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Sanità. 1300 bambini senza pediatra di libera scelta

Sono 61 i nuovi casi di contagio rilevati dall'Unità di Crisi Regionale nel suo ultimo aggiornamento. Un dato che porta a 56.216 il numero di positivi al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. In particolare, sono stati eseguiti, fino ad oggi, 1.251.222 tamponi, per un incremento complessivo di 2.257 test rispetto al dato precedente. Il numero totale dei decessi aumenta di una unità, a quota 1.438 in tutto. Calano ulteriormente i ricoveri in reparti ospedalieri non intensivi, attualmente 205, mentre rimane contenuto - una unità - l'aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, ad oggi 40. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.749 e i guariti sono complessivamente 40.778 (+301), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 6. Sul territorio, dei 56.216 casi positivi complessivamente accertati, 14.681 (+14) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.553 (+22) nel Sud Sardegna, 5.102 (+12) a Oristano, 10.806 (+7) a Nuoro, 17.059 (+6) a Sassari.
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Coronavirus. Aggiornamento del 18 maggio: 61 nuovi casi, 1 decesso

Sono 61 i nuovi casi di contagio rilevati dall'Unità di Crisi Regionale nel suo ultimo aggiornamento. Un dato che porta a 56.216 il numero di positivi al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. In particolare, sono stati eseguiti, fino ad oggi, 1.251.222 tamponi, per un incremento complessivo di 2.257 test rispetto al dato precedente. Il numero totale dei decessi aumenta di una unità, a quota 1.438 in tutto. Calano ulteriormente i ricoveri in reparti ospedalieri non intensivi, attualmente 205, mentre rimane contenuto - una unità - l'aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, ad oggi 40. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.749 e i guariti sono complessivamente 40.778 (+301), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 6. Sul territorio, dei 56.216 casi positivi complessivamente accertati, 14.681 (+14) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.553 (+22) nel Sud Sardegna, 5.102 (+12) a Oristano, 10.806 (+7) a Nuoro, 17.059 (+6) a Sassari.

Vaccini. Oltre 12 mila inoculazioni nella giornata di lunedì 17 maggio

Proseguono spedite le immunizzazioni negli hub e nei punti di vaccinazione di tutto il territorio regionale. Nella giornata del 17 maggio sono state inoculate oltre 12mila dosi. Proseguono senza intoppi anche le prenotazioni sulla piattaforma delle Poste Italiane. Dal 14 maggio, data in cui il sistema è entrato in funzione, sono 95mila i cittadini che hanno prenotato la prima dose, con 17mila fragili e 911 richiese di somministrazioni a domicilio a soggetti non deambulanti. Salvo rimodulazioni dei quantitativi e ricalendarizzazioni, questa settimana sono attese le consegne di 8 mila dosi di vaccino AstraZeneca, 57.330 Pfizer e 21.400 Johnson&Johnson. Slitta invece a data da destinarsi la consegna di 14.900 dosi di Moderna programmate per oggi. La prossima settimana, e comunque entro la fine di maggio, sono calendarizzati gli arrivi di ulteriori 57.330 dosi di Pfizer, 10 mila AstraZeneca e 12.300 Johnson&Johnson. Nel mese di maggio sono state consegnate in Sardegna 8.700 dosi del vaccino Johnson&Johnson, 100.800 AstraZeneca, 16.900 Moderna, 117.000 Pfizer. Intanto, anche la Sardegna si prepara agli Open day per la vaccinazione degli over 40, a partire da venerdì 21 e sabato 22, a Cagliari e Olbia.

“Costi quel che costi”, per salvare la moneta, non la pace. Di Maurizio Ciotola

Il nostro Paese, in trent’anni di scorrerie, è divenuto politicamente provinciale, incapace di inanellare una politica internazionale da protagonista e di equilibrio, nel bacino del Mediterraneo.

Da sempre la politica arma i popoli per fini ideologici e religiosi, consumando tragedie umane, come accade in queste ore di guerra aperta tra uno Stato e un popolo, Israele e i palestinesi.

Il presidente del Consiglio del nostro Paese è politicamente inesistente nel contesto mediorientale, unitamente al ministro degli esteri, la cui inerte sintonia è allarmante.

L’inazione nella politica estera dell’Italia, dura oramai da trent’anni nell’avvicendamento di destra e sinistra, con esecutivi incapaci e timorosi di andare oltre le ratificazioni Atlantiche.

Anni in cui hanno perso la vita o sono stati esautorati, i protagonisti indiscussi di un cammino di pace in Medio Oriente, del quale fino ai primi anni novanta siamo sempre stati protagonisti.

L’omicidio di Rabin nel 1995, ha costituito l’inversione di marcia e la pietra tombale della politica di pace cui si era avviata Israele: due popoli, due stati.

La morte di Arafat, malato e oramai messo al margine, giunge nel 2005.

Per lui, come per Rabin in Israele, una politica estremista nazionale ha agito mettendo entrambi nell’angolo, fino alla loro destituzione, giunta per entrambi in un modo o nell’altro.

L’Europa si avvaleva, fino ai primi anni novanta, dell’intervento politico costante e diretto dell’Italia, su Israele e l’Anp.

Una significativa azione volta alla pacificazione del conflitto dei due popoli, cui da tre decenni non esiste traccia.

Un conflitto bellico pagato dal popolo palestinese, dilaniato dalla corruzione politica, e dai cittadini di Israele, ingessati intellettualmente da un turbine politico-religioso integralista.

I mandanti di questa guerra priva di senso, sono estranei a quel lembo di terra santa, a quell’arido deserto che sembra aver contaminato le menti di coloro che lo abitano.

L’Italia è concentrata su un piano di rinascita, che vede ancora una volta irrorare un’economia desueta, piuttosto che muovere verso il cambiamento.

Un piano economico che si astiene dal finanziare gli ambiti propri di qualsiasi rinascita, quali istruzione, università e ricerca, per accontentare fazioni politiche incapaci di progettare un futuro.

Partiti ancorati al passato, di cui gli stessi attori non conoscono i moti intellettuali, scientifici e politici, da cui, quel passato non più presentabile, ha avuto origine.

Un’Italia politica che ha perso di vista il contesto internazionale, se non per ratificare il dettato Atlantico cui, più che vincolata, è prigioniera.

La proposta della Cina, presidente di turno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, attinge alla vecchia e insostituibile formula per quel lembo di terra in Medio Oriente: due popoli, due stati, con Gerusalemme est capitale dello stato palestinese.

Un passaggio improbabile nell’immediato, ma verso cui tendere senza esitazioni e per il quale è necessario imporre, da subito, il controllo internazionale di Gerusalemme, ove non può e non deve essere permessa l’epurazione, alla quale assistiamo da ignavi osservatori.

Siamo giunti nel XXI secolo, forse per caso, probabilmente grazie all’impegno di esseri umani che, avversando gli estremismi politici e ideologici, ci hanno consentito di superare il XX secolo, che ha costituito l’abisso dell’umanità, non solo per la storia moderna.

Un secolo in cui le ideologie politiche, di destra e di sinistra, hanno condotto l’umanità sull’orlo del baratro.

Ci siamo svegliati da quel “Secolo breve”, con un accelerazione degli integralismi religiosi, su cui gli stessi produttori di morte hanno investito il loro rigoglioso futuro, per affossare il nostro.

Eppure il presidente del Consiglio, che ha vissuto nelle istituzioni, quel XX secolo, in cui la politica estera italiana aveva una chiara connotazione, volta all’equilibrio nel bacino del Mediterraneo, oggi resta in silenzio di fronte al bagno di sangue arabo-israeliano, e non meno titubante ci pare, sul come affrontare il disastro umano dell’immigrazione.

Dobbiamo ricrederci sulle capacità politiche di un “contabile”, capace di lavorare e dire “costi quel che costi” per salvare una moneta, ma non per salvare la pace in un conflitto cui non siamo estranei.

Maurizio Ciotola

Cagliari. Lazzaretto, mostra personale di Walter Marchionni - Giò Tanchis

Venerdì 21 maggio alle 18 presso il Lazzaretto di Cagliari, sarà inaugurata "Avevo perso il giallo…l’ho ritrovato", mostra personale di Walter Marchionni, in arte Giò Tanchis. L’esposizione, che rientra nell’ambito della programmazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari ed è curata dall’ATI Cooperativa Sant'Elia 2003 - Orientare Srl, vuole essere un’antologica dell’artista villacidrese, con un percorso che propone 52 opere realizzate dal 2007 al 2021. E’ però il corpus prodotto durante l’anno della pandemia quello dominante in questa mostra in cui Marchionni si presenta con il suo nome, giocando allo stesso tempo con quello d’arte, usato a partire dal suo esordio artistico nel 2005. Un espediente per indicare la strada verso la nuova fase artistica di Marchionni che, per la prima volta, inserisce nelle sue piazze la figura. Scrive la critica d’arte Alessandra Radaelli, nel testo di presentazione della mostra: "ora Walter Marchionni consegna allo sguardo del pubblico una nuova serie che per certi versi si può immaginare come la sintesi delle precedenti, ma più ragionevolmente rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione coerente di un percorso molto netto e pensato. Le nuove città non solo si sono animate di una vita – la figura – che quelle precedenti ignoravano, ma vanno lentamente ritrovando la potenza del giallo. Forse come un segno di speranza. (…) La figura è al tempo stesso presenza che ci ancora al qui e ora e intelligente escamotage formale per dirigere lo sguardo e agganciare la prospettiva a un dato di realtà. Mentre quella sua ombra lunga, densa di echi surrealisti, ci spinge a riflettere sul nostro essere irrimediabilmente qualcosa e il suo contrario, volti e maschere, immagini reali e immagini riflesse". “Avevo perso il giallo…l’ho ritrovato” sarà visitabile nella Sala Archi sino all’11 luglio, tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00. Walter Marchionni nasce a Villacidro nel 1963. Figlio di Dino - urbinate, noto incisore ed acquerellista proveniente dall’Istituto d’Arte di Urbino, attivo dal ’54 a Villacidro, dove ha insegnato arte per oltre trent’anni, e deceduto nel 1994 - esordisce nel mondo dell’arte, con il nome d’arte di “Giò Tanchis”, con alcune esposizioni nel 2005. Il periodo precedente a questa data è segnato da un forte coinvolgimento nel mondo dell’arte con l’attività di curatore ed organizzatore di mostre in collaborazione con le più importanti istituzioni della Sardegna. Organizzazioni come PERLARTE e ONNIART sono sue creature. Nel 2007 espone nel centro culturale “Montegranatico” di Sanluri in contemporanea all’esposizione di alcune incisioni del maestro Sassu. Nel gennaio del 2008 la sua prima personale nel Centro Culturale d’Arte “Exmà” del Comune di Cagliari. Nel mese di maggio sempre del 2008 “Spagna-Sardegna Viaggio pittorico” con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, allestita nella Galleria Lazzaro by Corsi di Milano al Broletto. (testi critico Prof. Montaldo, Prof. Giorgio Pellegrini). In contemporanea viene allestita con il Patrocinio del Comune di Sassari la mostra “Magma, nero … basalto” nella Sala Duce di Palazzo Ducale in Sassari. Nell’aprile del 2010 esposizione nella Sala degli Archi del Centro d’Arte e Cultura “Il Lazzaretto” di Cagliari della mostra “Spirito Indomito”, improntata prevalentemente sulle figure del toro e del cavallo (testi Giorgio Pellegrini). Novembre 2012 allestisce la mostra “Spirito Indommito” nelle Sale del Palazzo del Collegio Rraffaello ad Urbino con il Patrocinio del Comune di Urbino, del Legato Albani. Testi di Alessandra Redaelli). Nel marzo 2014 viene allestita una sua mostra personale al Museo “Ca La Ghironda” di Zola Predosa Bologna, presentata e curata dal Prof. Martani. Nel 2015 la svolta. Nell’approccio alla realizzazione delle opere per la mostra a Carbonia, inizialmente proteso verso una rappresentazione del minatore come eroe ma anche gladiatore, nel suo lavoro quotidiano all’interno delle viscere della terra, si sviluppa una nuova visione della città stessa come luogo magico. In quello stesso anno viene allestita la mostra “Enigma metafisico. Carbonia abbacinante”. Nello stesso anno segue la mostra a Milano all’Archivio Lazzaro con le stesse tematiche e una serie di opere che reinterpretano alcune strutture della città (testi di Alessandra Redaelli).
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Cagliari. Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

Si sono radunati al Bastione di Saint Remy, erano circa duecento, seduti e distanziati. Sono le persone che hanno aderito alla manifestazione denominata "Frocie alla riscossa", organizzata in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Al centro dell'evento diversi interventi, tutti incentrati sulla ferma condanna della violenza, in tutte le sue forme, anche attraverso il linguaggio. L'iniziativa, che si inserisce a pieno titolo tra le attività a sostegno del Ddl Zan, giunge in un momento delicato - quello della pandemia - che ha evidenziato ancora di più le contraddizioni e le fragilità dell'attuale società. Un contesto che contribuisce a penalizzare tutte le persone più deboli e oppresse, spesse ignorate dalle istituzioni.

Coronavirus. Aggiornamento del 17 maggio: 23 nuovi contagi, 4 decessi

Sale a 56.155 il numero dei casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di Crisi Regionale sono stati rilevati 23 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 1.248.965 tamponi, per un incremento complessivo di 4.884 test rispetto al dato precedente. Quattro i nuovi decessi per un totale di 1.437 in tutto. Scende a 211, il numero di persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, mentre resta invariato, a 39, il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.991 e i guariti sono complessivamente 40.477 (+189). Sul territorio, dei 56.155 casi positivi complessivamente accertati, 14.667 (+5) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.531 (+2) nel Sud Sardegna, 5.090 a Oristano, 10.799 (+9) a Nuoro, 17.053 (+10) a Sassari. Secondo quanto riportato dall’Unità di crisi non si registrano nuove positività per la provincia di Oristano, che segna complessivamente tre casi in meno in seguito a un riallineamento del dato.

Vaccini. Le farmacie si preparano per le somministrazioni

Dopo un periodo che li ha visti impegnati in appositi corsi di formazione, i farmacisti scendono in campo per dare il loro contributo alla campagna vaccinale regionale. Sono infatti oltre 300 le farmacie che verranno coinvolte nell'iniziativa, che attende solamente la sigla di un accordo tra Regione e Federfarma. Accordo che prevede, oltre agli aspetti strettamente connessi alla vaccinazione, altri aspetti riguardanti la lotta al Covid come ad esempio la possibilità di effettuare in farmacia i tamponi sierologici.

La Sardegna ritorna in zona gialla

Dopo essere stata la prima regione d'Italia ad aver sperimentato - per un breve periodo - la zona bianca ed aver subito l'onta di essere rispedita in zona rossa, la Sardegna si appresta a lasciare la zona arancione, che ha caratterizzato le ultime due settimane, per tornare in zona gialla. Da lunedì 17 maggio, infatti, riaprono al pubblico ristoranti bar, pub, gelaterie e pasticcerie, con consumazione consentita al tavolo ma esclusivamente all'aperto, anche a cena. Tutto questo, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid-19 ed entro degli orari del coprifuoco. Nessuna novità per i negozi, già aperti in zona arancione. Per le consumazioni al chiuso e solo a pranzo, si dovrà ancora attendere al 1° giugno. Rimane senza limiti orari la ristorazione negli alberghi e nelle strutture ricettive. La zona gialla consente inoltre la riapertura dei musei e la ripartenza degli spettacoli in sale teatrali, sale da concerto, cinema, live club e in altri locali o spazi anche all'aperto. Naturalmente, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza e con obbligo di prenotazione dei posti a sedere. Limitazioni anche per la capienza massima consentita, che non può superare il 50% di quella massima autorizzata. In ogni caso il numero massimo di spettatori non può eccedere le mille unità all'aperto e le 500 al chiuso. Vietate tutte le attività in sale da ballo, discoteche e le feste private. Consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita dal territori e verso un'abitazione privata, in un massimo di 4 persone oltre ai minorenni (fino a 18 anni) sui quali si esercita la responsabilità genitoriale.

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