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Sanità. Protesta a Oristano per "il rispetto della normativa sulla rete ospedaliera"

Il presidio per il Comitato in difesa dell'ospedale di Ghilarza, ha organizzato questa mattina una manifestazione davanti alla Prefettura di Oristano. Circa una quarantina di persone, che hanno chiesto all'assessorato regionale della Sanità "il rispetto della normativa sulla rete ospedaliera". Alla base della protesta, la mancanza di alcuni servizi e di personale che, di fatto, impediscono a Oristano di poter ambire al titolo di ospedale Dea di secondo livello. Ad aggravare la situazione i ritardi per quel che riguarda il rapporto con gli altri ospedali del territorio, in particolare, Bosa e Ghilarza. E a proposito di Ghilarza, da tempo viene sollecitata la riapertura del presidio di primo intervento del nosocomio, chiuso dal 2019. Tutti motivi che hanno convinto il Comitato ad organizzare ogni domenica, a partire dal 27 settembre, un corteo sulla Statale 131, dalle 9 alle 13. Obiettivo: alzare il livello di attenzione sulla situazione dell'ospedale Delogu. Intanto le adesioni per l'iniziativa hanno già raggiunto quota 145. Mercoledì 23 settembre è inoltre previsto un incontro in Prefettura per definire i dettagli della nuova mobilitazione.

Consiglio Regionale. Interrogazione del M5S sui livelli di sicurezza presso l'AOU di Sassari

Sui livelli di sicurezza presso l'AOU di Sassari interviene la capogruppo del M5S in Consiglio Regionale Desirè Manca. “Un incomprensibile abbassamento dei livelli di sicurezza che avviene proprio nel periodo in cui la curva del contagio ha ricominciato la sua salita - attacca l'esponente pentastellato. È quanto sta accadendo a Sassari, nello specifico nel reparto di Radiologia dell’AOU, dove, di recente, le procedure di pulizia e sanificazione dei locali in cui vengono eseguite le Tac sono, di fatto, sensibilmente cambiate, diventando più blande".

“Contrariamente a quanto accadeva fino a pochi giorni fa, oggi, se un paziente positivo al Covid-19 viene sottoposto all’esame della Tac, non si effettuano più le operazioni di sanificazione e pulizia degli ambienti ma soltanto la disinfezione dei macchinari con cui il paziente è entrato direttamene in contatto. Eppure non risulta alcuna traccia scritta, né un ordine di servizio né una circolare, che modifichi ufficialmente il protocollo di pulizia, sanificazione e disinfezione”.

La denuncia della capogruppo del M5S si è trasformata in un’interrogazione, per chiedere all’assessore alla Sanità Nieddu se non ritenga opportuno, seguendo il principio di massima precauzione, continuare a far applicare i protocolli di pulizia, disinfezione e sanificazione utilizzati durante la fase acuta dell’emergenza.

“Per quanto riguarda la disinfezione degli ambienti sanitari - sottolinea Manca - diversi studi hanno dimostrato che i coronavirus, inclusi i virus responsabili della SARS e della MERS, possono persistere sulle superfici inanimate in condizioni ottimali di umidità e temperature fino a nove giorni. Pertanto, il ruolo delle superfici contaminate nella trasmissione intraospedaliera non è da escludere in toto, anche se non dimostrato”.

“Non è in ogni modo ammissibile – conclude la consigliera – che dopo soli 15 minuti dall’ingresso di un paziente positivo al Covid in un determinato locale, si consenta l’ingresso di un altro paziente senza aver proceduto alla sanificazione dell’ambiente. Il virus con cui abbiamo a che fare è infido e ancora sconosciuto, non possiamo assolutamente sottovalutare alcun aspetto, tantomeno in materia di igiene”.

La scelta referendaria, scelta di libertà, scelta di vita. Di Maurizio Ciotola

Siamo sempre chiamati a scegliere in ogni istante della nostra vita, anche nelle piccole operazioni di routine apparente, dobbiamo scegliere e da ogni piccola scelta ci avviamo verso un qualcosa cui pian piano raggiungiamo.

Il 20 e il 21 settembre avremo ancora una volta l’opportunità di scegliere, anche se la nostra scelta non potrà ritenersi terminata sbarrando un “si” o un “no”, sulla scheda del quesito referendario relativo alla modifica costituzionale.

Ma quella decisione, che ognuno di noi prenderà nel segreto dell’urna, avrà comunque delle ricadute, per nulla distanti dal nostro operare quotidiano, come dalla nostra routine, che negli anni è evoluta in spazi di libertà più aperti, malgrado le volontà contrarie.

Come sosteneva il grande filosofo del diritto Norberto Bobbio, dimenticato e trascurato da una società smemorata, il principio da cui partire per tracciare la maglia dei diritti di una società, sono i diritti umani universalmente riconosciuti.

Il diritto di libertà e rappresentanza all’interno di un’organizzazione sociale e politica, è sancito dalla nostra Costituzione, che dai diritti dell’Uomo attinge in misura totale.

La rappresentanza della popolazione nelle istituzioni del Paese, avviene attraverso legittime elezioni con cui vengono scelti i nostri rappresentanti in ogni ambito di governo, sia esso comunale, regionale o statale.

Diluire la rappresentanza, sino a renderla inefficace e solo apparente, è da sempre l’obiettivo di una classe dominante oggi riemersa, che nel dopoguerra ha dovuto arretrare e cedere il potere, in seguito ad uno scenario nazionale e soprattutto internazionale anelante alla libertà, che non concedeva alcuno spazio per una trattativa in merito.

In quegli anni è nata la Repubblica, con una legittima votazione che ha messo al bando un’intera classe politica e soprattutto il regime monarchico, coautore del disastro nel ventennio fascista e della guerra che è seguita.

La massima rappresentanza, definita in base al numero dei cittadini del Paese, cui è legata ancora oggi, ha consentito di far rinascere un Paese, da sottosviluppato qual era il nostro, al termine della guerra e del ventennio fascista.

Ha consentito lo sviluppo dei diritti, che in questi ultimi vent’anni, insieme a quello di cui discutiamo, sono stati abbattuti e azzerati in virtù di una visione monotòna e bloccata degli obiettivi politici ed economici.

Solo la diversità e l’autonomia, cui gode ogni Parlamentare, ha impedito che tanti si schierassero obbligati, ai voleri perentori dei capigruppo al Senato e alla Camera, impedendo così o attenuando lo smantellamento dei diritti di cui, fino ai primi anni novanta, i cittadini di questo Paese godevano pienamente.

La riduzione del numero dei soggetti da controllare, da parte dei capigruppo politici e delle lobby affiliate, consente alle stesse lobby, che pesantemente intervengono sulle decisioni parlamentari, di imporre con efficacia i propri dictat, agendo sul ridotto numero e di fatto non più autonomo dei pochi rappresentanti in Parlamento.

Quando vengono richiamate le dichiarazione di una illustre ex presidente della Camera, Nilde Iotti, si dimentica il contesto storico di maturazione politica cui non solo le istituzioni, ma l’intera popolazione aveva raggiunto.

Parimenti trascuriamo che la rispettabile parlamentare e politica, qual era l’On. Iotti, militava in un partito, quello comunista, in cui vigeva il “centralismo democratico”, da cui erano tagliati fuori, espulsi, coloro che pur di idee comuniste non aderenti alle scelte della segreteria, cercavano di animare un dibattito interno, quello si, democratico.

Uno per tutti il gruppo de “il manifesto”, bandito dal partito durante la segreteria Berlinguer.

Votare “si” comporterà una scelta cui i più indifesi, i meno tutelati, gli esclusi, acuiranno il loro grave stato di esclusione, “delegando” ai padroni del vapore la gestione quasi totale dei pochi diritti ancora vigenti.

Di questo devono essere soprattutto consapevoli coloro che, sono stati presi all’amo dal senso di vendetta contro qualcuno, di cui forse a ragione, ritengono responsabile del loro malessere.

Un’azione però che, diversamente da quanto credono, si rivolterà ancora una volta contro gli stessi esclusi, cui la ulteriore limitazione di rappresentanza renderà inesistenti sul piano delle volontà, demolendo i loro diritti.

Dobbiamo scegliere e capire, guardando un po’ al nostro condominio in cui abitiamo, immaginando di ridurre il numero di rappresentanti per le decisioni centrali, allo scopo di lasciarle ai pochi e ai più forti tali scelte, a cui nolente o volente dovremo rispondere secondo le loro esigenze.

Decisioni cui non avendo potuto delegare i nostri rappresentanti, non saranno le nostre scelte, nei confronti delle quali, soprattutto, non avremmo potuto discutere per bloccarle o attenuarle.

Maurizio Ciotola

Tar Sardegna. La reazione di Solinas in merito alla sentenza sull'ordinanza n° 43

“La mia formazione culturale e politica mi impone di rispettare ogni sentenza, ma non posso esimermi dal formulare alcune considerazioni, sul piano politico e su quello giuridico”. E' il commento del presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas, in merito alla sentenza del Tar Sardegna che ha sospeso alcune parti dell’Ordinanza n 43.

“Sul piano politico – ha detto il presidente Solinas – se qualcuno avesse avuto dubbi sulla propensione di questo Governo di utilizzare due pesi e due misure, credo che questa vicenda li abbia definitivamente fugati, offrendone una rappresentazione plastica”.

“La stessa attenzione, la stessa avversione non è stata infatti riservata ad altre Regioni Italiane, che hanno emesso ordinanze e impartito direttive discriminatorie nei confronti dei Sardi o di coloro che avevano soggiornato in Sardegna: a titolo di esempio – ha detto il Presidente – basti verificare ciò che dispone l’art. 1 dell’ordinanza 69 della Regione Campania, che obbliga all’effettuazione del tampone chi proviene dalla Sardegna e perfino all’isolamento di 14 giorni nelle more dell’esito dell’analisi. La stessa Regione Lazio, teatro della vergognosa discriminazione a danno di una famiglia di sardi che non è stata ammessa all’ingresso dello Zoo di Roma in base, così ha dichiarato il Direttore, a direttive regionali, si fa oggi promotrice di voli aerei riservati a passeggeri muniti di attestazione di negatività. Interpretazione ancora più severa del cosiddetto “passaporto sanitario” da noi proposto fin dal mese di maggio, e per il quale fummo duramente attaccati da quello stesso Governo che oggi, invece, tace”.

“Non occorre sottolineare – ha detto Solinas – che tale trattamento è riservato ad amministrazioni di colore politico omogeneo a quello governativo”.

“La Sardegna – ha proseguito il Presidente – ha sempre cercato e offerto piena collaborazione al Governo nazionale per la gestione dell’emergenza e della ripartenza, proponendo modelli da adottare che abbiamo ritenuto e riteniamo validi per la difesa della salute pubblica. In questa direzione va anche l’Ordinanza n.43, finalizzata non certo alla limitazione di diritti personali ma piuttosto all’aumento dello screening su residenti e ospiti”.

“È dunque chiaro – ha detto il Presidente – che l’impugnazione da parte del Governo non ha ragioni costituzionali, ma esclusivamente politiche, ed appare fortemente discriminatoria”.

“Sul piano giuridico – ha proseguito il Presidente – la sentenza monocratica del Presidente del Tar afferma che è sì legittimo, da parte delle Regioni, adottare provvedimenti specifici in difesa della salute pubblica in casi di particolare gravità, ma nella fattispecie la diffusione del virus in Sardegna non apparirebbe di gravità tale da giustificare alcune prescrizioni stabilite. La motivazione costituzionale, dunque, non ha fondamento"

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"Non solo. Alla luce di queste parole – ha sottolineato il Presidente Solinas – è evidente quanto sia grave e colpevole la campagna mediatica e politica che la Sardegna ha dovuto subire nel vedersi indicata, ingiustamente, come Regione-focolaio, quasi come una zona rossa. Davanti all’accusa di non effettuare un numero sufficiente di test – ha proseguito il Presidente – è poi lo stesso Tar invece ad affermare che “l’incremento del numero dei contagiati è determinato dall’elevato numero di test effettuati”.

“Difenderemo le ragioni della Sardegna nell’udienza prevista per il 7 ottobre – ha proseguito il Presidente Solinas – certi di avere fatto tutto il possibile per tutelare la salute dei nostri cittadini e dei nostri turisti".

"Rispetto all’operato e all’atteggiamento del Governo nazionale – ha detto il Presidente – non posso non denunciare una palese discriminazione nei confronti della Sardegna. Piuttosto che offrire paternalisticamente un “aiuto ai Sardi e alla Regione”, come detto da autorevoli esponenti di Palazzo Chigi, il Governo dia invece un esempio di imparzialità e impugni immediatamente anche le Ordinanze di quelle Regioni che hanno adottato provvedimenti palesemente discriminatori verso i sardi. In caso contrario – ha concluso il presidente Solinas – si renderebbe responsabile di una palese ingiustizia e di un’offesa all’ordinamento giuridico, ma soprattutto, ciò che ci sta più a cuore, al diritto alla salute dei cittadini”.

Cagliari. Birra artigianale e buon cibo tutto il fine settimana al Parco di Monte Claro

Al via al Parco di Monteclaro, a partire dal 18 settembre, il Beer and Food Festival. Una tre giorni di musica e divertimento, insaporite da buon cibo e birra artigianale. In tutto una ventina le eccellenze sarde che esordiranno venerdì alle cinque del pomeriggio con inaugurazione ufficiale.

“Oltre a una boccata d’ossigeno per le attività che hanno subito gravi danni economici durante il blocco per contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19, Beer and Food Festival rappresenta un esempio di buona politica perché evidenzia la sinergia utile fra Comune e Città Metropolitana di Cagliari con l’obbiettivo di valorizzare il territorio”, ha spiegato l’assessore comunale Alessandro Sorgia.

“Il sogno nel cassetto che condivido con il sindaco Truzzu – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo cittadino, titolare delle Attività produttive e del Turismo - è quello di realizzare insieme con la Città Metropolitana, una vetrina permanente per promuovere i prodotti enogastronomici della Sardegna, a livello nazionale e internazionale”. B&F Festival potrebbe perciò diventare una “tappa fondamentale di questo progetto, anche per attirare turisti”.

Accento compiacente anche quello di Stefano Mameli, direttore generale CmdC. “Il Parco di Monte Claro – ha detto – è un polmone verde importante di Cagliari, che si può prestare a iniziative di qualità, come Beer and Food Festival che promuove prodotti e attività locali”. Anche e sopratutto in un periodo complicato come quello attuale che ha richiesto “forte attenzione a tutti quegli aspetti legati alla sicurezza sanitaria”. Ma senza “arrendersi all’emergenza, imparando a convivere con virus, per far continuare a girare l’economia locale, rispettando tutte le norme anti Covid-19”. E così tutte e venti le aziende prettamente sarde che prenderanno parte al Beer and Food Festival di venerdì 18 (dalle 17 alle 24), sabato 19 e domenica 20 settembre 2020 (dalle 10 alle 24), avranno l’obbligo di attenersi a precise regole sanitarie. “Chi dovrà maneggiare cibo – ha spiegato Marco Minervino dell’organizzazione alla conferenza stampa ospitata al Centro polifunzionale – dovrà indossare guanti monouso e mascherine”. Su tutta l’area espositiva e per l’intera durata della manifestazione un servizio di guardiania eviterà la formazione di assembramenti, mentre l’accesso, libero e rigorosamente gratuito, potrà avvenire soltanto dopo la misurazione della temperatura che non dovrà superare i 37,5 gradi. L'accompagnamento musicale dal pomeriggio sino alla notte sarà garantito da due dj, Marco Oneto e Matteo Floris, e la violinista Renata Succu.

Regione. Fondo emergenza imprese: duemila domande in 24 ore

La Regione fa il punto sui numeri del Fondo emergenza imprese e registra la grande richiesta delle agevolazioni previste da parte delle aziende sarde.

“La Regione - sottolinea il presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas - ha fatto e sta facendo uno sforzo straordinario, in termini di risorse e di strategie, per sostenere le aziende colpite da un’emergenza senza precedenti, garantendo la liquidità necessaria per programmare la ripartenza. La risposta positiva che ci arriva dalle nostre imprese è la conferma che abbiamo messo in campo uno strumento, condiviso con la Banca europea degli investimenti, che rappresenta una misura efficace per attenuare gli effetti economici della pandemia”.

Sulla numerose richieste pervenute, si pronuncia anche l’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino: "a 24 ore dall’avvio del deposito sono già 1947 le domande presentate per il fondo di emergenza dedicato alle aziende e ai lavoratori autonomi con partita Iva della Sardegna. Un’ulteriore accelerazione è prevista da domani perché sarà possibile presentare i moduli anche al secondo intermediario, Banca Intesa, oltre che al Banco di Sardegna”. Anche in questo caso per poter partecipare è sufficiente inviare la domanda. La presentazione della documentazione contestualmente all’invio del modulo di domanda non è obbligatoria ma consentirà di passare subito alla fase istruttoria.

“Siamo al lavoro – sottolinea l’esponente della Giunta Solinas – per stanziare ulteriori risorse destinate a potenziare queste misure di emergenza. La Regione è al fianco della Sardegna che produce, e che con coraggio vuole rialzarsi dopo questo momento difficile, e dà il suo sostegno con uno strumento celere, agile e di immediata applicazione, che per questo – conclude Fasolino – ha riscontrato grande attenzione da parte del sistema economico sardo”.

Continuità territoriale. Ennesima proroga grazie al governo, grave incertezza sul futuro

Duro attacco del Movimento 5 Stelle alla Giunta Regionale, a seguito delle recenti dichiarazioni dell’assessore Todde sulla proroga della continuità territoriale aerea sino al 31 gennaio 2021. A parlare è il consigliere regionale pentastellato, Roberto Li Gioi, vice presidente della Commissione Trasporti: “mentre la Regione Sardegna tergiversa e accumula vergognosamente altri mesi di ritardo, il Ministero dei Trasporti si adopera per concedere l’ennesima proroga della continuità territoriale aerea in scadenza. Questa è la realtà. Esclusivamente grazie all’intercessione di Roma i sardi potranno acquistare i biglietti per i voli dopo il 24 ottobre. Tuttavia, questa concessione ministeriale è stata presentata dall’assessore regionale ai Trasporti Todde come un risultato ottenuto per meriti propri. Risultato che, tra l’altro, l’assessore ha comunicato a mezzo stampa ignorando in toto la richiesta di convocazione della Commissione Trasporti che ho presentato formalmente la settimana scorsa assieme ai colleghi di minoranza. La Commissione non viene convocata da mesi ed è inconcepibile che l’assessore affidi le sue dichiarazioni ai giornalisti, rispondendo con il silenzio alla richiesta dei consiglieri che chiedono di poter conoscere i dettagli del bando al quale stanno lavorando gli uffici regionali. Questa proroga non deve diventare l’ennesima scusa per continuare a perdere tempo”.

“Era il 12 maggio - continua Li Gioi - quando la Regione ha deliberato l’affidamento diretto ad un advisor esterno, l’operatore economico OXERA consulting LLP con sede a Roma, per la fornitura di un servizio di analisi del mercato del trasporto aereo per la definizione di un nuovo regime di continuità territoriale. E da allora non abbiamo avuto più notizie sugli sviluppi. È arrivato il momento che l’assessore Todde riferisca in Commissione le motivazioni per le quali, nonostante la nomina dei super esperti, la Regione è arrivata in ritardo alla scadenza del 24 ottobre. Quali sono le difficoltà oggettive che hanno sinora impedito la stesura definitiva del bando di continuità territoriale aerea? Quali sono gli aspetti sui quali si è arenato lo staff arruolato dalla Regione? Quali sono i modelli di continuità territoriale al vaglio della Regione? Per quale motivo l’assessore Todde non convoca la Commissione Trasporti per fare il punto sul lavoro svolto nella sede preposta a tali argomentazioni? , incalza l’esponente pentastellato.

“Dobbiamo ricordare – sottolinea ancora Li Gioi – che se, ipoteticamente, il bando fosse pronto entro ottobre, i tempi tecnici non consentirebbero la partenza del nuovo regime da inizio anno in quanto lo stesso deve essere pubblicato per 180 giorni prima di entrare in vigore. Un aspetto che, come sottolineato dal Presidente di Federalberghi, metterà a rischio anche le prenotazioni dei voli per la stagione 2021. L’inaccettabile inerzia e l’assoluta mancanza di programmazione della maggioranza sardo-leghista stanno mettendo ancora una volta seriamente in pericolo l’economia della nostra isola”.

Cagliari. Incontro pubblico con Biba Giacchetti curatrice della mostra Steve McCurry ICONS

Quasi una seconda inaugurazione della mostra Steve McCurry. ICONS, quella che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari ha in programma venerdì 18, con inizio alle ore 18, nei Giardini Pubblici, nello spazio antistante la Galleria Comunale d'Arte. Sarà infatti in città, per il suo primo incontro pubblico, Biba Giacchetti, curatrice della mostra dedicata al grande maestro della fotografia, in programma fino al 10 gennaio nella sale dell’Ex Palazzo di Città. La scelta dei Giardini Pubblici - rispetto a Palazzo di Città - ha l'obiettivo di aumentare il numero dei presenti nel rispetto della normativa anti COVID.

"Sono molto felice che sia la Sardegna a generare questo bel segnale di ripresa nel mondo culturale italiano - ha dichiarato Biba Giacchetti. Purtroppo, molti musei si stanno ancora interrogando sul da farsi e tante sono state le mostre rimandate al 2021 o a data da destinarsi. Icons, la bella retrospettiva di Steve McCurry debutta in Sardegna con questa tappa cagliaritana che siamo certi otterrà il consueto grande successo di pubblico, nella bellissima cornice di Palazzo di Città che con le sue sale le infonde atmosfere particolari. Per noi è una grande emozione, finalmente positiva che siamo certi sarà condivisa dai visitatori".

L’incontro si terrà con ingresso gratuito ma sarà necessaria la prenotazione dal sito dei Musei Civici di Cagliari: sistemamuseale.museicivicicagliari.it/prenotazione-galleria-comunale o contattando la Galleria Comunale al numero 070 6776454. Esperta di comunicazione, Biba Giacchetti ha iniziato la sua carriera a Milano negli anni Ottanta. Collaboratrice di Magnum, ha conosciuto Elliott Erwitt, diventando una sua allieva, riuscendo a coniugare la propria passione per la fotografia con le esigenze delle aziende per le quali lavorava. Nel 2002 insieme a Giuseppe Ceroni fonda SudEst57, l'agenzia che rappresenta in Italia diversi fotografi tra cui Elliott Erwitt e Steve McCurry.

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