proprio lì, in quei dati, é possibile trovare la verità. Tutto il resto sono chiacchiere.

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Ultima modifica ilVenerdì, 23 Aprile 2021 19:56

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