Cagliari. Notte europea dei ricercatori. Giovani, ateneo, città, enti e territorio: sfida vincente

Venerdì 27 settembre, dalle 16 alle 24 piazza Garibaldi, ma anche la scuola “Alberto Riva”, la Manifattura tabacchi in viale Regina Margherita e i Geo-musei in via Trentino ospitano un evento senza eguali. La Notte europea dei ricercatori fa capo al progetto europeo Sharper (Sharing researchers’ passions for evidences and resilience) “European researcher’s night” e coinvolge gli specialisti di dodici dipartimenti e di vari centri di ricerca. Dopo il successo della scorsa edizione con la partecipazione di oltre diecimila visitatori, la Notte torna con installazioni artistiche, mostre interattive, attività per bambini e ragazzi, laboratori, concerti, conferenze. In scaletta oltre 70 interventi e 30 gazebo in piazza. Con il pubblico che potrà immergersi nel mondo della ricerca e stare a stretto contatto con i ricercatori. Verranno presentate le attività a studenti, cittadini e imprese. La manifestazione viene seguita con trasmissioni in diretta da UnicaRadio.it ed è curata dall’Università del capoluogo e dalla sezione di Cagliari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). La Notte mira a coinvolgere i cittadini nella quotidianità dei ricercatori e del ruolo che ricoprono nel contribuire alla costruzione del futuro della società. La manifestazione si svolge in concomitanza anche a Nuoro con una serie di eventi mirati.

Dalla materia oscura alle nanoparticelle passando per acqua, menhir, alieni, teleriabilitazione, economia circolare, disuguaglianze, sicurezza, scene del crimine, ambiente, cultura e territorio, antichi testi sardi, automazione, cannabis e cervello, scimmie e diritto d’autore, carcinomi e genetica. Questi sono solo alcuni degli ingredienti dei seminari divulgativi tenuti dai ricercatori nelle scuole primarie e secondarie nelle attività di natura artistica e scientifica alla Manifattura tabacchi. La scaletta della manifestazione prevede le “Quattro chiacchiere con i ricercatori”, a cura dell’ateneo e dell’Infn di Cagliari, l’Area kids (esperimenti e attività per bambini), gli European corner (opportunità a sostegno della ricerca e programma Maria Curie). Inoltre, dal 20 al 28 settembre, si tengono una serie di attività al confine tra arte e scienza alla Manifattura Tabacchi. Tra queste l’installazione “Museum of the moon” di Luke Jerram e la mostra interattiva “L’universo a portata di mano” a cura dell’Infn. Di forte interesse anche “Aspettando la notte”, seminari che dal 23 al 26 settembre si tengono nelle scuole secondarie Giua, Pacinotti, Euclide, Convitto nazionale e Alberti. In calendario anche “Ricercatori alla spina” il 25 settembre e, il giorno seguente, la conferenza-incontro con Luna Rossa Prada Pirelli team.

L’evento è organizzato da Università di Cagliari e sezione locale dell’Infn con il coinvolgimento di Regione Sardegna, Comune di Cagliari e Nuoro, Sardegna Ricerche, 10Lab, Istituto nazionale astrofisica (Inaf), Crs4, Sardegna Teatro, Manifattura Tabacchi, Associazione laboratorio scienza, Associazione ScienzaSocietàScienza, complesso didattico Santa Caterina, Associazione Coderdojo Quartu, Associazione Ideas, Cnr-Iom, Ctm, Ris-Carabinieri, Polizia, Comando provinciale Vigili del fuoco. Il progetto è finanziato dall’Assessorato regionale pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport nell’ambito del bando Por-Fesr 2014-2020 e dall’Assessorato comunale cultura e spettacolo.

Italian CLab Network. Contaminazione vincente su scala nazionale: 19 atenei visitati in 17 giorni

Si è chiuso il tour con capofila il team dell’Università di Cagliari. Il camper delle idee e dell’innovazione ha percorso quattromila chilometri dal 31 maggio al 16 giugno. Oggi, giovedì 20 giugno, il rettore Maria Del Zompo ha ricevuto il team del Contamination Lab dell’Università di Cagliari, capofila dell’Italian Clab Network, guidato dal pro rettore per Innovazione e territorio, Maria Chiara Di Guardo. Nel cordiale e intenso incontro tenutosi nello studio della professoressa, il duo che ha attraversato in camper la penisola, Laura Poletti (communication manager) e Marco Casto (coach), accompagnato da una troupe video (Giovanni Pintus e Gabriele Meloni di Naked Panda), ha raccontato quale sia stata la mission del viaggio e quali obiettivi raggiunto. In sintesi, un bilancio straordinariamente positivo, sia per gli aspetti relazionali e di confronto, sia per quanto riguarda le possibili collaborazioni, la ricerca e le intese di carattere scientifico e accademico. “Il vostro lavoro ha permesso una contaminazione tra atenei, studenti, ricercatori che si confrontano. La diversità delle idee su cultura e dinamica imprenditoriale è foriera di ulteriori spunti. Siete stati bravi, inclusivi e - ha rimarcato Maria Del Zompo - portatori di percorsi che funzionano e aggregano”. Il rettore si è congratulato con il team e ha apprezzato l’idea del film del tour: “Presenterò il vostro lavoro al Consiglio di amministrazione e al Senato accademico. Sono convinta che si tratti di un percorso di qualità da divulgare e conoscere. Saremo sempre attenti alle strade che puntano a un investimento forte sulle persone, proprio quel che ci serve come ateneo e comunità”. La professoressa Di Guardo, responsabile dell’Italian CLab Network, ha colto l’assist: “Tanti atenei e tante persone coinvolte con un’unica visione in comune. La forza della rete sta proprio nella diversità che crea valore. Il viaggio ha creato una generazione clabbers più imprenditiva e capace di interagire nei mercati del lavoro in continua evoluzione. Crediamo nel valore della squadra e nelle attività che generano connessioni e contaminazione di saperi. Invieremo al ministero il video che riassume il viaggio e gli incontri, la base da cui replicare ed evolverci”. Per Laura Poletti “Il tour è stato un mosaico di belle esperienze, dall’accoglienza all’incrocio di vedute differenti”. Marco Casto ha segnalato un aspetto: “Ci hanno visto quali portatori di valore aggiunto”. Una storia ricca di tante piccole grandi storie. L’Italian CLab Network si è aperto all’ateneo di Sassari il 31 maggio è si è chiuso domenica 16 giugno tra il Poetto - con la distribuzione di gadget e materiale informativo ai bagnanti - e la sede del Crea (Centro per innovazione e imprenditorialità, Università di Cagliari). Il viaggio alla scoperta dei Contamination Lab italiani - progetti di creazione di cultura di impresa promossi dal Miur (ministero istruzione, università e ricerca) - vengono portati avanti da ventitré atenei sparsi lungo l’intera penisola. Il camper nel tour promozionale della rete dei CLab, ha percorso oltre quattromila chilometri raggiuungendo diciannove atenei. Dopo il debutto a Sassari, è stata la volta di Trento, Treviso, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino, Pisa, Teramo, Napoli, Potenza, Bari, Lecce, Rende (Caserta), Reggio Calabria, Catania e Palermo. Quindi, la chiusura a Cagliari. Dal film del viaggio viene prodotto materiale promozionale delle singole realtà di contaminazione. Durante il tour sono state pubblicate stories su Instagram e Facebook, foto e pillole video su eventi e città che hanno accolto l’Italian Clab Express. Da oggi appaiono online sui canali social del Network le web stories che raccontano le varie tappe. Sono previsti diciannove episodi, uno per ciascun CLab visitato dal road show. Nelle sue tappe giorni il team del CLab ha visitato le sedi dei laboratori di contaminazione, gli atenei e le più importanti piazze d’Italia per incontrare la popolazione locale, rettori, prorettori, docenti e studenti delle Università. Preziosi anche i numerosi meeting con imprenditori, amministratori ed esponenti della politica e delle istituzioni. Dalle diciannove sedi un susseguirsi di sincere congratulazioni per il team dell’Università di Cagliari.

Cagliari. L’astronauta Roberto Vittori in ateneo

Evento internazionale con gli specialisti di Agenzia spaziale italiana, Esa e Nasa “Sardegna: una porta per lo spazio”. A cinquant’anni dallo sbarco sulla luna il team di Massimo Vanzi cura e coordina i seminari di formazione per gli studenti di Scienze, Ingegneria e le scolaresche con i principali esperti del settore. L’Università di Cagliari e il radiotelescopio di San Basilio cuore delle discipline che regolano il settore. Venerdì 21 giugno, dalle 9 alle 13, si tiene l’evento più atteso della cinque giorni sviluppatasi tra l’aula magna di Architettura e il radiotelescopio di San Basilio: al Teatro Massimo in viale Trento, si sviluppa una mattinata coinvolgente e innovativa ad alto valore scientifico con musica e filmati originali. Ma il momento clou fa capo alla presenza dell'astronauta Roberto Vittori che verrà intervistato dal giornalista Mario Scanu. Generale di Brigata aerea, classe ’64, originario di Viterbo, Vittori è ufficiale dell'Aeronautica militare e astronauta dell'Agenzia spaziale europea (Esa). Si è formato anche al Johnson space center di Houston, per missioni a bordo dello Space Shuttle, e, da ingegnere di bordo, allo Yuri Gagarin Cosmonaut training center di Mosca. Primo astronauta europeo a conseguire la qualifica di comandante Soyuz, nel 2011 è decollato con lo Shuttle STS-134 nel ruolo di mission specialist. Sposato, tre figli, vive tra Città di Castello e gli Stati Uniti, adora calcio, nuoto e lettura. Giovedì 20 giugno, esperti, docenti e studenti si recano invece a San Basilio per visitare il Radiotelescopio. Sono previste lezioni sul posto e altre iniziative. Tra queste, l’attribuzione di quattro borse di ricerca annuali su temi relativi al Sardinian RadioTelescope. Un altro tassello di pregio curato dal professor Vanzi che rafforza le relazioni tra l’Agenzia spaziale e l’ateneo di Cagliari. Peraltro, tra l’Università del capoluogo e l’Asi è già stato siglato un Accordo quadro. Da lunedì scorso a mercoledì mattina, l'aula magna della facoltà di Ingegneria e architettura in via Corte d'Appello, ha ospitato i seminari di formazione legati all’evento della prima edizione del “Sardinia Deep Space Antenna Seminar – 2019” e al “Sardinia: gateway from space- Sardegna: una porta per lo spazio”. Curati dal professor Massimo Vanzi, alle lezioni hanno partecipato scienziati dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), dell’Agenzia spaziale europea (Esa), dell’Inaf (Istituto nazionale fisica) e della Nasa. Gli appuntamenti hanno avuto per discenti gli studenti magistrali o dottorandi delle aree di Scienze e Ingegneria. “Stiamo raccontando la storia affascinante delle esplorazioni spaziali e il ruolo assegnato alla Sardegna per le prossime grandi avventure verso la Luna e Marte. In questo - spiega Massimo Vanzi, ordinario al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica - abbiamo un ruolo centrato sul Radio telescopio di San Basilio, che svolge attività radioastronomica e presto diventerà una “Porta per lo Spazio” dal quale supportare le missioni umane e robotiche, lunari e interplanetarie più sfidanti. La mission si proietta negli anni, prevede il coinvolgimento di giovani ricercatori e tecnici, che scuola e Università saranno chiamate a formare”.

Cagliari. L’Università ospita uno dei geni della Rolls Royce

Da lunedì 18 giugno, il Dipartimento ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (Dimcm) - via Marengo, facoltà Ingegneria e architettura - ospita Shahrokh Shahpar, Associate fellow alla Rolls-Royce plc. Una presenza ad alto valore aggiunto per le attività di ricerca, didattiche e formazione promosse dall’ateneo. Lo specialista tiene una serie di lezioni - aula Palomba - sull’utilizzo di metodi numerici nell’ottimizzazione delle moderne turbine a gas. Previsto anche un seminario per gli studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica e a dottorandi in Ingegneria industriale. L’eccellente iniziativa di scambio e confronto scientifico e tecnologico rientra nel quadro della ricerca condotta dal Dimcm all’interno del Progetto H2020 Madeleine (Multidisciplinary ADjoint-based Enablers for LArge-scale INdustrial dEsign in aeronautics). Il seminario si svolge e dà diritto al riconoscimento di un credito formativo di tipologia F o D, previa valutazione positiva di una relazione sintetica con argomento da concordare col docente. Gli interessati sono invitati a prenotarsi inviando una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Shahrokh Shahpar è in visita all’Università di Cagliari da domenica a sabato 22 giugno. Nell’ambito della collaborazione con il Dimcm, curata in particolare da Tiziano Ghisu, lunedì 18 dalle 17 lo scienziato tiene in aula Mura il seminario intitolato “Wonders of the Jet Engine: The Science and Art behind Turbo-Jet design”. Il professor Shahpar presenta nell’aula Mura un excursus sull’evoluzione della propulsione aerea dai primi anni dei motori a pistoni fino ai tempi moderni delle sempre più efficienti turbine a gas. Il tutto con l’ausilio di numerosi esempi tratti dalla storia dei motori Rolls-Royce. Prevista anche la discussione sulle tendenze future del comparto. La partecipazione al seminario è aperta previa prenotazione. Shahrokh Shahpar è a capo del gruppo di modellazione e simulazione numerica di Rolls-Royce plc da oltre vent’anni. Con sede a Londra, l’azienda opera nei settori aeronautico civile e militare, propulsione navale ed energetico ed è il secondo costruttore al mondo di motori aeronautici dopo la General Electric. Il professor Shahpar ha guidato lo sviluppo di svariati software, utilizzati nella progettazione di alcuni dei più famosi e riusciti motori aeronautici. Ha partecipato e guidato numerosi progetti di ricerca europei di alto profilo. Attualmente opera sul progetto Madeleine - sei milioni di euro di budget - al quale partecipa anche il Dimcm dell’Università di Cagliari. Lo specialista ha pubblicato oltre cento articoli scientifici, ha depositato otto brevetti e ha ottenuto una lunga serie di importanti riconoscimenti per i suoi contributi allo sviluppo scientifico e tecnologico del settore aeronautico. In sostanza, un’occasione di confronto e approfondimento senza eguali.

Italian CLab Express in tour, il team dell’ateneo di Cagliari capofila nazionale

Prosegue il viaggio alla scoperta dei ContaminationLab italiani. Il tour promozionale della rete nazionale dei CLab ha preso il via il 31 maggio scorso con la prima tappa a Sassari. A seguire, Trento, Treviso, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino e Pisa. Nelle sue prime nove tappe il team del Contamination Lab Unica, capofila dell’Italian Clab Network, con Laura Poletti (communication Manager) e Marco Casto (coach), accompagnati da una troupe video (Naked Panda), ha visitato le sedi dei laboratori di contaminazione, incontrato i responsabili del mondo accademico ed economico. “Tanti atenei, tante persone coinvolte ma un’unica visione in comune. La forza della rete sta proprio nella diversità che crea valore. La mission del viaggio è quella di creare una generazione clabbers più imprenditiva e capace di mettersi in gioco all’interno di un mercato del lavoro in continua evoluzione” ha spiegato Maria Chiara Di Guardo, responsabile Italian CLab Network e prorettore Territorio e innovazione dell’Università di Cagliari. I protagonisti di ciascuna tappa sono docenti, tutor del percorso di ogni CLab e clabber con le idee di imprenditorialità sviluppate nel percorso formativo. Ruolo decisivo anche per gli imprenditori e il territorio. Rettori e prorettori di riferimento degli atenei ospitanti hanno dato il benvenuto al team della rete. Dai vertici delle accademie plauso e congratulazioni per il lavoro svolto. “È fondamentale - è stata la sottolineatura collettiva - creare un network dinamico con le giuste connessioni di contaminazione non solo fra studenti e docenti dei CLab ma anche fra clabbers e rappresentanti degli atenei”. Il film del viaggio consentirà la realizzazione di materiale promozionale delle singole realtà di contaminazione. Prevista la pubblicazione di stories su Instagram e Facebook, foto e pillole video su eventi e città che hanno accolto il camper guidato da Pasquale Mereu (laureato in comunicazione all’Università di Cagliari). Dal 20 giugno usciranno online sui canali social del Network le web stories che raccontano le singole tappe. Sono previsti diciannove episodi, uno per ciascun CLab che ha aderito al road show itinerante e altrettanti podcast. Tappa dopo tappa i followers dei canali social del Network aumentano e condividono il materiale prodotto attraverso gli hastag #ClabExpress e #ClabNetwork. Per il team CLabUniSassari sono intervenuti il delegato del rettore, Gabriele Meloni, e i referenti dell’Ufficio trasferimento tecnologico. Il CLab Trento è stato rappresentato da Vittorino Filippas, Alessandro Rossi (chief Clab), Andrea Guarise (Innovation developer), Roberto Napoli (assistente rettore). Il team Clab Treviso ha accolto il camper con Valdi Finotto (referente Clab) e Igor Cassina (olimpionico). Il Clab Trieste con fila Salvatore Dore (referente) e Donata Vianelli (delegata rettore orientamento). Il team Clab Padova è stato rappresentato da Roberta Rosa, Patrizia Cannavo, Fabrizio Dughiero (pro rettore Trasferimento tecnologico) e Roberto Marcato (assessore sviluppo economico). Per il Clab Veneto (Verona) ha preso parte all’incontro il rettore Nicola Sator. Il team Clab Bergamo ha avuto per delegati Sergio Cavalieri (pro rettore Terza missione), Lucio Cassia (presidente Cyfe). Tommaso Minola (direttore Cyfe), Mario Salerno (project manager), Cristiano Arrigoni (direttore Bergamo Sviluppo, azienda Camera commercio). Per il Clab Pisa strette di mano con il rettore Paolo Maria Mancarella, Leonardo Bertini (delegato iniziative startup e brevetti). Per il team Clab Torino sono intervenuti Guido Saracco (rettore Politecnico), Marcello Baricco (pro rettore vicario), Emilio Paolucci (chief Clab), Germano Paini (Clab manager) e l’assessore Marco Giusta. Le prossime tappe saranno a Teramo (10 giugno), Napoli (11), Potenza (12), Bari (12), Lecce (13), Rende (13), Reggio Calabria (14), Palermo (15) e Cagliari (16). L’Italian CLab Express farà un pit stop al Poetto per poi spostarsi al Crea (Centro servizi innovazione e imprenditorialità Università Cagliari). Il viaggio si chiude con un incontro dibattito su unione di intenti dei CLab e varie diversità. Il CLab dell’ateneo cagliaritano proporrà un tema clou: l’educazione imprenditoriale.

Cagliari. Sicurezza, lotta ad hacker e frodi informatiche, pre finali del corso curato dal Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica

Si sono svolte oggi, giovedì 6 giugno, dalle 9, nell’aula calcolatori “Lidia” della facoltà di Ingegneria e architettura dell'ateneo cagliaritano, le sfide finali tra gli allievi che hanno frequentato il corso di formazione e addestramento cyberchallenge.it. L'evento, che si svolge in contemporanea nazionale con altre diciassette Università coinvolte, vede il coordinamento di Giorgio Giacinto, docente al Diee (Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica). Venti i ragazzi selezionati a gennaio, provenienti dalle facoltà di Ingegneria e architettura, Matematica e Informatica dell’Università del capoluogo regionale, e dagli istituti superiori Brotzu (Quartu), Scano e Giua (Cagliari). La sfida contribuisce alla classifica nazionale e alle classifiche delle sedi locali. Nella giornata di venerdì 7 giugno, l’aula magna “Capitini” - facoltà Studi umanistici, Sa Duchessa - alle 12 si svolgeranno le premiazioni dei migliori tre classificati con un quarto allievo che verrà indicato dai docenti del corso. I quattro vincitori saranno i componenti della squadra che rappresenterà l’Università di Cagliari alla sfida nazionale a squadre che si svolgerà il 27 giugno a Chiavari. La finale nazionale del corso sulla sicurezza informatica si terrà al Comando interforze, luogo in cui è stato realizzato Ultravox, primo “cyber range” italiano. Ai lavori partecipano anche diverse aziende del comparto. I venti allievi hanno seguito il corso intensivo durato tre mesi e avviatosi a marzo. “Un cammino - spiega il professor Giacinto - estremamente impegnativo, svolto contemporaneamente in diciotto atenei italiani su iniziativa del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’Informatica. Abbiamo avuto il supporto del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e del ministero della Difesa”. Su scala nazionale hanno presentato domanda di ammissione oltre tremila ragazzi fra i 16 e i 23 anni. Ma al corso sono stati ammessi venti allievi per sede. Le attività formative tenutesi in ateneo - responsabile Giorgio Giacinto - hanno avuto l’apporto didattico e scientifico di Davide Maiorca (ricercatore, Diee) e la collaborazione del gruppo di ricerca del Dipartimento di matematica e Informatica guidato da Massimo Bartoletti.

Università Cagliari. Italian CLab Express, al via il tour nazionale in camper

Ha preso il via oggi da Sassari il tour in camper dell’Italian Clab express. L’evento si dispiega su un camper nelle isole maggiori e nell’intera penisola per diciassette giorni fino al 16 giugno. Previste ventidue tappe e venti CLab ospitanti. Un viaggio che viene raccontato da quattro protagonisti. Per il ContaminationLab dell’Università di Cagliari (capofila del network nazionale su designazione del Miur, ministero istruzione, università e ricerca) è a bordo Laura Poletti (content manager del Crea e del CLab locale). L’Italian CLab express si apre e chiude in Sardegna. Nel dettaglio: oggi la partenza da Sassari. A seguire, tappa a Trento, Ca’ Foscari-Venezia, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino, Pisa, Teramo, Roma (da confermare conferenza stampa al Miur), Napoli, Potenza, Bari, Lecce, Rende, Reggio Calabria, Catania e Palermo. In sostanza, visita e incontri con i CLab sparsi sul Paese. La chiusura sarà a Cagliari, al Poetto e nella sede di via Ospedale, il 16 giugno. Alla scoperta dei Contamination Lab italiani approvati dal Miur: potrebbe essere questo il titolo di un evento on the road che divulga idee, missione, progetti e contenuti. “Fino al 16 giugno - spiega il pro rettore per l’Innovazione, Maria Chiara Di Guardo - le Università e le piazze delle città dei CLab diventano laboratori di creazione imprenditoriale a favore del trasferimento tecnologico nei territori di appartenenza. Docenti e tutor del percorso, con i clabber in prima fila, sono i testimonial delle idee di imprenditorialità sviluppate durante il percorso formativo e declinate alle imprese dei rispettivi territori. Ma anche il pubblico ha l’opportunità di dialogare con gli esperti del settore per conoscere realtà innovative volte alla creazione di impresa, alla valorizzazione del sapere universitario e al suo trasferimento, per incoraggiare - conclude la responsabile scientifica e direttore del Crea e del CLab dell’ateneo di Cagliari - lo sviluppo sociale ed economico del territorio”. Le tappe verranno riprese per la realizzazione di venti web episodi che andranno online a fine giugno. Un film che racconterà le diverse sfaccettature del fare impresa all’interno dei singoli atenei. Un’importante attività di comunicazione accompagnerà il tour: numerose stories giornaliere sul profilo Instagram dell’Italian Clab Network racconteranno il viaggio in un modo informale e innovativo, alcune pillole video dei singoli incontri verranno promossi sulla pagina facebook ufficiale del progetto, il diario di bordo giornaliero verrà pubblicato sul blog www.clabitalia.it. A settembre i podcast realizzati durante il tour racconteranno la ricerca che accompagna i progetti dei Contamination Lab italiani su Spotify.

Cagliari. Al via “Urban computing 2019”

Inaugurata oggi, presso la sala conferenze della ex Vetreria di via Italia la Urban computing 2019 - First spring school of the tdm research and training project. L’evento - che vede l’Università di Cagliari in prima fila su contenuti, didattica, ricerca e sviluppo delle tematiche più attuali - è finanziato da Sardegna Ricerche e coinvolge anche il Crs4. Alla cerimonia di lancio dei lavori - che si protraggono per due settimane, la prima si chiude il 22 maggio - con il rettore Maria Del Zompo e il pro rettore vicario, Francesco Mola, sono intervenuti Annalisa Bonfiglio, Giorgio Pisano ed Enrico Gobbetti. “Ricerca e formazione avanzata sono tra gli elementi chiave del nostro agire. Un percorso che richiede coraggio e serenità: portate questo messaggio con voi e – ha precisato la professoressa Del Zompo - sappiate che sono un po’ invidiosa. Avete una grande opportunità per crescere in conoscenza”. Dal rettore al presidente del Crs4, Annalisa Bonfiglio: “Studenti e ricercatori al passo con le ricerche più avanzate ma anche cittadini consapevolmente informati e capaci di valutare la serietà della scienza. La Summer school - ha rimarcato la docente e già pro rettore dell’ateneo del capoluogo - ha un ritorno sia con le applicazioni industriali, sia con i benefit sociali e collettivi”. Per Giorgio Pisano, presidente di Sardegna Ricerche, “si tratta di una filiera di specializzazioni intelligenti per le quali gestiamo 105 milioni di euro. Tra queste, ha un ruolo di rilievo l’Ict, da cui discende il lavoro sul Tdm”. Enrico Gobbetti (dirigente Crs4, responsabile del progetto Tdm) è entrato nel merito: “Ragioniamo su soluzioni tecnologiche innovative da testare in ambito urbano e metropolitano, applicabili su larga scala”. Basato su moduli con lezioni frontali e parti pratiche, il progetto coniuga attività di ricerca e formazione sui metodi che utilizzano l’informatica e sono utili a migliorare la gestione del territorio urbano e la vita dei cittadini. Urban computing 2019 punta a familiarizzare studenti, ricercatori, cittadini, rappresentanti di aziende e imprese e del contesto locale. I partecipanti studiano e sviluppano metodi e tecnologie innovative per offrire nuove soluzioni intelligenti per elevare l’attrattività cittadina, la gestione delle risorse, la sicurezza e qualità di vita dei cittadini, attraverso la stretta combinazione dell’utilizzo e sperimentazione a scala urbana di infrastrutture avanzate per comunicazione, sensoristica, studio e sviluppo di soluzioni innovative verticali. In particolare, tecnologie aperte per la comunicazione ubiqua e la sensoristica diffusa; aggregazione e trattamento di big data e distribuzione di open data; sicurezza del cittadino da rischi ambientali; consapevolezza energetica e sviluppo di reti intelligenti per la distribuzione di energia; distribuzione e visualizzazione scalabile di grosse quantità di dati, con particolare riferimento alle simulazioni numeriche e a dati dal settore dei beni culturali. Sul Tdm (tessuto digitale metropolitano) si gioca una partita con più partner e ad ampio respiro. Le città metropolitane sono tra i principali luoghi di attività economica e culturale del XXI secolo. La crescente urbanizzazione e l’aggregazione di comunità territoriali su larga scala, lo sviluppo sostenibile, il coinvolgimento dei cittadini, l'attrattività economica e culturale e la governance sono tra i problemi più rilevanti che le moderne città devono affrontare. L’aumento di complessità di questi problemi e lo sviluppo tecnologico stanno portando ad un urgente bisogno ed all'opportunità di ripensare in modo radicale il modo in cui costruiamo e gestiamo le nostre città.
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