Cagliari. Lotta alle fake news in sanità

Lunedì 1° ottobre, alle 10, nella sala conferenze dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri - via dei Carroz, n. 14 - il presidente Raimondo Ibba e il Consiglio direttivo presentano la campagna volta a contrastare la diffusione di false notizie e di terapie non scientificamente validate, inerenti la salute dei cittadini. Nel corso dei lavori di presentazione della campagna e della attività, rilanciate su scala nazionale dalla Fnomceo (Federazione nazionale ordini dei medici e degli odontoiatri), vengono presentate in anteprima le slide e i manifesti che verranno apposti nel capoluogo in luoghi di forte visibilità. Tra gli slogan, ripresi da comportamenti reali, “HO CURATO IL CANCRO CON IL BICARBONATO DI SODIO” e “CREDEVO FOSSE UN VERO DENTISTA, MA NON LO ERA. AVEVO UN TUMORE ALLA BOCCA NON DIAGNOSTICATO”. Sono solo alcuni dei temi lanciati dalla Federazione nazionale degli Ordini. Approdano anche a Cagliari le iniziative e i manifesti, tese a sensibilizzare i cittadini sui gravi rischi che si corrono nel prestare attenzione alle notizie riguardanti la salute, non attendibili e mai certificate che circolano su internet.

La Maddalena. Manifestazione a difesa dell'ospedale

Cittadini dell'isola di La Maddalena e molte altre persone provenienti da diverse zone della Sardegna di sono date appuntamento nell'isola per rivendicare il loro diritto alla sanità pubblica per loro rappresentato dall'esistenza dell'ospedale "Paolo Merlo". L'iniziativa, organizzata da Caminera Noa, in collaborazione con il comitato civico, ha messo insieme quasi 500 persone. Tra loro anche il primo cittadino di La Maddalena, Luca Montella. La manifestazione, che si è svolta nel piazzale che fronteggia il piccolo ospedale dell'isola, ha visto tra i partecipanti anche gli attivisti di A Foras che hanno sottolineato il loro disappunto contro la chiusura del Merlo, a fronte della riapertura della scuola della marina per gli ufficiali del Qatar.

La Regione Sardegna, i fallimenti e i deliri di fine legislatura. Di Maurizio Ciotola

Qualsiasi fine legislatura giunta a naturale scadenza deve necessariamente, non solo sul piano regolamentare, ma su quello delle opportunità politiche, congelare o astenersi dal legiferare e dal deliberare, se non per quanto di stretta necessità circoscritta agli affari correnti. L’avviare o portare a conclusione riforme incompiute, approvazioni di leggi la cui ampia e complessa discussione ha impedito la loro approvazione durante la legislatura corrente, è ancora una volta un approccio emergenziale, furbesco, da predatori senza scrupoli. Altresì le nomine dirigenziali, le assunzioni, la stipula di contratti e convenzioni in tale periodo, dovrebbero essere rigettati invocando la loro nullità per i vizi presenti, che con un termine potremo sintetizzare di carattere “clientelare”. La Regione Sardegna, in autonomia, more solito, in questo ultimo lembo di legislatura normalmente giunta al termine, attraverso la sua maggioranza e le opposizioni parte della medesima “medaglia”, si apprestano a chiudere un ciclo con una serie di approvazioni, leggi e promozioni, che pongono questo presunto governo dell’onestà, in linea con tutti quelli da cui è stato preceduto. Sia la Giunta, che il Consiglio, posti in mora con le ultime elezioni nazionali, hanno proseguito senza avviare la men che minima riflessione sul disastro politico di cui, per la nostra regione sono stati la causa ultima, seppur non esclusiva. Non solo non è stato avviato alcun progetto inerente uno sviluppo industriale in linea con l’evoluzione globale, capace di offrire interesse e di conseguenza spazi occupazionali, ma nel ricalcare il sentiero oramai non più percorribile, ci si è incentrati sull’accanimento “terapeutico” allo scopo di protrarre la inevitabile “morte” economica della Regione. Non è stato compiuto un passo per quel che riguarda quelle servitù militari, “grazie” alle quali ampie zone della regione sono impraticabili per devastazione ambientale; altresì, in antitesi agli annunci è stato sostanzialmente confermato il vecchio modello industriale manifatturiero, proprio dell’inizio de XIX secolo, senza pretendere la sua mutazione tipologica o il suo evolversi verso un’impronta moderna e automatizzata, cui altre realtà industriali occidentali hanno preteso. Non è stato varato alcun piano per consentire una continuazione abitativa nei piccoli agglomerati urbani del centro Sardegna, cui diversamente attraverso la sottrazione di servizi, dei trasporti pubblici, scuole e servizi sanitari, per non parlare del mancato mantenimento e sviluppo di quelli infrastrutturali, è stata decretata la loro morte. La metanizzazione dell’Isola, oramai inutile, ha subìto modifiche derivanti da fortissime pressioni, che hanno insistito sulla Presidenza e soprattutto la sua candidatura, un patto ante litteram, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi, ovvero il nulla. Più determinante, anzi l’unica azione forte e devastante, la cui intransigenza non avrebbe potuto trovare eguali in governi di matrice illiberale e di destra, è stata la messa in campo della riforma sanitaria. Ha stupito nelle sue modalità di attuazione in difformità e autonomia rispetto al D.M.70/15, il raddoppio dei posti letto nelle strutture private, cui sappiamo in gran parte essere destinati alla struttura del Mater Olbia, la cui realizzazione fu partorita dal San Raffaele di Milano, con un ampia erogazione di capitali da parte del Banco di Sardegna. Una forte esposizione cui il Presidente del Banco di Sardegna ha sicuramente sofferto e tuttora soffre, per conto della Banca e dei suoi azionisti di cui è presidente. Una sofferenza, che sarà appianata o quanto meno per cui verrà avviato il piano di rientro, quando il Mater Olbia, sarà funzionante e pienamente inserito nella riforma sanitaria, fortemente voluta dall’Assessore Luigi Arru, fratello del Presidente del Banco di Sardegna. Qualcuno spera ancora nell’approvazione della legge sull’Urbanistica e, in Consiglio come tra i partiti senza più elettori ed iscritti, nei sindacati, si conta di portare a termine un ulteriore stupro, perché “due euro” che non sfamano e non concedono alcun futuro, sono sul piano clientelare più “utili” di progetti a lungo termine, lungimiranti e innovativi. Non ci si rende conto che tale approvazione porterebbe con se l’epigrafe da ascrivere sulla lapide che verrà apposta sulla tomba politica dell’attuale maggioranza, quanto su quella di una “opposizione” tacita e alleata. Non vi sarà alcun futuro per il Partito democratico, per la sinistra in senso lato, se non si riuscirà a mettere in discussione gli ottusi atteggiamenti fideistici, posti in essere in ossequio ai tecnicismi capaci di reiterare modelli avulsi alla società e alla sua evoluzione. Non potrà esservi alcun futuro se questa Giunta, e in ultimo il suo Presidente, nel continuare a negare l’istituzione di un registro regionale delle malattie tumorali, prosegue indifferente nell’esoso finanziamento alle Università della Regione, che sembrano volte ad assegnare cattedre per docenti ordinari piuttosto che, insegnamenti ai suoi allievi, in un contesto regionale senza sbocchi. E'assente un piano complesso di rinascita, evolutivo sul piano umano ed economico se non per porzioni disarmoniche, finalizzate ad un abuso delle risorse pubbliche. Trent’anni di delirio non si cancellano di botto, trent’anni di abusi e ritorsioni attuate in nome di un neoliberismo mai posto in essere, non saranno superati con un colpo di spugna o con la prossima legislatura, ma non di meno è necessario voltar pagina per riuscire a ri-centrare la politica sulle esigenze umane, nella loro articolazione più complessa, senza estromettere nessuno o privilegiare i soliti noti. Maurizio Ciotola

Sanità. La bufera su Arru non accenna a diminuire. Di Antonello Lai

Dopo il veto da parte del nuovo Governo rispetto alla bocciatura della rete ospedaliera, l'opposizione lancia i suoi strali all'indirizzo dell'intera Giunta Regionale, rea di aver distrutto la sanità nell'isola attraverso anche l'istituzione dell'ATS, "un carrozzone - secondo il vice presidente della commissione sanità (il forzista Tocco)- che non avrebbe cambiato né le sorti del settore, tantomeno la riorganizzazione di tutto il settore, senza né capo né coda". Sempre secondo l'opposizione il piano della Giunta Pigliaru avrebbe prodotto invece la riduzione dei servizi nei piccoli ospedali, contribuendo alla scomparsa di strutture complesse ma integrate nel territorio. La sanità sarda sarebbe quindi, secondo l'opposizione, una ragnatela di nuovi dipartimenti e strutture in contraddizione alla normativa. Il governatore Pigliaru difende strettamente l'operato di Luigi Arru. "Il ministero - dice Pigliaru - ci ha sempre chiesto di chiudere i piccoli ospedali e di tagliare i servizi. Noi non ci siamo stati a questa logica - prosegue - e nel rispetto del Decreto Ministeriale 70, si è riusciti a salvare alcuni ospedali indispensabili". Contrattacca anche l'Udc Rubiu, che punta il dito sulla bocciatura della riforma varata dalla Giunta di centro sinistra. Rubiu va giù duro: "è il più grande pasticcio politico della legislatura, con una confusione ed un disordine senza precedenti" e prosegue: "un riordino, quello della sanità sarda, che pone rilievi di legittimità su una normativa contestata da minoranza, sindaci e territori. Secondo Rubiu il governo sardo avrebbe applicato questa riorganizzazione senza l'avvallo del ministero con arroganza e incompetenza, assegnando nomine ai primari, assumendo nuovo personale e dando nuovi incarichi. Per paolo Truzzu di Fratelli d'Italia, sono necessarie le dimissioni in tronco dell'assessore Arru. Avrebbe mentito a tutti i sardi, asserendo che la bocciatura sarebbe arrivata dal nuovo governo, mentre i rilievi arrivano da ben prima che Conte si fosse insediato. L'assessore Arru intanto si difende come può: sottolinea i successi dell'elisoccorso, anche se ammette che la rete delle ambulanze ha parecchie falle, parla di una razionalizzazione degli interventi per cercare di ottimizzare i fondi a disposizione e fa comprendere che è meglio puntare sui servizi d'eccellenza, piuttosto che garantire posti letto spesso - a parere suo - vuoti e inutili. Arru sa bene che il suo assessorato è in pericolo. D'altra parte è quello più appetibile per la gestione del denaro pubblico e fa gola a tanti. Non solo all'opposizione. Gli interessi sono davvero enormi e lui corre il rischio continuamente di essere attaccato, come accade quotidianamente ad ogni ora del giorno. Ma anche a casa sua ci sono i nemici e lui lo sa molto bene. Talvolta sono loro il pericolo maggiore. Ma questo è tutto un'altro discorso. Antonello Lai

Bocciatura riordino Rete ospedaliera. Ganau: "un attentato all'Autonomia della nostra Regione”

"La bocciatura da parte del Ministero della Salute della legge di riordino della Rete ospedaliera rappresenta un gravissimo attentato all'autonomia della nostra Regione". A dichiararlo é il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, intervenendo in merito al parere espresso dal Ministero della Salute sulla legge di riordino della Rete ospedaliera regionale. "Alla nostra isola – sottolinea Ganau – che pur paga in proprio i costi della santità, viene impedito di utilizzare quegli spazi di discrezionalità, previsti nel DM 70 cui si fa riferimento nel parare ministeriale, in modo da rendere compatibile il sistema sanitario regionale con le peculiari caratteristiche orografiche e demografiche della Sardegna. Il provvedimento del Consiglio Regionale, a differenza di quanto strumentalmente sostenuto da alcuni in questi mesi, ha garantito la presenza dei presidi di riferimento in tutto il territorio, prevedendo una razionalizzazione dell'intero sistema ed un rafforzamento dei servizi offerti nella stragrande maggioranza dei casi. Per questo, aldilà di alcune piccole modifiche tecniche, la proposta deve essere difesa come la più adatta ad offrire risposte adeguate alle richieste sanitarie nella nostra Regione. E sia chiaro a tutti – aggiunge ancora Ganau – che la piena applicazione del DM 70 attuerebbe la condizione di un pesante ridimensionamento dei servizi sanitari offerti nei territori e la chiusura degli ospedali di Iglesias, Guspini, Isili, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Ghilarza e Lanusei. Mi auguro – conclude - che la difesa delle scelte del Consiglio diventi una battaglia di tutti i sardi in grado di superare le differenze politiche e di schieramento".

Sanità. Rapporto Centro Studi Crea sulle migliori performance: Sardegna in coda

In base al rapporto denominato "Una misura di Performance dei Servizi Sanitari Regionali", elaborato dal Centro Studi Crea Sanità dell'Università di Roma Tor Vergata, la Sardegna sarebbe in coda alla classifica delle regioni italiane dove il Servizio Sanitario registra le migliori performance. Ai primi posti si piazzano le Province autonome di Trento e Bolzano, seguite da Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto. In una posizione intermedia si piazzano Valle d'Aosta, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte, Lazio, Abruzzo. A seguire Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, comprese nell'area "critica" e in fondo la Sardegna. In particolare, nella valutazione condotta dal Crea, rispetto allo scorso anno avanzano Trento e Bolzano (dall'area di performance 'intermedia' a quella di 'eccellenze') e avanza il Friuli (da area critica a area intermedia). la Sardegna retrocede in coda a tutte le aree, a differenza del 2017, anno in cui il cui servizio sanitario regionale aveva fatto registrare prestazioni nella media. Il metodo di valutazione applicato è quello multi-dimensionale. In questo senso vengono prese in considerazione diverse dimensioni: sociale, esiti, adeguatezza, innovazione e economico finanziaria. Allo stesso tempo è anche multi-prospettiva, ovvero "media" le valutazioni di diversi stakeholder del sistema, ovvero utenti, management aziendale, professioni sanitarie, istituzioni e industria medicale. Nel complesso i livelli di soddisfazione dei circa 100 esperti del panel rispetto alle performance attuali "sono relativamente scarsi" e "anche i migliori risultati regionali raggiunti, sono infatti ben lontani da una Performance ottimale".

Sanità. ATS: oltre mille assunzioni nel corso del 2018

Milleduecento assunzioni, per essere precisi. E' quanto previsto dall'Azienda per la Tutela della Salute per il 2018, frutto della deliberazione del 27 febbraio scorso, unitamente ai protocolli d'intesa in materia di stabilizzazione del personale precario, sottoscritti a marzo con i le sigle sindacali. Attraverso lo scorrimento delle graduatorie, e quindi senza variazioni di spesa, verranno assunti 630 profili professionali. A questi si aggiungeranno 570 figure frutto delle stabilizzazioni per un totale di 1.200. Il piano di assunzioni dovrebbe consentire, almeno nelle intenzioni dell'Ats, un drastico taglio dei tempi delle liste d'attesa. Ora si attende il riscontro dell'Assessorato alla Sanità e del Collegio sindacale dell'azienda.

Sanità. Sistema recall e sms per abbattere le liste d'attesa

Basta un semplice sms dal proprio cellulare per prenotare e annullare l'appuntamento prenotato per una visita ambulatoriale. Un'operazione che è possibile effettuare anche attraverso l'accesso al portale regionale Cup Web, tramite la propria tessera sanitaria. Una modalità operativa che ha visto l'attivazione di circa 700 mila prestazioni ambulatoriali, prenotate su base regionale, per le quali sono stati inviati con il sistema di recall nel 2017 oltre 1 milione di sms di promemoria. Grazie al sistema di recall e annullamento via sms della prenotazione, è emersa una significativa riduzione del numero di persone che non si sono presentate all'appuntamento con picchi, in alcuni casi, del 20%. Un risultato che ha vuto un effetto positivo anche sulle liste d'attesa. fatto, avvisando per tempo il Centro Unico per la Prenotazione (CUP), rispondendo al messaggio di recall o modificando la tempistica della visita sul portale internet, gli operatori sono messi in condizione di dare la priorità ai pazienti che hanno un urgente bisogno di essere visitati, con un risparmio economico per tutto il sistema. Risultati evidenziati dalla pratica. Di fatto, in un anno è aumentato di oltre quattro punti percentuali il rapporto tra le prestazioni ambulatoriali erogate e quelle prenotate nel sistema sanitario pubblico regionale. Al momento il servizio di recall automatizzato è operativo in tutte le Aree Socio Sanitarie Locali della Sardegna, ad accezione delle aree di Carbonia e Lanusei.
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