I nostri ragazzi manifestano per fermare il disastro ambientale e climatico. Di Maurizio Ciotola

In evidenza I nostri ragazzi manifestano per fermare il disastro ambientale e climatico. Di Maurizio Ciotola
In Sardegna la protesta contro il deterioramento dell’ambiente e con esso della mutazione climatica, avrebbe dovuto vedere da anni i suoi figli in piazza e per le strade. Oggi, venerdì 15 marzo, le scuole e le università italiane batteranno il tempo insieme ai loro coetanei d’Europa e dell’Occidente intero. Greta Thunberg, nel 2018 a poco più di quindici anni di età iniziò la protesta contro l’inquinamento, quale principale responsabile della degenerazione climatica della Terra. Il suo attivismo la condusse a parlare al COP24 dell’Onu, ove espresse le sue esplicite accuse e la necessità di una repentina inversione di marcia, non più procrastinabile. Era l’ottobre del 2018, in Italia la sonnolenza politica e di uno spontaneo attivismo, quasi completamente scomparso, non è riuscita a sostenere nell’immediato questa pregevole iniziativa. Dopo diversi mesi i nostri ragazzi sembrano pronti a muovere contro le lobby trasversali, che hanno piegato la politica di questo Paese verso la devastazione del territorio, con l’aggravio della “partecipazione” della malavita organizzata. Non è nostro compito compiere dei distinguo sul tema, smaltimento dei rifiuti, minacce ed inquinamento degli industriali, abusi militari, certo è che con mezzi differenti si è giunti a risultati coincidenti, l’irreversibile inquinamento atmosferico delle acque e del territorio. Un perenne ricatto che ha da sempre trovato un sodalizio tra imprenditori/prenditori e sindacati dei lavoratori, cui una politica clientelare e prezzolata ha sempre avallato. La Sardegna di suo, raggiunge percentuali di devastazione ambientale e incidenza tumorale, come di altre patologie legate ad agenti inquinanti, fuori misura e oltre la media nazionale. L’Italia, il Bel Paese, per anni ai primi posti nell’ambito della raffinazione del petrolio e della chimica ad esso legata, oggi presenta ampie aree compromesse, per le quali non esistono piani di bonifica in grado di restituirne l’integrità originaria. L’abuso delle molteplici industrie chimiche, manifatturiere, l’uso irrispettoso dei pesticidi sul territorio del Paese, quanto le esercitazioni militari non soggette a controllo, hanno compromesso irreversibilmente il territorio, che costituirà negli anni la principale di patologie mortali per l’intera popolazione. Gli abitanti di Taranto, che vivono sotto gli effetti mortali del ciclo produttivo dell’ex Ilva, certificati e ufficializzati dalle istituzioni, protestano ogni giorno e contano i loro morti nell’indifferenza di una classe politica e sindacale inerte e corrotta. Il movimento dei giovani di oggi non ha le negative peculiarità di quelli già conosciuti negli anni passati, ove la violenza costituì l’unica scelta possibile contro un’oppressione prorompente ed asfissiante. I giovani di questa nostra epoca sono in grado di farsi carico del male generato dai loro genitori, contro cui non muovono in armi o con la violenza, ma con una grande capacità intellettuale e forza pacifica, forti dell’immanenza cui sembran dotati. Portano con se la ragione e la pulizia del loro agire, non aggredibile o corrompibile da forze politiche già compromesse ed intente ad incorporare le loro azioni attraverso cui accreditarsi in ambito politico elettorale. Ci auguriamo che domani(oggi) i ragazzi manifestino tutti, con lo scopo di riuscire a far comprendere ad una classe politica morta che non vi sono altre strade se non quelle della riconversione. Il mettere in campo un progetto attraverso cui transitare da questa condizione di fine ottocento, sul piano industriale, a quella del terzo millennio non è più procrastinabile e altresì, non è neppure sufficiente esserne semplicemente consapevoli e privi di azione. In trent’anni molti Paesi hanno avviato un piano di riconversione, seppur non adeguato alle esigenze di cui oggi paghiamo lo scotto, ma il nostro Paese e vieppiù la nostra Regione, hanno vissuto reiterando modelli e piani desueti, quanto ottocenteschi, defraudando le casse Statali e regionali in una combine tra corrotti e prenditori. Se questa analoga situazione si fosse presentata in un clima simile a quello degli anni settanta e non con una gioventù speciale e consapevole, che abbiamo già avuto modo di apprezzare, oggi avremmo la guerriglia per le strade. Grazie Greta e grazie ragazzi, non cedete di fronte a questa élite di sordi e supponenti, che ancora rubano il nostro residuo futuro, ma soprattutto il vostro ampio e gioioso progresso. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilVenerdì, 15 Marzo 2019 08:30

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