Il mercoledì delle ceneri è il mercoledì che segue il martedì grasso e dunque l’ultimo giorno del Carnevale.

Rappresenta inoltre il primo giorno della Quaresima, periodo che prepara alla Pasqua.

Durante la liturgia di questa giornata, si sparge un pò di cenere benedetta sul capo dei fedeli che si ottiene bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente. Questo rito serve a ricordare la transitorietà della vita terrena: “Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai” come Dio dice ad Adamo dopo il peccato originale (Genesi 3,19).

La Quaresima in Sardegna è molto sentita ancora oggi. I riti religiosi e pagani si alternano come è tipico di questa terra nata da secoli di dominazioni differenti, in particolare durante la domenica delle palme. La domenica delle palme è la domenica precedente a quella di Pasqua e serve a rappresentare l’ingresso festoso di Gesù a Gerusalemme (secondo i testi venne accolto da una folla entusiasta che per salutarlo agitava dei rami di palma).

Comunemente le persone vanno in chiesa con delle foglie di palma intrecciate che vengono “benedette”, ma in alcune località della Sardegna si fanno delle vere proprie processioni che sono a tutti gli effetti degli eventi suggestivi e scenografici.

Questo rituale è molto caratteristico a Desulo, dove le donne sfilano con le palme indossando dei vestiti tradizionali molto colorati. Inizia così una settimana, la Settimana Santa, ricca di eventi: un intero periodo in cui folklore e fede danno vita a tante manifestazioni nelle quali vengono rappresentati diversi episodi cruciali della vita di Cristo fino al momento della resurrezione.

Sull’isola sono decine i paesi e le rispettive Chiese che durante i giorni di Pasqua si trasformano in veri e propri teatri in cui persone comuni diventano attori preparati e seri e, assieme a vecchie statue, recitano scene antiche 2000 anni con devozione, sentimento e una forte spiritualità.

“Sa Chida Santa” , come viene chiamata in lingua sarda, inizia con la Domenica delle Palme. Ci sono poi le processioni dei Misteri composte da uomini incappucciati e vestiti di bianco, in alcuni paesi a piedi scalzi.

Ma, ancor più emozionante è la lavanda dei piedi: il sacerdote, durante la messa, con un mazzetto di menta, ripete il gesto fatto da Gesù il giorno dell’Ultima Cena quando lavò i piedi ai suoi discepoli.

Il massimo del mistero e della devozione si raggiunge, però, con i toccanti e piuttosto commoventi riti della Crocifissione, dove la statua di Gesù viene veramente messa sulla croce per poi essere deposta; riti che prendono il nome di "S’Incravamentu" e "Su Scravamentu".

I due rituali, lunghi e intensi, indicano quindi gli attimi in cui mani e piedi di Gesù Cristo furono trapassati con forza da lunghi chiodi e successivamente, quando lui morì, questi stessi chiodi vennero tolti e lui fu posto nella grotta.

Infine, la Domenica di Pasqua, giorno della Resurrezione, la statua di Gesù Risorto incontra quella della Madonna, in una processione che culmina con “S’Incontru” per le vie dei paesi.

È un momento di grande importanza che segna l’inizio vero e proprio del festeggiamento della Pasqua.

Questi eventi sanciscono l’autenticità della Pasqua in Sardegna, che oggi è divenuta un evento unico al mondo.

Il simbolo pasquale per eccellenza è l’uovo che denota uno stretto legame tra il rito cristiano e quello pagano, in particolare il rito pagano della primavera risalente alla preistoria.

L’uovo, simbolo di fertilità e di rinascita, è stato associato fin da subito a questi riti in unione al pane “Su Coccoi”, un prodotto molto famoso, apprezzato anche a livello nazionale. Una volta che il pane è pronto, viene inserito all’interno delle sue forme un uovo intero, come simbolo di rinascita.

Ci sono anche altri tipi di pane tipici della Pasqua, come il pane “Lazzaro” e “Sa Pippia”.

  • Tra i dolci tipici "Le Pardule", sono forse il dolce più conosciuto e amato tra quelli sardi e sì, originariamente erano un dolce tipico della Pasqua.

Si tratta di piccole tortine fatte con ricotta o altro formaggio (a ben vedere sulla base di questo bisognerebbe distinguere le “pardulas” dalle “casadine”).

Normalmente vengono insaporite con scorza di arancia o di limone, ma è caratteristica anche la presenza dello zafferano.

Questi eventi, e questi cibi, sanciscono l’autenticità della Pasqua in Sardegna, che oggi è divenuta un evento unico al mondo.

 

Stefania Cuccu

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