Cagliari. Seminario "La Grammatica dell’integrazione"

A scuola di inclusione: l’accoglienza e le iscrizioni degli alunni stranieri nel quadro delle nuove leggi. Sono questi i principali temi affrontati da La Grammatica dell’integrazione, il seminario voluto e promosso dal Cpia (Centro provinciale istruzione degli adulti) di Cagliari. L’incontro è in programma per il prossimo 28 gennaio, alla MEM di Cagliari dalle ore 9 alle 12.30. Il seminario è nato per fare il punto sulle buona pratiche e le nuove leggi che regolano le iscrizioni di adulti e minori stranieri negli istituti scolastici. Negli ultimi anni, l’aumento progressivo del numero di alunni migranti ha rappresentato un dato di grande rilevanza che ha interpellato la scuola sulla sua capacità di accoglienza e integrazione. E la scuola ha subito risposto positivamente alla sfida valorizzando l’incontro con altre culture e modelli di vita, per consentire ai nuovi arrivati una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale. Il nuovo DL 113/2018 ha introdotto delle novità sostanziali che hanno sollevato numerosi dubbi su quali categorie di migranti potranno continuare a frequentare le aule e sulle ricadute che si avranno sui numeri di iscritti e dunque di corsi che gli istituiti potranno garantire. Il seminario del 28 gennaio si propone di rispondere a tutte le domande sollevate dalla nuova normativa, grazie agli interventi dei relatori. Al microfono si alterneranno il presidente del tribunale di Minori Guido Pala, la delegata del presidente della regione per l’accoglienza dei flussi migratori Angela Quaquero, l’avvocata dell’associazione studi giuridici dell’immigrazione di Milano Giulia Vicini. A moderare l’appuntamento ci sarà il dirigente del Cpia Giuseppe Ennas e l’insegnante del Cpia Maddalena Brunetti. L’incontro si chiuderà con le domande dei docenti e delle associazioni da sempre in prima linea nel delicato e importante lavoro di accoglienza e inclusione.

Cagliari. Riattivato l’autovelox fisso sull’Asse Mediano al km 5.850

Da giovedì 24 gennaio sarà riattivato l'autovelox posizionato al km 5.850 dell'Asse Mediano di Scorrimento, nella semicarreggiata che dal centro cittadino porta in direzione della Strada Statale 131 dir (direzione Aeroporto). L'apparecchio era stato danneggiato in maniera irreparabile dall'attentato incendiario avvenuto due anni fa, nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2017. Prima di procedere al ripristino del dispositivo e alla sua riattivazione - precisano al Comando della Polizia Municipale - lo strumento è stato sottoposto a tutte le verifiche di funzionalità e taratura previste per le apparecchiature impiegate dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, risultando perfettamente conforme alle disposizioni di riferimento. Nel tratto di strada interessato, il limite di velocità imposto dalla normativa vigente, sulla base della classificazione di legge della stessa strada, è di 70 Km/h, così come indicato dalla specifica segnaletica.

Elezioni suppletive. Alle 12 di domenica affluenza a picco

Alle ore 12 di domenica, nelle 305 sezioni elettorali, dove si vota per le suppletive della Camera nel collegio uninominale di Cagliari, solo 11 mila elettori su 251 mila si sono recati alle urne. Il dato, che in termini percentuali significa il 4,38% degli aventi diritto, rappresenta un crollo importante, rispetto a quanto registrato alle politiche del 4 marzo del 2018 dove, nella provincia di Cagliari si era registrata alle 12 un'affluenza del 19,26%. Tra i comuni dove l'affluenza è stata più significativa, quello di Monserrato con il 4,99% dei votanti che si sono presentati alle urne. Maracalagonis con un 3,48%, ha fatto registrare il dato più deludente. A Cagliari il dato si è attestato sul 4,5%.

Cagliari. Protesta operatori dello spettacolo

Il sistema dell'assegnazione dei contributi regionali per il settore, definito iniquo e poco trasparente, rappresenta il motivo principale che ha spinto gli operatori dello spettacolo regionali ad organizzare un presidio il 22 gennaio dalle 8.30 alle 15, davanti a Villa Devoto. L'iniziativa punta a "dire no alla politica dei 'furbetti del teatrino' e agli emendamenti ad personam". In particolare, l'assegnazione dei contributi passa per due percorsi paralleli: bandi pubblici regolati dalla legge 56/1990 e l'assegnazione diretta e discrezionale tramite emendamenti nella Finanziaria - come evidenziato i promotori della protesta. In base a quanto denunciano gli operatori alcune realtà riuscirebbero ad ottenere entrambi i finanziamenti per le stesse attività. Da qui la richiesta alla Giunta Regionale di approvare la delibera dell'assessore Giuseppe Dessena che regolamenti e impedisca ai soggetti che ricevono contributi nella Manovra di fare domanda tramite i bandi. All'iniziativa aderiscono Cosass, Animas, Dmts, Assoartisti, Sardinia jazz Network e Agis Musica Sardegna.

Cagliari. Cade plafoniera all'istituto Nautico

Questa mattina la plafoniera di una classe dell'istituto Nautico Buccari si è staccata, sfiorando un professore. E' accaduto poco prima della ricreazione, tra le 10,30 e le 11,00. I Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, hanno immediatamente iniziato le verifiche strutturali, mentre gli alunni della classe interessata e altri alunni di altre classi sono usciti in cortile per motivi di sicurezza. Il dirigente scolastico ha avviato le indagini interne per capire le cause di quanto successo.

Cagliari mancata capitale europea della cultura del 2019. Di Maurizio Ciotola

Il 19 gennaio a Matera verrà inaugurato l’anno per cui la stessa città è stata consacrata, con evidente merito, capitale della cultura europea per il 2019. Ricordiamo di aver concorso, in quanto città di Cagliari, a quell’assegnazione, cui per meriti e criteri oggettivi, ma soprattutto per i progetti in campo, ha vinto la splendida Matera. Matera non è solo splendida per lascito o per un fatto storico. Matera è splendida perché l’impegno politico e culturale, incentrato sul progetto grazie a cui sono riusciti a conseguire quella assegnazione, non ha trovato nelle altre città candidate egual dimensione e prospettiva. L’amministrazione cittadina di Cagliari ha concorso senza un progetto e con una improvvisazione mascherata dagli innumerevoli spot, dai manifesti sparsi per la città, che proponevano o promuovevano agli stessi cagliaritani la loro città quale capitale della cultura. Nei fatti nessun progetto in tal senso è mai stato avviato e non ha più avuto seguito, men che meno dopo la mancata assegnazione, e ipotizzare una eventuale proposizione della città di Cagliari per una successiva opportunità. Vi è stata, more solito, la clientelare assegnazione di direzioni e gestioni dei teatri, degli enti lirici, dei centri museali, dello spettacolo in genere, senza passare per un piano organico in cui la complessa offerta all’esigente cittadino cagliaritano ed isolano, trovasse soddisfazione adeguata e comparabile. Non si è riusciti a portare, al centro del Mediterraneo l’attenzione europea e mondiale, attraverso Cagliari e la Sardegna. Un’auspicabile proposito in cui tale centralità avrebbe comportato una rinascita culturale, ancorché sociale ed economica, perché di cultura si vive bene e meglio. Un fallimento determinato dall’ennesimo scontro fratricida tra Ministero della cultura, comune di Cagliari e Regione Sardegna. Non si è riusciti, perché le basi cui la politica locale oggi manifesta, sono prive di una visione capace di concepire un ruolo differente da quello già assegnato e morto, cui la Regione Sardegna, il comune di Cagliari e la miriade di comunità locali, ripropongono per inerzia con evidente esito. Del resto come avrebbe potuto ambire a tale ruolo il comune di Cagliari, amministrato dal sindaco Massimo Zedda, che sulla morte dell’anfiteatro Romano di viale fra Ignazio, fulcro estivo di eccezionali spettacoli, ha condotto la sua prima campagna elettorale. Oggi quel sito, ridotto ad un mucchio di ruderi in cui sono presenti rifiuti di ogni tipo e strutture di cantiere abbandonate, non è neppure una meta cui il turista rivolge la sua attenzione, se non distrattamente e di passaggio. La ex Manifattura Tabacchi, contesa tra Comune e Regione, mai completamente recuperata, se non per una sua parte minore, non riesce ad essere una piattaforma per la città, né sul piano culturale ed artistico, né tanto meno su quello delle start-up, cui con testardaggine priva di senso, vorrebbe il presidente Pigliaru. Un piano per cui in città trovino il loro spazio gli artisti, gli artigiani, i laboratori teatrali, non solo non esiste, ma è rimosso dalle prospettive politiche di una amministrazione cittadina, che vive esclusivamente sulla commercializzazione folcloristica di peculiarità neppure autoctone. Quale presunzione, da cui è comunque scaturito un onere economico oltreché un fallimento organizzativo, portò questa amministrazione comunale a concorrere senza una seria pianificazione, che rendesse possibile tale assegnazione? Perché non si è cercato di crederci fino in fondo e condurre la città verso un possibile traguardo negli anni futuri? Perché, da come vediamo è oggi la città di Cagliari, non meno della Regione, non esiste una visione degli interventi basati su un progetto, se non quello del creare piccole clientele la dove servono per integrare lo scarto dei voti con le parti avverse, senza pensare in grande con un’ottica capace di dare centralità a questa città e a questa regione. E del resto, un caro amico è uso dire, come potrebbe essere altrimenti visto che a Cagliari è ostacolata la nascita dell’Accademia delle belle arti e altresì osteggiato se non aggredito il liceo artistico della stessa città? La bellezza naturale di quest’Isola, del sito in cui i nostri antenati hanno saputo ubicare e realizzare la città di Cagliari, non trova oggi risorse intellettuali e politiche capaci di valorizzarne le peculiarità naturali e culturali, a causa dell’approssimazione onerosa con cui esse sono amministrate. Un fallimento generale che meriterebbe una fermata al fine di comprendere quale meta si vuol raggiungere, piuttosto che inseguire un obiettivo di cui non si è artefici consapevoli, ma evidente strumento per alcuni. Maurizio Ciotola

Campagna “Salviamo insieme dune e spiaggia di Chia”. Obiettivi e primi risultati

Promossa dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, la campagna “Salviamo insieme dune e spiaggia di Chia” ha l’obiettivo di salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica. In questo senso i risultati già raggiunti in sole tre settimane sono stati definiti come straordinari dalla stessa associazione. Ad oggi i contributi pervenuti - si legge nel comunicato stampa dell'associazione, sono pari a 70 mila euro, "segno tangibile del forte sostegno “popolare”. Centinaia sarebbero anche i messaggi pervenuti, alcuni quasi commoventi per il loro amore per Chia. Nonni che contribuiscono per i nipotini, collette organizzate sui luoghi di lavoro, turisti che vogliono difendere il loro mare, Sardi via dall’Isola da troppi anni che non intendono mancare alla difesa della propria Terra, bambini che offrono i loro soldini per la spiaggia dell’estate. L'iniziativa mira ad evitare i pericoli che, per il Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus, sono rappresentati dai vari soggetti immobiliari a capitale arabo e internazionale interessati ad acquistare i terreni lungo le coste sarde, Chia compresa. Purtroppo, come denuncia l'associazione ecologista, l’intervento dell’Agenzia per la Conservatoria delle coste, "lodevolmente istituita qualche anno fa proprio su richiesta del GriG", da anni è rimasta non operativa. Per contribuire all’acquisto delle dune e della spiaggia di Chia basta un versamento sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a “associazione Gruppo d’Intervento Giuridico“ (causale “dune e spiaggia di Chia”) oppure con un bonifico bancario con il codice IBAN IT39 G076 0104 8000 0002 2639 090 (per i versamenti dall’Estero il codice BIC/SWIFT è BPPIITRRXXX). Chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa, se gradita.

Cagliari. Il ministro Savona alla Conferenza “Il futuro dell’Unione per un’Europa diversa, più forte e più equa”

Il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Comune di Cagliari, la Regione Sardegna, lo Europe Direct – Regione Sardegna e con l’Istituto Europeo di Pubblica Amministrazione, organizza presso la Mediateca del Mediterraneo, dal 16 al 18 gennaio 2019, “La Sardegna incontra l'Europa", tre giorni di seminari e approfondimenti per promuovere la progettazione europea, l’occupazione e la mobilità giovanile. L’iniziativa si apre mercoledì 16 gennaio con un incontro dedicato a studenti e neolaureati sulle opportunità di studio e lavoro in Europa e prosegue, il 16 e 17 gennaio, con un laboratorio sui finanziamenti diretti dell’Unione Europea per la redazione di una proposta progettuale da candidare all’interno di uno dei programmi europei. Il Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, conclude l’iniziativa venerdì 18 gennaio partecipando alla conferenza “Il futuro dell’Unione per un’Europa diversa, più forte e più equa”. A colloquio con Stefano Polli, vice direttore di Ansa, e Mario Sechi, titolare di List, il Ministro interviene sui principali temi di attualità europea e sul documento “Una politica per un’Europa diversa, più forte e più equa”. La conferenza sarà visibile sul canale Youtube ufficiale del Dipartimento per le Politiche Europee. Durante la tre-giorni, la Mediateca del Mediterraneo ospita la mostra multimediale “L’Italia in Europa - L’Europa in Italia” realizzata dal Dipartimento per le Politiche Europee in collaborazione con l'agenzia Ansa. La mostra, articolata in 97 foto e 29 contenuti multimediali, propone un’esperienza di realtà aumentata per coinvolgere in particolare i giovani. Grazie all'app “L’Italia in Europa - L’Europa in Italia” è possibile visitare interattivamente la mostra e rivivere con l’aiuto di immagini storiche e di repertorio sia i momenti salienti dell'integrazione europea dalla Guerra Fredda ad oggi, sia gli eventi mondiali e gli avvenimenti di costume e società che hanno caratterizzato questi decenni di storia.
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