Elezioni politiche 2018. Di Maio (M5S) arriva in Sardegna

Il Movimento 5 stelle affila le armi per le imminenti elezioni politiche e invia in Sardegna il suo candidato premier, Luigi Di Maio. L'esponente grillino dovrebbe sbarcare in Sardegna nel mese di febbraio. A comunicarlo è il coordinatore pentastellato della campagna elettorale nell'Isola e sindaco di Assemini, Mario Puddu. Insieme a Di Maio dovrebbe arrivare anche l'altro big del movimento, Alessandro Di Battista. Intanto il numero di autocandidati grillini ha raggiunto le 340 unità. Tra questi i due deputati uscenti Andrea Vallascas ed Emanuela Corda ed il senatore Roberto Cotti. Tra i volti nuovi il consigliere comunale grillino, Pino Calledda, il selargino Anthony Patta, 31 anni, e Michele Ciusa, la pedagogista Antonella Congiu, Carla Cruccu, il funzionario dell'Inps Davide Chitti, Luciano Congiu, libero professionista nel settore medico, Teresa Diana, Marcella Melis, Simone Gianardi, Andrea Maria Pirro e Andrea Ruggeri.

Gioco d'azzardo. In Sardegna spesa pro capite pari a 2.968 euro l'anno

E' quanto emerge dal report 2016 dei Monopoli sul quale il Movimento 5 Stelle ha puntato i riflettori, nell'ambito della campagna sulla trasparenza promossa insieme alle associazioni No-Slot. In pratica, in Sardegna la spesa pro capite per famiglia (pari a 2.968 euro l'anno, 247 euro mensili) risulta essere addirittura superiore rispetto a quanto destinato per gli alimentari (2.128 euro l'anno). L'importo totale destinato dai sardi al gioco d'azzardo raggiunge la cifra record di 2,1 miliardi all'anno. Risorse che, a detta dei pentastellati, "alimentano un settore poco produttivo ed escono dall'economia reale, danneggiando il commercio e l'indotto di piccole imprese virtuose". Una situazione che rende necessari degli interventi normativi in grado di regolamentare il fenomeno. In questo senso in Comune "grillino" di Porto Torres sta intervenendo, attraverso un regolamento per la limitazione degli orari, come ricordano Manuela Corda e Manuela Corda, esponenti del M5S.

Assemini. Vignetta sessista per l'assessora alla Cultura

L'assessora alla cultura del Comune di Assemini è stata oggetto di una vignetta sessista pubblicata sul profilo Facebook "Comix Assemini". Nello specifico è stata pubblicata un'immagine ritoccata dell'assessora attraverso la quale i cittadini vengono invitati a partecipare alla "Sagra del würstel", con tanto di scritta "vi aspetto" dentro la nuvoletta e due würstel che richiamano un fallo a corredo della vignetta. Un gesto che ha suscitato lo sdegno dei colleghi di Giunta dell'assessora che hanno sottolineato la viltà dell'attacco subito con "squallide immagini sessiste pur di denigrare i componenti della Giunta". Ancora più risoluto il primo cittadino, Mario Puddu, che ha commentato: "un disegno che lascia pochi spazi a dubbi. Questa non è ironia, ma solo becero maschilismo". Ma a sorprendere il sindaco di Assemini e la sua Giunta è l'indifferenza di certi esponenti regionali e locali, in altre occasioni "scandalizzati per questo volgare modo di far ironia".

Assemini. Vignetta sessista per l'assessora alla Cultura

In base ai dati elaborati dall'osservatorio regionale dell'ACI, le principali cause di incidente stradale nel cagliaritano sarebbero originate da un uso improprio di cellulari, eccessiva velocità, e disattenzione verso ciclisti e motociclisti. Problematico anche il rapporto tra automobilisti e pedoni, spesso coinvolti in incidenti mortali. L'indagine dell'ACI, riferita agli ultimi sette mesi del 2017 e riguardante Cagliari e hinterland, fa registrare un numero di vittime pari a 20, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (sei). Nello specifico, gli incidenti mortali registrati nel capoluogo sono stati sette, cinque nell'hinterland. Le vittime della strada nel Medio Campidano sono state cinque, dato invariato rispetto allo scorso anno. In merito al Sulcis dall'inizio dell'anno i morti sono stati tre.

Caso Aias. Solidarietà del sindaco di Assemini ai dipendenti senza stipendio

Il sindaco di Assemini domani mattina sarà presente presso la struttura Aias del paese per portare la sua solidarietà ai dipendenti che, ormai da mesi, non ricevono lo stipendio, incluso il lavoratore che ha iniziato lo sciopero della fame. Una situazione definita dal primo cittadino come "surreale", presa a cuore dal M5S che, grazie alla senatrice Manuela Serra, giungerà fino a Palazzo Madama, attraverso un’interpellanza sulla vicenda, per chiedere al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti se è a conoscenza della situazione. Ma soprattutto, se risulta vero che la Asl ha pagato l’Associazione, come mai quest’ultima ancora non ha pagato i propri dipendenti. Sulla vicenda, il sindaco asseminese ha inoltre sottolineato: “lo sciopero della fame dei lavoratori Aias, senza stipendio da nove mesi, è l’ennesima dimostrazione che in Sardegna si sta toccando il fondo. Come sindaco di Assemini, come uomo e rappresentante delle Istituzioni, sono vicino ai dipendenti che da tempo non ricevono ciò di cui hanno diritto, e rimandiamo al mittente tutte le accuse che i vertici sardi dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici stanno rivolgendo alla Regione e ai Comuni, fra i quali quello che rappresento, colpevoli – a loro modo di dire – di non essere in regola con i pagamenti dovuti. Ai vertici sardi Aias chiediamo che ognuno, per quel che compete, si prenda le giuste e proprie responsabilità. Come Movimento 5 Stelle saremo sempre al fianco dei lavoratori perché vogliamo contribuire nel fare chiarezza su questo meccanismo di responsabilità che rimbalzano da una parte all’altra, colpendo – purtroppo – sempre e solo dipendenti Aias e pazienti”.

Il Movimento cinque stelle si prepara a guidare il Paese. Di Maurizio Ciotola

L’azione politica dovrebbe esser costituita da passione espressa con impegno, alla quale però deve seguire l’agire razionale e soprattutto una strategia d’azione. Qualsiasi movimento è generalmente costituito da persone, che partecipano con passione ad idee alle quali il loro agire si ispira. Vi è un cosiddetto "transeunte", una fase di trasformazione delicata, ma irreversibile quando un movimento cha ha già intrapreso la via del governo di città o regioni, decide di guidare lo Stato in cui liberamente e democraticamente si è affermato. Il passo politico compiuto da Beppe Grillo, in seguito alla decisione di uscire dal gruppo del Parlamento europeo di Farage, per così entrare nel gruppo dei liberali europeisti, non è banalmente legato ad una opportunità economica, quanto politica, questa sì dalle consistenti ricadute nel nostro Paese. Il movimento Cinque Stelle con questa decisione si appresta a conquistare palazzo Chigi, in un’ottica di consonanza con i partiti e i gruppi eurocentrici, nei fatti, maggioritari nel contesto europeo. La scelta è strategica, forse opportunistica, ma necessaria, al fine di conseguire il risultato cui il M5S oramai punta senza indugi. Una scelta che crea il vuoto sotto le scalcinate fondamenta dei partiti avversari, il Pd e Fi, i quali non saranno più oggetto di attenzione e sostegno da parte di quelle forze politiche ed economiche eurocentriche, non più intimorite dallo spauracchio di un’uscita dell’Italia dall’Ue a causa della vittoria politica e conseguente governo dell’Esecutivo, del movimento Cinque Stelle. E'un segno di affidabilità, cui lo staff da cui Grillo è circondato, intende inviare al fine di garantire al movimento un riconoscimento politico per la vittoria alle prossime elezioni politiche. La crisi politica in cui le componenti del Pd e di FI si trovano, nnon è solo di sistema, quanto strategica. Perso l’impulso pseudo-innovatore di un leader uscito dal cappello, il Pd non ha leader o guide capaci di permetter loro di conseguire un risultato apprezzabile alle prossime elezioni. La stessa Forza Italia non può proiettarsi da sola verso un’area di governo, guidata da un leader ottuagenario che, per vent’anni, ha deluso l’elettorato, optando verso lo scambio politico economico a lui più consono. Gli Stati europei, sono consapevoli del peso economico costituito dall’Italia nel panorama continentale ed occidentale, ma non apprezzano l’elevata corruzione esistente e la malversazione, che impedisce un agire produttivo delle aziende internazionali impegnate sul nostro territorio. Forse sono anche stufi della persistenza di una condotta simil-mafiosa, operata nelle istituzioni da attori che puntualmente vengono inquisiti, processati, ma mai espulsi dal sistema decisionale. Sicuramente intravedono una possibilità di cambiamento politico e sociale in un movimento che non potrà essere protetto in toto da infiltrazioni mafiose, le quali però non potranno determinare il suo agire, vista la frammentazione e distribuzione del potere decisionale, propria dello stesso movimento. La cecità, quanto la stupidità politica degli attori avversari del M5S, risiede nell’incapacità di comprendere e prevenire il suo agire, in sé fluido e ramificato, che però nei momenti essenziali si cristallizza intorno ad una decisione, sempre strategica e capace di far transitare l’intero movimento, tra un prima ed un dopo senza smarrire entusiasmo, passione e lucidità. Maurizio Ciotola

Comune di Cagliari. No al "reddito di cittadinanza locale" proposto dal M5S

Ieri si é riunita la Commissione Bilancio del Comune per discutere del Documento Unico di Programmazione, strumento di programmazione strategica economico-finanziaria per gli anni 2016/2018 e del relativo documento di integrazione. In quella sede il capogruppo del M5S, Antonietta Martinez, ha chiesto, analogamente a quanto già fatto in altri comuni d'Italia, l'introduzione di un “reddito di cittadinanza locale”, uno strumento utile a contenere, in molti casi, situazioni di emarginazione rischiose e degradanti. La proposta della Martinez mirava ad attingere alle risorse promessi dal Sindaco Zedda per il sociale a conclusione della campagna elettorale, riferendosi alla somma risparmiata dal mancato ballottaggio per eleggere il primo cittadino di Cagliari. In estrema sintesi la proposta della Martinez prevedeva di selezionare inizialmente 130 famiglie bisognose che avrebbero potuto ricevere un contributo di 500 € per 6 mesi. In prima istanza bocciata dalla Commissione, l'esponente dei Cinquestelle ha allora deciso di presentare un emendamento, brevemente poi introdotto durante la seduta del Consiglio. La maggioranza ha dapprima chiesto alla Martinez - tramite un suo esponente - di ritirare quell'emendamento e successivamente, considerato il suo netto rifiuto in tal senso, non ha accolto la proposta, bocciandola. A questo punto la capogruppo del M5S in Consiglio Comunale si rivolge al primo cittadino: "Il Sindaco Zedda, che nelle linee programmatiche del suo mandato presentate appena un mese fa parlava di “amministrazione comunale che sarà coinvolta nella legge regionale sul 'reddito di inclusione sociale'”, può dire ai cittadini come mai la sua maggioranza abbia boicottato e respinto una nostra proposta che andava nella stessa direzione? Forse perché si ha paura che far passare una proposta del M5S, soprattutto in periodo pre-referendum, sia sconveniente politicamente? La richiesta di ritirare l'emendamento serviva forse a preservare il suo schieramento politico dalle accuse - e dai conseguenti echi mediatici - di non aver voluto istituire una forma di sussidio mensile per quelle fasce di popolazione più esposte al rischio di emarginazione? I cittadini tutti attendono una risposta chiara e inequivocabile".

Cagliari. Flash mob al Poetto contro le trivelle

Attivisti, portavoce e consiglieri comunali del Movimento Cinque stelle si sono riuniti oggi presso la spiaggia del Poetto per una iniziativa contro le trivellazioni in mare. Durante l'evento hanno esposto un lungo striscione in acqua, nella parte di spiaggia adiacente il Lido, coinvolgendo nel loro flash mob anche numerosi bagnanti. "Giù le mani dal nostro mare", è questo il nome del movimento organizzatore, nasce nel 2013 in Puglia, l'anno dopo tocca la Basilicata, nel 2015 quattro regioni in tutto compresa la Sicilia. Quest'anno le regioni interessate sono dieci, la Sardegna è la settima. Ultima tappa del tour, l'11 settembre a Ragusa.
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