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Dalla Grande Mela al ritorno in Sardegna. Intervista a Stefano ed Enrica

In evidenza Dalla Grande Mela al ritorno in Sardegna. Intervista a Stefano ed Enrica
Stefano ed Enrica sono due fidanzati partiti a New York per svolgere un’esperienza professionale. Un’enorme opportunità per loro carriera. Oggi dopo quattro anni, sono ritornati in Sardegna e ci spiegano il perché. Enrica e Stefano, come mai avete lasciato la Sardegna?

"Dopo la fine del dottorato (Stefano) e della specializzazione (Enrica) abbiamo deciso di lanciarci in un’esperienza di vita all’estero.

Perchè avete scelto proprio New York?

"Avevamo già avuto occasione di vedere New York e di innamorarcene quando Stefano è partito per un anno durante il dottorato, da lì la voglia di viverla insieme".

Un’opportunità imperdibile?

"Più che altro l’abbiamo cercata…

Pensavate di essere dei cervelli sardi di esportazione?

"In realtà non l’abbiamo mai pensato. Certo, New York ci ha dato l’opportunità di crescere professionalmente e di imparare tanto, ma forse quello che ci ha insegnato dal punto di vista personale è stato molto ma molto di più. Entrare in contatto con culture diverse, conoscere storie ed esperienze diverse dalla tua, ma soprattutto affrontare le difficoltà quotidiane (che non sono state poche) ci hanno fatto crescere tantissimo, dal punto di vista personale più che professionale".

Di cosa vi occupavate a New York?

"Lavoravamo entrambi nell’ambito della ricerca clinica: Stefano nel campo del diabete e dell'obesità, Enrica in quello dei virus e dei batteri".

Quali sono state tutte le vostre esperienze nella Grande Mela?

"Forse per quelle non basterebbe un libro intero......Fondamentalmente la maggior parte delle nostre esperienze avevano come punto centrale il cibo, anche solo uscire nel weekend e provare un nuovo tipo di cucina era sicuramente un’esperienza bellissima! Poi ovviamente la città ti da l’opportunità di sentirti in vacanza anche solo facendo una passeggiata, e di scoprire posti e angoli nuovi ogni weekend".

Come mai dopo quattro anni passati in una delle più grandi metropoli al mondo, avete deciso di tornare in Sardegna?

"A New York stavamo molto bene, avevamo un buon lavoro, amici e soprattutto tanti stimoli. Ma si sa, per chi è nato qui il richiamo della terra, della famiglia e degli amici si è fatto più forte… E allo stesso tempo ci siamo chiesti se davvero volessimo trascorrere tutta la nostra vita in un laboratorio, se avessimo davvero tutta questa passione da dedicargli, visto che ci vuole tanta passione per fare quel tipo di lavoro. La risposta è arrivata seguendo dei corsi di comunicazione scientifica, che ci hanno completamente aperto un mondo che non conoscevamo. Tutti pensano che la figura del biologo sia per forza dietro ad un bancone, ma c’è un mondo vastissimo oltre le provette che aspetta solo di essere esplorato… E siccome al cuore non si comanda, eccoci di nuovo qui!".

E ora di cosa vi occupate esattamente?

"Lavoriamo come medical writers, cioè ci occupiamo di tutto quello che riguarda la comunicazione scientifica: stesura di testi, materiale didattico per gli informatori scientifici, fascicoli, libri, report di tavole rotonde. E’ un lavoro bellissimo che ti da l’opportunità di spaziare e di imparare sempre qualcosa di nuovo".

Durante gli anni trascorsi negli Stati Uniti vi sono mancati gli amici, gli affetti familiari, la nostra terra e il nostro cibo?

"Famiglia e amici moltissimo, anche il cibo in realtà, anche se a casa ci siamo saputi destreggiare bene nel mantenimento di uno stile di vita sano. E abbiamo anche fatto conoscere le nostre specialità e prodotti tipici ai nostri amici stranieri".

Quali sono stati, secondo voi, gli aspetti più positivi e negativi di New York?

"New York è una città che ti dà tanto, ti sprona a migliorare, ti aiuta e ti dà la possibilità di reinventarti tutte le volte che vuoi. Certo, devi starle dietro, perchè le opportunità ti si presentano davanti e molto spesso si ha talmente poco tempo da non riuscire a coglierle. Il suo cielo però è azzurro l’80% dell’anno e il sole, sempre presente, ha fatto in modo che fosse l’unica città per noi in cui valesse la pena vivere, sempre dopo Cagliari, ovviamente".

Ben tornati in Sardegna ed in bocca al lupo per i loro progetti futuri. BENE BENNIOS!

Daniele Cardia

Ultima modifica ilMercoledì, 21 Ottobre 2020 18:32

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