Sassari. Pronto Soccorso: "situazione insostenibile"

“Credo che la situazione sia ormai insostenibile. Sono trascorsi sei mesi dall'insediamento della nuova Giunta. Abbiamo chiesto, abbiamo addirittura urlato, di intervenire per risolvere il problema del pronto soccorso di Sassari. Ma la situazione anziché migliorare peggiora. Ogni giorno ormai si assiste a scene di aggressione dovute alla disperazione della gente costretta a rivolgersi all'unico pronto soccorso del Nord Ovest della Sardegna. L’ultimo episodio gravissimo, l’aggressione ai danni di due dipendenti, risale a due giorni fa. Bilancio: due infermieri in stato di infortunio e pronto soccorso bloccato per due ore. Siamo allo sbando. In queste condizioni è naturale che gli operatori non riescano a stare al passo con le richieste sempre più numerose dei pazienti che si ritrovano catapultati in una realtà che niente ha a che fare con le effettive esigenze del malato. Parlo di pazienti in codice giallo o verde che attendono anche dodici ore prima di essere visitati. Parlo di barelle nei corridoi, della mancanza di letti, carrozzine, di strumenti essenziali. Mancano medici, infermieri, ausiliari, e quei pochi che ci sono si devono dividere tra l'espletamento delle pratiche burocratiche e le cure al paziente. Il pronto soccorso di Sassari è al collasso. Il Nord Sardegna è al collasso”. Questo l’amarissimo intervento della capogruppo del M5S Desirè Manca, da sei mesi in attesa di risposte da parte dell’assessore alla Sanità e della Giunta, da sei mesi in attesa di azioni concrete che possano mettere in sicurezza i lavoratori e restituire ai malati il diritto di essere curati in tempi ragionevoli. “Da sei mesi chiedo risposte, chiedo azioni concrete. E cosa ho ottenuto? Il nulla. Il niente assoluto. Credo che, con tutto il rispetto per gli argomenti urgenti da trattare e le numerose problematiche da risolvere, la salute dei cittadini debba venire prima di tutto. Chiedo atti di responsabilità, atti di coraggio. Non mi fermerò qui. Rappresenterò l'incubo della Giunta regionale sarda finché non vedrò il problema risolto” La capogruppo Desirè Manca risolleva anche la questione del ritardo nelle nomine: “Questo nuovo governo non è riuscito ancora a nominare il nuovo direttore dell'AOU. Il facente funzioni – chiede Desirè Manca - fino a quanto e quando potrà rispondere dell'inefficienza del reparto forse più importante di tutta la sanità sassarese? "In attesa di questa nomina che doveva essere urgente, prioritaria, nessuno prende decisioni. Nessuno prende iniziative. Nessuno si assume la responsabilità di ciò che accade. Era questo il governo che volevano i sardi?”

Air Italy. Ancora una volta il rischio abbandono della base olbiese?

A domandarselo è il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi che sottolinea: “già a fine luglio avevo espresso la mia grande preoccupazione per la sempre più grave situazione dei lavoratori Air Italy. Il comunicato stampa diffuso ieri dai Cobas del settore maintenance non può di certo sorprendere perché conferma la ormai reiterata volontà della compagnia di abbandonare lo scalo di Olbia. Nonostante le vuote rassicurazioni rilasciate dal vice presidente marketing della società Ashby”. Da qui un appello del consigliere alla Giunta Regionale. "L’ultimo episodio a dimostrazione di quanto denunciato è accaduto lunedì scorso quando il volo Olbia-Roma delle 7.00 è partito con quasi 4 ore e mezza di ritardo, alle 11.27. Cosa è accaduto? L’aeromobile in questione è stato interessato da un guasto, e non esistendo un vettore dedicato alle emergenze, la compagnia ha utilizzato, in sostituzione, quello destinato a coprire la tratta su Milano, accumulando pesanti ritardi per tutta la giornata. Un episodio gravissimo che è solo la punta dell’iceberg di una situazione complessiva assolutamente inaccettabile. La denuncia dei lavoratori del maintenance per cui l’unico check programmato per ottobre sarà affidato a una società di manutenzione esterna - attacca Li Gioi - smaschera ulteriormente le reali intenzioni del management di Air Italy. Già ai primi d’agosto in Commissione Trasporti ho sollecitato l’assessore Todde ad interessarsi in maniera seria della questione. La temporanea convivenza con Alitalia sta arrivando al capolinea. È ora di mettersi a lavorare per predisporre il nuovo bando di continuità territoriale, passando dai proclami di campagna elettorale a fatti concreti. Qual è - continua l'esponente pentastellato - la visione in merito della Giunta Solinas? È chiaro all’attuale amministrazione regionale che proseguire di questo passo significa andare incontro a una crisi certa, con l’abbandono di Air Italy della base olbiese e lo spettro licenziamento per i 600 lavoratori? Vorrei ricordare all’assessore Todde - conclude Li Gioi - che con l’accordo Air Italy-Alitalia per la condivisione delle tratte estive in continuità territoriale non si è assolutamente scongiurato il licenziamento dei dipendenti, come da lui dichiarato nell’elenco degli ipotetici risultati raggiunti nei primi 100 giorni del suo mandato. Non c’è più tempo da perdere, il rischio che centinaia di famiglie vadano incontro ad un tristissimo destino cresce ogni ora di più”.

Autobus per gli studenti contro la dispersione scolastica

A richiederlo è la consigliera regionale del M5S Desirè Manca, attraverso una mozione firmata anche dal consigliere regionale Alessandro Solinas, sempre del M5S. In particolare la consigliera chiede al Governatore della Sardegna di tendere una mano a tutti gli scolari delle zone disagiate, e di mettere in campo tutte le strategie possibili che consentano ai Comuni sardi di organizzare il servizio di trasporto scolastico per gli studenti per l’anno scolastico 2019/2020, senza far ricadere sulle famiglie i costi dell’organizzazione del trasporto alunni della scuola dell’obbligo.

“Tutti gli studenti sardi, compresi i residenti nei piccolissimi centri in cui non è presente un plesso scolastico, e quelli che abitano le frazioni distanti diversi chilometri dalla scuola, hanno diritto di poterla raggiungere con facilità e senza costi esorbitanti per le famiglie - sostiene Desirè Manca. Sappiamo bene che in Sardegna ci sono diverse realtà in cui bambini e ragazzi devono affrontare viaggi lunghi e impegnativi per poter studiare. E sappiamo anche che i servizi di trasporto pubblico per gli scolari della scuola dell’obbligo talvolta sono carenti, se non del tutto assenti. Il fenomeno dell’abbandono scolastico nella nostra regione, seppur in diminuzione, fa ancora registrare percentuali al di sopra della media nazionale. Per questo invito il Presidente della Regione Solinas e la Giunta a promuovere un’immediata verifica della problematica evidenziata, e a effettuare un controllo capillare della rete di trasporto scolastico nella nostra Isola”.

Per quanto riguarda le ricadute economiche per le casse regionali, la capogruppo dei Cinque Stelle ricorda che: la Regione Sardegna con la finanziaria del 2015 – come spiegato nella mozione – per garantire la regolare frequenza scolastica e il diritto allo studio garantito costituzionalmente, ha stanziato un contributo straordinario destinato alla copertura di gestione dei servizio in favore di quei Comuni in cui non è presente la scuola dell’infanzia (o scuola primaria o di secondo grado), e di quelli in cui sono presenti frazioni dove in passato erano presenti gli edifici scolastici”.

Inoltre, si ricorda, che la Regione Sardegna nel 2015 ha stanziato circa 9 milioni di euro, facenti parte delle risorse della misura 321 “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale” del Programma di Sviluppo rurale 2007/2013 per l’acquisto di autobus da cedere ai Comuni singoli o associati.

Banda Ultra Larga: "la Regione assuma un ruolo più incisivo in termini di governance e supervisione”

Davanti alla spinta dell’innovazione digitale la Sardegna non può e non deve rimanere isolata. E’ lo spirito con cui nasce la mozione dei Gruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, che intende impegnare la Giunta regionale affinché si superi il divario digitale che caratterizza la Sardegna più di quanto non accada in altre regioni d’Italia. Divario digitale che, spiegano i consiglieri dei Riformatori Michele Cossa, Aldo Salaris, Giovanni Antonio Satta, Alfonso Marras “aumenta il gap in termini di opportunità e di diritti e non consente alla nostra Regione di progredire in campi prioritari strategici come l’istruzione, il monitoraggio e la tutela del territorio, la protezione civile, lo sviluppo di imprese e start up, l’innovazione in agricoltura e nell’agro-industria, la realizzazione di efficaci reti di telemedicina che possono migliorare la qualità della salute e ridurre in modo consistente i costi della mobilità passiva in campo sanitario”. È una delle tante forme di svantaggio legate alla condizione d’insularità e come tale, secondo i consiglieri, deve essere trattata. L’infrastrutturazione digitale, poiché si ricollega direttamente ai diritti civili e di cittadinanza, dev’essere collocato in una posizione diversa dalla generalità delle infrastrutture (su cui comunque la Sardegna risulta indietro), dato che assume una rilevanza strategica sullo sviluppo socio-economico e culturale dell’intera popolazione sarda, con riflessi sulle politiche delle zone interne, sul senso di marginalità e sullo spopolamento.Consentire alla Sardegna, in tutte le sue parti, un veloce e stabile servizio di accesso alla rete significa realizzare un’autentica è incisiva riforma economica e sociale, che si attua sul piano della concretezza della vita delle famiglie e delle imprese. Da qui l’allarme relativo alla realizzazione della Banda Ultra Larga. Ci troviamo nella paradossale situazione in cui i lavori di posa della fibra sono stati ultimati in 223 comuni su 296 e di questi circa 140 sono stati collaudati: tuttavia in nessuno di questi comuni è stata “illuminata” la fibra. In altre parole, sono state spese ingenti risorse per realizzare una infrastruttura che resta ancora del tutto inutilizzata. La causa è un grave inadempimento da parte di Telecom Italia che aveva sottoscritto precisi impegni in tal senso. Vi sono alla base certamente legittimi interessi commerciali di Telecom, ma anche le sue attuali tensioni interne (il conflitto tra i due maggiori azionisti com’è noto è particolarmente aspro); è inaccettabile però che elementi di questa natura determinino - come sta accendendo - un grave danno all’economia e alla coesione sociale della nostra Isola. Dato che la Regione non ha alcuno strumento coattivo per obbligare il gestore ex monopolista a rispettare tempi certi e numeri certi per illuminare la fibra, secondo i consiglieri regionali è urgente e indispensabile che la Regione assuma un ruolo più incisivo sia in termini di governance che di supervisione, anche in collaborazione con Infratel Italia, società in house del MISE incaricata della realizzazione della rete passiva nelle aree bianche in tutto il territorio nazionale: la realizzazione del Progetto Banda Ultra Larga Sardegna deve essere una priorità politica ancorata ad una visione strategica verso un futuro legato alle tecnologie digitali. I consiglieri regionali dei Riformatori, attraverso la mozione sul superamento della condizione di “Insularità digitale” della Sardegna chiedono che il Presidente della Giunta Solinas si attivi sui seguenti punti: intervenga presso il governo nazionale perché riconosca un ruolo sempre più attivo alla Regione Sardegna, affinchè essa possa programmare e porre in essere adeguate “misure d’accompagnamento” e di sostegno economico alle famiglie, alle imprese ed alle istituzioni scolastiche per affrontare i costi del servizio in abbonamento; richiami il Governo italiano - che tramite la Cassa Depositi e Prestiti detiene una significativa quota partecipativa sia nell’azionariato di Telecom Italia che nell’azionariato di Open Fiber - a non abdicare alla propria missione pubblicistica favorendo la concreta fruizione da parte delle famiglie e delle imprese di un’infrastruttura di tale rilevanza; esiga tempi di realizzazione della rete e dell’effettiva illuminazione della stessa mediante un cronografi d’interventi realistico e verificabile; promuova un tavolo con interassessoriale che valorizzi al meglio le opportunità e gli sviluppi che la diffusione della banda larga è in grado innescare nel tessuto socio-economico della Sardegna.

Vertenza entrate e situazione politica nazionale. Se necessario seduta del Consiglio Regionale a Ferragosto

E' quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais , incalzato dall'opposizione, interessata a esaminare la vertenza entrate, a seguito del terremoto politico che sta caratterizzando lo scenario nazionale. In questo senso sono stati convocati i Capigruppo per decidere il da farsi. Nonostante l'ampia disponibilità a convocare d'urgenza l'Assemblea, anche il giorno di Ferragosto, Pais auspica che si evitino le provocazioni per cercare di decidere "le azioni più proficue e opportune da portare avanti".

Spopolamento. Proposta di legge dei Riformatori

La Regione deve urgentemente farsi carico del dramma territoriale derivante dallo spopolamento, affrontandolo con iniziative incisive un fenomeno che rischia di snaturare l’identità della Sardegna, procurando danni irreversibili, perfino impossibili da stimare, all’economia dell’Isola e al nostro tessuto sociale. Parte da questa constatazione la proposta di legge che porta la firma dei Riformatori, presentata questa mattina. Lo scenario è chiaro e i dati vanno purtroppo a conforto di un fenomeno sempre più difficile da arrestare. Un fenomeno che – ed è questa la leva che ha spinto i Riformatori a elaborare la proposta di legge sul tema - deve essere arginato con ogni mezzo. Il danno che deriverebbe dall'estinzione dei piccoli comuni dell'interno, sia in termini di cancellazione delle straordinarie e diverse identità socio-culturali e socio-economiche e sia in termini di costo sociale, per via dei processi di migrazione interna verso i poli di maggiore attrazione demografica (le coste) sarebbe enorme. Difficile da sostenere. Da qui la necessità di formulare una serie di linee guida, tradotte in azioni concrete, oggi inserite in una proposta di legge articolata in 14 punti a favore delle zone interne, che oggi è stata illustrata alla stampa dal capogruppo Michele Cossa, Franco Meloni e Sergio Pisano del Centro studi dei Riformatori, Silvia Cadeddu e Rosalba Deiana, sindache rispettivamente di Birori ed Elini. Ha concluso Aldo Salaris, coordinatore regionale dei Riformatori. Tra le principali azioni introdotte c’è senza dubbio l’incremento delle risorse del fondo unico per gli enti locali di una quota pari a 20.000.000 per destinarla ai comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti che abbiano registrato un decremento demografico nell'ultimo decennio in misura superiore al 3 per cento. Non solo. Per favorire il ripopolamento dei centri minori la proposta di legge impone l’utilizzo dell'addizionale IRPEF pagata dai cittadini residenti nei Comuni sotto i 5000 abitanti per una serie di attività economiche e la riduzione dell’IRAP nella misura del 90 per cento per le imprese aventi sede operativa con almeno 5 dipendenti nel territorio di un comune della Sardegna con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti che abbia registrato un decremento demografico. Sono previsti anche finanziamenti regionali per la realizzazione dei programmi di e-government e inerenti le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, mentre sul fronte dell'assistenza sanitaria si prevede che venga assicurata la continuità assistenziale e la presenza delle farmacie nelle aree rurali e montane. Per quanto attiene hai servizi sanitari, si prevede che venga assicurata la continuità assistenziale e della presenza delle farmacie nelle aree rurali e montane tenendo conto del contesto di dispersione territoriale della popolazione, della sua composizione per classi di età, nonché della rete delle strutture ospedaliere e dei servizi distrettuali presenti nel territorio. Altri capitolo importante è l’istruzione: su questo fronte si demanda alla Giunta regionale l’elaborazione di un disegno di legge, che dovrà provvedere entro 90 giorni, con misure straordinarie finalizzate a rendere effettivo il diritto costituzionale all’apprendimento, i principi di uguaglianza e giustizia sociali e garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e la formazione. Tra le altre azioni contro lo spopolamento, l'articolo 10 favorisce interventi finalizzati al recupero, alla tutela e alla riqualificazione dei centri storici, dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e delle unioni di comuni costituite prevalentemente da comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti. Proprio a questo proposito è stato istituito il fondo per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei centri storici, con una dotazione finanziaria annua di euro 1.000.000. Non manca, nella previsione dello sviluppo economico futuro, una misura relativa al comparto turistico. La proposta di legge prevede infatti la promozione di un'offerta turistica identitaria integrata con le produzioni locali e la valorizzazione del territorio attraverso la predisposizione, da parte della Giunta regionale, di un programma di finanziamento a favore dei comuni per la realizzazione di alberghi diffusi e/o ospitalità diffusa attraverso il recupero e la riqualificazione degli immobili situati nei borghi antichi o ai centri storici abbandonati o parzialmente spopolati.

Movimento 5 Stelle: dopo il caso Bibbiano più controlli anche in Sardegna

Dopo gli inquietanti esiti della recente inchiesta avviata dalla dalla Procura di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti, e in concomitanza con il flash mob “Scarpette bianche” organizzato due giorni fa davanti al Tribunale dei minorenni di Cagliari per denunciare la “troppa leggerezza” nell’affidamento dei minori, la consigliera regionale del M5S Carla Cuccu porta il delicatissimo tema degli affidi all’attenzione del Presidente Solinas e dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu.

Attraverso una interpellanza, già protocollata in Consiglio regionale, la consigliera dei Cinquestelle chiede maggiori controlli e soprattutto un monitoraggio del quadro attuale, perché sugli affidi di minori nell’Isola ci sia la massima trasparenza.

“E’ necessario - spiega Carla Cuccu - disporre di dati e report che possano definire e monitorare la situazione degli affidi familiari e il funzionamento delle strutture di accoglienza nella nostra Isola. Occorre trasparenza nell'individuazione della famiglia affidataria o della struttura ospite, ma anche controlli capillari sulle condizioni in cui versano effettivamente i minori allontanati dalle proprie famiglie.

Le condizioni di indigenza non possono essere un ostacolo al diritto dei bambini di crescere con le loro mamme e i loro papà. L’affidamento deve essere l’extrema ratio di un percorso di sostegno ai genitori. Servizi sociali, Stato e Regione devono collaborare e contribuire a promuovere una politica responsabile sul tema dell’affidamento familiare”.

Queste le richieste della segretaria della Commissione Sanità Carla Cuccu, la quale ricorda, che “caratteristiche fondamentali dell'affidamento familiare sono la temporaneità, il mantenimento dei rapporti con la famiglia d'origine e il rientro nella stessa. Il fine dell’affidamento – sottolinea Cuccu – è sempre e solo uno: la ricostruzione della famiglia nella sua globalità e la sua riunificazione, nell’interesse del minore stesso”.

Nello specifico, con questa interpellanza, Cuccu chiede a Governatore e assessore alla Sanità se dispongano di un quadro dettagliato che comprenda diversi dati: numero dei bambini attualmente allontanati dalla famiglia di origine e per quale durata; a quale tipologia di affidamento extra familiare (famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso; quanti sono gli esiti positivi di rientro del minore nella famiglia di origine; quanti controlli gli organi di competenza degli enti locali hanno attivato negli ultimi cinque anni e con quali esiti. E infine quali misure intendano adottare per rafforzare il monitoraggio e il controllo dell'affidamento di minori nel territorio sardo.

Sanità. Trovata copertura finanziaria per le attività del Mater Olbia in convenzione

Grazie al via libera del Consiglio Regionale, che con una variazione di bilancio stanzia 25 milioni di euro per il 2019, 60,6 per il 2020 e 60,6 per il 2021, ora diventa concreto l'avvio della struttura cofinanziata da Qatar Foundation Endowment e Fondazione Gemelli. Con 39 voti favorevoli, 14 contrari e due astenuti è stato infatti approvato l'apposito disegno di legge che in totale assicura quasi 150 milioni di euro per consentire la copertura finanziaria del Mater Olbia, relativamente alle attività in convenzione con il sistema sanitario regionale. In aggiunta, tramite un emendamento orale, è stato stabilito che "eventuali economie realizzate rientreranno nel bilancio regionale". Soddisfazione è stata espressa dall'assessore regionale responsabile per la Sanità, Mario Nieddu.
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