Cagliari. Al debutto Vini sotto le Stelle nella nuova piazza Garibaldi

Dopo i lavori di riqualificazione, un importante evento animerà la nuova piazza Garibaldi. Due giorni di degustazioni di vini accompagnati dalle esposizioni artigianali del territorio. “Due giorni ideati dall’Associazione piazza Garibaldi e Dintorni - ha spiegato l’assessora Marzia Cilloccu durante la conferenza stampa di presentazione – e sostenuta dal Comune che ha concesso anche il suo patrocinio a “Vini sotto le stelle 2018, in quello che è uno dei principali nodi del centro commerciale naturale di Cagliari”. L'appuntamento è per martedì 24 e mercoledì 25 aprile. “Dieci le cantine vitivinicole coinvolte, una trentina invece i gazebo dedicati all’artigianato artistico”, ha detto Massimo Molinari. “Con un tiket del prezzo di 12 euro – ha aggiunto il vicepresidente della neonata associazione - i visitatori, con la guida di esperti sommelier, potranno degustare 5 fra le migliori etichette locali”. Ma oltre a “far conoscere da vicino le terre e i prodotti dei Consorzi di tutela di Sardegna e di Cagliari, le sue eccellenze con spazi dedicati sia agli addetti ai lavori che ai semplici appassionati”, - hanno detto tutti tra decine di voci e risate di bambini che giocano nella piazza tornata a nuova vita - “l’obiettivo è anche quello di valorizzare le attività commerciali della zona”. E dalle 18, musica per tutti co n diversi artisti. Madrina della manifestazione la showgirl Lucia Merella.

Iglesias. Manifestazione contro i bombardamenti in Siria

Lunedì 23 aprile la Rete della Pace della città di Iglesias, organizza un presidio in Piazza Sella dalle ore 9.30 alle ore 19.30 e, a seguire, una fiaccolata per le vie del centro contro il bombardamento della Siria e contro tutte le guerre. L'iniziativa, che si inserisce all'interno della campagna nazionale “Cessate il fuoco! Fermiamo le guerre in Medio Oriente”, ha come slogan “Passi e gesti di pace”. Ad essere invitati non solo i cittadini ma anche le scuole che, per esprimere un gesto di pace, potranno offrire una scatola di colori, un fiore, un rametto d’olivo, un disegno in dono per i bambini profughi a causa delle guerre (solo in Siria i piccoli rifugiati sono 600.000 di cui il 70% non scolarizzati). Il programma prevede alle ore 17.00 lo svolgimento dell’iniziativa “Parliamo di pace, di nonviolenza, di fraternità”, libere espressioni multiculturali. Alle ore 19.00 è la volta della fiaccolata che da piazza Sella arriverà fino a piazza Municipio, attraversando il centro storico.

Andiamo a San Siro per fare punti...... Di Antonello Lai

Non ci sono partite impossibili..... I giocatori devono esprimersi al massimo..... e via dichiarando. Massimo Lopez, durante la conferenza stampa in preparazione alla partita contro l'Inter era stato chiaro.... per poi rimangiarsi tutto nel momento di dare all'arbitro la formazione. E' vero che mancavano squalificati e infortunati importantissimi. E' altrettanto vero che la partita contro l'Inter era davvero di quelle da bollino rosso. E' altrettanto vero che domenica prossima c'e' la vera partita che conta per la classifica contro il Bologna. Ma allora era davvero così importante creare un'illusione tra i tifosi? Evidentemente, dopo una prestazione dove i rossoblù sono stati completamente annientati dai nerazzurri con un secco 4 a zero, c'è da meditare. In campo, una squadra senza capo nè coda. Neppure un tiro in porta nell'arco dei 90 minuti (senza recupero, perchè l'arbitro ha avuto pietà di Cossu e compagni). Due squadre che davano vita ad un allenamento tra squadra maggiore e primavera. Mancava solo che si accordassero per allenare meglio il portiere dell'Inter spostandolo nella porta dei rossoblù. Forse era meglio come si faceva all'antica, quando servivano forze fresche per il campionato e per le partite di Coppa Italia si mandavano le giovanili a giocare in trasferta. Almeno sapevi. Qui no, si fanno le dichiarazioni di prammatica, tanto il tifoso ha memoria precaria, soprattutto quando si tratta di calcio e di politica, come insegnano le tante promesse dei vari governi spesso disattese. A Sa scarescia, si direbbe da noi. Il calcio è cambiato, i giocatori sono prima atleti e poi calciatori. Ci sono giocatori che fanno campionato, coppe internazionali e Coppa Italia. E molto spesso i nomi sono gli stessi. Come sono gli stessi i soldi che i tifosi pagano per vedere qualunque partita. Compresa quella degli abbonamenti tv. E allora bisogna rispettare chi ha il Cagliari nel cuore. Il vero tifoso, martedì, ha mangiato col groppone in gola la sua cena. O non l'ha fatto per rabbia e delusione. E' davvero sconcertante,d eludente e persino penoso vedere giocatori vagare per il campo come Ceter o vedere l'inconsistenza mentale di un coach che ha pensato solo a non prenderne sei. Anche se quattro palloni in saccoccia sono davvero brutta cosa. Giochi in serie A? Questa è la massima serie, caro Giulini. Lo sapevi? Pochi sconti per lui milanese e interista. I tifosi nerazzurri non fanno sconti. Perchè quelli rossoblù devono sentirsi umiliati come martedì sera? Antonello Lai

Cagliari. Manifestazione di protesta dei partecipanti al progetto Lavor@bile Sardegna

Si è svolta oggi, sotto il palazzo del Consiglio Regionale, la manifestazione di protesta dei partecipanti al progetto Lavor@bile Sardegna per l’applicazione delle leggi destinate ai disabili del progetto. La denuncia, rivolta alla Regione Sardegna, riguarda in particolare la mancata assunzione in ASPAL di 37 lavoratori precari, la corretta applicazione della legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) con la messa a bando dei 404 posti scoperti, quota destinata ai disabili, nell’amministrazione regionale, e l’apertura di un tavolo di discussione con l’assessorato regionale al Lavoro sulle proposte avanzate dalle associazioni e dalle sigle sindacali. Durante la manifestazione il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau ha incontrato la presidente e il vice presidente dell’associazione Progetto Lavor@bile Sardegna, Ermelinda Delogu e Aurelio Monni che hanno illustrato l’intricata vicenda della mancata applicazione delle leggi di stabilizzazione destinate ai lavoratori del progetto Lavor@bile, iniziativa sperimentale nata nel 2006 per contribuire alla formazione professionale dei disabili. «Scriverò una lettera all’assessora regionale del Lavoro, Virginia Mura e al direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi – si è impegnato nel corso dell’incontro il presidente del Consiglio Regionale – per capire le ragioni di questa situazione e verificare se esistono soluzioni percorribili per il superamento di una situazione lavorativa di precarietà, al fine di valorizzare al meglio l’esperienza che le persone con disabilità, occupate con contratto a termine, hanno maturato negli anni nei servizi per l’impiego».

Cagliari. Pedofilia e adescamento in rete, venerdì un laboratorio per i genitori

Gli abusi su minori e l'adescamento on line sono temi sempre molto spinosi e preoccupanti per le famiglie, che vorrebbero tutelare i propri figli e le proprie figlie da esperienze perturbanti e pericolose. Per farlo è importante costruire insieme ai genitori un kit di sicurezza, una piccola valigetta contenente conoscenze, atteggiamenti e comportamenti che permettono di affrontare situazioni potenzialmente rischiose e imparare a proteggere il proprio spazio personale. Se ne parla venerdì 20 aprile alle 17.30 presso la sede ARC onlus in via Falzarego 35 (primo piano) a Cagliari. Il laboratorio è tenuto dalla dott.ssa Francesca Fadda, psicologa, psicoterapeuta, consulente sessuale. Per poter partecipare è necessaria la prenotazione anticipata entro il 17 aprile, via email scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tramite whatsapp/telegram al 3472114917. Quota di partecipazione 12 euro

Cagliari. Giardini storici di Sardegna all’Orto Botanico dell’Università

Si è conclusa oggi la tappa cagliaritana della manifestazione partita da Milis, che intende valorizzare i luoghi del nostro territorio, per farli diventare un punto di riferimento nell’ambito del turismo botanico. La passeggiata tra le bellezze naturali conservate nell’Hortus Botanicus Kalaritanus, promossa dall’organizzazione Giardini Storici di Sardegna, è iniziata ieri con le attività riservate agli operatori del progetto ITACA (Itinerari Turistici Accessibili e Aperti). È stato proprio Gianluigi Bacchetta, direttore generale dell’orto botanico, a guidarli alla scoperta del polmone verde dell’ateneo. Il parco consente infatti agli oltre 100 mila visitatori annuali di praticare percorsi agevoli, privi di barriere architettoniche. All’interno del parco si respira un’atmosfera di pace e armonia, merito dell’impegno costante dello staff, che lavora giornalmente per mantenere intatta la bellezza e la magia di questo luogo. "Numerosi ricercatori, impegnati negli studi di etologia vegetale - ha spiegato Gianluigi Bacchetta - hanno approfondito la particolare sensibilità delle piante: già numerose pubblicazioni scientifiche dimostrano che alcune specie vegetali reagiscono agli stimoli sonori. La reazione della pianta ad alcuni nostri comportamenti è evidente: la cura da parte nostra è sempre premiata con fioriture e una crescita armonica". Nella giornata di oggi, l’Eden cagliaritano ha incantato tantissimi visitatori. L’ingresso gratuito fino alle 17 ha permesso a tantissimi curiosi di farsi avanti tra i sentieri del giardino, per scoprirne, o riscoprirne, il fascino. Dalla cava romana alla maestosa «euphorbia canariensis», la pianta simbolo del giardino universitario, passando per la Fontana Pampanini fino alla meravigliosa vasca centrale, questa domenica non poteva che rivelarsi un grandissimo successo. Merito non solo delle bellezze naturali, ma anche degli spettacoli di Rossella Faa, Elio Turno Arthemalle e Raul Moretti che hanno mostrato quanto l’arte sia maggiormente fruibile se gli spettatori vengono immersi in uno scrigno verde di ben cinque ettari, contenente oltre duemila specie vegetali giunte dai luoghi più remoti del pianeta. Valeria Aresu

Cagliari. Ambiente, pace e dialogo con "Vivicittà"

Sono questi i principi cui si ispira "Vivicittà, corsa podistica nazionale su strada promossa a Cagliari dal Comitato territoriale della UISP, con il patrocinio del Comune. La manifestazione, che si terrà domenica 15 aprile nella zona di sant’Elia, prevede che 1 euro di ogni quota d’iscrizione venga destinata ai bambini siriani che fuggono dalla guerra. La presentazione ufficiale dell'evento è stata fatta oggi presso il Palazzo Civico di viale San Vincenzo. A fare gli onori di casa Yuri Marcialis: "È un modo di vivere la città in maniera diversa. Oltre che fare attività fisica all’aria aperta, rappresenta un’importante opportunità di socializzazione”. Il ché è “perfettamente in linea con l’idea dell’Amministrazione comunale di realizzare una città sempre più inclusiva”, che ben rappresenta anche lo slogan “Cagliari palestra a cielo aperto”. Un unico percorso, per due eventi: la camminata ludico-motoria lungo un percorso lungo 4 mila metri in prossimità del Sardegna Arena e sul lungomare sant’Elia che verrà ripercorso per tre volte per la gara competitiva di 12 chilometri. “Vivicittà è la corsa di tutti. Di tutti quelli che hanno a cuore i diritti. Di tutti quelli che hanno a cuore l’ambiente. Di tutti coloro i quali sono contro la violenza sulla donne, contro l’omofobia”, ha rimarcato Petro Casu, presidente provinciale UISP, ricordando che anche per questa 35^ edizione 1 euro di ogni quota d’iscrizione sarà destinata ai bambini siriani che fuggono dalla guerra. Ed ecco allora che sono in tutto 60 le città d’Italia coinvolte nella manifestazione di domenica, ma tante anche grandi capitali mondiali come Tokio, Tripoli e Sarajevo. “La partenza per tutti è alle 9,32 e sarà scandita dalla voce del GR1”, ha precisato il responsabile dell’organizzazione cagliaritana, Andra Culeddu. Sabato 21 aprile Vivicittà si trasferirà al carcere minorile di Quartucciu, uno dei 25 istituti interessati a livello nazionale. Il percorso è “compensato”. Ciò significa ogni tracciato di gara è stato omologato e che attraverso parametri uguali per tutti (per esempio dislivello e grado di difficoltà) si potrà essere elaborata, alla fine, un’unica classifica e un unico vincitore. Simbolicamente "un unico obbiettivo". Per iscriversi c’è ancora tempo sino a tutta la giornata di oggi (venerdì 13 aprile) online, attraverso il sito www.uisp.it/cagliari/vivicitta, sino a tutto domani (14 aprile) presso la sede territoriale UISP di viale 69 a Cagliari. Per la passeggiata ludico-motoria (4 chilometri) anche domenica (15 aprile) prima della partenza.

La violenza del processo giudiziario. Di Maurizio Ciotola

Parlare di giustizia e della giustizia negli stessi termini tecnici e politici con cui sulle pagine de L’Unione Sarda alcuni giorni fa è stato affrontato il tema, non è affare comune o agevole per chiunque. Ma visto che l’argomento trattato è rivolto ai suoi lettori di cultura ed estrazione più diversa, credo sia opportuno che, un uomo della strada debba restituire impressioni e percezioni, non sempre in sintonia con chi da tecnico e politico le avverte. Nei fatti la macchina giudiziaria e il mondo, che intorno ad esso ruota a garanzia del cittadino, non presenta la linearità o le pregiudizialità cui il dott. Mura e l’On. Maninchedda, nelle loro differenti quanto apprezzabili visioni, hanno dichiarato. Qualsiasi cittadino onesto e poco avvezzo alle diatribe giudiziarie che, per un ipotesi di reato diviene destinatario di un avviso di garanzia o scopre di esser iscritto sul registro degli indagati, precipita nella più completa disperazione. Uno smarrimento non dovuto al giudizio cui il processo giudiziario alla fine giungerà, quanto invece a ciò che il processo medesimo, nel suo iter, determinerà nei confronti dell’imputato, ancora né colpevole né non colpevole. Non dobbiamo certo rifarci al mai superato romanzo di Kafka, “il processo”, che in ogni caso sembra ancora essere uno strumento culturale importante per comprendere in cosa consista oggi, nell’Italia democratica e repubblicana, l’iter processuale cui il cittadino potrebbe trovarsi a dover affrontare. Se gli azzeccagarbugli, di manzoniana memoria, costituiscono ancora una parte non minoritaria dei legali che operano nei fori della repubblica, in parte lo dobbiamo alla radice culturale da cui sembra non ci si riesca emendare. E'altresì vero però che, la loro presenza è dovuta in misura maggiore da chi scientificamente non vuole perdere l’egemonia ed il controllo di una società, rendendola all’uopo ricattabile in virtù di una pianificata incoerenza legislativa, cui solo l’autonomia del magistrato, più che della magistratura, sembra sapersi districare, quando vi riesce. Il magistrato risponde solo alla legge e se, com’è ovvio, questa legge nell’ambito di una pertinenza costituzionale ha una sua connotazione politica, è evidente che, il magistrato a quella connotazione indirettamente risponde. Nell’incoerente e poco accessibile selva legislativa, qual è il nostro corpus juris, non sono presenti leggi con una univoca connotazione politica, cui le ulteriori modifiche, quando avvengono, generano un grado di conflittualità applicativa, su cui l’obbligo “facoltativo” dell’azione giudiziaria è necessariamente esercitato partendo da una probabile distopia del magistrato stesso. Questa distopia, che attinge da una selva volutamente incoerente esercitata in un abnorme contesto procedurale, diviene un campo minato per il cittadino, le cui paure si accrescono di fronte all’azione giudiziaria, benché certo della sua innocenza ed onestà. Forse, come dice l’on. Maninchedda, è probabile che vi siano magistrati cui l’esercizio dello sviluppo dei teoremi prevalga su quello della constatazione dei fatti, andando così a costituire una condizione pregiudiziale incompatibile con il ruolo svolto. E'anche vero però che, chi svolge le indagini deve comprendere il perché quei fatti si compiono con sequenza seriale negli ambienti specifici in cui indaga, non in quanto fatti sporadici o autonomi mossi in autonomia dal reo, per questo reiterabili o ancora in atto per mano di altri complici. Altresì gran parte dei nostri rappresentanti in Parlamento, dovrebbero compiere un serio lavoro sulla riorganizzazione legislativa e giudiziaria, per consentirci di condividere con le più evolute democrazie, una Giustizia chiara ed inequivocabile, una Giustizia uguale per tutti, il cui fine sia quello di consentire, nelle opportunità e nella linearità, un identico accesso ad ogni cittadino. Una pretesa probabilmente assurda visto che, il Parlamento fino ad oggi sembra sia stato popolato prevalentemente da corporazioni dei lavoratori e delle professioni, più che da rappresentanti indipendenti dei cittadini liberi. Un Parlamento che, con lo scopo di proteggere o agevolare specifici mestieri e in modo velato alcune irregolarità, scrive leggi delle quali nella loro singolarità non si ravvede certo l’incostituzionalità, ma che sono altresì capaci di costituire nella loro organica funzionalità, ambiti di incertezza giudiziaria superabile solo attraverso una autonoma interpretazione, che purtroppo per via delle aleatorietà intrinseche, genera più incertezze di quanto ne assolva. Maurizio Ciotola
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