Sassari. L'esempio degli alunni dell'Istituto comprensivo Monte Rosello

Mentre spopola sui social il video di quanto accaduto presso l'istituto scolastico di Lucca, che mette in evidenza la decadenza del sistema educativo italiano, finalmente una buona notizia arriva dall'Istituto comprensivo Monte Rosello di Sassari, protagonista di un'iniziativa lodevole, grazie all'impegno dei bambini delle scuole elementari. Questa mattina infatti, armati di buona volontà e aiutati dagli "ecovolontari", i piccoli studenti dell'istituto hanno ripulito l'arenile di Platamona. Grazie anche al coordinamento dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Sassari, l'aiuto di decine di associazioni e semplici cittadini, sono stati rimossi diversi rifiuti. Non solo quelli portati dalla marea, ma anche quelli abbandonati sulla sabbia dagli incivili. L'iniziativa denominata "My planet in my Home - Il mio Pianeta è la mia Casa" si inserisce tra le varie attività che l'istituto scolastico da tempo organizza per sensibilizzare la collettività sul rispetto dell'ambiente e l'impegno civico.

In Sardegna la nuova legge urbanistica regionale mette in calce il dispregio delle tutele ambientali. Di Maurizio Ciotola

Il varo della legge urbanistica sembra contenere i parametri propri di un rapporto clientelare, totalmente avulso alle reali esigenze di quest’Isola martoriata da una classe politica predatoria. Nell’estate del 2017 l’On. Soru portò a conoscenza dell’opinione pubblica le operazioni nascoste e palesemente incostituzionali derivanti dall’eventuale approvazione del Ppr, nello specifico al suo art. 43, con cui si indicavano i casi in cui allo stesso Ppr si poteva entrare in deroga, attuando accordi tra la presidenza della regione e i soggetti economici coinvolti. Lo abbiamo denunciato sulle pagine di questo giornale, e ancora intravediamo nello stesso art., se non modificato, un palese asservimento senza alcuna garanzia di tutela, affidata ad una soggettiva decisione del Presidente in carica. La storia e non solo quella isolana, ci fa comprendere la pericolosità di tale deroga, in cui il dispregio delle tutele è posto in calce. Sappiamo per altro che, nell’Isola gli immobili invenduti ed esistenti costituiscono una porzione di cospicua entità, non solo, ma di questi, inversamente, solo una piccola quantità costituisce oggetto apprezzabile per l’incremento turistico ed economico, a causa del loro utilizzo e della illiceità con cui esso avviene. I grandi flussi turistici sono sempre più orientati ad una fruizione “leggera”, dinamica e poco onerosa, incentrata sull’utilizzo di B&B, campeggi e case in affitto stagionale sulle coste dell’Isola. L’incremento registrato negli Hotel, non giustificherebbe ampliamenti come quelli previsti dall’incremento volumetrico, indicati dalla legge urbanistica al varo della maggioranza consiliare. Gli eventuali incrementi volumetrici previsti nelle città e nei paesi dell’Isola, per contro porterebbero ad una ulteriore deturpazione di brutture già edificate su concessione clientelare, privando il mercato delle nuove costruzioni di possibili acquirenti. Se una nuova legge urbanistica deve esser varata, questa dovrebbe condurre al riutilizzo e rifacimento di zone già urbanizzate, oggi in degrado; ovvero essa dovrebbe esser definita secondo un’accezione più globale in sinergia con l’identità dell’Isola medesima, per cui l’architettura e la bellezza espressa entrino in armonia con la natura, ancorché con la storia della Sardegna, senza deturparla o ancora violarla. In ultimo, ci chiediamo se questa maggioranza in Consiglio regionale, di cui le ultime elezioni politiche nazionali hanno messo in minoranza, sul piano delle opportunità politiche sia nei fatti legittimata al varo di questa legge che, a fine legislatura, sa più di ricco regalo ad entità immobiliari proiettate verso la speculazione edilizia del territorio. Maurizio Ciotola

Bracconaggio. Operai dell'Agenzia Forestas beccati con le mani nel sacco

Il Nucleo Investigativo Regionale del Corpo forestale ha scoperto sette operai dell'agenzia Forestas che, invece di controllare il perimetro del parco regionale di Gambarussa, nel territorio tra Capoterra e Assemini, praticavano il bracconaggio. Gli animali uccisi (daini, cervi e cinghiali) venivano successivamente venduti al mercato nero. Non paghi, i sette avrebbero anche rubato della legna dal parco. Un comportamento che ha comportato la loro iscrizione nel registro degli indagati con le accuse di furto, peculato e ricettazione.Tra il materiale recuperato durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli uomini del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale Regionale e quelli dell'Ispettorato di Cagliari hanno trovato corna e teschi di cervo, oltre ad un quintale di carne, trappole, lacci, reti e tagliole utilizzate per uccidere le prede. Ora si attende l'esito delle indagini per cercare di risalire all'identità dei soggetti ai quali veniva venduta la legna e, soprattutto la selvaggina.

Sassari. Tentato furto con camion che si schianta sul portone di un palazzo

E' accaduto questo pomeriggio nel centro cittadino. Due ladri hanno cercato di rubare delle attrezzature da un camion, profittando dell'assenza temporanea degli operai impegnati nella posa della fibra ottica. Una volta scoperti hanno reagito con violenza contro gli operai e, per agevolare la propria fuga, hanno tolto il freno mano del camion. Purtroppo però, la strada era ripida e in discesa e il mezzo è finito contro il portone di un palazzo. Per fortuna l'episodio si è concluso senza alcun ferito. Sul posto è arrivata la Polizia, con Vigili Urbani e Carabinieri che sono riusciti a catturare uni dei due ladri.

La coerenza di un Governo ombra del Movimento 5 stelle all’opposizione. Di Maurizio Ciotola

Dopo aver perso venticinque anni nel tentativo di invertire il senso di marcia del nostro Paese, perennemente in ritardo e quasi sempre fuori tempo massimo, sarebbe decisamente fuori luogo affrettarsi nel tentativo di costituire una maggioranza di Governo priva di convergenze etiche e programmatiche. I partiti e i movimenti, che hanno affrontato questa ultima campagna elettorale, sono animati da pensieri e idee poco inclini alla democrazia di rappresentanza in cui, la stessa è frutto di una espressione proporzionale dell’elettorato. Vi è un ammasso politico-intellettuale incapace di pensare e soprattutto agire diversamente, da quanto ha offerto il sistema maggioritario corrotto e privo di etica che, in questi anni, ha permesso spartizioni a predatori di lungo corso. Sfugge il perché, un partito politico con più del trenta per cento delle preferenze, ma che non costituisce la maggioranza, non possa decidere di stare all’opposizione in assenza di condizioni di convergenza programmatica con altri partiti. Del resto il Partito comunista italiano, che negli anni giunse ad oltre il quaranta per cento delle preferenze, rimase all’opposizione in quel Parlamento eletto con il sistema proporzionale, senza per questo perdere influenza sulle decisioni dei Governi succedutesi per più di quarant’anni. Sicuramente il Presidente Mattarella ha compreso l’immaturità dei rappresentanti eletti in questo nuovo scenario, in cui non chi ha la maggioranza prende tutto, ma il tutto deve essere condiviso e gestito su un piano più razionale ed efficace, sicuramente più dispendioso sul piano dell’impegno politico e programmatico. Il presidente della Repubblica però è altrettanto fiducioso che, quest’esame di maturità sarà superato, seppur con qualche ritardo, senza commistioni incoerenti gestite da faccendieri il cui unico obiettivo sono i forzieri dello Stato, non il suo sviluppo. C’è più coerenza in una opposizione puntuale, agita da un Governo ombra, attraverso cui rendere espliciti i passi del Movimento 5 stelle in un eventuale Governo del Paese, verso cui potrebbero confluire altre forze democratiche. In verità già adesso avrebbe senso un Governo ombra, rispetto a quello ancora in carica, attraverso la formalizzazione operativa della lista inviata dal M5S al Presidente Mattarella prima delle elezioni. Maurizio Ciotola

Esporlatu. Atto intimidatorio per il vicesindaco di Esporlatu

Atto intimidatorio, questa notte, contro il vicesindaco di Esporlatu. Nel mirino la casa dell'amministratore, distrutta dall'esplosione di un ordigno. Sull'origine del gesto, il vicesindaco del piccolo centro del sassarese non ha dubbi: sicuramente collegato all'attività politica dell'amministrazione comunale. In tal senso lo stesso amministratore non riesce a spiegarsi l'accaduto. "Stiamo lavorando bene, in trasparenza e onestà - sottolinea il vicesindaco - io sono stato sempre tra i più votati a Esporlatu, forse questo infastidisce qualcuno, provoca invidie. Se è necessario, sono pronto a farmi da parte, vorrei però prima parlare con queste persone. Che vengano da me, senza postare messaggi su Facebook, sono pronto al confronto. Se ho sbagliato in qualche cosa, perché siamo umani e tutti possiamo sbagliare, che vengano a dirmelo". Intanto, mentre i Carabinieri della Compagnia di Bono hanno già avviato le indagini per cercare di risalire ai colpevoli, arrivano i primi attestati di solidarietà e vicinanza per l'amministratore, ennesima vittima di episodi di intolleranza verso chi gestisce la cosa pubblica. Tra i politici che per primi hanno voluto esprimere la propria vicinanza, il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau. "Un episodio gravissimo – dichiara Ganau – che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi. Anche per questo è necessario mettere subito al centro della nostra agenda politica l'applicazione immediata dei Patti territoriali per la sicurezza. La firma dell' accordo con il Ministro Minniti a febbraio ci conforta, ma occorre ora impegnarsi per definire con le quattro prefetture sarde un percorso condiviso con le comunità per gestire gli strumenti messi a disposizione. Condanniamo con fermezza quanto accaduto, ribadendo la necessità di un intervento organico per garantire la sicurezza nei territori e rispondere finalmente in maniera efficace ad un fenomeno ormai emergenziale e consentire così agli amministratori pubblici di governare in serenità. Al vicesindaco di Esporlatu– conclude Ganau – il massimo sostegno da parte di tutto il Parlamento sardo».

Sanluri. Società evade oltre 200.000 euro e impiega 9 lavoratori in nero

E' quanto emerge dalla verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza della tenenza di Sanluri a carico di un soggetto economico del medio campidano operante nel settore sportivo. Dall'azione delle Fiamme Gialle si è potuto constatare che il soggetto ispezionato celava, sotto la veste di ente associativo – e quindi ente non lucrativo -, una vera e propria attivita’ commerciale. Di fatto, dei servizi erogati fruivano non solo dagli appartenenti all’ente, ma, per la maggior parte, anche clientela “esterna”, configurandosi cosi’ attivita’ a scopo di lucro e venendo meno al previsto scopo mutualistico. Le attivita’ ispettive, effettuate anche attraverso l’esame dei software utilizzati per la gestione degli accessi, hanno altresi’ rilevato che gli incassi per le prestazioni rese sono stati annotati, nelle relative scritture contabili, in misura inferiore a quella realmente conseguita. In sintesi, la società verificata ha svolto un’attivita’ commerciale sotto il fittizio schema di ente associativo, al fine di beneficiare delle relative agevolazioni fiscali riservate a queste categorie. La scoperta della sua reale natura ha comportato la sua riconducibilita’ alla disciplina prevista per le imprese commerciali. L’esito del controllo ha quindi permesso di constatare, per i 4 periodi di imposta presi in considerazione, la mancata dichiarazione di ricavi per complessivi 201.445 € ed un’ evasione iva per oltre 85.000 €. I controlli dei finanzieri hanno inoltre evidenziato che tutti i 9 dipendenti impiegati a vario titolo nell’attivita’, prestavano la propria attivita’ lavorativa senza una regolare assunzione. Il titolare dell’attività sottoposta a controllo è stato segnalato alla Direzione Territoriale del Lavoro di Cagliari per l’irrogazione di una maxisanzione pari a 54.000 €, con la diffida inoltre a regolarizzare i lavoratori per il periodo di lavoro prestato in nero.

Cagliari. Incidente mortale in via della Pineta

E' accaduto ieri notte, intorno alle 23. La vittima è un 47 enne di Oristano che viaggiava con uno scooter. Ferita la donna che era con lui. L'incidente è avvenuto all'incrocio con via Milano. Lo scooter su cui viaggiavano i due si è schiantato contro una Volkswagen "Polo" che, arrivata all'incrocio con via Milano, mentre svoltava a sinistra, è andata a scontrarsi con lo scooter. I due passeggeri sono stati scaraventati sull'asfalto e le condizioni dell'uomo sono apparse da subito molto gravi. Trasportato dalle ambulanze del 118 al pronto soccorso del Brotzu, al suo arrivo il 47 enne è deceduto. La donna che era con lui, ricoverata all'ospedale Marino, ha riportato ferite guaribili in 30 giorni.
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