Anniversario della liberazione. Oltre duemila persone in corteo a Cagliari

A Cagliari i festeggiamenti per il 25 aprile hanno visto protagonista un corteo, organizzato dall'Associazione nazionale partigiani, che ha richiamato oltre duemila partecipanti. Partenza da via Alghero per poi proseguire in via Sonnino sino al parco delle Rimembranze e al monumento ai Caduti. Dopo la tradizionale deposizione delle corone di alloro, la marcia è proseguita sino a piazza del Carmine. Tra i rappresentanti istituzionali anche il primo cittadino, Massimo Zedda. La manifestazione è stata arricchita da striscioni antifascisti, diverse bandiere e cori. Il 73° anniversario della Liberazione è stato festeggiato anche a Sassari, presso la sede del Comune, in collaborazione con l'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Presente anche il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, che ha citato la celebre frase di Piero Calamandrei, giurista, scrittore politico e padre costituente "la libertà è come l'aria...ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare....", pronunciata nel 1955 nel suo discorso agli studenti milanesi. Parole importanti che, come sottolineato dallo stesso Ganau "andrebbero lette ogni giorno per ricordarci che la nostra democrazia va continuamente alimentata, attraverso battaglie in difesa della solidarietà, della giustizia sociale e del rispetto della persona umana".

“Lavoras”, un piano clientelare senza futuro. Di Maurizio Ciotola

Molto spesso è un gioco d’azzardo, la maggior parte delle volte è lo sbarramento burocratico, quello che impedisce e “salvaguarda” nelle casse della Regione e delle banche, i fondi resi disponibili per il loro utilizzo. Sono provvedimenti esaltati da annunci politici, di cui i media, all’esigenza, si fanno amplificatori. Nei fatti si tratta di fondi erogati sulla carta, basati sul principio del cosiddetto finanziamento a pioggia, assistenzialista, privo di un vero e proprio progetto organico. Nel caso Isolano, con l’uso e l’abuso della maschera linguistica, il piano “Lavoras” è tutto fuorché un progetto per il lavoro. Ed è strano che, economisti portatori e fautori di idee liberiste, ripeschino le nobili teorie di Keynes, finora denigrate, oscurando però il nucleo del suo pensiero, con il fine di cogliere quello marginale e più brutale del cosiddetto: "fare una buca per poi ricoprirla", di cui ci sfugge l’utilità sociale, se non per il reddito percepito da chi, quella buca la realizza e poi la ricopre. Una sorta di reddito di cittadinanza, cui è associato a copertura morale, un lavoro del quale non si conoscono i fini e gli obiettivi, ma che sicuramente, nelle modalità in cui è assegnato, non può non avere che un chiaro ritorno clientelare. Sappiamo che, la piccola imprenditoria, tra cui quella delle cosiddette “partite IVA”, non si attiva e non può sopravvivere con elargizioni a pioggia e a tempo. Perché se questa è l’ottica con cui si pensa al suo sviluppo, come è stato in gran parte del passato, non v’è dubbio che, affinché le stesse ”partite Iva” continuino a sopravvivere, tale erogazione a pioggia, ancorché clientelare ed evidentemente assistenzialista, dovrà avere i caratteri della continuità. Un modus operandi di cui per altro, la Regione Autonoma della Sardegna è stata da sempre eccellente interprete ed attrice. Diversamente, se nella nostra regione si volesse seriamente avere l’opportunità di sviluppare un tessuto economico, attraverso cui veder fiorire ed erompere il contesto sociale, che con esso interagisce, dobbiamo necessariamente intervenire sulle infrastrutture che, per natura e ingegno innervano le società fiorenti ed efficienti. Infrastrutture, non solo fisiche, ma anche giuridiche, attraverso cui consentire autonoma mobilità ed efficienza agli operatori dei settori che, per natura e vocazione sono propri di questa nostra Regione, quanto a quelli che, sul nostro territorio troverebbero un naturale innesto. Negli anni e nel presente invece, la politica regionale ha lavorato per distruggere quel residuo infrastrutturale, già incompleto, ereditato da anni di gestione in cui intorno ad un idea di progetto si sono abbarbicate molteplici sacche di dipendenza, finalizzate allo sfruttamento di rendite di posizione. Egregio Signor Presidente, professore, è più probabile che l’economia di questa regione riparta avvalendosi di progetti seri, capaci di dare unità territoriale, sul piano delle infrastrutture e dei servizi, quanto su quella delle opportunità, incentrati su una continuità determinata dal loro sviluppo certo e duraturo. Non certo da una legge con cui viene distribuito del denaro a tempo, per render compiacente il sindacato, che nel bloccare la protesta attraverso una retorica collaudata, sembra sempre più destinato ad uccidere il futuro. Maurizio Ciotola

Scuola. Sciopero della fame per i maestri sardi che hanno perso l'abilitazione

E' l'iniziativa organizzata per protestare contro il parere dell'Avvocatura di Stato che ha definitivamente travolto numerosi maestri e maestre della Sardegna che, dopo anni di insegnamento, si vedono sottratta l'abilitazione per insegnare. La delusione e la rabbia dei docenti, che inizieranno lo sciopero il 28 aprile, è tanta. Quanto sancito dal Consiglio di Stato e confermato dall'Avvocatura di Stato implica un declassamento dalle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) alla seconda fascia, riguardando circa mille insegnanti della scuola primaria con il diploma conseguito prima del 2001-2002. In base ai dati forniti dal comitato, sarebbero cento i docenti che vanno incontro al licenziamento, dopo aver sperato nel posto fisso a scuola. Una vicenda che getta nello sconforto i docenti, comunque intenzionati a non arrendersi. Per questo motivo i maestri di tutta Italia, compresi quelli sardi, saranno a Roma dal 28 aprile per iniziare lo sciopero della fame davanti al Miur.

Sarroch. Società di servizi evade oltre 628 mila euro

La Guardia di Finanza di Sarroch ha scoperto una societa’ di servisi che ha omesso il versamento di tasse e contributi previdenziali per oltre 628.000 €. La verifica fiscale, coordinata dal luogotenente Lucio Milia, si è concentrata sul corretto assolvimento degli obblighi dettati dalle disposizioni tributarie vigenti ai fini delle imposte dirette, dell’i.v.a. e dell’i.r.a.p. Controllati anche gli adempimenti previsti dalle norme in materia previdenziale e assistenziale. Dalle risultanze del controllo, è emerso che, sui due anni di imposta verificati, il contribuente aveva, da un lato correttamente contabilizzato tutte le poste di bilancio ed effettuato le previste dichiarazioni, ma dall’altro aveva omesso di versare quanto dovuto: complessivamente 169.166 € di imposte sui redditi e 222.228 € di iva. E’ stato altresi’ rilevato che la stessa societa’ aveva omesso di effettuare versamenti di trattenute contributive e previdenziali per 237.375 €.

Sassari. L'esempio degli alunni dell'Istituto comprensivo Monte Rosello

Mentre spopola sui social il video di quanto accaduto presso l'istituto scolastico di Lucca, che mette in evidenza la decadenza del sistema educativo italiano, finalmente una buona notizia arriva dall'Istituto comprensivo Monte Rosello di Sassari, protagonista di un'iniziativa lodevole, grazie all'impegno dei bambini delle scuole elementari. Questa mattina infatti, armati di buona volontà e aiutati dagli "ecovolontari", i piccoli studenti dell'istituto hanno ripulito l'arenile di Platamona. Grazie anche al coordinamento dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Sassari, l'aiuto di decine di associazioni e semplici cittadini, sono stati rimossi diversi rifiuti. Non solo quelli portati dalla marea, ma anche quelli abbandonati sulla sabbia dagli incivili. L'iniziativa denominata "My planet in my Home - Il mio Pianeta è la mia Casa" si inserisce tra le varie attività che l'istituto scolastico da tempo organizza per sensibilizzare la collettività sul rispetto dell'ambiente e l'impegno civico.

In Sardegna la nuova legge urbanistica regionale mette in calce il dispregio delle tutele ambientali. Di Maurizio Ciotola

Il varo della legge urbanistica sembra contenere i parametri propri di un rapporto clientelare, totalmente avulso alle reali esigenze di quest’Isola martoriata da una classe politica predatoria. Nell’estate del 2017 l’On. Soru portò a conoscenza dell’opinione pubblica le operazioni nascoste e palesemente incostituzionali derivanti dall’eventuale approvazione del Ppr, nello specifico al suo art. 43, con cui si indicavano i casi in cui allo stesso Ppr si poteva entrare in deroga, attuando accordi tra la presidenza della regione e i soggetti economici coinvolti. Lo abbiamo denunciato sulle pagine di questo giornale, e ancora intravediamo nello stesso art., se non modificato, un palese asservimento senza alcuna garanzia di tutela, affidata ad una soggettiva decisione del Presidente in carica. La storia e non solo quella isolana, ci fa comprendere la pericolosità di tale deroga, in cui il dispregio delle tutele è posto in calce. Sappiamo per altro che, nell’Isola gli immobili invenduti ed esistenti costituiscono una porzione di cospicua entità, non solo, ma di questi, inversamente, solo una piccola quantità costituisce oggetto apprezzabile per l’incremento turistico ed economico, a causa del loro utilizzo e della illiceità con cui esso avviene. I grandi flussi turistici sono sempre più orientati ad una fruizione “leggera”, dinamica e poco onerosa, incentrata sull’utilizzo di B&B, campeggi e case in affitto stagionale sulle coste dell’Isola. L’incremento registrato negli Hotel, non giustificherebbe ampliamenti come quelli previsti dall’incremento volumetrico, indicati dalla legge urbanistica al varo della maggioranza consiliare. Gli eventuali incrementi volumetrici previsti nelle città e nei paesi dell’Isola, per contro porterebbero ad una ulteriore deturpazione di brutture già edificate su concessione clientelare, privando il mercato delle nuove costruzioni di possibili acquirenti. Se una nuova legge urbanistica deve esser varata, questa dovrebbe condurre al riutilizzo e rifacimento di zone già urbanizzate, oggi in degrado; ovvero essa dovrebbe esser definita secondo un’accezione più globale in sinergia con l’identità dell’Isola medesima, per cui l’architettura e la bellezza espressa entrino in armonia con la natura, ancorché con la storia della Sardegna, senza deturparla o ancora violarla. In ultimo, ci chiediamo se questa maggioranza in Consiglio regionale, di cui le ultime elezioni politiche nazionali hanno messo in minoranza, sul piano delle opportunità politiche sia nei fatti legittimata al varo di questa legge che, a fine legislatura, sa più di ricco regalo ad entità immobiliari proiettate verso la speculazione edilizia del territorio. Maurizio Ciotola

Bracconaggio. Operai dell'Agenzia Forestas beccati con le mani nel sacco

Il Nucleo Investigativo Regionale del Corpo forestale ha scoperto sette operai dell'agenzia Forestas che, invece di controllare il perimetro del parco regionale di Gambarussa, nel territorio tra Capoterra e Assemini, praticavano il bracconaggio. Gli animali uccisi (daini, cervi e cinghiali) venivano successivamente venduti al mercato nero. Non paghi, i sette avrebbero anche rubato della legna dal parco. Un comportamento che ha comportato la loro iscrizione nel registro degli indagati con le accuse di furto, peculato e ricettazione.Tra il materiale recuperato durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli uomini del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale Regionale e quelli dell'Ispettorato di Cagliari hanno trovato corna e teschi di cervo, oltre ad un quintale di carne, trappole, lacci, reti e tagliole utilizzate per uccidere le prede. Ora si attende l'esito delle indagini per cercare di risalire all'identità dei soggetti ai quali veniva venduta la legna e, soprattutto la selvaggina.

Sassari. Tentato furto con camion che si schianta sul portone di un palazzo

E' accaduto questo pomeriggio nel centro cittadino. Due ladri hanno cercato di rubare delle attrezzature da un camion, profittando dell'assenza temporanea degli operai impegnati nella posa della fibra ottica. Una volta scoperti hanno reagito con violenza contro gli operai e, per agevolare la propria fuga, hanno tolto il freno mano del camion. Purtroppo però, la strada era ripida e in discesa e il mezzo è finito contro il portone di un palazzo. Per fortuna l'episodio si è concluso senza alcun ferito. Sul posto è arrivata la Polizia, con Vigili Urbani e Carabinieri che sono riusciti a catturare uni dei due ladri.
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