Cagliari. Weekend con le eccellenze di Mamoiada

I controlli effettuati da Abbanoa, eseguiti sulla base delle segnalazioni pervenute, hanno portato all'emersione di diverse situazioni di allacci abusivi. A Budoni sono state scoperte due intere lottizzazioni allacciate alla rete idrica tramite un unico punto di fornitura abusivo. In Costa Smeralda una villa di lusso, intestata a una società Lussemburghese non pagava un centesimo per la grande quantità d'acqua utilizzata. Sempre al nord, scovato un camping di S.Teodoro, anch'esso allacciato abusivamente alla rete fognaria. Nel centro dell'isola un caseificio fruiva del servizio erogato da Abbanoa senza la sottoscrizione di alcun contratto mentre a Cagliari, un chioschetto del Poetto, nonostante la reiterata sospensione della fornitura, si è riallacciato alla rete pubblica. Questi i casi più eclatanti, ma in tutto le denunce presentate da Abbanoa sono quasi 500. Il trucco è sempre lo stesso, al posto dei contatori sono installati tubi flessibili che consentono di fornire l'acqua direttamente dalla rete. Frequenti anche i casi di contatori irregolari. Una situazione che va affrontata ma che, come sottolineato dallo stesso gestore unico, è rappresentativa di un'esigua minoranza di popolazione. Di fatto su 10 sardi presi ad esempio, otto pagherebbero regolarmente il servizio idrico fornito.

Cagliari. Nuovo stadio quasi pronto

Ci siamo quasi. Le procedure burocratiche per consentire l'utilizzo del nuovo stadio del Cagliari sono al giro di boa finale. Oggi si è svolta la riunione della commissione di vigilanza per il via libera all'impianto. A brevissimo si dovrebbero svolgere i primi sopralluoghi. Nei piani della società rossoblù lo stadio dovrebbe essere pronto per la partita casalinga con il Crotone, prevista per il 10 settembre. In ballo ci sono circa 8 milioni di euro, investiti dal club del capoluogo, per uno stadio provvisorio che potrà contare su 16.233 posti a sedere con 15 Sky box. Per la realizzazione dell'impianto si è fatto ricorso alle tribune del Sant'Elia e alla main stand utilizzata nello stadio di Is Arenas. Tra le particolarità, è allo studio la creazione di un percorso multimediale sulla storia del Cagliari, che troverebbe collocazione al piano terra.

Cagliari. Nuovo stadio quasi pronto

Caro Presidente Giulini, apprezziamo la tua passione per il calcio e per la Sardegna. Un’Isola che ti consente di lavorare, non senza problemi, non certo per colpa dell’ambiente(pardon, parola che non vuole avere doppi significati, sia ben chiaro), ma per le difficoltà intrinseche di un settore difficile e a rischio come quello dell’industria. Ora, i sardi, memori di tanti successi e di altrettante delusioni, ma non potrebbe essere diversamente, aspirano ancora a difendere quei colori rossoblù dai quali non si separerebbero neanche se venisse il presidente peggiore del mondo. Quale tu non sei, sia ben chiaro. Certo, il calcio non è roba per boemiennes, dietro ci sono interventi economici, grandi guadagni e per chi non è bravo o accorto, grandi disfatte che dilapidano velocemente patrimoni. Ma sempre di soldi si parla. E se tu hai iniziato questo percorso col Cagliari non lo hai certamente fatto per beneficenza, o perche’ magari eri tifoso del Caliari. Forse quando Gigi Riva suonava la carica eri ancora bimbetto e poco sapevi di pallone e affini. Ma hai imparato presto. D'altra parte ci sembra che come imprenditore ci sappia fare. E cosi’ nascono le scommesse: riportare il Cagliari subito in A, il progetto dell’Arena Cagliari 1 e dello stadio futuro poi. Poi non tutte le ciambelle riescono col buco, sia ben chiaro: un po’ di attenzione in piu’ e il decimo posto lo scorso anno avrebbe fruttato qualcosa in piu’ nel budget televisivo di questa stagione. Ma tant’e’: hai voluto la bicicletta? E ora, nonostante non frequenti assiduamente le piste ciclabili zeddiane, pedala. E non guardarti attorno. Tanto c’e’ sempre qualcuno che non la pensera’ come te. Noi, per esempio, non la pensiamo come te nella realizzazione dell’ossatura di questa squadra. Che sia chiaro, ci permette di vedere le partite di serie A. Ma purtroppo, e non e’ cosa di questa settimana, di raccogliere troppi palloni in fondo al sacco. Arrivera’ l’olandese volante a rimettere le cose a posto? Speriamo. Intanto non c’e’ piu’ Bruno Alves, non c’e’ piu’ Isla e non c’e’ piu’ Salomon e inoltre, il tanto decantato Uomo Cragno non e’ che abbia tessuto una tela impenetrabile, almeno cosi’parlano i risultati. Guarda che di rigori ne aveva gia’ parato anche il suo ultimo sostituto. Evidentemente hanno un ottimo osservatore di rigoristi avversari. Ora arriva questa polemica di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ti faccio una domanda: ma se tu avessi ancora qualche anno davanti per chiudere la carriera, penseresti alla gloria e basta? Guarda che non tutti si chiamano Totti, che hanno gia’ il futuro in tasca. I soldi a questi livelli di vita, quali sono quelli di un calciatore serio ma gossiparo, sono alti. E la possibilita’ per un calciatore, non imprenditore, di fare economie e’ davvero esigua. Per cui come si puo’ biasimare un Borriello che pensa al suo immediato futuro e cerca una guadagno alle sue ultime pedate? Da quale pulpito si alza la critica. Tu che sei un imprenditore e manager dovresti saperlo. Forse qualcuno qui ha preso il vizio di certi sardi: non vuole personaggi ingombranti in mezzo alle scatole. E’ accaduto col romano de Cagliari. Accade ora col napoletano giramondo. D’altra parte tredici candeline gliele ha dedicate l’anno scorso e anche in campo. Talvolta ha dimostrato spirito di abnegazione e ha redarguito tanti suoi compagni che tiravano a campare o giocavano solo per se stessi. Vero Joao, vero Farias? E non si puo’, adesso che la frittata e’ fatta e il povero ma orgoglioso Rastelli ha sbottato, gettare fango su chi, comunque, la maglietta l’ha onorata a suon di gol. Tu che sei una persona distinta, Presidente, non scaldi gli animi, che gia’ sono agitati per quello che e’ il gap tra prima fascia e le altre. Pensa a soluzioni e metti le mani al portafoglio, prima che sia troppo tardi. E Chop.. lo lasci in compagnia di chip. Forse ci fa una figura migliore. Antonello Lai

Lettera al presidente di una squadra che fa battere ancora il cuore del popolo sardo

Caro Presidente Giulini, apprezziamo la tua passione per il calcio e per la Sardegna. Un’Isola che ti consente di lavorare, non senza problemi, non certo per colpa dell’ambiente(pardon, parola che non vuole avere doppi significati, sia ben chiaro), ma per le difficoltà intrinseche di un settore difficile e a rischio come quello dell’industria. Ora, i sardi, memori di tanti successi e di altrettante delusioni, ma non potrebbe essere diversamente, aspirano ancora a difendere quei colori rossoblù dai quali non si separerebbero neanche se venisse il presidente peggiore del mondo. Quale tu non sei, sia ben chiaro. Certo, il calcio non è roba per boemiennes, dietro ci sono interventi economici, grandi guadagni e per chi non è bravo o accorto, grandi disfatte che dilapidano velocemente patrimoni. Ma sempre di soldi si parla. E se tu hai iniziato questo percorso col Cagliari non lo hai certamente fatto per beneficenza, o perche’ magari eri tifoso del Caliari. Forse quando Gigi Riva suonava la carica eri ancora bimbetto e poco sapevi di pallone e affini. Ma hai imparato presto. D'altra parte ci sembra che come imprenditore ci sappia fare. E cosi’ nascono le scommesse: riportare il Cagliari subito in A, il progetto dell’Arena Cagliari 1 e dello stadio futuro poi. Poi non tutte le ciambelle riescono col buco, sia ben chiaro: un po’ di attenzione in piu’ e il decimo posto lo scorso anno avrebbe fruttato qualcosa in piu’ nel budget televisivo di questa stagione. Ma tant’e’: hai voluto la bicicletta? E ora, nonostante non frequenti assiduamente le piste ciclabili zeddiane, pedala. E non guardarti attorno. Tanto c’e’ sempre qualcuno che non la pensera’ come te. Noi, per esempio, non la pensiamo come te nella realizzazione dell’ossatura di questa squadra. Che sia chiaro, ci permette di vedere le partite di serie A. Ma purtroppo, e non e’ cosa di questa settimana, di raccogliere troppi palloni in fondo al sacco. Arrivera’ l’olandese volante a rimettere le cose a posto? Speriamo. Intanto non c’e’ piu’ Bruno Alves, non c’e’ piu’ Isla e non c’e’ piu’ Salomon e inoltre, il tanto decantato Uomo Cragno non e’ che abbia tessuto una tela impenetrabile, almeno cosi’parlano i risultati. Guarda che di rigori ne aveva gia’ parato anche il suo ultimo sostituto. Evidentemente hanno un ottimo osservatore di rigoristi avversari. Ora arriva questa polemica di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ti faccio una domanda: ma se tu avessi ancora qualche anno davanti per chiudere la carriera, penseresti alla gloria e basta? Guarda che non tutti si chiamano Totti, che hanno gia’ il futuro in tasca. I soldi a questi livelli di vita, quali sono quelli di un calciatore serio ma gossiparo, sono alti. E la possibilita’ per un calciatore, non imprenditore, di fare economie e’ davvero esigua. Per cui come si puo’ biasimare un Borriello che pensa al suo immediato futuro e cerca una guadagno alle sue ultime pedate? Da quale pulpito si alza la critica. Tu che sei un imprenditore e manager dovresti saperlo. Forse qualcuno qui ha preso il vizio di certi sardi: non vuole personaggi ingombranti in mezzo alle scatole. E’ accaduto col romano de Cagliari. Accade ora col napoletano giramondo. D’altra parte tredici candeline gliele ha dedicate l’anno scorso e anche in campo. Talvolta ha dimostrato spirito di abnegazione e ha redarguito tanti suoi compagni che tiravano a campare o giocavano solo per se stessi. Vero Joao, vero Farias? E non si puo’, adesso che la frittata e’ fatta e il povero ma orgoglioso Rastelli ha sbottato, gettare fango su chi, comunque, la maglietta l’ha onorata a suon di gol. Tu che sei una persona distinta, Presidente, non scaldi gli animi, che gia’ sono agitati per quello che e’ il gap tra prima fascia e le altre. Pensa a soluzioni e metti le mani al portafoglio, prima che sia troppo tardi. E Chop.. lo lasci in compagnia di chip. Forse ci fa una figura migliore. Antonello Lai

Lettera al presidente di una squadra che fa battere ancora il cuore del popolo sardo

Se i blocchi di cemento che chiudono la via Roma a Cagliari sono una prova contro il terrore che l’Europa e non solo devono contrastare, beh, allora possiamo dire che la prova e’ piu’ o meno riuscita. Piu’ o meno perche’ l’arteria cagliaritana chiusa recentemente al traffico veicolare e’ sicuramente meno frequentata di una qualsiasi via Is Mirrionis o via Schiavazzi, che dir si voglia. E quindi, testare la sicurezza di una strada deserta equivale a fare un concerto subacqueo. Se poi, come parrebbe, l’esperimento e’ stato effettuato per vedere di nascosto l’effetto che fa sui pedoni, allora tutto cambia: senza idee, senza scommesse in campo, senza programmazione che renda appettibile la via, senza uno straccio di spettacolino o bancarella, qualcuno ha ben pensato di mettere i tavolini al centro della carreggiata, con tanto di foto che mostra la magniloquenza. Peccato che a sorseggiare il drink, come testimonia la foto sui quotidiani, non fossero turisti estasiati da tanta bellezza, ma gli stessi camerieri del bar, istruiti per l’occasione e agghindati da persone di passaggio, levati i grembiuli da lavoro. Che figura. Ma come si fa a presentare un progetto senza attrattive per l’occasione, mettendo in risalto i cassonetti per la monnezza davanti alla presunta passeggiata, di fronte al Consiglio Regionale con gravi – queste sì – ripercussioni per la sicurezza antiterrorismo della zona. Sfido chiunque ad aver visto qualcuno, che non fosse un barbone alla ricerca di cibo, rovistare per la sicurezza della basilica della politica di via Roma. In compenso non ci sono piu’ i bagni chimici. Ennesima trovata che rendera’ felici i turisti di passaggio. Ah, forse la chiusura era una sperimentazione per accontentare i turisti delle navi da crociera, entusiasti di poter calcare il deserto dei tartari, deliziati ogni tanto da scarpe Nike improbabili, cosi’ come le borsette contraffatte di Luis Vuitton. Che squallore. E pensare che molti si sono allineati, anche se le ferie di Ferragosto sono sacre. Alla faccia della maturita’ di una citta’ capitale di tutto, ma alla fine solo di se stessa. O forse capitale della presunzione, tale potrebbe definirsi questa sperimentazione nata monca e gettata cosi’, superficialmente, in questa calda frangia estiva di Ferragosto. In modo da passare indolore, nonostante insulti e lamentele degli automobilisti, che comunque dovranno mordere il freno sino al 17 del mese prossimo. Ed e’ andata bene, tutto sommato. In barba alla tanto ventilata democrazia partecipata, le decisioni piombano dall’alto: l’assessora e vice sindaco Marras ordina, Zedda ci mette la faccia (soprattutto sulle numerose vignette dei social) e anzi spara piu’ in alto: forse, prima o poi, anche il Largo Carlo Felice potrebbe diventare pedonale: con grande gioia di banche e clienti, felici di affrontare la salita del largo un paio di volte al giorno, o al massimo con bicicletta acclusa, che coi sette colli di Cagliari e’ davvero l’ideale per una passeggiata in pianura. Ma per favore, siamo seri: una piazza sul mare, innanzitutto, deve essere determinata da quattro lati per definirsi tale. E poi qual’è lo sbocco a mare? C’e’ la corsia centrale, con le palme e piuttosto sacrificata, come testimoniano le panchine a ridosso delle macchine parcheggiate che non sono utilizzabili neanche dai barboni notturni. E poi c’e’ tutta la zona parcheggio e transito del porto. L’idea dei pedonalizzare via Roma, sia ben chiaro, affascina tutti. Sarebbe meraviglioso non vedere macchine. Oppure vederle sparire magari sotto un tunnel che colleghi il viale Diaz con la via San Paolo. Ecco, questa è la vera rivoluzione. O magari un parcheggio sotterraneo che spazzi via parcheggi di residenti e non. Perche’ anche i residenti, quelli stessi che chiedono la pace con l’associazione "No rumore grazie", non hanno alzato un dito contro l’affollamento che un’Isola pedonale procurerebbe. Lo farrano piu’ tardi, forse a giochi fatti, sicuri che un TAR prima o poi dara’ loro ragione. O come certi ambientalisti che escono fuori ad ogni occasione che gli si da la parola, sciorinando una scienza da docenti di urbanistica ed esperti del traffico veicolare. Ma per favore…. Siamo seri. Le novita’ e le rivoluzioni vanno pensate e non gettate cosi’ d’imperio e con arroganza o "è così o è pomì", come diceva una nota pubblicità. Alla faccia della cosidetta democrazia partecipata. Antonello Lai

Pedonalizzazione di via Roma: stessa efficacia di un concerto subacqueo. Di Antonello Lai

Se i blocchi di cemento che chiudono la via Roma a Cagliari sono una prova contro il terrore che l’Europa e non solo devono contrastare, beh, allora possiamo dire che la prova e’ piu’ o meno riuscita. Piu’ o meno perche’ l’arteria cagliaritana chiusa recentemente al traffico veicolare e’ sicuramente meno frequentata di una qualsiasi via Is Mirrionis o via Schiavazzi, che dir si voglia. E quindi, testare la sicurezza di una strada deserta equivale a fare un concerto subacqueo. Se poi, come parrebbe, l’esperimento e’ stato effettuato per vedere di nascosto l’effetto che fa sui pedoni, allora tutto cambia: senza idee, senza scommesse in campo, senza programmazione che renda appettibile la via, senza uno straccio di spettacolino o bancarella, qualcuno ha ben pensato di mettere i tavolini al centro della carreggiata, con tanto di foto che mostra la magniloquenza. Peccato che a sorseggiare il drink, come testimonia la foto sui quotidiani, non fossero turisti estasiati da tanta bellezza, ma gli stessi camerieri del bar, istruiti per l’occasione e agghindati da persone di passaggio, levati i grembiuli da lavoro. Che figura. Ma come si fa a presentare un progetto senza attrattive per l’occasione, mettendo in risalto i cassonetti per la monnezza davanti alla presunta passeggiata, di fronte al Consiglio Regionale con gravi – queste sì – ripercussioni per la sicurezza antiterrorismo della zona. Sfido chiunque ad aver visto qualcuno, che non fosse un barbone alla ricerca di cibo, rovistare per la sicurezza della basilica della politica di via Roma. In compenso non ci sono piu’ i bagni chimici. Ennesima trovata che rendera’ felici i turisti di passaggio. Ah, forse la chiusura era una sperimentazione per accontentare i turisti delle navi da crociera, entusiasti di poter calcare il deserto dei tartari, deliziati ogni tanto da scarpe Nike improbabili, cosi’ come le borsette contraffatte di Luis Vuitton. Che squallore. E pensare che molti si sono allineati, anche se le ferie di Ferragosto sono sacre. Alla faccia della maturita’ di una citta’ capitale di tutto, ma alla fine solo di se stessa. O forse capitale della presunzione, tale potrebbe definirsi questa sperimentazione nata monca e gettata cosi’, superficialmente, in questa calda frangia estiva di Ferragosto. In modo da passare indolore, nonostante insulti e lamentele degli automobilisti, che comunque dovranno mordere il freno sino al 17 del mese prossimo. Ed e’ andata bene, tutto sommato. In barba alla tanto ventilata democrazia partecipata, le decisioni piombano dall’alto: l’assessora e vice sindaco Marras ordina, Zedda ci mette la faccia (soprattutto sulle numerose vignette dei social) e anzi spara piu’ in alto: forse, prima o poi, anche il Largo Carlo Felice potrebbe diventare pedonale: con grande gioia di banche e clienti, felici di affrontare la salita del largo un paio di volte al giorno, o al massimo con bicicletta acclusa, che coi sette colli di Cagliari e’ davvero l’ideale per una passeggiata in pianura. Ma per favore, siamo seri: una piazza sul mare, innanzitutto, deve essere determinata da quattro lati per definirsi tale. E poi qual’è lo sbocco a mare? C’e’ la corsia centrale, con le palme e piuttosto sacrificata, come testimoniano le panchine a ridosso delle macchine parcheggiate che non sono utilizzabili neanche dai barboni notturni. E poi c’e’ tutta la zona parcheggio e transito del porto. L’idea dei pedonalizzare via Roma, sia ben chiaro, affascina tutti. Sarebbe meraviglioso non vedere macchine. Oppure vederle sparire magari sotto un tunnel che colleghi il viale Diaz con la via San Paolo. Ecco, questa è la vera rivoluzione. O magari un parcheggio sotterraneo che spazzi via parcheggi di residenti e non. Perche’ anche i residenti, quelli stessi che chiedono la pace con l’associazione "No rumore grazie", non hanno alzato un dito contro l’affollamento che un’Isola pedonale procurerebbe. Lo farrano piu’ tardi, forse a giochi fatti, sicuri che un TAR prima o poi dara’ loro ragione. O come certi ambientalisti che escono fuori ad ogni occasione che gli si da la parola, sciorinando una scienza da docenti di urbanistica ed esperti del traffico veicolare. Ma per favore…. Siamo seri. Le novita’ e le rivoluzioni vanno pensate e non gettate cosi’ d’imperio e con arroganza o "è così o è pomì", come diceva una nota pubblicità. Alla faccia della cosidetta democrazia partecipata. Antonello Lai

Pedonalizzazione di via Roma: stessa efficacia di un concerto subacqueo. Di Antonello Lai

Le urla di una donna hanno svegliato chi ancora dormiva nella centrale via Tuveri, attirando l'attenzione dei numerosi commercianti che si apprestavano ad aprire i prori esercizi commerciali. L'episodio si è svolto questa mattina, in prossimità del supermercato Gieffe, dove spesso staziona una donna migrante per chiedere l'elemosina. Ad un certo punto si sarebbero avvicinati un uomo e una donna che avrebbero aggredito la donna, trascinandola con la forza per poi colpirla. Il tentato intervento degli astanti è stato disincentivato dalle minacce dei due aggressori. Tutto questo a pochissimi metri degli uffici della Questura. Alla base della vicenda la volontà di accapparrarsi il posto dove mendicare. Una situazione non più sopportabile, a detta degli abitanti della zona, intimoriti dai sempre più frequenti episodi di violenza pepetrati dai migranti che tavolta sono usi minacciare le persone.

Cagliari. Rissa fra migranti in via Tuveri: cresce la preoccupazione dei residenti

Le urla di una donna hanno svegliato chi ancora dormiva nella centrale via Tuveri, attirando l'attenzione dei numerosi commercianti che si apprestavano ad aprire i prori esercizi commerciali. L'episodio si è svolto questa mattina, in prossimità del supermercato Gieffe, dove spesso staziona una donna migrante per chiedere l'elemosina. Ad un certo punto si sarebbero avvicinati un uomo e una donna che avrebbero aggredito la donna, trascinandola con la forza per poi colpirla. Il tentato intervento degli astanti è stato disincentivato dalle minacce dei due aggressori. Tutto questo a pochissimi metri degli uffici della Questura. Alla base della vicenda la volontà di accapparrarsi il posto dove mendicare. Una situazione non più sopportabile, a detta degli abitanti della zona, intimoriti dai sempre più frequenti episodi di violenza pepetrati dai migranti che tavolta sono usi minacciare le persone.
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