BANNER 300X250

Un sardo ex calciatore giramondo, oggi allenatore a Malta

In evidenza Un sardo ex calciatore giramondo, oggi allenatore a Malta
Andrea è un ex calciatore professionista. La sua carriera calcistica lo ha portato lontano da Cagliari in giovane età. Oggi ha deciso di concludere la sua carriera a Malta e diventare allenatore di calcio. Ha deciso di stabilirsi definitivamente in questa isoletta, che i maltesi stesso chiamano "lo scoglio del Mediterraneo". Abbiamo deciso di farci una chiacchierata con lui. Andrea, di cosa ti occupi oggi a Malta? Hai giocato a calcio anche a livelli importanti, vero?

"Si, ho avuto la fortuna di giocare in un buon periodo, dove ogni domenica ti misuravi contro giocatori davvero incredibili. Ho ricordi meravigliosi".

Cosa ti ha spinto a lasciare la Sardegna così giovane?

Diciamo che è stato un pò difficile. Ho iniziato dal settore giovanile, poi sono riuscito ad arrivare in prima squadra. Purtroppo però, a causa di qualche disguido con la società, ho deciso di andare via da Cagliari. All'inizio è stata dura anche se, con il senno di poi, ho capito che il mio percorso doveva essere quello".

Dopo Cagliari dove hai giocato?

"Ho giocato un anno in prestito a Siena in serie C, poi tre anni a Verona, sei mesi a Varese, 7 anni a Parma, in seguito sono passato a Bologna e a Prato. Successivamente in Canada all'Impact di Montreal, dove ho giocato con grandi campioni come Nesta e Di Vaio. Dopo questa esperienza sono ritornato in Italia, ho fatto sei mesi a Prato ed infine ho deciso di intraprendere una nuova avventura, alla volta di Malta, che poi è stata l'ultima della mia carriera, dove ho giocato solo un anno".

Di cosa ti occupi esattamente oggi a Malta?

Sono allenatore di calcio. Ormai vivo qui da quasi sei anni. Il primo anno, dopo aver giocato, mi sono voluto dedicare completamente alla famiglia, poi ho iniziato ad allenare. Ho fatto due anni in una squadra di Serie B, sei mesi come assistente in una squadra di Premier League Maltese e questo è il secondo anno che sono allenatore, sempre in una squadra di Premier League Maltese che è lo “Sliema Wanderers” (il club che ha vinto più campionati maltesi).

La tua famiglia è maltese o sarda?

"La mia famiglia è italianissima, mia moglie di Firenze, mia figlia, la più grande, è nata a Parma, quando giocavo là. Invece mio figlio, il più piccolo è nato in Canada. Ma siamo tutti italiani".

Quali sono gli aspetti positivi e negativi di Malta?

"Questa è un’isola, ma è considerata una nazione vera e propria, anche se in realtà sarebbe solo una grande regione, forse anche più piccola. Gli aspetti positivi sono tanti: la sicurezza, il clima, le cose funzionali, lo stile di vita perché tutto è molto più calmo, più tranquillo. E poi a parte Cagliari, non avevo mai giocato in un posto dove ci fosse stato il mare, anche se sono davvero contento di dove ho giocato e non ho nessun rimpianto. Avere il mare è una cosa bella e anche se per questo aspetto mi sarebbe piaciuto stare più a Cagliari, ma stare qui è davvero bello e rilassante, anche solo la mattina quando giri in macchina e vedere il mare ovunque. Ci sono tante cose positive. Le cose negative invece sono la lontananza, ma neanche tanto visto che è collegata benissimo con l’Italia. Sicuramente è un pò troppo piccola, dopo un pò ti opprime e ogni tanto ha il desiderio di spostarti se si può. Però qui si sta bene e poi volevo che i miei figli facessero le scuole d’inglese (lingua ufficiale)."

Dopo Malta, ti piacerebbe fare esperienza altrove?

"Per me Malta per ora è una palestra, Come allenatore sto facendo le mie esperienze. Ho quasi tutti i patentini UEFA di allenatore e poi potrò allenare ovunque. Quest’anno sto ultimando per conseguire il Patentino Pro, con il quale potrò allenare anche squadre di Serie A italiana e la nazionale. Mi piacerebbe fare esperienza anche in un’altra nazione, magari lontana o tornare in Canada. Sono anche attratto da paesi più lontani, perché sono esperienze di vita. Non sono mai stato in Australia ed è un Paese che mi affascina, ma ci sono tante altre nazioni dove fare esperienze lavorative. Sono stato in vacanza in Giappone e credo sia un posto stupendo dove andare a vivere. Certo, un giorno mi piacerebbe tornare in Italia e allenare nel mio Paese. Se mi dovesse capitare un’occasione, una proposta per una panchina in Italia, penso accetterei. Mi interessa tutto il calcio Europeo, non solo l’Italia, ma anche Spagna, Inghilterra, ecc.".

Ti mancano gli amici, gli affetti familiari e la tua terra?

"Quello sempre, perché a Cagliari c’è la mia famiglia, i miei genitori, mia sorella, miei nipoti. Ci sono anche i miei amici d’infanzia, quelli con i quali sono cresciuto insieme. Poi Cagliari è Cagliari, il posto dove sei nato non lo puoi scordare. Ma ora devo fare questo mio percorso, anche se ogni volta che ne ho la possibilità torno in Sardegna. Sono riuscito a tornare anche quest'ultima estate, nonostante il Covid. E poi, quando questo problema della Pandemia sarà solo un brutto ricordo, cercherò di tornare più frequentemente. Naturalmente, ogni volta che vengo in Italia devo sempre dividermi tra la mia famiglia, che sta in Sardegna e quella di mia moglie, che sta Firenze. Ma lo facciamo sempre, con gran piacere.

Quindi un domani potresti tornare in Sardegna?

"Non ci ho ancora pensato. Sinceramente, non ci ho ancora pensato. Mi piacerebbe ancora andare in giro per il Mondo. Ma è normale che andando avanti con l'età, soprattutto con i bambini che diventano un pochino più grandi, non ci si può spostare così soltanto per spostarsi. Però non lo so, lascio aperte tutte le possibilità: Cagliari, Firenze, ma ripeto anche in qualche altro posto. Adesso come adesso non ti posso dare una risposta, perché mi piacerebbe stare ovunque. La vita è lunga e non sai mai dove potrà portarti……

Daniele Cardia

Ultima modifica ilMercoledì, 11 Novembre 2020 20:08

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

giweather joomla module