Cagliari. Muore mentre cammina in via Binaghi

E' quanto accaduto questa mattina ad un uomo di 75 anni intento a camminare in via Binaghi, non lontano dall'ospedale Brotzu. Soccorso da alcuni passanti e successivamente dal 118, purtroppo per il 75 enne non c'è stato niente da fare. Ancora da chiarire le cause del decesso che potrebbe essere ascrivibile ad un malore a causa del gran caldo.

Sant'Antioco. Tenta di ammazzare la moglie a colpi di roncola

E' accaduto oggi nella centrale Piazza Umberto, in presenza dei numerosi presenti. Un uomo, 70 anni originario di S. Antioco ma residente a Trecate, ha aggredito la moglie, anch'essa di 70 anni, a colpi di roncola. La donna è stata colpita più volte e quando sono arrivati i soccorsi era in un bagno di sangue. Pare che la causa del litigio sia ascrivibile alla discussione riguardante i dettagli della loro separazione. In base ai primi rilievi i medici hanno constatato che i tagli riportati non sono andati in profondità e, a parte una ferita al capo, la donna non sarebbe in pericolo di vita, anche se la prognosi resta riservata. L'uomo è stato tratto in arresto dai Carabinieri con l'accusa di tentato omicidio.

Incendi. Martedì 17 ad alto rischio

Pericolo incendio alto per martedì 17. È quanto comunicato dalla Direzione Generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, attraverso un apposito bollettino. Nello specifico, il pericolo è alto ed è contraddistinto dal colore arancione. In questo stato, le condizioni sono tali che, ad innesco avvenuto, l'evento, se non tempestivamente affrontato, può raggiungere dimensioni tali da renderlo difficilmente contrastabile con le forze ordinarie, ancorché rinforzate, potendosi rendere necessario il concorso della flotta statale.

Musei. Incidente mortale sulla provinciale 89

L'allarme è scattato questa mattina verso le sette, quando un automobilista di passaggio ha notato l'accaduto, probabilmente verificatosi durante la notte. A perdere la vita un giovane di 23 anni di Siliqua. L'auto che lo riportava a casa dopo una notte di lavoro è uscita di strada ribaltandosi. Il giovane, rimasto incastrato nell'abitacolo, sarebbe morto sul colpo. A causare la tragedia potrebbe essere stata l'alta velocità o di un colpo di sonno. Carabinieri e Vigili del Fuoco di Cagliari sono sopraggiunti sul posto per i rilievi del caso.

Cagliari. Un anno e sei mesi di reclusione per gli schiaffi al marito infedele

La vicenda risale al 15 novembre 2014. Data in cui, secondo l'accusa, don Massimiliano Pusceddu avrebbe preso a schiaffi il marito della sua parrocchiana, un imprenditore di 45 anni, che oggi è stato assolto dall'accusa di violenza privata. Per questo motivo Don Massimiliano, fondatore degli Apostoli di Maria, era stato accusato di lesioni personali, minacce e porto di pistola per aver schiaffeggiato e intimorito un suo parrocchiano, la cui moglie aveva confessato al prete presunti i tradimenti dell'uomo. A distanza di quattro anni il giudice monocratico di Cagliari, Giampiero Sanna, ha pronunciato la sua sentenza: un anno e sei mesi. Don Massimiliano, presente in aula, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Meteo. Condizioni avverse per alte temperature

La Protezione Civile Regionale ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse per onda di calore. In particolare dalle 11 di venerdì 13 luglio fino alle 19 di sabato 14 luglio le temperature massime sull'isola raggiungeranno valori molto elevati e su gran parte dell'isola. Le zone più critiche interessate dall'ondata di calore sono quelle localizzate sul settore orientale, dove le temperature potranno raggiungere o superare i 40 gradi, soprattutto nelle zone interne e sull'oristanese e parte del Sulcis.

In Sardegna, legge urbanistica e “bellezza” non coincidono. Di Maurizio Ciotola

Se "la bellezza salverà il mondo", come affermò Dostoevskij, la legge urbanistica al varo del Consiglio Regionale sardo, contribuirà invece a distruggerlo, il mondo e la Sardegna in primis. Forse vi è un’attenuante generica, ma non sufficiente, che consente in parte di assolvere brutture edili, realizzate allo scopo di accogliere famiglie senza tetto negli anni dell’immediato dopoguerra; un’attenuante non più ammissibile da almeno quarant’anni e men che mai oggi, in anni di coscienza su quello che è, e dovrebbe essere, lo sviluppo sostenibile. Le nostre coste al pari dei grandi centri urbani, hanno costituito un luogo di speculazione edilizia quasi mai garante del bello, della sostenibilità o della sobrietà. In Italia, dove fino a vent’anni fa il denaro depositato in banca dimezzava il suo valore originario, a causa di inflazione e perdita del potere di acquisto, ha spinto gli italiani ad investire sul mattone, unico bene di sicura rivalutazione negli anni. Il fatto è che il mercato immobiliare, come qualsiasi altro mercato, se limitato e finito nel numero di operazioni, per blocco delle costruzioni e del suo sviluppo, diviene asfittico, inaccessibile per ampie fasce di risparmiatori, bloccato nelle operazioni di compravendita e, soprattutto, fonte di disoccupazione e fallimento delle imprese edili. Di conseguenza i mutui bancari si riducono a numeri esigui, con un calo di movimentazione economica e rendimento praticamente nullo per i fondi proprietari dei mutui. Un quadro drammatico che, negli anni si è già forzatamente ridotto in termini di entità numeriche e capitali coinvolti, di cui dobbiamo prender atto e per sopravvivere, sicuramente mutare l’obiettivo del business, che come qualsiasi crescita non può essere eterno se non lo si diversifica. L’Ordine degli Architetti nazionale, da anni parla del recupero necessario delle periferie delle città, delle metropoli, quanto di quelle aree di mezzo tra i centri urbani e le zone industriali. Abbiamo ancora nei centri storici cittadini, edifici e infrastrutture incompiute dal dopoguerra, non meno di quella decadenza propria degli edifici figli di uno sviluppo economico veloce e povero, privi di alcuna bellezza, con cui si sono realizzati interi quartieri nelle metropoli o nei centri urbani di provincia, la cui falsa foga di rinnovamento ha eroso il capitale di bellezza da cui erano contraddistinte. La Sardegna, nei limiti delle dimensioni proprie dei suoi centri urbani, ha compiuto un’egual distruzione e annientamento della sua bellezza propria e originaria, con il fine di alimentare una speculazione edilizia, ahinoì, accompagnata da professionisti del calcolo del cemento armato pensato solo nelle sue forme canoniche e non sempre funzionali. Ma anche la Sardegna ha avuto in ritardo, rispetto a quanto è avvenuto in merito alle deturpazioni costiere della Penisola, una identica erosione della sua caratteristica bellezza costiera. Oggi in piena inversione di tendenza, cui si è giunti grazie alla consapevolezza ambientale e al crescente culto del bello, in quanto commistione con la natura piuttosto che, con il suo azzeramento, il Consiglio regionale di quest’Isola martoriata da speculatori e prenditori, sembrerebbe invece in procinto di varare una legge, con cui consentire a piccoli e grandi speculatori ulteriori distruzioni, chiudendo la strada a qualsiasi altro tipo di sviluppo. In ultimo ma siamo sicuri, che una maggioranza così dilaniata costituisca un buon viatico, come ci hanno mostrato i recenti fatti relativi alle riunioni-rissa, che si susseguono da mesi, nel Pd. O ancora, quale affidabilità può offrirci la miopia dei suoi alleati, intenti a valutare come schierarsi alle prossime elezioni regionali, vendendo il proprio voto in Consiglio, piuttosto che ad un vero piano urbanistico regionale? Per il bene della nostra Terra dobbiamo auspicare il rigetto di tale disegno di legge, in realtà scritto fuori dal Consiglio regionale, utile solo ad ulteriori speculazioni incapaci di creare sviluppo oltre che, morte economica e sociale sul territorio. Maurizio Ciotola

Fabbrica di bombe Domusnovas. Il Comitato Riconversione Rwm chiede un incontro urgente con il sindaco di Iglesias

Le notizie relative al possibile ampliamento della fabbrica di bombe nel territorio comunale di Iglesias hanno sucitato la reazione del Comitato Riconversione Rwm che, in una lettera rivolta la primo cittadino della città mineraria, richiede un incontro urgente "al fine di riesaminare la situazione creatasi e riflettere su quali strumenti si possano mettere in campo per evitare il programma di ampliamento". Un programma che, a detta del Comitato . "coinvolgerebbe ulteriormente la Città nel commercio degli armamenti verso paesi in guerra, compromettendone anche le basi morali". La richiesta di incontro, da parte del Comitato, segue la recente presa di posizione del Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, volta a promuovere il rispetto integrale della Costituzione, salvaguardando i posti di lavoro. "Il ventilato investimento - si legge nel comunicato stampa del Comitato - non aumenterebbe la solidità del tessuto produttivo del territorio che invece risulterebbe inevitabilmente legato a scelte politiche e ad esiti bellici completamente estranei, con il continuo rischio della chiusura improvvisa del sito, più volte paventato dallo stesso management della RWM Italia Spa". Per questo motivo il Comitato si appella "all'umanità, l'entusiasmo e l'amore per la Città" del primo cittadino iglesiente affinché si possa parlare di "politiche di sviluppo dell'Iglesiente verso direzioni e prospettive di lavoro alternative, pacifiche e sostenibili, come quelle sulle quali il Comitato sta lavorando insieme a imprenditori, esperti e docenti dell'Università di Cagliari".
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