Cagliari. Test rapido salivare per Hiv

Anche giovedì 14 giugno a Cagliari sarà disponibile il test rapido salivare per Hiv offerto dalla sede locale della Lila. "Per la prima volta si apre questo servizio a tarda sera" - ha detto Brunella Mocci, coordinatrice nazionale Lila e presidente della sede cagliaritana. "La nostra proposta di testing - sottolinea Mocci - si rivolge a tutte le persone che non possono fare un test in ospedale o che non vogliono fare in solitudine un test acquistato in farmacia con tutta la preoccupazione del caso". Secondo gli ultimi dati disponibili presentati alla conferenza ICAR 2018 del mese scorso a Roma, in Italia ci sono 15 mila persone che non sanno di avere l'Hiv perché non conoscono le vie di trasmissione e non hanno mai fatto un test. Il servizio di testing offerto dalla Lila in giornate particolari a partire da novembre 2016 ha permesso a centinaia di persone di fare un test gratuito, anonimo, fuori da un setting ospedaliero e con operatori preparati. "Più della metà degli utenti del nostro servizio non aveva mai fatto un test per Hiv nel corso della vita - ha spiegato Mocci - questo significa che il nostro servizio riesce, con non poche fatiche, a essere complementare all'offerta di test degli ospedali della Sardegna che fanno prelievi esclusivamente al mattino e che consegnano un esito dopo alcuni giorni di attesa". Il test salivare per Hiv offerto da Lila Cagliari richiede un periodo finestra di tre mesi e restituisce un esito dopo una ventina di minuti. L'associazione Lila si avvale uno staff multidisciplinare con tre medici, quattro counselor, due operatori dell'accoglienza e due supervisori. Giovedì la sede di via Dante 16 accoglierà le persone che vogliono fare un test dalle 21 alle 23, senza bisogno di prenotazione.

Università di Cagliari: i ricercatori scoprono una pianta capace di bloccare l’HIV

Gli altopiani calcarei dell’Ogliastra nascondevano al mondo l’Hypericum scruglii, una pianta endemica contenente una molecola capace di bloccare la replicazione del virus HIV. Grazie a questa scoperta, la battaglia contro il retrovirus può sperare di compiere nuovi passi avanti, al fine di migliorare la vita dei pazienti. Il merito è del team di ricercatori di Virologia e Botanica dell’Università di Cagliari. Lo studio mostra come l’Hypericum contenga i principi attivi in grado di inibire due enzimi responsabili della replicazione del virus in colture cellulari. Un primo traguardo per la ricerca, anche se sono necessari ulteriori studi sulla molecola. Di fatto, ottimizzandone le potenzialità ed escludendo eventuali tossicità, si potrebbe giungere alla creazione di un unico farmaco efficace nella terapia, rimpiazzando così l’attuale mix di medicinali. Il lavoro, coordinato da Francesca Esposito e Cinzia Sanna, ricercatrici del Dipartimento di Scienze della Vita, ha evidenziato, in particolare, l’azione di una molecola multitarget capace di agire a più livelli. Una vera rivoluzione che ha portato i risultati della ricerca anche su PlosOne, celebre rivista scientifica statunitense. "La molecola è in grado di inibire in vitro la trascrittasi inversa e l'integrasi dell'immunodeficienza umana di tipo 1 e si è dimostrata in grado di inibire anche la replicazione del virus in colture cellulari", spiega Francesca Esposito, virologa e ricercatrice di microbiologia dell’ateneo cagliaritano. Il progetto è iniziato circa 9 anni fa, con lo scopo di valorizzare la flora della Sardegna anche da un punto di vista farmacologico: la pianta è stata raccolta durante il periodo di fioritura, poi essiccata e sottoposta ad estrazione mediante una molecola idroalcolica. Degli screening biologici hanno permesso, successivamente, di valutarne l’attività antivirale. “Questo composto non era mai stato isolato prima di questo studio. Abbiamo visto che le piante endemiche, anche grazie all’isolamento, sono in grado di produrre composti originali – afferma Cinzia Sanna, botanica dell’Università di Cagliari –. Ad oggi abbiamo saggiato 20-25 estratti di specie endemiche. Alcune si sono dimostrate attive sull’HIV: questa è una delle più interessanti”. Altre specie di iperico sono già state adoperate dalla medicina: l’olio dell’Hypericum perforatum, per esempio, viene oggi utilizzato nel trattamento delle ustioni. L’Hypericum scruglii, la pianta protagonista di questa scoperta, deve il proprio nome ad Antonio Scrugli, docente di Botanica dell’università cagliaritana. Valeria Aresu, Univesità Cagliari

Aids. In calo i casi diagnosticati nel 2016

Sono 54 i casi di nuove infezioni da Hiv diagnosticati nel 2016 in Sardegna. In sè il dato evidenzia un evidente calo anche se, come sottolinea Lila Sardegna, potrebbe essere ascrivibile dal minore numero di persone che fanno un test nei centri sanitari pubblici. In vista della Giornata mondiale di lotta all'Aids, in programma il prossimo 1 dicembre, Lila Sardegna organizza diversi appuntamenti, dal 18 al 24 novembre, con a disposizione il test rapido salivare nella sede di via Dante 16. Intanto continuano le attività di sensibilizzazione effettuate dai volontari di Lila che, per il secondo anno consecutivo, si sono recati in 11 scuole per la prevenzione dell'Hiv e per la prevenzione dovuta alle infezioni sessualmente trasmissibili. Dal questionario anonimo online il 44,7% degli intervistati- 17 anni di media- hanno avuto almeno un rapporto sessuale, di questi solo il 37% si protegge sempre con il profilattico,il 43,6% lo usa saltuariamente e il 19,4% non lo usa mai. In questo senso la campagna "TasP" rappresenta un "evento di straordinaria importanza, paragonabile in qualche modo all'avvento delle terapie antiretrovirali del 1996 per il suo forte impatto sulla vita delle persone con Hiv" - come sottolineato da Brunella Mocci, presidente di Lila Cagliari e membro del Coordinamento nazionale Lila. Grazie alle terapie in grado di azzerare la carica virale - ha continuato MOcci - le persone con Hiv in trattamento non solo possono avere una vita lunga e normale come chiunque altro, ma possono mettere al mondo dei figli sani e non sono in grado di trasmettere il virus ad altri". Nonoatante i passi avanti nel campo della sensibilizzazione rimangono ancora delle aree critiche, dovute in particolare dalla resistenza di diverse scuole statali, timorose per le reazioni dei genitori.
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