Aids. In calo i casi diagnosticati nel 2016

Sono 54 i casi di nuove infezioni da Hiv diagnosticati nel 2016 in Sardegna. In sè il dato evidenzia un evidente calo anche se, come sottolinea Lila Sardegna, potrebbe essere ascrivibile dal minore numero di persone che fanno un test nei centri sanitari pubblici. In vista della Giornata mondiale di lotta all'Aids, in programma il prossimo 1 dicembre, Lila Sardegna organizza diversi appuntamenti, dal 18 al 24 novembre, con a disposizione il test rapido salivare nella sede di via Dante 16. Intanto continuano le attività di sensibilizzazione effettuate dai volontari di Lila che, per il secondo anno consecutivo, si sono recati in 11 scuole per la prevenzione dell'Hiv e per la prevenzione dovuta alle infezioni sessualmente trasmissibili. Dal questionario anonimo online il 44,7% degli intervistati- 17 anni di media- hanno avuto almeno un rapporto sessuale, di questi solo il 37% si protegge sempre con il profilattico,il 43,6% lo usa saltuariamente e il 19,4% non lo usa mai. In questo senso la campagna "TasP" rappresenta un "evento di straordinaria importanza, paragonabile in qualche modo all'avvento delle terapie antiretrovirali del 1996 per il suo forte impatto sulla vita delle persone con Hiv" - come sottolineato da Brunella Mocci, presidente di Lila Cagliari e membro del Coordinamento nazionale Lila. Grazie alle terapie in grado di azzerare la carica virale - ha continuato MOcci - le persone con Hiv in trattamento non solo possono avere una vita lunga e normale come chiunque altro, ma possono mettere al mondo dei figli sani e non sono in grado di trasmettere il virus ad altri". Nonoatante i passi avanti nel campo della sensibilizzazione rimangono ancora delle aree critiche, dovute in particolare dalla resistenza di diverse scuole statali, timorose per le reazioni dei genitori.

Cagliari. Hiv: test salivare della Lila

Ritorna l'iniziativa della Lila Cagliari, consistente in un’altra serata di testing per Hiv nella sua sede di via Dante n° 16. Chi interessato potrà recarsi presso la sede Lila, sabato 25 marzo, dove sarà possibile sottoporsi a un test salivare per la ricerca degli anticorpi all’Hiv senza passare da un ospedale e senza prelievi di sangue. Purtroppo in Italia sussitono ancora molte barriere e normative farraginose che di certo non stimolano il ricorso al test. In questo senso, secondo Lila, ad essere più danneggiate sono le popolazioni più vulnerabili. Di fatto, la mancata promozione del test ha tra le sue conseguenze più gravi un alto numero di diagnosi tardive: “nel nostro paese, anche in Sardegna, resta preoccupante la percentuale di Late Presenters - sottolinea Brunella Mocci, presidente Lila Cagliari - ossia di persone che ricevono la diagnosi di Hiv molto tempo dopo aver contratto il virus e dunque quando il sistema immunitario è già compromesso. Tale percentuale è stata nel 2015 del 54,5% mentre il 74,5% di coloro che hanno ricevuto una diagnosi di Aids non erano consapevoli di aver contratto l’Hiv o lo hanno saputo nello stesso anno”. “Non sappiamo se si potrà ripetere questa esperienza di testing - precisa Mocci - purtroppo la nostra associazione non gode di alcun contributo pubblico. Lanciamo un appello alle aziende, anche con un minimo contributo si può garantire la continuità di questo servizio”.

Cagliari. Lila: al via a corso di formazione per nuovi volontari

C’è tempo fino al 15 gennaio 2017 per iscriversi al nuovo corso di formazione per i volontari Lila. Le attività formative sono programmate fino a febbraio. Il calendario è ancora in definizione, docenti e dirigenti scolastici interessati possono contattare la sede via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). “La formazione interna è fondamentale in un’associazione che si preoccupa delle persone e della loro salute - ha sottolineato Brunella Mocci - siamo alla ricerca di nuovi volontari che saranno preparati alla relazione d’aiuto e alle altre attività dell’associazione”. Il corso, tenuto dai soci storici dell’associazione e da qualificati ospiti esterni, garantisce una formazione sul tema Hiv e Aids in ambito medico-scientifico e psicologico. Un focus sarà dedicato alla comunicazione sociale e alle attività di prevenzione per i più giovani. Le iscrizioni online al link: https://goo.gl/2ch5t. Intanto, per ottenere informazioni sull’infezione da Hiv, per sapere come proteggersi e come reagire a una diagnosi di Hiv, il centralino telefonico della Lila sarà a disposizione anche durante le vacanze natalizie. La sede di Cagliari della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids sarà operativa con la storica linea di helpdesk telefonico 347 5565 300. “Chiuderemo solo nei giorni festivi e dal 2 al 6 gennaio - ha detto Brunella Mocci, presidente dell’associazione - perché il nostro servizio è importante e vuole essere vicino a chi ha bisogno di un aiuto anche durante le feste”. Le attività riprenderanno regolarmente il 9 gennaio 2016. Dal 3 Ottobre al 20 dicembre 2016 il telefono Lila ha risposto a più di 170 telefonate in 50 giornate di servizio. Nello stesso periodo si sono svolte anche attività di consulenza e di supporto vis-a-vis e due giornate di somministrazione del test rapido salivare per Hiv.

Cagliari. Test salivari gratuiti e anonimi per HIV

A organizzare l'iniziativa é la Lila di Cagliari (Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids), nell’ambito dell’European Hiv Testing Week che coinvolge altre 500 realtà in 50 paesi. L'appuntamento é per domani (24 novembre) presso la sede della Lila in via Dante n° 16. Chi interessato avrà la possibilità di effettuare, in forma anonima e gratuita, un test salivare per Hiv, grazie ai volontari dell’associazione che saranno disponibili dalle 18 alle 21. A chiunque vorrà accedere al servizio saranno proposti colloqui di supporto e orientamento su tutti i temi concernenti l’Hiv: prevenzione, salute, diritti, nonché un eventuale accesso “facilitato” ai centri clinici qualora necessario. Un’opportunità unica in Sardegna per incoraggiare al test quanti, inconsapevoli del proprio stato sierologico, non si siano mai rivolti, e non si rivolgerebbero, alle strutture tradizionali per vari motivi: orari di apertura, costo dei servizi, richiesta di documenti d’identità.
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