Comuni Sardegna. In arrivo quasi 18 milioni di euro per investimenti

Grazie alla Legge 30 dicembre 2018 n.145, i 361 comuni della Sardegna potranno fruire di quasi 18 milioni di euro per investimenti finalizzati alla messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale in genere. Nello specifico saranno 15 comuni i comuni sardi che riceveranno 100 mila euro ciascuno per un totale di 1,5 milioni di euro; 58 riceveranno 70 mila euro per un totale di 4 milioni; 78 comuni fruiranno di 50 mila euro per un totale di quasi 4 milioni; 210 riceveranno 40 mila euro per un monte investimenti di 8,4 milioni di euro.Soddisfazione da parte di Confartigianto Edilizia Sardegna che intravede una importante opportunità per ravvivare l'economia edile e artigiana dei territori. Tra le condizioni per poter usufruire dei fondi i comuni devono fare in modo di iniziare i lavori entro il 15 maggio 2019. In caso di mancato rispetto di tale termine o in caso di utilizzo parziale dei contributi, le risorse assegnate verranno revocate, in tutto o in parte, entro il 15 giugno da parte del Ministero dell'Interno e redistribuite agli altri Comuni, obbligati ad iniziare i lavori entro il successivo 15 ottobre.

Disumanità radicate. Di Maurizio Ciotola

Centodiciassette morti in acque libiche, in un naufragio senza soccorritori. Una ragazza soffocata e bruciata in un campo rom cagliaritano; una moglie che uccide la ex amante del marito a martellate o viceversa, non ricordiamo. Raid israeliani in Siria, in un già infiammato M.O. ove Israele non contribuisce alla riduzione della tensione e delle stragi, di cui è parte. Vi sono milioni di poveri in giro per il mondo, almeno cinque milioni certi in Italia, e non quattordici milioni, come una ex candidata alla presidenza della regione sarda ha sbadatamente affermato. Di fronte a questi fatti, incontestabili, cui ci si è giunti per merito di chi ha condotto fino ad oggi la politica mondiale ed europea, quanto quella italiana e sarda, esistono ancora attori politici non curanti di ciò che avviene o ancor peggio, sostenitori della stessa idea di mondo, con la quale siamo giunti a tale condizione di degrado e di disumana follia. E’ lecito ed anche naturale se volete, che una classe dirigente, in senso lato, ma che come tale ha agito, non riesca a mettere in discussione il proprio operato per ridefinire un cammino appropriato ed utile per la società, di cui vuole continuare ad essere classe dirigente. Ma la storia insegna che, nessuna classe dirigente riesce a sopravvivere se stessa, quando si mostra incapace di mutare il suo agire senza agire con capacità di autocritica efficaci e risolutive. Questo è un tempo in cui le urla ci stanno conducendo a grida ancora più feroci, da cui forse resteranno esenti, ancora una volta, come la storia ha più volte rimarcato, non le classi dirigenti nel loro complesso, ma gli opportunisti e coloro i quali sapranno porre una distanza, tra quel fervore irrazionale e il loro agire. Ma i più furbi e meno onesti, ahinoi, sapranno saltare da una parte all’altra, senza mostrare eccessiva visibilità quanto feroce cattiveria, fino ad attestarsi al fianco del vincitore, divenendo più realisti del re. La storia del nostro Paese, quella più recente in particolare, è costituita da abili salti e ricostruzioni di verginità, cui l’oblio nel mascherare il malaffare ha garantito loro continuità. Abbiamo partiti che cercano di ricostruire un nucleo di forza, intorno ad un concetto e ad una realtà di Europa, cui per quanto sta accadendo ed è accaduto, dovremmo invece rifuggire definitivamente. Un’Europa che si mostra tanto puntuale a sostegno della moneta unica, secondo i canoni di una scuola di pensiero che ci ha condotto al disastro, ma non riesce a mettere in campo una politica attraverso cui gestire l’onda migratoria, che il Mediterraneo fagocita di fronte alla nostra disumanità. Non riusciamo a istituire un Commissario con specifiche deleghe, incaricato di affrontare, prima ancora che risolvere, le complessità dell’evento migratorio, che da anni erompe nel silenzio delle istituzioni politiche europee ed italiane, che schiavizzano od osteggiano i transfughi di un’Africa dagli stessi europei martoriata. Non di meno, in questo nostro Paese assistiamo durante la annuale ondata di freddo ad azioni posticce verso l’emergenza di migliaia di senza tetto che dormono per strada. Un’emergenza mai risolutiva, che non è in grado di impedire il decesso ai tanti clochard, che vengono raccolti negli angoli delle strade delle nostre città. Esistono sensibilità alternate e di comodo, politicamente guidate e cavalcate da miserabili, pronti a giustificarsi dietro ideologie di qualsiasi natura o religiosità di inumana natura, cui questa società è avvolta ed intrisa nel suo essere, fino alla cecità. E’da ritenersi incomprensibile che, un partito collocato in quella sinistra cui un tempo era espressione dei disagi sociali e del malessere di una società sfruttata, diventi oggi il partito di massima opposizione ad un provvedimento articolato e redistributivo, qual è il cosiddetto “reddito di cittadinanza”. Denaro destinato a classi disagiate ed espulse dalla società produttiva, con un provvedimento che mira a reintrodurre nel mondo del lavoro i destinatari, secondo vincoli specifici. per cui la somma versata al percettore di tale reddito, una volta assunto a tempo indeterminato, verrà destinata al suo datore di lavoro, in quota incentivante. Cosa vediamo di inaccettabile in tale provvedimento, se non lo svincolo effettivo da una gestione clientelare e di potere, cui sindacati, partiti e clero hanno vincolato per decenni questo Paese? Avvertiamo una profonda disumanità in chi scende in piazza per manifestare contro la riduzione dei finanziamenti per i centri di accoglienza, veri e propri lager/bancomat per la malavita organizzata, e però non muoviamo un dito a favore delle migliaia di poveri e invisibili, che muoiono negli angoli delle strade in cui abitiamo. Poveri, scarti umani, a cui allunghiamo l’elemosina per sentirci meglio, ma per i quali nessuno manifesta affinché essi trovino un’accoglienza diversa dalla strada. Se la sinistra non comprende questo e sappiamo che una certa sinistra non lo comprenderà mai, ha terminato il suo tempo e non riuscirà a sopravvivere, se non come un partito conservatore, in cui ogni senso minimo di laicità si è estinto a favore di quel cattocomunismo, che ha condannato questo Paese a reprimere le sue eccellenze, per attestarsi tra i meno civilmente avanzati dell’Occidente. Maurizio Ciotola

Nuoro. I 20 anni del Man

Due decenni di attività che meritano di essere festeggiati. Un arco di tempo che ha visto migliaia di visitatori, provenienti da tutte le parti del globo, ammirare le opere d'arte moderna e contemporanea custodite all'interno del palazzo che ospita il Man. Unico museo di arte contemporanea in Sardegna, iscritto all'Associazione nazionale dei musei d'arte contemporanea (Amaci), apre le sue porte nel 1999 all'interno di un edificio situato a pochi passi dalla piazza monumento Sebastiano Satta. All'inizio era una pinacoteca con una collezione composta dall'accorpamento di alcune raccolte pubbliche - Provincia, Comune, Ente provinciale per il turismo, Camera di commercio. Con gli anni la collezione si arricchisce e nel 2004 il museo diventa autonomo dal punto di vista gestionale ed entra a fare parte di Amaci. Lo sviluppo internazionale arriva con la direzione di Cristiana Collu, direttrice fino al 2012, cui è seguita quella di Lorenzo Giusti fino ai primi del 2018 e quindi quella di Luigi Fassi. Per festeggiare i suoi primi 20 anni di vita, dall' 8 al 10 febbraio Nuoro ospiterà le celebrazioni che passeranno in rassegna le varie mostre, attività artistiche, progetti e laboratori didattici che nel tempo si sono succeduti.

Nuoro. Obiettivo cultura per la crescita del territorio

Il territorio del nuorese punta sulla cultura per il suo rilancio. In questo senso l'Associazione Distretto culturale del Nuorese, nata per valorizzare il patrimonio culturale e rilanciare la produttività del territorio, attraverso il Tavolo dei Musei, invita rappresentanti di enti, Fondazioni, Cooperative che gestiscono i luoghi della cultura ad aderire al progetto per il 2019. Al centro, musei, storia e siti archeologici in rete. Un Distretto culturale che si è attivato per reperire finanziamenti utili a potenziare le infrastrutture necessarie. In questo contesto si inserisce la sottoscrizione della convenzione con la Regione Sardegna, nell'ambito del Piano di Rilancio del Nuorese, che prevede uno stanziamento di 2 milioni e 200 mila euro per i interventi infrastrutturali quali mappe, segnaletica, percorsi digitali. "A ciò si aggiunge anche un progetto da 500 mila euro, finanziato dalla Fondazione Sardegna", come sottolineato da Agostino Cicalò, presidente dell'Associazione.

Regionali 2019. Ines Pisano rinuncia

Ad annunciarlo è la stessa magistrata del Tar del Lazio, unica donna in corsa per la poltrona di governatore. Alla base della rinuncia una "legge elettorale che non consente l'emersione di soggetti che non siano parte del sistema e già strutturati - ha sottolineato l'ormai ex-candidata - con il rischio reale di contribuire esclusivamente all'eccesso di frammentazione che dobbiamo superare". Il passo indietro viene considerato dalla stessa Pisano un "atto d'amore verso la Sardegna". Con l'abbandono della magistrata, restano in corsa Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi uniti), Paolo Maninchedda (Partito dei sardi), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), e Vindice Lecis (Sinistra sarda).

Quartu Sant'Elena. Berlusconi arriva in città

Silvio Berlusconi arriva a Quartu per presentare la candidata Daniela Noli ed è subito show. Nella prima tappa della sua due giorni in Sardegna il leader di Forza Italia ha evidenziato il particolare ruolo della Sardegna che "molto spesso, anche in passato ha anticipato situazioni che poi si sono verificate a livello nazionale". Durante il comizio Berlusconi attacca i grillini, auspicando che i sardi inizino a capire chi sono realmente. E tra le priorità per la Sardegna, indicate dall'ex premier, la continuità territoriale, la zona franca, le infrastrutture e i trasporti".

Cagliari. A Monte Claro una pista ciclabile

La Città Metropolitana realizzerà nel parco di Monte Claro una pista ciclabile che, nelle intenzioni, dovrà collegare l'area della cittadella sanitaria e dei poli scolastici tra viale Ciusa, via Romagna e via Liguria (Istituto "Leonardo Da Vinci" e Liceo Scientifico "Antonio Pacinotti"), con via Mattei e via Cadello. Inserito nel Programma triennale dei Lavori Pubblici 2019/2021, per il quale sono disponibili 250 mila euro, l'intervento comprende l'integrazione con i percorsi già esistenti nel parco e prevede inoltre la sistemazione della pavimentazione antistante la Biblioteca Metropolitana "Emilio Lussu", la realizzazione della rete di illuminazione e l'acquisto di biciclette a pedalata assistita, che verranno messe a disposizione degli utenti. Nei piani dell'amministrazione anche la dotazione di biciclette con pedalata assistita e di piccoli mezzi elettrici che consentiranno ai disabili di visitare il Parco con più facilità.

Meteo. Venti e mareggiate sulla Sardegna per le giornate di domenica 13 e lunedì 14 gennaio

Diramato dalla Protezione Civile un avviso di condizioni meteorologiche avverse. Dalla mezzanotte di sabato 12 gennaio, la Sardegna sarà interessata da vento forte da Nord-Est sulle zone costiere e in prossimità dei rilievi, con intensità maggiori sui settori occidentali e settentrionali. In attenuazione durante le ore centrali della giornata di domenica 13 gennaio, i venti torneranno a intensificarsi nelle ore serali su tutta l'Isola. Per la giornata di lunedì 14 gennaio, è previsto un nuovo e più marcato rafforzamento dei venti provenienti da Nord-Ovest su tutta l'Isola e che potranno essere di burrasca o burrasca forte su tutte le zone costiere e in prossimità dei rilievi: attenuazione al pomeriggio a partire dai settori settentrionali. Inoltre, sempre per lunedì 14 gennaio, sulle coste occidentali e settentrionali della Sardegna saranno possibili mareggiate.
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