Arru offende Zedda, ma i sindaci sono l’ultimo baluardo contro la riforma. Di Maurizio Ciotola

Quando difficoltà e affanno travolgono chi ha deciso di trasformare le funzioni del ruolo istituzionale ricoperto, da servizio per il cittadino ad affermazione cieca delle proprie idee, viene meno lucidità e rispetto. Sull'Unione Sarda di oggi l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, manifesta la sua avversione con totale disprezzo verso il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, per quanto affermato nell’intervista di ieri sul medesimo giornale, fino a reputarlo incapace di leggere atti e documenti. L’intervista al sindaco di Cagliari ha permesso allo stesso Massimo Zedda di esprimersi pubblicamente, con puntuali riferimenti sulla riforma e la sua attuazione, senza mai scivolare in aggressioni personali o rimarcare le sue affermazioni con insulti. Probabilmente qui sta la differenza tra chi, con fare saccente, è intento sempre a “correggere” i compitini di quelli che suoi collaboratori non sono, e chi dei propri collaboratori invece si avvale, traendo da tale condivisione forza e rispetto. Arru ha cercato di ribattere ad ogni affermazione dello stesso Zedda, senza però mai smentirlo nel merito, ovvero la riduzione o l’azzeramento dei presidi sanitari, quanto nel miglioramento organizzativo da mettere in atto per rendere il servizio offerto equivalente o migliore. Ovvero, verranno ridotti i presidi e l’offerta certo, ma la migliore organizzazione che seguirà apporterà significative migliorie nell’efficienza del servizio offerto. Certo è, però, che se il modello organizzativo teorico che Arru ha in mente e per la cui attuazione attribuisce responsabilità e oneri al direttore generale dell’Ats, dovesse fallire o meglio, essere inapplicabile nei fatti, i presidi non verrebbero comunque ripristinati. Analogamente e sicuramente né lui, il direttore Moirano e tanto meno il presidente Pigliaru, saranno chiamati a rispondere del fallimento. D’altronde il direttore generale Moirano è in età pensionabile e sia Arru che Pigliaru, potranno ritornare al lavoro da cui sono in aspettativa. Ma l’intera cittadinanza sarda dovrà comunque continuare a confrontarsi quotidianamente con quei servizi di cui non si prospetta il miglioramento, quanto la riduzione dell’offerta. Il cittadino dovrà trovare altre soluzioni onerose cui non tutti potranno accedere, salvo coloro che per reddito diretto o disponibilità contrattuali aziendali, garantiranno loro questa possibilità. Bene fa il Sindaco Zedda a esporre i suoi dubbi e le contrarietà, manifestando il rifiuto verso questa riforma, perché lui non ha potuto votare contro in Consiglio Regionale, diversamente dall’approvazione accordata dai trenta consiglieri della maggioranza il 27 luglio ultimo scorso. I Sindaci divengono l’unico baluardo verso questa riforma, che vede una grande percentuale di lavoratori del settore contrari e alcune forze politiche e sparuti attori politici dell’opposizione in piazza per manifestare la contrarietà. Neppure i sindacati sembrano esenti da colpe in questa fase di asservimento, che li vede più impegnati a garantire l’occupazione o le modalità di uscita dei lavoratori, senza vagliare i risvolti generali della carenza derivante da tale trasformazione, che purtroppo si avverte come un salto nel buio e senza rete. Avremmo voluto vedere identica convinzione e determinazione della Giunta Regionale, in quella prospettata e annunciata trasformazione industriale della nostra Isola, ancorata ciecamente ad un modello produttivo ottocentesco, gestito tra il ricatto e l’accettazione supina delle condizioni “illegali” per il suo esercizio. Ma, come al solito, i vili sono forti con i deboli, i cittadini, e deboli con i forti, industriali e imprenditori della sanità, almeno fino a quando i cittadini non saranno consapevoli della propria forza. Maurizio Ciotola

Cagliari. Niente bevande alcoliche allo stadio

Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, con un'apposita oon ordinanza sindacale, ha imposto il divieto assoluto di vendita per asporto di bevande alcoliche e non alcoliche contenute in contenitori di vetro o in latina, in occasione delle partite di calcio disputate dal Cagliari, presso lo Stadio Sardegna Arena. Il provvedimento vale sia per le partite del Campionato di serie A (Stagione 2017 – 2018), sia per quelle della Coppa Italia. Il divieto di vendita per asporto si intende adottato nei confronti di tutti gli operatori commerciali e di tutti gli esercizi pubblici operanti, anche in forma ambulante, nelle aree in prossimità dello Stadio Sardegna Arena. Nello specifico, Via Pessagno, da Ponte Colombo a Ponte Vittorio; Viale San Bartolomeo, da Ponte Vittorio a Circonvallazione Sud; Circonvallazione Sud, da viale San Bartolomeo a Ponte Colombo e nel territorio da esse circoscritto. Il divieto sarà in vigore nelle due ore precedenti l’orario di inizio della partita di calcio e si protrarrà sino al termine delle due ore successive alla conclusione di ciascun incontro. Per le violazioni previste sanzioni amministrative pecunarie da €. 25,00 a €. 500,00.

Cagliari. Niente bevande alcoliche allo stadio

Dopo che il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge sarda di manutenzione urbanistica (29 agosto) e le successive diatribe tra Regione, Governo e sovrintendente, interviene ora il ministro Dario Franceschini. Il titolare del Mibact sottolinea come le azioni del soprintendente, Fausto Martino, siano in linea con la scelta del Governo di impugnare la legge sarda in materia urbanistica. Un'impugnazione dovuta in quanto alcune norme della legge sarda prevedono interventi contrastanti con le norme fondamentali in materia di paesaggio, contenute nella legislazione statale. Franceschini ha poi precisato che nei confronti di Martino non vi è alcuna azione ispettiva.

Cagliari. Irruzione dei Vigili Urbani al "Malu Entu Pub". Doddore Meloni: Zedda chieda scusa

E' quanto ha dichiarato il presidente di Meris, Doddore Meloni, a seguito del blitz dei Vigili Urbani presso il locale aperto da pochi giorni in vico Regina Margherita. "E' stata una vera è propria irruzione intimidatoria, adesso il sindaco di Cagliari Massimo Zedda dovrà chiederci scusa, altrimenti, come indipendentisti di Malu Entu, siamo pronti ad occupare il Comune". L'episodio risale al 19 gennaio mentre si esibiva nel locale il musicista cagliaritano Cool Caddish. In base al racconto di Meloni i vigili sarebbero arrivati intorno alla mezzanotte, chiedendo i documenti a tutti, avventori compresi. I Vigili avrebbero inoltre fotografato le casse e si sarebbero trattenuti per quaranta minuti circa per poi andarsene senza stilare alcun verbale. Una maniera di agire definita da Cool Caddish "in pieno stile Chicago anni 40". "E' giusto che i controlli si facciano - ha sottolineato Doddore Meloni - ma senza creare il panico. In questo modo si uccide un esercizio appena nato che, tra l'altro, ha tutte le autorizzazioni in regola".

Il Punto del giorno. la "ratio" del Sindaco sulla conferma degli ecocentri di S.Elia e La Playa

Da quando è stato rinnovato il mandato elettorale al sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, abbiamo parlato in diverse occasioni delle inadempienze e dei ritardi derivanti dal precedente mandato, perpetuati nell’attuale appena iniziato. Malgrado le osservazioni e il disappunto per il modo in cui l’amministrazione adopera le risorse assegnate e nei fatti sottratte alla collettività per progetti e realizzazioni senza un continuum, senza una ratio apprezzabile, se non quella propria di un rapporto clientelare, su cui ci asteniamo dal giudizio. Del resto clientelare è il metodo con cui i partiti politici legano gli elettori, per attestarsi al controllo delle istituzioni, attraverso un tacito e biunivoco consenso, lecito sul piano giuridico, inaccettabile su quello morale. Del resto in questi giorni sono visibili le prime palesi assonanze su quanto ipotizziamo e verificato nella quotidianità. Laddove la coalizione vincitrice ha totalizzato un insuccesso elettorale, come a S.Elia e a La Playa, il Consiglio Comunale ha votato l’approvazione dei due ecocentri, con i quali si annullerà il tentativo di recupero di aree urbane da sempre poste ai margini dell’intervento comunale. Diversamente invece avverrà in pieno centro città, ove nell’area a cavallo tra Villanova e San Benedetto, dopo anni di immobilismo e in modo del tutto inconsueto, è stato autorizzato in prima battuta il progetto del nuovo complesso edile, in cui sorgerà, oltre a numerose abitazioni residenziali, un centro commerciale in perfetta concorrenza con il mercato comunale in attività da oltre cinquant’anni, sul marciapiede opposto della via Bacaredda. Potremmo compiere un elenco ancora più lungo di circostanze simili a quelle citate, senza dimenticare il "disco volante" di viale Regina Elena, ma in molti altri casi la costante inadempienza sta nell’incapacità di garantire i servizi esistenti nella loro fruibilità quotidiana e diffusa. Giunto al secondo mandato, il Sindaco di Cagliari, oltre alle innumerevoli rotonde, a qualche brandello di pista ciclabile e ad un lungomare Poetto senza alberi, non è ancora in grado di offrire l’accessibilità all’interno della cintura urbana ai portatori di handicap, costretti all’utilizzo di mezzi che garantiscono loro il movimento e l’indipendenza. Si è agitato il sig. Sindaco, Massimo Zedda, di fronte alla mancata candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, ma non ci è mai capitato di sentirlo definire, anche solo per grandi linee, visto che i dettagli non sono il suo forte, un piano sulla vivibilità cittadina pensata per i pedoni, per i portatori di handicap o per gli anziani. Abbiamo atteso invano la presentazione, da parte di un sindaco appartenente ad un partito che si richiama espressamente all’impegno ecologico, di un progetto per disseminare la città di alberi, non solo palme o rasenti cespugli arborei. Purtroppo però constatiamo che, oltre all’assegnazione opportunistica di assessorati e consulenze, in cui fioccano amici e parenti, non abbiamo visto granché, se non un silenzio tombale degli organi preposti al controllo dell’operato della giunta, unitamente alla scomparsa dell’opposizione, anch’essa mellifluamente adeguata al nuovo corso, per tirare a campare. Maurizio Ciotola

Il Punto del giorno. Zedda, la Regione e il suo Presidente

Un fatto nuovo, di grande rilevanza, irrompe oggi sullo scenario politico regionale. Una frattura cui è opportuno evidenziarne aspetti e prerogative. Su queste pagine abbiamo parlato dell’abdicazione del sindaco Massimo Zedda, in occasione della definizione della giunta del comune di Cagliari, composta secondo lo schema del metodo cencelli, di vecchia memoria. Ma le dichiarazioni riportate oggi su L’Unione Sarda, raccolte dal collega Pietro Picciau, in merito alla Asl Unica regionale, non lasciano spazio ai dubbi, evidenziando la differente visione politica che intercorre tra il sindaco di Cagliari e il presidente della Regione. Il primo si mostra decisamente attento alle ricadute sociali e al decadimento dei servizi assicurati per onere pubblico (che tale abominevole operazione comporta), mentre il secondo, sempre più distaccato da una politica dall’aspetto umano, sposa esigenze di spartizione e di falso risanamento economico, asservendo miseri campanilismi al fine di condurre a termine il suo progetto. Zedda si mostra un gigante rispetto alla mediocre qualità mostrata da un Consiglio Regionale che, mascherato da un voto segreto, agisce solo ed esclusivamente per decidere quali saranno le sedi legali ed amministrative della nuova Ats. Massimo Zedda è stato accompagnato, nei giorni passati, per le corsie di alcuni ospedali cagliaritani. Ha visto il degrado e constatato quali sono le reali condizioni in cui altissime professionalità operano per restituirci la salute e una vivibilità umana. Va da sè che non avrebbe comunque potuto accettare questa ridicola riforma pianificata da una commissione regionale, le cui capacità indiscusse non possono risultare indipendenti agli interessi palesi e meno conosciuti, di cui sono portatori i suoi stessi componenti. Ma il Sindaco di Cagliari, futuro sindaco metropolitano, non si ferma a ciò che è stato compiuto con questa inutile riforma. Fa un affondo di cui dobbiamo tener conto, dice: "io rappresento un’istituzione che dialoga con altre istituzioni. Il fatto è che sull’ospedale Marino, il futuro di Buoncammino, sulle servitù militari e sui beni di Area la Regione non fa nulla. Sono questi i temi su cui discutere, unitamente alla spesa sanitaria e farmaceutica, fuori controllo e la mancanza dell’elisoccorso, non la sede amministrativa di una Asl". Come non convenire, ma chiediamo a Massimo Zedda, perché in fase di approvazione, stimato Sig. Sindaco, non ha espresso queste dure parole, che il novanta per cento dei sardi condivide, al di là della loro appartenenza politica. Adesso è ancora in tempo per restituire al suo ruolo quella dignità politica con cui ha iniziato il percorso nelle istituzioni. Sfidi questa avvilente servitù definita da una politica in antitesi con i rilevanti aspetti sociali e umani. Ritrovi le motivazioni di un esistere politico e a quel punto, non solo Cagliari la seguirà in questo cammino, ma l’intera Sardegna. Maurizio Ciotola

Cagliari. Elezioni amministrative: Zedda verso la riconferma

Fanalino di coda tra le città sarde per l'affluenza alle urne (61,79%), Cagliari si appresta a rieleggere Zedda, senza passare dai ballottaggi. Diversamente dalle altre grandi città, dove sarà necessario ricorrere al secondo turno, il sindaco uscente del capoluogo sardo, sostenuto dal PD, sarebbe in vantaggio con oltre il 51%. Il suo avversario, Piergiorgio Massidda, sostenuto dal centro destra, si attesterebbe invece intorno al 32 %. Le operazioni di spoglio devono essere ancora concluse ma il divario tra i due principali contendenti (circa 18-20 punti percentuali) non lascia spazio ad eventuali sorprese. Al terzo posto ci sarebbe la candidata del Movimento 5 stelle, Maria Antonietta Martinez che, in base ai dati parziali, si attesterebbe poco sopra l'8%. Un risultato provvisorio che segna il miglioramento rispetto alle precedenti elezioni amministrative, quando l'allora candidata Emanuela Corda si fermò al 2%.

Cagliari. Il sindaco Zedda a giudizio per diffamazione

Non bastavano le grane connesse alla vicenda della Crivellenti al Lirico. Arriva una nuova tegola giudiziaria per il primo cittadino che si dovrà difendere dall'accusa di diffamazione. La vicenda risale al 2013 quando, durante un'intervista rilasciata a Radio 24 sulla vicenda dello stadio Sant'Elia, Zedda avrebbe accusato l'ex presidente rossoblù di aver interrotto le trattative per lo stadio Sant'Elia all'improvviso "dando di testa" e utilizzando come strumento di pressione per avere lo stadio l'opinione pubblica e i tifosi. Il processo è stato fissato per il prossimo 15 marzo.
Sottoscrivi questo feed RSS

Cagliari