Cagliari. In mostra i celebri quaderni, libri e riviste di Gramsci

Grazie ad una mostra allestita presso le sale della Fondazione Sardegna, anche Cagliari potrà visionare i quaderni, libri e riviste che l'intellettuale sardo leggeva durante la prigionia nelle carceri fasciste. Il percorso espositivo, "Gramsci. I quaderni e i libri del carcere", arriva nel capoluogo sardo dopo le tappe di Torino, Milano e Roma. Curata dalla Fondazione Gramsci con il contributo della Fondazione di Sardegna, l'esposizione verrà inaugurata venerdì 22 settembre con apertura fino al 22 ottobre 2017. In particolare, oltre ai 33 quaderni, la mostra propone una ricca selezione di libri e scritti che spaziano dai classici ai testi di storia, filosofia, economia politica, sociologia, letteratura, filologia, lingue, cultura popolare, folklore, teatro. L'iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per gli 80 anni dalla sua morte.

Caccia a lepre e pernice. La rabbia dei cacciatori

La decisione del Tar di bloccare la caccia di lepre e pernice manda su tutte le furie i cacciatori isolani. Il provvedimento, portato avanti su istanza degli ambientalisti, viene interpretato come un sopruso e, soprattutto, un danno ai danni di chi, come i cacciatori, ha già pagato le tasse per la prossima stagione. "E' come se, dopo aver acquistato un abbonamento a teatro, ti dicono che gli spettacoli vengono sospesi, senza però restituirti i soldi o proporti delle date alternative", si sfoga un cacciatore imbestialito per la decisione del Tar. Una situazione che ha spinto l'opposizione in Consiglio Regionale a chiedere un intervento della Giunta per cercare di ribaltare il provvedimento beffa che sembra andare incontro al solo integralismo degli ambientalisti.

Legge sul fine vita. Impegno del presidente del Consiglio Regionale per la petizione popolare

"Solleciterò il presidente della commissione Sanità affinché la petizione popolare, depositata in Consiglio a fine agosto e relativa alla legge sul fine vita, venga al più presto esaminata e portata in aula, attraverso un ordine del giorno che mi auguro venga largamente condiviso". Sono le parole del presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, che ieri pomeriggio si è così impegnato con i rappresentanti dell’associazione Walter Piludu, dell’Arci Sardegna e dei Radicali italiani - Associazione Marco Sappia. Giancarlo Ghirra, Tore Cherchi e Nicola Carboni, in rappresentanza delle associazioni promotrici anche dell’iniziativa in programma giovedì 14 settembre con Emilia De Biasi, relatrice della legge sul fine vita, hanno illustrato a Ganau la petizione popolare rivolta al Consiglio Regionale. Nel documento, sottoscritto dalle tre associazioni e da numerosi cittadini, tra i quali gli ex magistrati Giangiacomo Pisotti e Mauro Mura, i sindaci di Cagliari e Sassari, Massimo Zedda e Nicola Sanna, il segretario regionale della CGIL Michele Carrus e le giornaliste Maria Paola Masala e Francesca Mulas, si chiede che il Parlamento sardo si faccia interprete nei confronti dei Senatori della Repubblica, a partire da quelli eletti in Sardegna, dell’auspicio che la proposta di Legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, sia definitivamente approvata entro il corso dell’attuale legislatura. La petizione richiama gli articoli 2 e 32 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sull’inviolabilità della dignità umana e sul rispetto del consenso libero e informato nei trattamenti sanitari, a sostegno dell’approvazione della legge già approvata dalla Camera il 20 aprile e ora ferma al Senato. Oggi in Italia non esistono norme che diano al paziente o a un suo fiduciario la possibilità di esprimersi sul prolungamento o sull’interruzione delle cure che lo riguardano – si legge nella petizione – la legge in discussione colmerebbe un vuoto che in passato è costato lunghe battaglie legali come quelle che hanno interessato Emanuela Englaro, Piergiorgio Welby, e in Sardegna Giovanni Nuvoli e Walter Piludu. A carenze normative e dubbi interpretativi sull’applicazione in particolare dell’art. 32 della Costituzione, si deve ovviare attraverso una legge ordinaria.

Cagliari. Artisti riuniti all'Arena Sant'Elia per la tutela dell'ambiente

Venerdì 15 settembre, dalle 18, avrà luogo all'Arena Sant'Elia la manifestazione denominata "Mama Sardigna-Artistas pro sa Terra", finalizzata a raccogliere fondi per creare aree verdi in zone abbandonate o devastate dagli incendi a Bauladu e in una delle periferie di Cagliari. Un grande spettacolo musicale e non che vedrà la partecipazione di Tazenda, Piero Marras, Paolo Carrus ensemble, Scuole in coro-Studium Canticum, Arrogalla e Giacomo Casti, Non solo Ippocrate, Chiara Effe, Andrea Andrillo, Elio Arthemalle e Mohamed Kambaliba, Claudia Crabuzza, Tenores di Neoneli, Armeria dei Briganti, Cinquetto, Maria Giovanna Cherchi, Rossella Faa, Nicola di Banari, Joe Perrino e Veronica Mereu, Andrea Congia e Faulas, Dr. Drer & CRC Posse, Bujumannu, Sista Namely, Brinca. Conducono Matteo e le Lucido Sottile. L'appello è partito dall'associazione Sardos che richiamato l'attenzione di altre associazioni aderenti all'iniziativa come linea Isde-Medici per l'Ambiente Sardegna, Wwf, Italia Nostra, Gruppo d'Intervento Giuridico, Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna, Consulta Ate (Ambiente, territorio, energia), associazione "Aria noa", Comitato per la Riconversione della Rwm di Domusnovas, Non Solo Ippocrate, FederParchi, MedSea, Sardarch. Oltre alla raccolta fondi, che serviranno alla piantumazione di alberi in occasione della Festa Nazionale degli Alberi del 21 novembre, la manifestazione servirà a focalizzare l'attenzione su tematiche di grande attualità quali lo spopolamento, l'inquinamento ambientale e la crisi dei territori. Durante la manifestazione sarà possibile fruire del servizio offerto dai punti informativi e del servizio di ristorazione curato dall'associazione Primavera Sulcitana.

Scorie nucleari in Sardegna. No assoluto del presidente del Consiglio regionale

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, è intervenuto questa mattina al sit – in di protesta contro l’ipotesi del deposito unico di scorie nucleari in Sardegna, organizzato dal comitato NonucleNoscorie. Davanti alla platea di persone, radunate sotto i portici di via Roma, Ganau è stato molto fermo: "sono qui per ribadire il nostro no assoluto all’ipotesi che la Sardegna possa essere individuata come sito per il deposito unico delle scorie nucleari perché su questo si sono già espressi i sardi e si è espresso più volte e chiaramente anche il Parlamento sardo". A supporto della sua affermazione ha aggiunto: "non credo ci sia alcun dubbio sulla volontà, espressa dall’Assemblea sarda anche di recente, di respingere con forza ogni ipotesi a riguardo, al momento neanche in campo per quello che ne sappiamo. Ribadisco la massima contrarietà del Consiglio regionale ad ogni ipotesi di individuazione di siti nel nostro territorio. Se ci sarà anche solo un tentativo di portare un deposito di scorie nucleari in Sardegna – ha concluso Ganau - sarò pronto ad incatenarmi con voi. È un impegno che presi pubblicamente nel 2015 e che intendo mantenere qualora fosse necessario perché sono assolutamente convinto che la Sardegna abbia dato anche troppo in tema di servitù, e questo non può più essere consentito".

Arru offende Zedda, ma i sindaci sono l’ultimo baluardo contro la riforma. Di Maurizio Ciotola

Quando difficoltà e affanno travolgono chi ha deciso di trasformare le funzioni del ruolo istituzionale ricoperto, da servizio per il cittadino ad affermazione cieca delle proprie idee, viene meno lucidità e rispetto. Sull'Unione Sarda di oggi l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, manifesta la sua avversione con totale disprezzo verso il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, per quanto affermato nell’intervista di ieri sul medesimo giornale, fino a reputarlo incapace di leggere atti e documenti. L’intervista al sindaco di Cagliari ha permesso allo stesso Massimo Zedda di esprimersi pubblicamente, con puntuali riferimenti sulla riforma e la sua attuazione, senza mai scivolare in aggressioni personali o rimarcare le sue affermazioni con insulti. Probabilmente qui sta la differenza tra chi, con fare saccente, è intento sempre a “correggere” i compitini di quelli che suoi collaboratori non sono, e chi dei propri collaboratori invece si avvale, traendo da tale condivisione forza e rispetto. Arru ha cercato di ribattere ad ogni affermazione dello stesso Zedda, senza però mai smentirlo nel merito, ovvero la riduzione o l’azzeramento dei presidi sanitari, quanto nel miglioramento organizzativo da mettere in atto per rendere il servizio offerto equivalente o migliore. Ovvero, verranno ridotti i presidi e l’offerta certo, ma la migliore organizzazione che seguirà apporterà significative migliorie nell’efficienza del servizio offerto. Certo è, però, che se il modello organizzativo teorico che Arru ha in mente e per la cui attuazione attribuisce responsabilità e oneri al direttore generale dell’Ats, dovesse fallire o meglio, essere inapplicabile nei fatti, i presidi non verrebbero comunque ripristinati. Analogamente e sicuramente né lui, il direttore Moirano e tanto meno il presidente Pigliaru, saranno chiamati a rispondere del fallimento. D’altronde il direttore generale Moirano è in età pensionabile e sia Arru che Pigliaru, potranno ritornare al lavoro da cui sono in aspettativa. Ma l’intera cittadinanza sarda dovrà comunque continuare a confrontarsi quotidianamente con quei servizi di cui non si prospetta il miglioramento, quanto la riduzione dell’offerta. Il cittadino dovrà trovare altre soluzioni onerose cui non tutti potranno accedere, salvo coloro che per reddito diretto o disponibilità contrattuali aziendali, garantiranno loro questa possibilità. Bene fa il Sindaco Zedda a esporre i suoi dubbi e le contrarietà, manifestando il rifiuto verso questa riforma, perché lui non ha potuto votare contro in Consiglio Regionale, diversamente dall’approvazione accordata dai trenta consiglieri della maggioranza il 27 luglio ultimo scorso. I Sindaci divengono l’unico baluardo verso questa riforma, che vede una grande percentuale di lavoratori del settore contrari e alcune forze politiche e sparuti attori politici dell’opposizione in piazza per manifestare la contrarietà. Neppure i sindacati sembrano esenti da colpe in questa fase di asservimento, che li vede più impegnati a garantire l’occupazione o le modalità di uscita dei lavoratori, senza vagliare i risvolti generali della carenza derivante da tale trasformazione, che purtroppo si avverte come un salto nel buio e senza rete. Avremmo voluto vedere identica convinzione e determinazione della Giunta Regionale, in quella prospettata e annunciata trasformazione industriale della nostra Isola, ancorata ciecamente ad un modello produttivo ottocentesco, gestito tra il ricatto e l’accettazione supina delle condizioni “illegali” per il suo esercizio. Ma, come al solito, i vili sono forti con i deboli, i cittadini, e deboli con i forti, industriali e imprenditori della sanità, almeno fino a quando i cittadini non saranno consapevoli della propria forza. Maurizio Ciotola

Un tour di 8 giorni in Sicilia. Di Rosaria Floris

Partenza 19 agosto, Cagliari - Catania ore 21. Finalmente in Sicilia. Volevo, come turista, ma come amante della storia, raccogliere a piene mani quest’isola, chiuderla dentro scrigni per poi riaprirli in tempi futuri, magari accanto al camino, gustando saporiti frutti d’autunno e rivivere quei giorni di emozioni e, a occhi chiusi, sognare. Goethe diceva che è in Sicilia che si trovar la chiave di tutto, le scambievolezze delle tinte,l'armonia del cielo col mare e del mare con la terra. Ma io dico di più: è in Sicilia, nei siciliani che ho incontrato, ho trovato l’orgoglio dell’appartenenza a una terra che da sola racchiude la storia dei millenni. La storia di popoli che l’hanno conquistata, dominata, abbellita, amata regalando al mondo meraviglie ineguagliabili. Solo poco più di un’ora e quel mix di patrimonio artistico culturale sarebbe stato mio. Sicilia, Trinacria, terra dalla forte identità bagnata da tre mari: un alternarsi di numerose dominazioni, dai Greci, ai Romani, dai Bizantini, agli Aragonesi, dai Normanni agli Spagnoli, popoli che hanno saputo lasciare all’isola e al mondo la sua millenaria storia. Pensavo di non farcela, credevo che il mio stato di salute, dopo le ultime tragiche notizie compromettesse la partenza. Mentre invece eccomi qui, ora a raccontare ciò che in soli otto giorni ho visto, vissuto, acchiappato con occhi e con cuore, ma specialmente ho cercato di aiutare il mio corpo, la mia mente a dare un nuovo senso alla vita. Andavo ripetendomi, ora l’avrei guardata e vissuta con occhi e dimensioni diverse. Gli occhi sono sempre gli stessi, curiosi indagatori, che cercano, risposte alle tante domande. Altra cosa è la dimensione temporale. Quell’oggi che non voglio lasciare, proiettato nel domani certamente, ma fermo. Ma se penso con raziocinio a quella diagnosi, a quanto mi resterà da vivere, se penso al domani, conoscendo quel domani che forse non conoscerò, sembra tutto utopia. Eppure sto imparando a guardarlo quel domani, vederlo ancora pieno di tante cose ti tante emozioni, usando la forza di volontà, il credo interiore e l’amore alla vita sono certa lo percorrerò. Andavo scrivendo, raccontando nei miei scritti, solo ieri, di come bisogna amare la vita, di come questa debba essere vissuta, protetta, di come bisogna lottare per non farla morire. Ancora oggi mi accorgo che sono le stesse cose che mi accingo a scrivere, ancora oggi la vita questa nostra unica meravigliosa vita deve essere vissuta al meglio anche se vivendola incontriamo tanti guai, dolori, umiliazioni, mancata dignità e malattie. Ma ripensando ai momenti belli, che ognuno di noi ha incontrato nel suo cammino, ecco che la vita ritorna, ritorna il sorriso i ricordi dell’infanzia, dell’adolescenza, della maturità. Forse non siamo allora riusciti a coglierli al meglio quei momenti che poi sono stati anni. Ripensiamo all’amore, ripensiamo a questa nostra isola che Dio ci ha regalato. Al suo mare, alle lunghe distese di boschi, al cielo quasi sempre azzurro e al sole. Ricordiamo la carezza della mamma, il primo bacio d’amore, il primo stipendio speso con gli amici in giro per locali della città, oppure facendo un regalo. Quella vita che oggi mi va di raccontare, oppure di tenere stretta nel cuore, ma che mi sta dando quel nuovo senso di come debba essere vissuta - Amare lottare per essa. Solo due mesi fa dopo un esame del sangue mi dicono che ho un brutto male, uno di quelli che purtroppo…. Allora tutto inizia a cambiare, quel senso della vita adesso diventa diverso, più forte. Mi sono domandata cosa fare. Devo morire? Ma questo lo sapevo già che un giorno o l’altro la morte sarebbe arrivata non solo per me, ma per tutti. Allora la risposta che ho trovato è sempre quella: l’amore alla vita, per essa per tutto quello che mi ha dato in tutti questi lunghi anni e per quelle che, ne sono certa ancora mi darà. Ho chiesto a Dio di aiutarmi in questo non facile cammino, ho precettato anche tutti i Santi e l’Angelo custode con preghiere quotidiane e con un sorriso sempre da regalare. Ho chiesto loro di starmi vicino accompagnandomi perché so che insieme ce la faremo. Ma sto divagando, parlavo di Sicilia, di questa isola sorella diversa dalla nostra Sardegna ma con tante in comune. Le coste, i mari, i pesci, le saline, il senso dell’onore dell’uomo. Diversa per monumenti, chiese, piazze, diversa ancora per l’Etna uno dei pochi vulcani al mondo attivi. Sapete sono salita il secondo giorno del tour sino a 2000 metri. Sembrava un paesaggio lunare. Tutto intorno per km, terra nera, quel magma, quella lava rossa di fuoco che aveva dei secoli scorsi, ma anche in questo, distrutto paesi e città, ora è terra nera, mentre le bocche su in altro ancora fumano. Un’esperienza bellissima e ancora una volta mi pongo domande. Paola la mia figliola, salita sino a mt. 3000 con funivia e lunga camminata a piedi, ricorda il vento freddo e l’emozione di essere giunta quasi sino al cratere centrale. A Palermo il teatro dei Pupi di Santa Rosalia (patrona) creato nel 1971 da Mimmo Cuticchio e che oggi gestisce la famiglia. Il Museo internazionale delle marionette creato nel 1975 da Pasqualino Antonio. Palermo sono i bianchi palazzi barocchi e le residenze in stile gotico e arabo, che risplendono di luce e di fascino antico. Le piazze, i ristoranti, gli alberghi e sempre storia da ascoltare. Catania, costruita con le pietre vulcaniche, nera e bianca, città bellissima, forse quella che mi è piaciuta di più, senza nulla togliere a Siracusa e alle altre città. Anche qui monumenti, chiese, piazze, e il colorato e rumoroso mercato del pesce. E poi i risini, i cannoli e la rinomata pasta alla norma, chiamata così in quanto al famoso compositore Vincenzo Bellini piaceva mangiare la pasta con le melanzane. La patrona di Catania è sant’Agata il simbolo della città è la fontana dell’elefante. Il barocco anche qui prevale nelle costruzioni, piazza Duomo con la cattedrale di sant’Agata esempio tipo di barocco siciliano. Chiamato così in quanto ricostruito dai siciliani dopo le tremende distruzioni dei secoli passati causati dai terremoti e dal vulcano. Quante cose, quante meraviglie architettoniche,e quante dimore principesche: l’ Anfiteatro Greco Romano, Castello Ursino e mosaici, tanti mosaici nelle chiese, nelle case dei Normanni, Bizantini, Greci. E poi a Siracusa, le prigioni, le latomie, il teatro Greco e l’orecchio di Dionisio. Ancora mi perdo in questo raccontare meraviglie. E ritorno col pensiero alla mia Sardegna, terra anch’essa dominata, conquistata da Aragonesi, Fenici, Arabi le cui coste ancora riportano fortezze: i Nuraghi, le tombe sacre, le distese incontaminate, guardo i boschi di Lecci, i fiumi, le saline, gli stagni. Sogno le Janas, gli Elfi, adagiati sulle rive che giocano con le sirene. E guardo in alto in quel cielo azzurro dove le aquile reali sono padrone. Certamente la Sicilia è Bella e mi è piaciuta tanto , certamente millenaria storia, così come la nostra, noi sardi, i Nuragici, orgogliosi,alteri popolo di navigatori, di guerrieri. Ecco, niente paragoni, due isole sorelle che quasi si toccano, se allungano le lunghe braccia. Isole sorelle anche nei Nobel con Pirandello e Grazia Deledda. E Poi, essendo sarda, che dire: amo fortemente la mia terra, e in quel tour di otto giorni, la Sardegna mi è stata sempre accanto e non è mancata occasione che io la raccontassi. Rosaria Floris

Allerta meteo. In arrivo forte vento di maestrale

La Protezione Civile ha diramato per lunedì un'allerta meteo dovuta all'arrivo di un forte vento di maestrale con possibili burrasche. I fenomeni, di portata anche intensa, inizieranno a manifestarsi dalla mezzanotte fra domenica e lunedì e si protraranno per le successive 24 ore. Si raccomanda la massima prudenza alla guida dell'auto o della moto in quanto la presenza di forti raffiche laterali potrebbe causare lo sbandamento dei mezzi. Prudenza soprattutto nei tratti più esposti, come quelli all'uscita da gallerie e sui viadotti. Inoltre è opportuno evitare la circolazione con mezzi telonati e caravan. Sulle zone costiere, oltre al forte vento, rischio mareggiate. Per questo motivo la Protezione Civile consiglia la massima cautela nell'avvicinarsi al litorale o nel percorrere le strade costiere, evitando la sosta sulle strutture esposte a mareggiate.
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