In Sardegna la nuova legge urbanistica regionale mette in calce il dispregio delle tutele ambientali. Di Maurizio Ciotola

Il varo della legge urbanistica sembra contenere i parametri propri di un rapporto clientelare, totalmente avulso alle reali esigenze di quest’Isola martoriata da una classe politica predatoria. Nell’estate del 2017 l’On. Soru portò a conoscenza dell’opinione pubblica le operazioni nascoste e palesemente incostituzionali derivanti dall’eventuale approvazione del Ppr, nello specifico al suo art. 43, con cui si indicavano i casi in cui allo stesso Ppr si poteva entrare in deroga, attuando accordi tra la presidenza della regione e i soggetti economici coinvolti. Lo abbiamo denunciato sulle pagine di questo giornale, e ancora intravediamo nello stesso art., se non modificato, un palese asservimento senza alcuna garanzia di tutela, affidata ad una soggettiva decisione del Presidente in carica. La storia e non solo quella isolana, ci fa comprendere la pericolosità di tale deroga, in cui il dispregio delle tutele è posto in calce. Sappiamo per altro che, nell’Isola gli immobili invenduti ed esistenti costituiscono una porzione di cospicua entità, non solo, ma di questi, inversamente, solo una piccola quantità costituisce oggetto apprezzabile per l’incremento turistico ed economico, a causa del loro utilizzo e della illiceità con cui esso avviene. I grandi flussi turistici sono sempre più orientati ad una fruizione “leggera”, dinamica e poco onerosa, incentrata sull’utilizzo di B&B, campeggi e case in affitto stagionale sulle coste dell’Isola. L’incremento registrato negli Hotel, non giustificherebbe ampliamenti come quelli previsti dall’incremento volumetrico, indicati dalla legge urbanistica al varo della maggioranza consiliare. Gli eventuali incrementi volumetrici previsti nelle città e nei paesi dell’Isola, per contro porterebbero ad una ulteriore deturpazione di brutture già edificate su concessione clientelare, privando il mercato delle nuove costruzioni di possibili acquirenti. Se una nuova legge urbanistica deve esser varata, questa dovrebbe condurre al riutilizzo e rifacimento di zone già urbanizzate, oggi in degrado; ovvero essa dovrebbe esser definita secondo un’accezione più globale in sinergia con l’identità dell’Isola medesima, per cui l’architettura e la bellezza espressa entrino in armonia con la natura, ancorché con la storia della Sardegna, senza deturparla o ancora violarla. In ultimo, ci chiediamo se questa maggioranza in Consiglio regionale, di cui le ultime elezioni politiche nazionali hanno messo in minoranza, sul piano delle opportunità politiche sia nei fatti legittimata al varo di questa legge che, a fine legislatura, sa più di ricco regalo ad entità immobiliari proiettate verso la speculazione edilizia del territorio. Maurizio Ciotola

Cagliari. Manifestazione di protesta dei partecipanti al progetto Lavor@bile Sardegna

Si è svolta oggi, sotto il palazzo del Consiglio Regionale, la manifestazione di protesta dei partecipanti al progetto Lavor@bile Sardegna per l’applicazione delle leggi destinate ai disabili del progetto. La denuncia, rivolta alla Regione Sardegna, riguarda in particolare la mancata assunzione in ASPAL di 37 lavoratori precari, la corretta applicazione della legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) con la messa a bando dei 404 posti scoperti, quota destinata ai disabili, nell’amministrazione regionale, e l’apertura di un tavolo di discussione con l’assessorato regionale al Lavoro sulle proposte avanzate dalle associazioni e dalle sigle sindacali. Durante la manifestazione il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau ha incontrato la presidente e il vice presidente dell’associazione Progetto Lavor@bile Sardegna, Ermelinda Delogu e Aurelio Monni che hanno illustrato l’intricata vicenda della mancata applicazione delle leggi di stabilizzazione destinate ai lavoratori del progetto Lavor@bile, iniziativa sperimentale nata nel 2006 per contribuire alla formazione professionale dei disabili. «Scriverò una lettera all’assessora regionale del Lavoro, Virginia Mura e al direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi – si è impegnato nel corso dell’incontro il presidente del Consiglio Regionale – per capire le ragioni di questa situazione e verificare se esistono soluzioni percorribili per il superamento di una situazione lavorativa di precarietà, al fine di valorizzare al meglio l’esperienza che le persone con disabilità, occupate con contratto a termine, hanno maturato negli anni nei servizi per l’impiego».

Trenino verde. Riprendono le corse

Dopo le vicissitudini burocratiche che hanno pesato sull'operatività del caratteristico trenino, amato da numerosi turisti, ora è certo, le sue corse riprenderanno in occasione del ponte del Primo maggio. La conferma arriva da Chicco Porcu, amministratore unico di Arst, durante il tavolo convocato in assessorato ai Trasporti sulla metropolitana leggera di Cagliari. In particolare, una legge del 9 agosto 2017, che punta a salvaguardare le ferrovie come patrimonio storico, nello stesso tempo fissa requisiti di sicurezza molto elevati che riguardano tutta la rete del trasporto pubblico, soprattutto per le ferrovie turistiche. A sbloccare la situazione il fatto che questa legge - come sottolineato da Porcu - non è applicabile perché mancano i decreti attuativi. In questo senso l'Arst si baserà sulle norme precedenti e il Primo maggio - come confermato dall'Amministratore di Arst - il Tenino Verde ripartirà.

Meteo. In arrivo forti venti e mareggiate

Si prospetta un fine settimana sabato all'insegna del maltempo. In questo senso la Protezione Civile Regionale ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse, a partire dalla mattinata di sabato 14 aprile. Durante la giornata si assisterà ad una progressiva intensificazione dei venti dai quadranti orientali. Forti venti dall'est - nord - est soffieranno sulle coste meridionali della Sardegna con medie di 30 chilometri orari e, in alcuni casi, 80 chilometri orari. Probabili mareggiate lungo le coste esposte. Cielo nuvoloso con possibilità di sporadiche piogge nel nord dell'isola. Per domenica quadro analogo, soprattutto nel settore meridionale.

Monumenti aperti. Si parte dalla Puglia

Sarà la città di Bitonto, il 14 e 15 aprile, ad aprire l'edizione 2018 di Monumenti Aperti. Nata in Sardegna 22 anni fa e coordinata da Imago Mundi onlus, la manifestazione di quest'anno si presenta come una versione export. Prima la Puglia, poi l'apice in Sardegna e nuovamente (ottobre), nella Penisola (Ferrara e Copparo in Emilia Romagna). "Cultura, patrimonio comune", è questo il tema principale dell'evento, inserito tra le iniziative scelte dalla Comunità europea per celebrare l'Anno europeo del patrimonio culturale. I comuni sardi che verranno coinvolti dal 21 aprile al 3 giugno sono sessanta, per un'apertura al pubblico di ottocento i luoghi della cultura. Tra questi, la chiesa di Santa Maria di Uta, il Castello Malaspina di Bosa, le miniere di Arbus, la caserma Ederle e la cascata Sa Spendula a Villacidro. Come sempre, un ruolo di rilievo verrà svolto dai volontari, oltre 18 mila, che avranno il compito di raccontare i luoghi ai numerosi visitatori.

Arbus. Rivolta dei detenuti nel carcere di Is Arenas

E' successo ieri sera. Quattro detenuti hanno cominciato a inveire contro il personale di Polizia Penitenziaria in servizio e, successivamente, hanno iniziato a perquotere violentemente i blindati delle camere di pernottamento. Dopo faticose trattative gli agenti sono riusciti a riportare l'ordine, nonostante il gruppetto manifestasse intenzioni molto minacciose. "Quel che è accaduto è gravissimo, anche in relazione all'atteggiamento assunto da molti detenuti" - ha dichiarato il coordinatore regionale di Fp Cgil Polizia penitenziaria Sandro Atzeni, che parla di un "qualcosa di organizzato". L'episodio ha convinto la Fp Cgil Penitenziaria a sollecitare "urgenti provvedimenti a tutela dei poliziotti penitenziari che lavorano nella Casa di Reclusione di Is Arenas e della stessa vivibilità nella struttura detentiva". Di fatto, il sistema di vigilanza dinamica - che permette ai detenuti di girare liberi per buona parte del giorno, con livelli minimi di sicurezza - alimenta atteggiamenti provocatori con una tensione che si taglia a fette. Da qui la richiesta di Cgil Polizia di richiedere l'allontanamento dei promontori della rivolta.

Imprese Sardegna. Più investimenti ma crescita ancora lenta

Le piccole e medie imprese sarde investono di più rispetto al periodo della crisi ma in termini di crescita l'isola rimane indietro rispetto a quanto registrato in altre regioni del Sud Italia. Di fatto, nel periodo 2015 - 2016 la Sardegna ha evidenziato un tasso di crescita che è passato dal 4,3% al 6,6%. Un miglioramento molto contenuto rispetto alla Puglia che, nello stesso periodo, è passata dal 6,6% al 10,4%. Migliore anche la performance della Basilicata, che ha fatto registrare un miglioramento dal 6,6% al 9,1%. Prendendo in considerazione il solo settore industriale, la Sardegna fa anche peggio (dal 4,0 al 4,4%), non riuscendo a compensare il calo registrato tra il 2014 e il 2015. A fronte del modesto miglioramento, l'isola si distingue tra le altre regioni meridionali per la quota più alta di Pmi affidabili sotto il profilo della solvibilità. Tra i segnali positivi, la creazione di nuove imprese di capitali, spinta probabilmente dall'introduzione delle Srl semplificate. Per quanto riguarda i fatturati l'isola, insieme a Calabria, Molise, Sicilia e Abruzzo, ha fatto registrare valori della produzione al di sotto dei livelli pre-crisi. Così così il costo del lavoro per unità di prodotto (Clup), importante indicatore per misurare la competitività delle imprese. Tra il 2015 e il 2016 il costo del lavoro nelle Pmi meridionali è cresciuto più del valore aggiunto, portando il Clup da 68,2% a 69,1%, con valori particolarmente elevati in Sardegna (74,6%) e Molise (73,3%). I dati sono contenuti all'interno della quarta edizione del Rapporto Pmi Mezzogiorno, realizzato da Confindustria e Cerved, con la collaborazione di Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Ad essere analizzato un campione di Pmi di capitali tra 10 e 250 addetti, rappresentativo del tessuto imprenditoriale meridionale.

Insularità. Proposta legislativa al vaglio della Corte di Cassazione per inserimento in costituzione

Il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau sarà a Roma il 5 aprile per depositare in Corte di Cassazione il testo della proposta legislativa per chiedere l’inserimento del principio di insularità nell’articolo 119 della Costituzione. Ganau sostiene la formula scelta dal Comitato promotore del Referendum che vede nella legge di iniziativa popolare un efficace strumento per vincere la battaglia sul principio di insularità, oggi sostenuta non solo dalla Sardegna ma anche dalla Sicilia e dalle isole minori. «Partecipo con piacere a quest’atto formale dal grande valore simbolico – ha sottolineato il presidente del Consiglio Regionale – perché occorre esserci e condividere tutti i passaggi essenziali di questo lungo ma necessario percorso. Ho scelto di aderire sin dall’inizio al Comitato promotore perché ottenere il riconoscimento di una condizione che è oggettiva è una battaglia essenziale per la Sardegna. Sarò impegnato personalmente nella raccolta delle firme per la presentazione della proposta di legge nazionale che dal 7 aprile partirà in contemporanea in tutti i capoluoghi italiani. Lunedì 9 aprile a Sassari – ha aggiunto Ganau – abbiamo già programmato un’iniziativa pubblica per coinvolgere sindaci, amministratori locali e semplici cittadini. Siamo tutti consapevoli del fatto che l’essere un’isola ci penalizza e che occorrono maggiori risorse e nuove regole per assicurare alle nostre comunità anche i servizi più essenziali. La Sardegna, proprio a causa di questo, è esclusa da tutti i sistemi di rete nazionali ed europei con gravissime conseguenze e penalizzazioni. Ecco perché questa è diventata una battaglia trasversale che coinvolge tutte le forze politiche, vitale per il futuro della nostra isola».
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