Cagliari. Corridoio umanitario dall'Etiopia alla Sardegna

Sono arrivate a Cagliari la moglie e la figlia di due mesi di uno dei due giovani eritrei arrivati nel capoluogo sardo nel mese di giugno 2018. La mamma e la bambina provengono dal campo profughi di Hitsas e ora possono stare a Cagliari grazie al ricongiungimento familiare. L'équipe immigrazione, il referente dell'area immigrazione dell'organismo pastorale Alessandro Cao e il direttore della Caritas diocesana, don Marco Lai, erano in aeroporto ad aspettarle, dopo che le stesse erano arrivate a Fiumicino insieme all'ultimo gruppo di profughi arrivati in Italia nell'ambito dell'accordo siglato nel gennaio 2017 dalla CEI, dalla Comunità di Sant'Egidio e dal Governo. Complessivamente sono 85 le persone di nazionalità prevalentemente eritrea, arrivate in Italia. Tra loro ci sono vari nuclei familiari e una decina di bambini, che saranno ospitati in una quindicina di diocesi italiane. L'accordo, che ha reso possibile l'arrivo legale e sicuro per 500 profughi in due anni, vede coinvolti diocesi, parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l'utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane, tutti impegnati nel percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno di essi, attraverso servizi vari quali corsi di lingua italiana e cure mediche. Il progetto è totalmente autofinanziato con l'8 x mille della Cei, a fondi raccolti dalla Comunità di Sant'Egidio e alla generosità di associazioni, parrocchie e privati cittadini.

Cagliari. Conferenza stampa della Caritas su povertà ed inclusione sociale

Ospitata per la prima volta all'interno degli uffici del parlamento sardo, si è svolta oggi la conferenza stampa convocata dalla delegazione regionale della Caritas per illustrare i nuovi dati su povertà ed inclusione sociale in Sardegna. Durante l’incontro con i giornalisti sono state esaminate le problematiche emergenti relative alla povertà e ai bisogni rilevati sul territorio nello scorso anno, sulla base dei dati forniti dai centri d’ascolto delle Caritas diocesane della Sardegna, illustrati dal direttore della Caritas di Iglesias, Raffaele Callia, responsabile del servizio Studi e ricerche dell’organismo pastorale della CEI. A fare da padrone di casa il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau che oltre a soffermarsi sul ruolo delle politiche attivate dalla Regione contro la dispersione scolastica per garantire favorevoli condizioni di studio nelle scuole e quelle per il sostegno agli studi superiori e universitari, ha sottolineato il ruolo fondamentale della politica per attivare percorsi di occupazione stabile e miglioramento generale delle condizioni economiche e sociali delle nostre comunità. "Stiamo appena uscendo da una crisi drammatica durata dieci anni che ha sconvolto gli equilibri occupazionali e sociali della nostra Regione - dichiara Ganau - e quindi non è facile riavviare le politiche occupazionali e quel percorso di inserimento lavorativo utile ad un miglioramento progressivo della qualità della vita. La Caritas rappresenta un osservatorio privilegiato dei bisogni e delle difficoltà sociali la ringrazio per la scelta di presentare il report in questa sede istituzionale, ma ringrazio la Caritas soprattutto per le attività di sostegno e ascolto che quotidianamente svolgono sul territorio. Il lavoro è l’emergenza principale che dobbiamo affrontare – ha continuato il presidente del Consiglio Regionale - e su questo si stanno attivando delle politiche i cui risultati non possono essere raccolti nell’immediato". Ganau si è inoltre soffermato sugli strumenti emergenziali che, oltre a quelli messi in campo dalla Caritas, sono stati attivati dalle istituzioni pubbliche. "Il Reis ad esempio - ha evidenziato Ganau - ha consentito di mettere a correre 40 milioni di euro da destinare all’ inclusione sociale per facilitare attività lavorative". Un'altro tema sul quale Ganau insiste è quello della dispersione scolastica: "i dati della Caritas illustrati oggi confermano che la bassa scolarità è uno degli elementi che facilita la caduta nel regime di povertà, rendendo difficile l’accesso lavorativo». All’incontro, coordinato da don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari sono intervenuti monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza episcopale sarda e monsignor Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato della Conferenza episcopale sarda per il servizio della carità.
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