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Sardi qua e là nel mondo. Intervista a Matteo, chimico a Bristol

In evidenza Sardi qua e là nel mondo. Intervista a Matteo, chimico a Bristol
Sono diversi i sardi che vivono e lavorano lontano dalla nostra terra, magari alla ricerca di una prospettiva di vita professionale (e non solo) diversa. Storie di nostri concittadini che per svariate ragioni, hanno deciso di partire. Quali sono state le ragioni e le motivazioni che li hanno spinti a "conquistare nuove terre"? Quesiti ai quali cercheremo di dare una risposta. A cominciare dalla storia di Matteo, chimico sardo che si è trasferito a Bristol. Matteo si è laureato a Cagliari, conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze Chimiche, e da qualche anno vive e lavora nella città del Regno Unito

Buongiorno Matteo, ti ritieni un cervello sardo di esportazione?

"Se con questo intendiamo una persona che ha svolto i suoi studi e conseguito i titoli in Italia per poi andare a lavorare, o continuare la propria carriera, all’estero, la risposta é si. Più semplicemente mi considero una persona che, alla soglia dei trent’anni, ha voluto intraprendere un’esperienza in un altro Paese. Entrambe le definizioni sono corrette sulla carta; personalmente mi identifico più nella prima. Infatti, molti ragazzi italiani lasciano l’Italia sventolando lo slogan “in Italia tanto non c’è lavoro”. Senza entrare nel merito della correttezza quest’affermazione, personalmente non è stato questo a spingermi a lasciare l’Italia".

Cosa ti ha spinto a lasciare la Sardegna?

"Ho sempre sentito la necessità di confrontarmi con una nuova realtà, sic et simpliciter. Sono sicuro che anche in Italia avrei trovato la mia dimensione. Ma nel mio caso è indispensabile conoscere altre realtà, lasciare il giardino di casa proprio per vedere cosa c’è oltre. Anche se ciò si rivela essere, a volte, il grigiore del Regno Unito"

Come mai hai scelto proprio l'Inghilterra?

"La scelta è caduta sull’Inghilterra per il semplice fatto che non esiste altro posto al mondo dove migliorare la lingua inglese se non nei paesi anglofoni. E un ottimo inglese è una necessità per chi lavora nel mio settore e per ognuno di noi. Che ci piaccia o no, da questo punto di vista i confini globali sono saltati. C’è un sacco da scoprire fuori dal proprio Stato, ma la quasi totalità delle informazioni sono in lingua inglese".

Quali sono state le tue esperienze precedenti? E quelle acquisite in Gran Bretagna?

"Non ho mai trascorso lunghi periodi all’estero, solo sporadici viaggi, per lo più in Inghilterra tra l’altro".

Un domani vorresti tornare? Eventualmente dove ti piacerebbe continuare a fare esperienza?

"Non ho ancora un piano preciso. Sicuramente mi piacerebbe tornare un giorno".

Ti mancano gli amici, gli affetti familiari e la tua terra? Cosa ti manca di più?

"Rispondo così: spesso dobbiamo allontanarci da dove stiamo troppo bene più che da dove stiamo male."

Quali sono, secondo te, gli aspetti positivi e negativi di Bristol?

"Bristol non è una città sterminata, caotica e che genera ansia come Londra, ma allo stesso tempo non ti dà quella sensazione di occlusione che proveresti in un piccolo villaggio della campagna inglese. Sono pareri personali. È una città ricca di storia, anche se si tratta di una storia che le attuali “proteste” hanno reso controversa, perché legata in parte allo schiavismo. Basti pensare alla recentissima deposizione della statua di Edward Colston".

Ringraziamo Matteo per la sua disponibilità, gli auguriamo un grande in bocca al lupo per i suoi progetti futuri. ASSIBIRI!

Barcollo ma non mollo

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Agosto 2020 16:15

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