Cagliari - Pirri. Seminario Esperenziale "La cura del perdono". Di Rosaria Floris

Ore 8.30 - Apre il seminario Nadia Brusasca, psiconcologa, che con poche parole spiega il perché di questo seminario dal titolo così toccante: "La cura del perdono". Il perdono purifica la mente, aiuta così come a un dono difatti perdono é inteso come "per dono", come donare, ricevere un dono. La sala è letteralmente piena di donne che hanno affrontato e che affrontano il male che ancora fa paura "il tumore, il cancro". Sono veramente tante e tutte, compresa me, molto attente, curiose verso questa nuova terapia "del perdono". Il relatore, Daniel Lumera, che nella sede dell'associazione culturale Hermaea di via Santa Maria Chiara 24 viene a parlarci di perdono terapeutico, inteso non in senso religioso, ma in senso esperienziale, ha dodici anni di esperienza come docente, scrittore, formatore internazionale e esperto nell’area delle scienze del benessere e della qualità della vita. Ideatore del metodo My Life Design – disegno consapevole della propria vita sociale e professionale, Lumera collabora con Università, enti di ricerca e del sistema sanitario. Con l’UNESCO, nel mondo aziendale, nel sistema scolastico e in quello penitenziario. Il perdono purifica la mente, dice, e porta diversi effetti: FISICO- VITALE-EMOZIONALE- MENTALE- CAUSALE- SPIRITUALE – non religioso-e COSCIENZIALE. Il Perono stimola, lavora su questi sette elementi. La formula del perdono è meditazione, pulire la mente, liberare la mente, attraverso 7 affermazioni: a) mi perdono - ti perdono per aver permesso che ciò accadesse; b) mi libero – ti libero da tutte le cause che erano sofferenza, non mi interessa più quello che è successo; c) mi amo – ti amo- in te e in me il valore della esistenza, della vita; d) GRAZIE; e) uno nell’uno; f) uno nella pace; G) uno nella luce, allenare la mente e liberare la mente per utilizzare un ponte d’amore. Una gestione dello stress della malattia attraverso un viaggio tra perdono e meditazione. Le fasi principali del perdono sono 4: l’accusa – la responsabilità - la gratitudine e l'amore. Ognuna di queste fasi vengono spiegate da Daniel Lumera in modo chiaro e semplice e non sono mancate le lacrime che, senza nessun timore, sono scese giù bagnando il volto bellissimo delle tante donne presenti. Specialmente quando si parla d’amore: assenza di morte, la vita non finisce, non c’è separazione. L’obiettivo deve essere riuscire ad amare sempre qualsiasi cosa accada. La malattia la consideriamo un aspetto differente del nostro vivere. Parola chiave "consapevolezza". Il perdono crea uno stato di grandissima liberazione. Il perdono non vuol dire giudificazione, non vuol dire non reazione, essere deboli o accettare la situazione. Perdonare vuol dire Per Donare: soffriamo con amore, soffriamo col dolore. Alle ore 13 il seminario finisce e mi guardo intorno, siamo tante e tutte abbiamo e viviamo lo stesso problema. Diverso per patologia, diverso per durata, diverso per sopportazione fisica, ma tutte col sorriso, con dentro questa voglia di nuova cura che senz’altro ci porterà benessere, fisico, spirituale, coscienziale. Mattina di maggio, un 17 da tenere stretto, con un perdono da applicare nel quotidiano, da esercitare e da regalare come la parola stessa dice: Per Dono. Rosaria Floris

Tumore al pancreas. Protocollo d'Intesa tra Aou di Cagliari e Azienda Ospedaliero universitaria di Verona

Siglato protocollo di intesa tra l'Azienda ospedaliero universitaria (Aou) di Cagliari e l'Azienda ospedaliero universitaria integrata (Aoui) di Verona per consentire l'esecuzione di interventi contro il tumore al pancreas al Policlinico "Duilio Casula" di Monserrato. Allo scopo è stato già avviato un articolato percorso di formazione dei chirurghi della struttura complessa di chirurgia generale polispecialististica diretta da Pietro Giorgio Calò. Grazie alla grande esperienza della struttura veronese, tra le più importanti al mondo in questo tipo di operazioni, il primo intervento al Policlinico sarà effettuato venerdì 16 febbraio, dalle 8.30. ad essere coinvolto un paziente affetto da tumore alla testa del pancreas. Ad eseguire la complessa operazione, il direttore della chirurgia generale e del pancreas dell'azienda di Verona, Claudio Bassi, il professor Calò e Massimiliano Tuveri, chirurgo dell'Aoui. Al termine dell'intervento, che dovrebbe durare almeno cinque ore, il professor Bassi terrà una lezione anche prendendo come punto di riferimento l'intervento della mattina. Il carcinoma pancreatico è una malattia molto aggressiva che al momento della diagnosi si presenta nell'80% dei casi in uno stadio molto avanzato. Rappresenta, nei paesi occidentali, la quarta causa di morte per tumore. In Italia si verificano più di 8 mila nuovi casi l'anno, soprattutto nella popolazione adulta, e ancora di più in quella anziana. In Sardegna tra i 70 e 100 pazienti ogni anno necessitano di un intervento per neoplasia del pancreas. A questi a cui si aggiungono i più rari casi di neoplasie delle vie biliari e del duodeno. Solo il 20% circa di questi tumori è asportabile radicalmente al momento della diagnosi. La chirurgia rimane oggi l'unico trattamento radicale. Nonostante ciò, circa l'80% dei pazienti sperimentano comunque una recidiva entro 3 anni dal trattamento chirurgico. La cura delle neoplasie pancreatiche è però possibile. La terapia è nella maggior parte dei casi multimodale.
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