La notizia del rigetto del ricorso dell'ordinanza di ingiunzione di decadenza, emessa dal Collegio di garanzia elettorale, non impensierisce la presidente dalla Giunta Regionale, Alessandra Todde che va avanti per la sua strada continuando il lavoro per il quale è stata eletta.

"A differenza di chi sceglie lo scontro con la magistratura - ha infatti dichiarato la Todde - noi rispettiamo il ruolo dei giudici e le loro decisioni, anche quando non le condividiamo, come in questo caso. Proprio perché crediamo nello Stato di diritto, che prevede tre gradi di giudizio, abbiamo il diritto e dovere di difenderci nel processo, non dal processo. Quindi andiamo avanti: impugniamo la sentenza, perché le violazioni contestate non sussistono, come pure rilevato dalla Corte dei Conti e dalla Procura della Repubblica di Cagliari. In primo luogo, il Tribunale dice che il Collegio di garanzia era incompetente a esprimersi sulla decadenza. Quindi avevamo ragione. Tuttavia, la sentenza presenta diversi punti discutibili e controversi, che i nostri legali stanno puntualmente valutando, ma fin da ora si possono rilevare come siano incongruenti alcuni passaggi. Non ci convince affatto il ragionamento sulla proporzionalità della sanzione della mia decadenza da presidente e dell’intero Consiglio regionale. Inoltre, è paradossale il passaggio della sentenza in cui si sostiene che pur in assenza di un’espressa e formale contestazione, avrei dovuto comprendere la necessità di rendicontare in prima persona e non per il tramite del Comitato, pur non avendo personalmente speso nulla. Infatti, il Comitato è stato l’unico soggetto ad aver ricevuto contributi e ad aver effettuato spese. Una dichiarazione, anche se ritenuta irregolare, non può essere equiparata a una mancata presentazione di documenti. Ribadisco che non c'è nessuna violazione della trasparenza, perché è noto quante e quali sono state le somme versate, da chi, e come sono state spese dal Comitato. Infatti, la Corte dei Conti ha confermato la correttezza del rendiconto. Mentre da cinque mesi ci attaccano - ha sottolineato la presidente - noi abbiamo sempre continuato a lavorare nell’interesse della Sardegna e continueremo a farlo: stasera c'è una giunta, un’altra è convocata per venerdì. Nei prossimi giorni abbiamo programmato riunioni e incontri, come quello a Tortolì con i ragazzi delle scuole. Siamo e rimaniamo concentrati per risollevare questa terra annichilita dalla destra, dalla tutela di interessi personalistici a scapito del bene comune. Da diverse ore il centrodestra chiede le mie dimissioni da Presidente perché vorrebbe tornare a mettere le mani nella gestione della Regione ma la sentenza dice che è il Consiglio regionale a dovresi esprimere in ultima istanza. Questa è una battaglia che si combatte nei tribunali - ha concluso la Todde - E lì la combatteremo. Sono nel pieno delle mie funzioni, e intendo onorarle fino in fondo".

Intanto sul punto è intervenuto il Pd che attraverso il suo capogruppo in Consiglio Regionale, Roberto Deriu, evidenzia la complessità dell'iter processuale, oltre all'esigenza di aspettare una pronuncia definitiva, fondamentale per consentire al Consiglio Regionale di pronunciarsi in modo formale.

Una situazione che, a detta del Pd, non si risolverà a breve, per la quale occorre affidarsi ai giudici.

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