Invecchiamento attivo. Arriva in Lombardia il progetto "Born to move" della Comunità Mondiale della Longevità

La Comunità Mondiale della Longevità, guidata da Roberto Pili, arriva in Lombardia. Più precisamente nel Comune di Ranco (Varese), dove intende realizzare una parte dello studio pilota del progetto denominato "Born to move - Nati per muoversi". Il piccolo centro lombardo, facente parte del Comprensorio dei Sette Laghi e dove risiedono 270 ultrasettantenni su una popolazione di 1700, si presta in maniera perfetta per il progetto ideato dal team scientifico della Comunità Mondiale della Longevità, basato su un metodo rivoluzionario. Di fatto un ruolo centrale nel progetto viene assegnato alle case campidanesi sarde e alle masserie lombarde, entrambe luoghi ideali per invecchiare bene. Nata e sperimentata in Sardegna, l'iniziativa punta a realizzare all'interno di questi edifici rurali delle vere e proprie "case-laboratorio", grazie ad un programma che coniuga le attività motorie i movimenti legati alla tradizionale vita nei campi con la quotidianità delle faccende domestiche. In questo senso l'abitazione assume una valenza significativa quale luogo confacente per mettere in pratica uno stile di vita sano e attivo che tenga lontane malattie e disabilità e dove sviluppare relazioni e socialità.

Cagliari. Convegno sulla longevità e l'invecchiamento attivo

Si è svolto oggi a Cagliari un convegno sulla longevità dal tema "Promuovere l'invecchiamento attivo alle frontiere della longevità". Durante la giornata di studi hanno dato il loro contributo diversi esperti di settore provenienti dalla Spagna, la Bielorussia e, naturalmente, la Sardegna. A fare gli onori di casa Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, da tempo impegnata nello studio e nella ricerca finalizzata a promuovere e valorizzare l'eccezionale longevità di cui godono i sardi. La Sardegna è infatti una delle regioni con un significativo numero di centenari (468), degnamente rappresentati da Valerio Piroddi, l'uomo più vecchio d'Italia con 111 anni primavere sulle spalle. In generale, su 1,66 milioni di abitanti, quelli over 65 sono circa 370 mila (22,1% del totale). Tra i principali temi del convegno, oltre alla promozione della salute sociale, dell'anzianità attiva e della solidarietà tra generazioni, sono stati affrontati temi di grande attualità quali lo studio dei fattori genetici implicati nei processi di invecchiamento e nelle patologie correlate all'età e l'adozione di stili di vita e abitudini alimentari capaci di offrire benessere e la migliore qualità di vita possibile. Tra i Paesi che evidenziano un alto numero di over 65, oltre all'Italia troviamo il Giappone. A tal proposito è proprio Roberto Pili a sottolineare: "l'Italia contende al Giappone il titolo di nazione con più vecchi al mondo, gli over 65 sono circa 14 milioni su un totale di 61 mln di abitanti. È risaputo che è l'invecchiamento patologico e il precoce e forzato disimpegno da ruoli e responsabilità sociali e economiche ciò che incide con un peso sempre maggiore sui bilanci degli enti pubblici. La terza età è in continua estensione demografica - continua Pili - , non è concepibile quindi, di fronte a problemi di tali dimensioni, un programma che preveda soltanto interventi sanitari e assistenziali. Alla luce di ciò si impongono con urgenza operazioni di tipo educativo che permettano di aprire strade nuove e nel quadro di un progetto di formazione permanente dell'uomo".

Università e Ricerca. Al via lo studio del Microbiota dei centenari sardi

Esiste nell'organismo del nutrito gruppo di supercentenari sardi un tipico Microbiota isolano responsabile di lunga vita? Una domanda alla quale cercherà di dare risposta il “Centro Studi Centenari Sardi”, realtà scientifica frutto della collaborazione tra Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Fernanda Velluzzi UO di Obesità della AOU di Cagliari, Andrea Loviselli, coordinatore del Corso di Scienze Motorie dell'Ateneo cagliaritano, Paolo Usai Satta Gastroenterologo dell’Azienda Brotzu, Donatella Petretto, Aldo Manzin e Carlo Carcassi dell’Università di Cagliari. "In genere pensiamo ai batteri come a una delle cause per cui ci si può ammalare - sottolinea Roberto Pili – questo è vero solo in parte perché negli ultimi vent’anni anni abbiamo cominciato a conoscere come ci siano decine di miliardi di batteri presenti nel nostro intestino il così detto “Microbiota”, un ecosistema integrato che porta beneficio alla salute intestinale, al sistema immunitario, alle nostre ghiandole". L’organismo umano ospita un numero di batteri sino a 2,7 volte maggiore delle nostre cellule. Col travaglio del parto, passano dalla madre nell’intestino del neonato, determinando già nei primi istanti una trasmissione dei dati ambientali. Questa flora batterica che nell’adulto consta di circa 600 generi e oltre 40.000 specie di batteri può arrivare anche a decine di miliardi di unità, costituisce un organismo vero e proprio chiamato “Microbiota” che continuamente riceve e trasmette informazioni all’ospite uomo. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che in particolare il Microbiota condiziona la spesa energetica e soprattutto condiziona ed è condizionato dall’ambiente alimentare in cui si vive e produce di conseguenza fattori che possono peggiorare o migliorare lo stato di salute. Nell’obesità, la “grande madre” di tutte le malattie cosiddette non trasmissibili, quali tumori, diabete e cardiopatie ischemiche, il microbiota può essere causa per sé dell’aumento di peso o può condizionarne la risposta alla terapia. "Dati recenti hanno individuato una sorta di firma di estrema longevità nella alta frequenza del genere Eubacterium limosum nei centenari studiati - sottolinea Pili - è ormai consolidato che la Sardegna, è una delle zone blu del pianeta per l’alta prevalenza di centenari, caratteristicamente e insolitamente di sesso maschile. Queste evidenze rendono il Microbiota un candidato ideale per ulteriori studi sui markers dell’invecchiamento e le patologie correlate con l’età, le disabilità e la mortalità". L'equipe di ricerca ha in progetto la verifica e la codificazione sulla popolazione centenaria dell isola, di un potenziale Microbiota isolano e l'analisi di particolari relazioni genetiche con l'espressione microbiotica intestinale. L’insieme dei dati anamnestici, clinici, di laboratorio (totalmente non invasivi) saranno oggetto di indagine statistica per la costruzione del "modello ideale" confrontabile con analoghe rilevazioni in zone del pianeta a bassa "centenarietà" come la Bielorussia, per valutarne le differenze di composizione ed un eventuale nesso causale con la longevità stessa. "Questo progetto - conclude il presidente della Comunità Mondiale della Longevità - intende individuare sia elementi nutrizionali migliorativi per arrivare alla definizione di una Dieta mediterranea funzionale, sia testare soluzioni che potrebbero indirizzare verso la tipizzazione riconosciuta più correlata a longevità e benessere.

Invecchiamento attivo. Collaborazione tra Comunità Mondiale Longevità, Consolato Onorario di Belarus in Sardegna e Accademia delle Scienze Repubblica Belarus

Sardegna e Bielorussia, due territori del vecchio continente con una forte presenza di ultracentenari: 483nell'isola, 415 nella Repubblica di Belarus. Questi numeri e altri dati come il rapporto tra uomini e donne di sette a uno a favore delle ultime in Bielorussia, un rapporto tra uomini e donne di tre a uno a favore delle donne in Sardegna, con punte di uno a uno nella Blue Zone dell’Ogliastra e nel dettaglio la distribuzione nei rispettivi territori in zone rurali e ruolo di variabili come stili di vita ed alimentazione, sono stati presentati nel corso di un Seminario Scientifico Internazionale tenutosi lo scorso novembre 2016 a Minsk. Alla luce di quanto emerso nell'appuntamento - a cura dell'Osservatorio Internazionale sulla Longevità e organizzata in collaborazione tra la Regione Sardegna, la Comunità Mondiale della Longevità, la sede Sarda del Consolato Onorario della Bielorussia, l'Accademia Nazionale delle Scienze Repubblica Belarus e il Centro Relazioni Internazionali del Ministero dell’Istruzione - e degli stretti rapporti tra la Bielorussia e la Sardegna, sono in fase di formalizzazione una serie di accordi di ricerca e collaborazione. In particolare queste intese riguarderanno lo studio della relazione tra invecchiamento sano ed attivo, longevità, benessere ed alimentazione e che coinvolgono in modo specifico i ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità e del Centro di Ricerca Nutraceutica sull'alimentazione dei centenari, presieduto da Roberto Pili e gli studiosi della prestigiosa Accademia Nazionale delle Scienze Belarus. “La collaborazione sarà incentrata su ricerca e diffusione di esperienze di buona prassi. Contiamo di ospitare ricercatori e studenti bielorussi - precisa il Presidente Roberto Pili - per studiare sul campo la nostra realtà, successivamente verranno inviate delegazioni della Regione e rappresentanti della Comunità Mondiale della Longevità. In particolare gli ospiti della Bielorussia parteciperanno ai corsi della Scuola per la Promozione della Longevità e dell’Invecchiamento attivo dove, partendo dalle più avanzate conoscenze scientifiche sul campo, vengono formate secondo un approccio bio-psico-sociale, figure professionali specializzate nel campo della promozione dell’invecchiamento sano ed attivo e dell'assistenza agli anziani fragili”. Il Console onorario bielorusso Giuseppe Carboni sottolinea “E' di fondamentale importanza per la Bielorussia lo sviluppo di partnership strategiche con la Sardegna nei campi individuati durante la Conferenza Internazionale di Minsk dello scorso novembre. Questo primo momento di cooperazione ha fornito uno spunto per ulteriori collaborazioni nel settore della promozione territoriale, dove i rapporti sardo-bielorussi creano utili sinergie capaci di ricadute positive nel più ampio mercato eurasiatico che comprende importanti realtà come quella russa e kazaka”. La scuola fondata nel 2014 e diretta da Roberto Pili, in linea con i principi guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, svolge importante azione culturale di educazione all’invecchiamento attivo. “Le esperienze locali ed il virtuoso legame tra stili di vita, alimentazione e longevità sono oggetto di riflessione comune – riprende il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità – così come le rispettive realtà sociali, culturali ed ambientali, sono oggetto di studi comparativi”. Il grande lavoro svolto da questo importante Centro con sedi ad Assemini, per le metodologie applicate, ha incontrato l'interesse di gruppi scientifici, istituzioni internazionali ed è stata meta di visite da parte di delegazioni straniere come quella dello scorso giugno guidata dall’Ambasciatore della Repubblica Bielorussa Alexsandr Guryanov e che ha ulteriormente rafforzato la prosecuzione di una collaborazione sardo-bielorussa che data ormai diversi anni in campo sociale e sanitario. Per diversi aspetti il gruppo di ricercatori del Centro di Assemini ha fatto da apripista a una serie di collaborazioni internazionali per fare il punto sulla necessità di adottare misure utili per fronteggiare il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale. “Attualmente i costi sociali e sanitari legati per le persone ultrasessantacinquenni rappresentano circa i 2/3 dei costi della sanità – dichiara Roberto Pili - e in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione, diviene ancora più importante attuare forme integrate di prevenzione sanitaria, promozione della qualità della vita anche al fine di consentire un contenimento dei costi sanitari, i vantaggi di scelte simili possono essere innumerevoli”. Il Gruppo di studio della Comunità Mondiale della Longevità si è distinto per la forte vocazione alla diffusione delle conoscenze sul tema, partendo dalla letteratura scientifica e dalle esperienze di buone prassi sono giunti alla descrizione del modello di Invecchiamento Dinamico ed Evolutivo, nel quale l’invecchiare rappresenta sempre più a tutte le latitudini un fenomeno comunitario e sociale. Il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità conclude “La riflessione su stili di vita e alimentari, rappresentano la chiave di volta nella programmazione di interventi utili a governare adeguatamente il progressivo invecchiamento della popolazione a livello mondiale. L'attenzione a tutte le fasi del ciclo di vita determina la consapevolezza che la salute si costruisce sin dall’infanzia”.

Assemini. Convegno sulla sacralità del cibo e le tradizioni culinarie nel Mondo

Domani ad Assemini, presso l'Agriturismo Is Scalas in Loc. Sa Serra, si svolgerà un interessante convegno sulla sacralità del cibo e i pasti della longevità fra confronto internazionale e sapere popolare. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con il Centro Internazionale Ethnostudi Assemini, Comunità Mondiale della Longevità, Ass. Cult. Sa Mata, Summer School Assemini, Rete Ajò impari, Rete Agriturismi del Sud Sardegna, si inserisce all'interno del più vasto calendario riguardante la 40a edizione di Is Pariglias, Festival Internazionale Folk che prevede la presenza di guppi di Italia, Argentina, Bolivia, Cuba e Jakutia. Durante il convegno, coordinatoi da Mario Atzori, Presidente della Consulta scientifica F.I.T.P., interverranno diversi relatori. Tra questi, il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Roberto Pili, Maria Carmela Deidda dell'Associazione Culturale “Città di Assemini”, Donatella Petretto dell'Università di Cagliari, Andrea Loviselli, sempre dell'ateneo cagliaritano, Veronica Matta dell'Associazione culturale “Sa Mata”, la docente boliviana Norah Beatriz Valverde dell'Università Cattolica La Paz, Julio Mariangel Toledo dell'Università Patagonia/Argentina, il cubano Cesare Morales dell'Università Cumaguey, la docente Vinokurova Aleksandra - Jakutia e Luigi Scalas, Ass. Cultura F.I.T.P. Nazionale. Tema principale dell'evento, il rapporto tra il divino e gli alimenti, descrivibile in termini di "sacralità del cibo" così come risulta dagli studi comparati delle varie religioni. In aggiunta, usanze alimentari delle società arcaiche stettamente connesse con il mondo delle divinità e dei santi, dove il cibo rappresenta l'anello di congiunzione fra i vivi e i morti. “Tutte le varie religioni hanno sentito la necessità di elaborare delle regole alimentari, una sorta di “teologia culinaria” senza la quale il rapporto con il divino era impossibile - afferma Roberto Pili residente della Comunità Mondiale della Longevità - cibo e religione come espressione delle diverse culture appaiono sempre più uniti partendo dal più essenziale rito quotidiano: il nutrirsi. Il cibo è visto come dono di Dio soprattutto come tradizione del culto dei santi. Ne sono testimonianza varie tradizioni gastronomiche legate al calendario stagionale prima e liturgico poi, ed a numerose usanze popolari della nostra isola”. Il concetto di sacralità del cibo è tutt’oggi molto radicato nelle società contadine, ne sono riprova alcuni usi passati, rimasti indenni attraverso il tempo, come la benedizione del pane, l’ungere l’aratro con l’olio prima di iniziare i lavori, l’invocazione dei santi protettori dei raccolti. La riprova forte di questa sacralità è messa in evidenza nella tradizione cristiana che del "pane" e del "vino" ha fatto e fa i simboli fondanti della propria fede. “Del Cibo e sacralità c’è anche il rovescio della medaglia - riprende Roberto Pili - si può stare a tavola con Dio con l’approvazione anche dei dietologi. I menù dei testi sacri di tutte le religioni, che per millenni hanno raccomandato ai propri fedeli cibi prescritti, divieti, digiuni e altri moniti, pare facciano parte di un interessante capitolo di un moderno volume sulle “Buone norme di nutrizione”. Dal divieto coranico che vieta la carne di maiale, riccamente presente di grassi saturi - altamente dannosi alla salute - alla saggia precauzione ebraica della “Torah”, (legge ebraica) che obbliga i macellai a dissanguare le carni degli animali di grossa taglia habitat ideale per lo sviluppo di micidiali microrganismi. Alimenti Kascer, cibi conformi ai precetti che accompagnano la vita nel percorso verso la santità. Diventano toccasana i digiuni primaverili quaresimali che in passato i religiosi raccomandavano per l’anima, e che oggi i dietologi, raccomandano per mantenersi in forma. Per informazioni: Comunità Mondiale della Longevità, Presidente Roberto Pili, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Longevità. Nuovo riconoscimento per i ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità

La Revista Espanola di Geriatria y Gerontologia pubblica una meta-analisi narrativa degli studi sui modelli dell’invecchiamento attivo e di successo. Dallo studio dei modelli dell’invecchiamento attivo all’individuazione di un nuovo modello di invecchiamento dinamico ed evolutivo. Questo nuovo modello così denominato dai ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità presieduta da Roberto Pili ancora una volta cattura l'attenzione della comunità scientifica internazionale. Infatti, il lungo e preciso lavoro svolto dal gruppo di studio sardo come pure i risultati che vertono sull’analisi della letteratura scientifica sulla semantica dell’invecchiamento attivo e il confronto con i modelli americani, europei e orientali, sono diventati l'argomento principe di un ampio articolo pubblicato in spagnolo nel numero 51 di giugno-luglio 2016, del periodico scientifico internazionale Revista Espanola di Geriatria y Gerontologia. “Questo importante articolo - sottolinea il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Roberto Pili - curato dal nostro gruppo di ricerca, nell'ambito di una collaborazione con Donatella Petretto dell'Università di Cagliari, ci gratifica molto perché indica alla comunità internazionale la validità degli studi fatti da noi in Sardegna.” Da oltre 4 anni il gruppo di ricerca della Comunità Mondiale della Longevità si occupa di studiare la semantica dell’invecchiamento sano ed attivo, analizzando i modelli dell’invecchiamento. Il confronto con le esperienze dei territori della Sardegna ad alta incidenza di centenari ha portato anche alla proposta di un nuovo modello, già presentato il 15 e 16 aprile scorso a Cagliari durante un convegno internazionale organizzato dalla Comunità Mondiale della Longevità. “Il modello dell'Invecchiamento Dinamico ed Evolutivo, già oggetto di numerosi convegni nazionali ed internazionali – riprende Roberto Pili – rappresenta la nuova frontiera della semantica dell'invecchiamento attivo, dove l'invecchiamento non è un fenomeno isolato, ma, diffuso, di comunità, dove si assiste ad un intreccio tra evoluzione del singolo e della comunità. Altri ricercatori già all’inizio degli anni 80, nel definire l’invecchiamento di successo, avevano sottolineato quanto fosse importante, mantenere un ruolo attivo, avere potere decisionale, autonomia, indipendenza e portare avanti la propria progettualità di vita. Nell'articolo pubblicato nella rivista spagnola e ancor più nelle ricerche svolte da Roberto Pili e Donatella Petretto, si mette in evidenza l'importanza strategica della rete sociale, della comunità e del valore della religiosità nelle diverse declinazioni territoriali: una vera e propria estetica dell'esistenza che consente di dispiegare strategie capaci di limitare il rischio di malattie correlate allo stress. “L'invecchiamento Dinamico ed Evolutivo – prosegue Pili - rappresenta quindi un virtuoso intreccio tra determinanti genetiche e potenzialità epigenetiche, in un confronto tra stili di vita individuale e comunitaria, ambiente, in grado di stimolare fenomeni di longevità diffusa come si verificano in determinati territori della Sardegna.” Il gruppo di studio della Comunità Mondiale della Longevità, guidato da Roberto Pili, si è distintio per la forte vocazione alla diffusione delle conoscenze sul tema della promozione dell'invecchiamento sano ed attivo, partendo dalla letteratura scientifica e dalle esperienze di buona prassi presenti nei territori delle Blue Zone. La consapevolezza e la diffusione di buone prassi consente di coniugare la tradizione con lo sviluppo di interventi volti a prevenire forme di invecchiamento patologico e contenere il rischio di sviluppo delle patologie. “Perché se dobbiamo considerare e valutare la longevità un successo di civiltà non per questo dobbiamo sottovalutare quanto questa rivoluzione implichi trasformazioni che, se non governate, scaricheranno sul complesso sociale ed economico oneri in grado di minarne la sostenibilità - conclude Roberto Pili - promuovere l'invecchiamento sano e attivo nella declinazione Dinamica e Evolutiva rappresenta un asset imprescindibile”.

Prevenzione tumori e sana alimentazione: al via il "Progetto Martina"

Prevenzione dei tumori, adozione di un corretto stile di vita e sana alimentazione, sono questi gli ingredienti principali del "Progetto Martina", al via domani mattina presso l’istituto tecnico “O. Bacaredda” di Selargius. Organizzata da Lions Club, l'iniziativa coinvolge gli studenti delle classi III e IV del suddetto istituto e nasce in ricordo di una donna molto giovane colpita da tumore alla mammella, con un grande desiderio: che i giovani venissero accuratamente informati ed educati ad aver una maggior cura della propria salute e una maggiore attenzione al proprio corpo. La conferenza, che avrà inizio a partire dalle ore 9.30, vede la partecipazione dell’oncologo Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, che introdurrà i giovani studenti verso l’importanza della prevenzione dei tumori e all’adozione di un corretto stile di vita, accompagnato da una sana alimentazione. Di fatto, la prevenzione assume un'importanza fondamentale per combattere i tumori e per garantirsi una vita sana e lunga. In questo senso il rapporto tra alimentazione e cancro ha dimostrato nel tempo interessanti sviluppi proprio in termini di prevenzione. Nella nostra dieta, infatti, possono essere presenti sostanze che favoriscono l’insorgenza dei tumori o che risultano fortemente cancerogene. Conoscere e saper valutare i rischi permette di indirizzare la dieta su cibi e nutrienti sani o che, meglio ancora, svolgono una funzione antitumorale: una dieta che voglia prevenire e contrastare i tumori dovrebbe evitare o, se è possibile, eliminare del tutto le sostanze potenzialmente nocive, per favorire invece un’alimentazione sana. A tal proposito, la dieta mediterranea è esempio di equilibrio tra i nutrienti, gusto e salubrità, diventando così un volano per raggiungere e mantenere la salute. Il paradosso è che oggi viene osservata solo da due italiani su dieci. L'inizio della conferenza è fissato per le ore 09.30. Al termine sarà consegnato agli studenti un vademecum: Il decalogo della salute.

Cagliari. Longevità e invecchiamento attivo: premio Prometeo anche per Benito Urgu

Si è concluso ieri mattina al palazzo Viceregio il simposio organizzato dalla Comunità Mondiale della Longevità e dall'Associazione Medicina Sociale. Un appuntamento di due giornate con al centro il tema dell'invecchiamento attivo, vero e proprio patrimonio della Sardegna, soprattutto nei piccoli centri urbani. Infatti, come spiega Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, "il segreto è anche nella struttura sociale e comunitaria dei piccoli paesi sotto i mille abitanti. Ce ne sono tanti anche in Sardegna. I nostri studi puntano a individuare i predittori di salute. E uno di questi è proprio il ruolo sociale dell'anziano nei piccoli centri: dá saggezza e saperi ricercati dai suoi compaesani. E nella comunità trova sostegno. Non vive situazioni di stress o almeno le sopporta meglio. Tenendo lontane proprio quella patologie che dallo stress dipendono molto. Una saggezza che comprende anche quella alimentare: l'anziano sa che cosa è sano e cosa non lo è". E tra gli anziani famosi, premiati durante il simposio, c'era anche Benito Urgu. Il celebre artista sardo, giunto all'età di 77 anni, ricevendo il premio Prometeo, ha spiegato così la sua ricetta per vivere più alungo e in salute: "è importante stare collegati con l'universo, pronti a capire e captare ciò che è stato fatto e che succede. Anche l'arte è un mezzo per tenere vivo questo collegamento". Oltre a Urgu sono stati premiati altri 15 "vecchietti" che si sono distinti per la propria vitalità e impegno nel campo del sociale, della musica, della ricerca, del giornalismo ecc.
Sottoscrivi questo feed RSS

Cagliari