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Cagliari. Pronto il Covid Hospital presso l'ospedale Binaghi

L'ospedale Binaghi é pronto ad ospitare i primi 41 pazienti Covid, tanti sono i posti letto disponibili a media intensità di cura. In particolare i posti letto, attrezzati con dotazioni tecnologiche, sono suddivisi in due ali da 16 e 25 posti al secondo piano della struttura. A pieno regime e secondo la modularità prevista dal piano regionale per l’emergenza, potranno essere attivati fino a 140 posti letto in degenza ordinaria più 13 di terapia intensiva.

“Un risultato importante”, ha dichiarato il Presidente della Regione Christian Solinas, che oggi ha inaugurato la nuova apertura dell’ospedale riconvertito. “Abbiamo attuato il piano che ci siamo dati – prosegue il Presidente – anticipando i tempi e con un numero di posti letto superiore a quelli inizialmente preventivati. Manteniamo alta la guardia contro il virus mettendo in campo ogni strumento a nostra disposizione e continuando a potenziare il sistema sanitario dell’Isola”.

“L’emergenza, dal suo inizio, ci ha portato più volte a dover rivedere e riorganizzare strutture e servizi”, dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. “Siamo stati capaci di realizzare un complesso intervento di adeguamento in tempi rapidi con ottimi risultati. Abbiamo anche attivato importanti sinergie fra le aziende sanitarie del nostro territorio e il personale in servizio metterà insieme operatori dell’Arnas G. Brotzu, Aou di Cagliari e Ats, in una logica di equipe e lavoro di squadra. Superata l’emergenza contiamo di restituire alla città una struttura rinnovata”, ha concluso l’assessore.

Sanità. Covid Hospital: "polemiche strumentali"

Sulla questione delle indennità di servizio per i Covid Hospital, che ha sollevato diverse polemiche da parte dell'opposizione in Consiglio Regionale, si é espresso l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. L'esponente della Giunta Regionale ha infatti sottolineato: “la Regione ha il dovere di adottare tutte le misure necessarie ad affrontare l'emergenza con l'unico scopo di tutelare la salute dei sardi. Questo è ciò che abbiamo fatto sin dall'inizio per preparare il nostro sistema sanitario a un'epidemia dagli sviluppi imprevedibili, che avrebbe potuto avere un impatto ben peggiore di quello che registriamo oggi. L'inserimento delle strutture convenzionate Mater Olbia e Policlinico Sassarese nella rete dei Covid hospital, a sostegno e supporto degli ospedali pubblici, è stato deciso in quest'ottica – prosegue Nieddu – e la loro attivazione è avvenuta in un momento in cui l'epidemia a livello nazionale era in forte crescita e l'andamento dei contagi non poteva essere previsto. Chi contesta questa impostazione dimostra non solo di non conoscere i protocolli di gestione dell'emergenza a livello nazionale, ma anche i termini delle convenzioni e i numeri, alimentando, in malafede, una polemica strumentale, con l'unico scopo di generare dissenso e destabilizzare attraverso la disinformazione. Nell'emergenza – spiega Nieddu – la Regione non ha stanziato un euro in più rispetto ai tetti di spesa già previsti per l'acquisto di prestazioni dalle strutture private per l'attività ordinaria. Le indennità di servizio stabilite per i Covid hospital non riguardano solo i posti letto, ma il fatto che le intere strutture siano state messe a disposizione del servizio pubblico, come per altro avvenuto in diverse Regioni, e i costi rientrano comunque nei budget già approvati. I piani per contrastare l'epidemia sono serviti ad anticipare e prevenire eventuali crisi e noi abbiamo agito nei tempi giusti. I due ospedali convenzionati si trovano fuori dalla rete dell'emergenza-urgenza, indicarli come centri Covid ci ha consentito di non dover stravolgere il sistema dei pronto soccorso e del 118 e di poter continuare a garantire l'assistenza nelle strutture pubbliche per tutte le patologie, che, è bene ricordare, il Covid-19 non ha cancellato dal nostro territorio”, precisa l'assessore della Sanità.

“Anche sui numeri occorre fare chiarezza, al 23 di aprile i pazienti Covid ricoverati al Mater Olbia erano nove, otto in terapia subintensiva e uno in terapia intensiva, mentre al Policlinico Sassarese gli stessi erano trentaquattro, di cui ventidue in degenza ordinaria, otto in subintensiva e quattro in intensiva. Un totale di quarantatré ricoveri, cifre ben diverse da quanto sostenuto da chi ha affermato che fossero appena nove in totale. Chi oggi lamenta che queste strutture siano rimaste sottoutilizzate rispetto agli scenari più gravi, ipotizzati nel piano dell'emergenza, forse si augurava una Sardegna messa in ginocchio dal virus come accaduto altrove? Abbiamo messo in campo ogni strumento a nostra disposizione per impedire la circolazione del Covid-19 e i numeri oggi ci stanno dando ragione. Lunedì 27 il Mater Olbia uscirà dalla rete degli ospedali Covid, ma sarà pronto a rientrarci nel caso lo scenario dovesse mutare. Le polemiche non ci faranno mai abbassare la guardia”, ha concluso l'esponente della Giunta Solinas.

(vm)

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