Cagliari. Inaugurata mostra "Schedati, perseguitati, sterminati"

La Cittadella dei Musei ospita da oggi la mostra intitolata "Schedati, perseguitati, sterminati". A curare l'organizzazione dell'esposizione esposizione il docente ordinario di Psichiatria all'Università di Cagliari e direttore della Struttura complessa di Psichiatria dell'Aou del capoluogo, Bernardo Carpiniello. Nelle intenzioni dell'organizzatore l'obiettivo della mostra è quello di ricordare il passato per affrontare il presente, affinché non si ripeta più ciò che è successo a malati psichici e disabili durante il periodo del nazismo. Infatti, come spiega ha spiegato lo stesso Carpiniello, chi soffre di disturbi mentali grave è tagliato fuori dal mondo del lavoro e trova difficoltà anche per sopperire ai bisogni primari, come l'affitto di un'abitazione. Per questo motivo - ha sottolineato il docente universitario - "bisogna combattere i pregiudizi: uno dei più diffusi riguarda la loro pericolosità. Assolutamente sbagliato". Collegato alla mostra un percorso di formazione che coinvolgerà le scuole. L'esposizione, curata dalla Società tedesca di Psichiatria, Psicosomatica e Psicoterapia (DGPPN), dalla Società italiana di Psichiatria (SIP) e dal Network europeo per la Psichiatria Psicodinamica (Netforpp), attraverso una cinquantina di pannelli con fotografie, copie di documenti e testimonianze originali, illustra gli orrori avvenuti durante il periodo nazista in Germania, con la sterilizzazione coattiva di circa 400mila persone affette da disturbi mentali e disabilità psichiche e la schedatura e la morte di circa 200mila persone. Spazio anche alla sezione dedicata all'Italia dove viene documentato il ruolo svolto da alcuni esponenti ufficiali della psichiatria nazionale nella promulgazione delle leggi razziali volute da Mussolini e a sostegno delle teorie "eugenetiche".

Cagliari. Mostra con le opere di Giovanni Nonnis

Un'ottantina di lavori ordinati cronologicamente, dal ritratto della figlia Cecilia, a cavalli pristorici e soggetti precolombiani, sino ai guerrieri sardi. E tra questi, per la prima volta, molte coloratissime matrici in plistirolo rappresentativi della stagione del Periodo Nuragico. Così Giovanni Nonnis (1929-1975) viene ricordato, a poco più di quarantanni dalla scomparsa, nella mostra "La matrice e il segno" allestita sino al 13 maggio a Cagliari nel Palazzo di Città. Una restrospettiva che ripercorre il cammino dell'artista nuorese, uno dei protagonisti del panorama artistico sardo, e non solo, del Novecento, in grado di rievocare "le radici e la tradizione della Sardegna" e che proprio per questo "per troppo tempo è stato ignorato dalla criotica", ha spiegato la Cecilia Nonnis, figlia di Giovanni, curatrice di uno dei due documentari realizzato con la regia di Giovanni Columbu, dal titolo "Il segno e il mito" sulla vita del padre. La mostra sarà accessibile dal 24 febbraio sino al 13 maggio. Un periodo di tempo che consentirà di ammirare le opere della collezione privata eredi Nonnis e della Collezione comunale, una decina in tutto, degli Artisti sardi del Novecento. Fulcro del tema nuragico l’antico bronzetto “a quattro occhi e quattro braccia” (secc. X-VIII a. C.), rinvenuto a Teti, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, figura matrice della poetica di Nonnis.
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