Puglia. In mostra le opere dell'artista sardo Giuseppe Carta

Mega sculture di limoni, fragole, peperoncini, cipolle e uva animano l'interno di quattro castelli pugliesi. E' l'Epifania della Terra, mostra dell'artista Giuseppe Carta. Evento del Polo museale della Puglia per l'“Anno del cibo” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. La freschezza e i colori vivi della frutta dal 15 dicembre al 28 aprile 2019 animeranno interni ed esterni di quattro castelli della Puglia. Nello specifico, le sculture dell'artista sardo sono installate negli spazi del Castello Svevo di Bari, nelle corti del Castello di Manfredonia, nelle sale del Castello di Gioia del Colle e in quelle di Trani. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che ha dichiarato il 2018 “Anno del cibo”, ha l'obiettivo di valorizzare il ruolo del cibo quale componente fondamentale del patrimonio culturale immateriale italiano. Un progetto di valorizzazione che ha portato alla scelta di Carta, come scrivono dal Polo museale della Puglia: "Pittore virtuoso che passa con la medesima maestria dalla natura morta al ritratto, abile scultore già coinvolto in numerosi eventi di richiamo internazionale". Le installazioni di Giuseppe Carta hanno arricchito monumenti italiani millenari e contemporanei come il Colosseo, le piazze di Pietrasanta ed un suo peperoncino gigante accoglie gli ospiti di FICO a Bologna. Ma le sue opere sono state esposte in tanti altri spazi pubblici delle maggiori città italiane: da Roma a Genova. Oltre i confini nazionali Carta ha realizzato opere esposte in Cina dove nei prossimi mesi è prevista l'inaugurazione di una nova installazione. "L’evento in Puglia rappresenta per me un grande traguardo perché, in intesa con il Polo Museale della Puglia, le mie opere dialogano con questi luoghi dalla memoria millenaria- i castelli svevi di Bari, Manfredonia, Trani e Gioia del Colle - attraverso un linguaggio che è invece contemporaneo e attuale – sottolinea l'artista Giuseppe Carta -. Porterò in particolare delle sculture, peperoncini, limoni, fragole, pomodori che nonostante le loro impressionanti dimensioni si inseriscono perfettamente in contesti armonici e fortemente ricettivi. Sono felice di abbracciare il tema del cibo celebrato quest’anno dal Mibac, perché le mie nature morte trattano essenzialmente di cibo ma ancor prima raccontano di un popolo e quindi della sua storia". L'esposizione dedicata all'artista sardo è stata fortemente voluta dai dirigenti ministeriali come conferma la pubblicazione di un volume, in corso di preparazione, arricchito dalle fotografie delle varie fasi di movimentazione delle opere esposte. La mostra rimarrà aperta fino al 28 aprile 2019 nelle sedi di Manfredonia, Trani e Gioia del Colle e fino al 29 aprile 2019 al Castello svevo di Bari. La sera di sabato 15 dicembre il trio jazz composto da Ramona Schino, Domenico Balducci e Gianni Ladisa ha accompagnato l’inaugurazione della mostra, esibendosi a partire dalle 19:30 nella sala multimediale del Castello Svevo di Bari.

Cagliari. Inaugurata mostra "Schedati, perseguitati, sterminati"

La Cittadella dei Musei ospita da oggi la mostra intitolata "Schedati, perseguitati, sterminati". A curare l'organizzazione dell'esposizione esposizione il docente ordinario di Psichiatria all'Università di Cagliari e direttore della Struttura complessa di Psichiatria dell'Aou del capoluogo, Bernardo Carpiniello. Nelle intenzioni dell'organizzatore l'obiettivo della mostra è quello di ricordare il passato per affrontare il presente, affinché non si ripeta più ciò che è successo a malati psichici e disabili durante il periodo del nazismo. Infatti, come spiega ha spiegato lo stesso Carpiniello, chi soffre di disturbi mentali grave è tagliato fuori dal mondo del lavoro e trova difficoltà anche per sopperire ai bisogni primari, come l'affitto di un'abitazione. Per questo motivo - ha sottolineato il docente universitario - "bisogna combattere i pregiudizi: uno dei più diffusi riguarda la loro pericolosità. Assolutamente sbagliato". Collegato alla mostra un percorso di formazione che coinvolgerà le scuole. L'esposizione, curata dalla Società tedesca di Psichiatria, Psicosomatica e Psicoterapia (DGPPN), dalla Società italiana di Psichiatria (SIP) e dal Network europeo per la Psichiatria Psicodinamica (Netforpp), attraverso una cinquantina di pannelli con fotografie, copie di documenti e testimonianze originali, illustra gli orrori avvenuti durante il periodo nazista in Germania, con la sterilizzazione coattiva di circa 400mila persone affette da disturbi mentali e disabilità psichiche e la schedatura e la morte di circa 200mila persone. Spazio anche alla sezione dedicata all'Italia dove viene documentato il ruolo svolto da alcuni esponenti ufficiali della psichiatria nazionale nella promulgazione delle leggi razziali volute da Mussolini e a sostegno delle teorie "eugenetiche".

Cagliari. Mostra con le opere di Giovanni Nonnis

Un'ottantina di lavori ordinati cronologicamente, dal ritratto della figlia Cecilia, a cavalli pristorici e soggetti precolombiani, sino ai guerrieri sardi. E tra questi, per la prima volta, molte coloratissime matrici in plistirolo rappresentativi della stagione del Periodo Nuragico. Così Giovanni Nonnis (1929-1975) viene ricordato, a poco più di quarantanni dalla scomparsa, nella mostra "La matrice e il segno" allestita sino al 13 maggio a Cagliari nel Palazzo di Città. Una restrospettiva che ripercorre il cammino dell'artista nuorese, uno dei protagonisti del panorama artistico sardo, e non solo, del Novecento, in grado di rievocare "le radici e la tradizione della Sardegna" e che proprio per questo "per troppo tempo è stato ignorato dalla criotica", ha spiegato la Cecilia Nonnis, figlia di Giovanni, curatrice di uno dei due documentari realizzato con la regia di Giovanni Columbu, dal titolo "Il segno e il mito" sulla vita del padre. La mostra sarà accessibile dal 24 febbraio sino al 13 maggio. Un periodo di tempo che consentirà di ammirare le opere della collezione privata eredi Nonnis e della Collezione comunale, una decina in tutto, degli Artisti sardi del Novecento. Fulcro del tema nuragico l’antico bronzetto “a quattro occhi e quattro braccia” (secc. X-VIII a. C.), rinvenuto a Teti, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, figura matrice della poetica di Nonnis.
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