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San Teodoro. Istituita la zona rossa per i casi di variante inglese

Mentre l'isola si trova in zona gialla e non nasconde l'ambizione di poter giungere ad una zona bianca, a San Teodoro si parla di zona rossa. Di fatto a causa dei diversi casi di variante inglese rilevati nel paese, la sindaca ha emesso un'ordinanza che di fatto pone il centro gallurese in zona rossa. Un provvedimento reso necessario per cercare di arginare i contagi, che prevede diverse limitazioni come il divieto di spostamento in entrata e in uscita dal territorio comunale; chiusura di negozi, bar e ristoranti. Consentito lo spostamento all'interno del Comune tra le ore 5 e le ore 22, una sola volta al giorno verso un'altra abitazione privata, nel massimo di due persone, oltre ai minori di 14 anni. La situazione in cui si trova il Comune di San Teodoro, mette in allarme anche il vicino centro di Budoni dove é stato rilevato il caso di un minore risultato positivo alla variante inglese del coronavirus. Al momento il primo cittadino ha disposto la chiusura di tutte le scuole, fino a nuovo ordine.

Ristoranti. I sindaci premono per la riapertura serale

“Sì a riapertura dei ristoranti la sera”. E' quanto emerge dall'incontro di domenica 21 febbraio tra Governo ed Enti Locali. In particolare, riassumendo le esigenze dei sindaci del territorio nazionale in quattro punti principali, il presidente dell’ANCI nazionale, Antonio Decaro, ha esposto il pensiero delle amministrazioni locali che vorrebbero da subito la riapertura delle attività di ristorazione anche nelle ore serali. Una posizione sposata anche dal primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu, impegnato come i suoi colleghi, affinchè, perfezionando e modificando il sistema dei parametri, si possa arrivare ad una progressiva riapertura delle attività di ristorazione anche la sera.

”Sono favorevole alla riapertura dei ristoranti anche la sera - ha dichiarato Truzzu - anche perché dalle 18 alle 22, con i locali chiusi, è possibile che si creino assembramenti altrove -come case private, piazze, luoghi all’aperto - difficili da presidiare, con il rischio che le situazioni vadano fuori controllo”.

A corroborare l'aspettativa dei sindaci per un rapido cambio di rotta, in direzione delle riaperture serali, i quattro punti principali presi in considerazione dal presidente ANCI, De Caro:

1) "Il sistema dei parametri per stabilire le limitazioni su basi certe funziona, ha fatto tenere sotto controllo la curva e ci ha evitato un nuovo lockdown generalizzato. Per questo riteniamo che debba restare in vigore, anche se gli indici da utilizzare possono essere modificati sulla base delle indicazioni delle autorità scientifiche al tavolo tecnico con le Regioni".

2) "I ristoranti, a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze, devono poter riaprire anche di sera: la consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l'arrivo della bella stagione".

3) "Bisogna lavorare immediatamente a un piano vaccinale in grado di gestire la vaccinazione di massa che confidiamo di dover organizzare da marzo. Un piano che per funzionare deve coinvolgere i sindaci per l'utilizzo delle strutture comunali che permettono di concentrare numerosi punti di vaccinazione, come i palazzetti dello sport".

4) "Infine occorre procedere con speditezza al finanziamento dei nuovi ristori".

Sanità. Confermato l'impegno della Regione per il sistema sanitario del nuorese

E' quanto emerge dall'intervento dell'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, durante l'odierna seduta aperta del Consiglio Comunale di Nuoro, che si è tenuta al teatro Eliseo. Presenti anche le associazioni dei pazienti e i sindaci del nuorese, tutti insieme per discutere i principali temi della sanità di Nuoro e del suo territorio. In tale contesto Nieddu ha confermato l'impegno della Regione per per l'ospedale San Francesco e per tutto il sistema sanitario della provincia. In particolare, relativamente al principale ospedale del capoluogo Barbaricino, l'assessore Nieddu si è soffermato, sulle criticità che riguardano la carenza di medici specializzati. A questo proposito, Nieddu ha sottolineato: "abbiamo bandito 63 concorsi per oltre mille operatori del sistema sanitario, purtroppo l'emergenza Covid ha posto un freno al loro espletamento, ma con l'attuale cronoprogramma contiamo portarne a termine buona parte entro giugno".

"Stiamo affrontando - ha continuato l'esponente della Giunta Solinas - criticità che hanno radici lontane. Decenni di mancata programmazione hanno portato agli scompensi oggi visibili ovunque. In Sardegna abbiamo riportato le borse di studio per le scuole di specializzazione a 194, da 29 a cui erano state ridotte. Ma stiamo soprattutto portando avanti una riforma sanitaria che vuole porre rimedio a un modello che non è stato in grado di rispondere alle esigenze dei territori".

E sull'importanza della medicina territoriale, Nieddu ha voluto evidenziare l'attuale stato di impoverimento, causato da un blocco del turnover che ha impedito il rinnovamento. "Su questo fronte - precisa l'assessore - abbiamo destinato importanti risorse inserite nella Finanziaria tecnica approvata nei giorni scorsi. Risorse che riporteranno negli ambulatori quelle prestazioni cancellate dai tagli". Spazio anche al potenziamento della rete dei medici di base, con la pubblicazione dei relativi concorsi: "abbiamo recuperato l'enorme ritardo ereditato - dichiara sul punto Nieddu- per l'assistenza primaria le graduatorie per le zone carenti non venivano stilate dal 2014, ora abbiamo finalmente colmato questa lacuna. Stiamo anche lavorando sui tavoli nazionali per assicurare un sistema d'assegnazione più equo, affinché non siano sempre i territori più svantaggiati a dover patire i disagi dovuti all'assenza del medico di famiglia, un servizio fondamentale sia per la tutela della salute, sia per il contrasto allo spopolamento".

Sanità. “Urgente garantire l'esenzione per le visite di controllo ai pazienti che hanno superato il Covid"

E' l'appello del consigliere regionale del M5S, Roberto Li Gioi, che sul punto ha sottolinetao: “con il tempo sono sempre di più le informazioni di cui disponiamo sul decorso del coronavirus e sullo stato di salute dei pazienti colpiti da forme acute che lo hanno superato. Sappiamo infatti che talvolta gli strascichi, quali danni polmonari o la grave compromissione di altri organi, possono protrarsi nel tempo o addirittura essere permanenti. Pertanto è necessario garantire a tutti i pazienti che hanno superato la malattia una risposta assistenziale completa e gratuita, attraverso l’offerta di una presa in carico multidisciplinare. Tenendo soprattutto conto delle grandissime difficoltà economiche in cui oggi versano migliaia di famiglie sarde a causa della pandemia, chiedo alla Regione che tutte le prestazioni - visite e indagini diagnostiche - utili a monitorare il quadro clinico dei pazienti post covid siano esenti ticket”. Una proposta, quella di Li Gioi, che si concretizza in una mozione sottoscritta dai colleghi pentastellati Michele Ciusa, Desirè Manca, Alessandro Solinas e che impegna il Presidente della Regione e la Giunta a porre in atto tutte le azioni necessarie per garantire che le visite di follow up dei pazienti che hanno superato il covid 19 vengano erogate in regime di esenzione su tutto il territorio regionale.

“Diverse regioni d’Italia – prosegue Li Gioi - quali Lombardia, Emilia Romagna e Marche hanno previsto che le visite e i controlli necessari a monitorare i postumi della malattia siano erogate in esenzione, adesso è il momento che anche la Regione Sardegna adotti un provvedimento analogo. La crisi economica piombata sulla popolazione sarda è tale da non poter ignorare un aspetto così importante come il diritto di ricevere cure gratuite. La presa in carico dei pazienti post covid deve interessare sia i malati che sono stati ospedalizzati, sia quelli che hanno ricevuto terapie a domicilio, qualora i rispettivi medici di medicina generale reputino necessaria una rivalutazione nel tempo delle condizioni dei singoli pazienti. Nessuno deve essere lasciato solo”.

Emergenza Covid: in arrivo mascherine e gel igienizzante per tutti i Comuni sardi

Parte nei prossimi giorni la distribuzione straordinaria, a tutti i Comuni della Sardegna, di 11 milioni 668 mila mascherine chirurgiche e di 26.170 litri di gel igienizzante. A gestire le consegne sarà la Protezione Civile Regionale attraverso le sue sedi territoriali, unitamente al personale dell’agenzia Forestas.

“La Regione è ancora in prima linea nella tutela della salute dei cittadini con un'importante fornitura per proseguire nella gestione dell’emergenza sanitaria da parte delle Amministrazioni comunali di tutta l’Isola – ha sottolineato il presidente della Regione, Christian Solinas – Mascherine e gel sono un indispensabile supporto per lo svolgimento dei servizi essenziali e per i servizi socioassistenziali rivolti alla popolazione, alle strutture anziani, alle comunità alloggio, alle comunità integrate e simili”.

“La Protezione Civile Regionale è costantemente in campo dall’inizio dell’emergenza, in piena collaborazione con le autorità sanitarie, per assicurare la distribuzione in tutto il territorio regionale dei dispositivi di protezione individuale e del materiale sanitario necessario per l’emergenza Covid nell’interesse primario di tutela della salute pubblica”, ha aggiunto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, con delega alla Protezione Civile, che ha inviato una lettera a tutti i sindaci dell’Isola per comunicare la consegna.

Vaccini. Piano vaccinale per over 80 in dirittura d'arrivo

Dovrebbe iniziare nel mese di marzo la vaccinazione degli over 80 residenti in Sardegna. Una scadenza che potrà essere rispettata sempre che arrivino le dosi, nel rispetto del calendario fornito dalla struttura commissariale. Nello specifico, la Sardegna dovrebbe ricevere 76 mila dosi, tra Pfizer e Moderna, entro la fine del mese di febbraio. E proprio questa fornitura, dopo l'immunizzazione di pazienti e dipendenti delle Rsa, é destinata all'avvio della campagna vaccinale per gli over 80. Il relativo piano vaccinale é in fase di elaborazione, a cura dell'Ats, e dovrebbe essere reso noto a strettissimo giro.

Sassari. Posti letto terapia intensiva attivi e utilizzabili

L'Aou di Sassari fa sapere che i 30 posti letto di terapia intensiva per pazienti Covid, ospitati nella nuova struttura, sono attivi e utilizzabili. Una precisazione che risponde alle recenti polemiche sollevate da alcuni esponenti del PD in Consiglio Regionale. Al momento sarebbero 3 i pazienti ospitati presso l'unità operativa, tutti provenienti dalla terapia intensiva di Malattie infettive. Un incremento dell'occupazione dei posti dovrebbe avvenire la prossima settimana, quando 5 pazienti verranno spostati dalla Rianimazione 1 del Palazzo Clemente. Salirà così a 8 il numero dei posti occupati, mentre restano a disposizione anche le terapie intensive dei reparti Malattie infettive, da 6 posti, e Anestesia e Rianimazione 1, da 8 posti letto. Per quanto riguarda il personale necessario a gestire adeguatamente il reparto, l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari precisa che "si potrà attingere alle figure presenti in azienda, come accaduto nelle precedenti fasi emergenziali di questa pandemia". Possibile anche una ulteriore integrazione del personale medico, attraverso il reclutamento dalla graduatoria dei 39 idonei del concorso regionale per dirigenti medici di anestesia e rianimazione, recentemente concluso.

Emergenza Covid e zona gialla. La Sardegna spera

I dati confortanti derivanti dal monitoraggio settimanale effettuato dall'Istituto Superiore di Sanità, fanno sperare un ingresso dell'isola in zona gialla, nonostante la riclassificazione regionale in base ai colori preveda la permanenza nella zona assegnata per una durata di almeno 15 giorni. Periodo di tempo che, nel caso della Sardegna, significherebbe zona arancione fino al 7 febbraio. Le ragioni che supportano un eventuale cambiamento di colore prima del tempo, si basano infatti su un indice di trasmissibilità che scende dallo 0.95 della settimana scorsa allo 0.81 del 27 gennaio, oltre ad un miglioramento della pressione sugli ospedali regionali. A ciò si aggiunge che la percentuale di pazienti Covid-19, ricoverati nelle terapia Intensiva, rispetto ai posti letto disponibili, resta immutata al 21% per il secondo giorno consecutivo. Un dato rassicurante al di sotto della soglia critica del 30%. Il nuovo scenario fa quindi sperare che nella nuova ordinanza del ministro della Salute - che verrà resa nota entro domenica - si possa ricevere la tanto attesa notizia, senza dover ricorrere ad un eventuale ricorso contro l'ordinanza del ministro Speranza che ha posto l'Isola in fascia arancione.
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