Università Cagliari. Ingegneri chimici, occupazione immediata per tutti i laureati

L'aula magna della facoltà di Ingegneria e architettura ha ospitato, venerdì 7 dicembre, il convegno "Innovazione tecnologica e Cambiamento. I nuovi temi per l’ingegnere chimico e l’evoluzione di questa figura professionale". I lavori sono stati curati dall’Aidic (Associazione italiana ingegneri chimici, sezione Sardegna) e promossi dal dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (Dimcm) dell’università di Cagliari. Oltre centoquaranta studenti frequentano la laurea triennale in Ingegneria chimica con 53 matricole, fresche di iscrizione al primo anno. Sono ventotto e una cinquantina quelli della magistrale. Sono questi i macro dati del corso curato dagli specialisti dell’ateneo di Cagliari che garantisce un lavoro pertinente agli studi compiuti a stretto giro dalla discussione della tesi. Il placement è del cento per cento. “I nostri laureati hanno un domani certo costruito sulla professione per cui, con le proprie famiglie, hanno investito tempo e risorse. Nel portarvi i saluti del rettore Maria Del Zompo, sono certo - ha aggiunto il presidente della facoltà di Ingegneria e architettura, Corrado Zoppi - che saprete compiere le scelte più opportune per il vostro futuro”. La sala, con un centinaio tra allievi e docenti di licei e istituti tecnici di Cagliari e dell’hinterland, ha mostrato particolare attenzione. “La figura dell’ingegnere chimico ha valenze multidisciplinari. Dalla chimica, tra raffinazione e altro, al depuramento delle acque, inscatolamento e gestioni dei prodotti alimentari, gestione impianti, impatto ambientale e non solo. Tanto che a spasso non c’è neppure un nostro laureato. Una considerazione che dovrebbe far riflettere anche le autorità politiche e amministrative regionali” ha precisato il direttore del Dimcm, Giacomo Cao. “Un antico proverbio cinese dice che resistere al cambiamento e come trattenere il respiro. Se lo si fa troppo a lungo si rischia di morire” ha sottolineato Massimiliano Grosso, coordinatore del corso di laurea. “Un percorso formativo appagante e proficuo” ha rimarcato Francesco Feliziani, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sardegna. “Li aspettiamo a braccia aperte” l’auspicio di Francesco Marini, presidente di Sarlux, azienda all’avanguardia del gruppo Saras. L'evento "Innovazione tecnologica e Cambiamento. I nuovi temi per l’Ingegnere chimico e l’evoluzione di questa figura professionale" ha offerto un quadro esaustivo su vari aspetti del percorso accademico. Dall’evoluzione nel tempo alla preparazione necessaria per affrontare nuove sfide, prodotte dagli sviluppi delle tecnologie e dalla contaminazione con altre professionalità, da parte del moderno ingegnere chimico. Tra i relatori, Giovanni Vaia (Università Ca’ Foscari, Venezia), Roberto Garau (Sartec srl), Alessandra Taris (ingegnere chimico, Ph.d), Bruno Demuru (ingegnere chimico - Innovation senior consultant).

Rete ciclabile della Sardegna: 2.100 chilometri di percorso presentati al festival Scirarindi

In occasione dell’ottava edizione di Scirarindi, festival dedicato al benessere, al buon vivere e alla sostenibilità in Sardegna, che si terrà presso la Fiera il 1° e 2 dicembre, il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari) rinnova la sua presenza e organizza un seminario con i rappresentanti di assessorato regionale Lavori pubblici, Città Metropolitana di Cagliari, Arst e Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Nello specifico, l'evento, inserito tra le attività di promozione e pubblicizzazione del Piano regionale della mobilità ciclistica, si terrà sabato 1 dicembre alle 14 nella Sala grande del padiglione I, al primo piano. Lo staff del Cirem - coordinato da Italo Meloni, ordinario di Pianificazione dei trasporti al dipartimento di Ingegneria civile, ambiente e architettura dell’Università di Cagliari - ha individuato una rete che si snoda lungo il territorio isolano per circa 2.100 chilometri e vede coinvolti numerosi centri abitati, aree naturali, siti Unesco, punti di interesse e nodi di trasporto extraregionali e interregionali. “Nel 2015 la Regione Sardegna ha riconosciuto la mobilità ciclistica come fattore strategico nella pianificazione regionale delle infrastrutture prioritarie. Con l’Arst soggetto attuatore e Cirem per l’impostazione metodologico-scientifica, è stata avviata la definizione del Piano regionale della mobilità ciclistica con la contestuale attivazione della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Questo processo - spiega il professor Meloni - ha consentito la costruzione di un vero e proprio progetto di territorio esteso all’intera isola. I lavori hanno portato lo scorso 31 luglio all’adozione del Piano unitamente alla Vas, da parte della Giunta regionale”. Il Piano ha visto l’applicazione di una metodologia pianificatoria che individua attraverso un approccio di sistema un complesso di interventi, azioni e misure integrate di infrastrutturazione fisica e sociale finalizzate a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano, di svago, sport e turismo. Il professor Meloni, ha coinvolto nei lavori un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Eleonora Sottile, Veronica Zucca, Cristian Saba, Benedetta Sanjust, Daniele Trogu, Beatrice Scappini, Carlo Perelli, Andrea Zara, Giulia Desogus e Francesco Piras. “L'idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l'individuazione di un complesso di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L'obiettivo è quello di diffondere l'utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo - aggiunge Italo Meloni - si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell'entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Un percorso con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie come oggetto strategico delle politiche regionali”. Nel Piano sono individuati gli itinerari della rete ciclistica regionale. Tra questi, 52 itinerari per una lunghezza totale di 2.649 km (di cui 550 km bici più treno); 256 centri abitati attraversati; 231 territori comunali attraversati; 63 Sic, 22 Zps, due parchi nazionali e quattro regionali in prossimità della Rete; tre siti Unesco (un sito patrimonio mondiale, un geoparco e una riserva della biosfera). Ma non solo. In prossimità della Rete sono presenti 747 punti di interesse (di cui 248 spiagge), tre borghi di eccellenza, otto porti commerciali (24 porti turistici); 49 stazioni ferroviarie e 432 fermate Arst extraurbane.

Cagliari. Voto elettronico, sviluppi e innovazione Accordo dell’ateneo con NetService

L'Università di Cagliari - confermando un percorso accreditato di eccellenza in ambiti nazionali ed esteri nel comparto dell’ingegneria del software - ha siglato nei giorni scorsi un accordo con l'azienda bolognese NetService spa. L’intesa - firmata dal pro rettore per l’Innovazione, Maria Chiara di Guardo - riguarda il progetto di ricerca e sviluppo innovativo "CriptoVoting". Finanziato da Sardegna ricerche nell'ambito del Por Fesr Sardegna 2014-20, lo studio è curato dagli specialisti del dipartimento di Matematica e informatica dell’ateneo. NetService, che ha una sede operativa a Cagliari, è specializzata nella realizzazione di sistemi informativi dedicati alla gestione di organizzazioni complesse. Il progetto ha per Principal investigator Roberto Tonelli e coinvolge il gruppo di ricerca in ingegneria del software coordinato da Michele Marchesi (‘AgileGroup’). Entrambi i docenti afferiscono al dipartimento di Matematica e informatica. Il cuore della mission dei ricercatori è chiaro: “Studiamo lo sviluppo di un sistema di voto elettronico integrato dalle caratteristiche assolutamente innovative, rivolto al raggiungimento degli obiettivi generali della Smart specialization strategy (S3) della regione Sardegna” spiega il professor Tonelli. Il progetto ambisce a sfruttare le potenzialità della tecnologia Blockchain, nota per essere alla base della gestione delle criptovalute, tra le quali la più conosciuta è il Bitcoin, tecnologia sulla quale il dipartimento di Matematica e informatica è all'avanguardia a livello nazionale e internazionale. “La tecnologia fornisce un meccanismo di fiducia, digitale e decentralizzato, per generare dati sicuri, che potenzialmente preserva l'anonimato dei partecipanti ma rimane aperto all'ispezione pubblica. Applicata al voto, la Blockchain - rimarca il professor Marchesi - garantisce che i voti vengano registrati in modo accurato, trasparente, permanente e sicuro”. L'Università di Cagliari è stata tra le prime al mondo ad aver utilizzato la Blockchain di Ethereum per certificare i diplomi di laurea dei suoi laureati, e offre vari corsi sulla stessa tecnologia nell’ambito della laurea magistrale in Informatica. Intanto, Michele Marchesi e Roberto Tonelli hanno organizzato due workshop internazionali sul tema. Il primo si è tenuto con successo lo scorso maggio 2018 a Goteborg, in Svezia. Il secondo è in calendario a HangZhou (Cina). I lavori si terranno nel febbraio del prossimo anno.

Sardara. Università, aziende e territorio: incontro tra ricercatori, manager e idee vincenti

Giovedì 25 ottobre, dalle 10, si apre al Sardegna termale hotel e Spa - località Santa Maria Acquas, km 55 ss 131, Sardara - la prima edizione del ContaminationBootCamp organizzato dal dal Crea (Centri servizi innovazione e imprenditorialità) dell’Università di Cagliari. I lavori sono aperti da Maria Chiara di Guardo, pro rettore per l’Innovazione e direttore del Crea. I lavori si chiudono domenica 28 ottobre con la partecipazione del rettore Maria del Zompo e dei vertici di Banca Intesa, partner dell’iniziativa. All’incontro intervengono quattordici ricercatori dell’ateneo di Cagliari, sette manager di altrettante aziende regionali, sette fondatori di start up maturate al CLab di UniCa. “Un connubio che funge da catalizzatore immediato per il trasferimento, la produzione e la presentazione di progetti innovativi di interesse delle imprese. Un fronte che richiede tempismo, intuizioni e sguardo illuminato verso il domani, fondamentale per i nostri studenti e laureati. C’è da fare ma siamo sulla strada giusta” dice la professoressa di Guardo. Alla quattro giorni prendono parte i ricercatori dell’Università del capoluogo Daniela Loi , Paolo Meloni, Gianluca e Mauro Fadda (Diee, Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica), Salvatore Carta, Lorenzo Putzu, Marco Ortu e Diego Reforgiato (Dipartimento matematica e informatica), Carla Caddeo (Dipartimento scienze della vita e dell’ambiente), Marco Marceddu (Dipartimento di fisica), Marco Casto e Stefania Tidu (Crea UniCa), Elona Marku (Dipartimento economia). Le imprese che aderiscono sono 3A-Arborea, Argiolas formaggi, Medical spa, Portale Sardegna, Ottica Firinaiu, Pellegrini e Hotel termale Sardara. Le start up coinvolte sono Hiveguard, Eablock (con due startupper), Babaiola, Nausdream, Glambnb, Mk Multimedia. In scaletta anche l’intervento di Augusto Coppola (Venture capital e docente CLab), Laura Poletti (comunicazione CLab e Crea). Nei processi di Open Innovation le aziende incontrano varie problematiche. Tra queste, la difficoltà nel comprendere i processi tecnici che permettono, in modo economicamente sostenibile, alla creatività di diventare innovazione sul mercato. Ma ha un ruolo che rivelarsi frenante anche il cambiamento di approccio mentale di chi, dentro le aziende, è chiamato a gestire tali processi e interloquire produttivamente con il mondo dell’innovazione esterna, rappresentato dalla ricerca e dalle startup. ContaminationBootCamp nasce proprio per rispondere alle esigenze delle imprese e bypassare questi ostacoli. L’iniziativa permette a quanti si occupano d’innovazione nelle aziende di lavorare al fianco di ricercatori universitari e start up tecnologiche, con il supporto e la supervisione di esponenti del mondo finanziario.

Pula. Summer school internazionale dei virologi

La quarta edizione della Summer School - apertasi lunedì e in corso fino a venerdì 28 presso il Parco Tecnologico "Polaris" di Sardegna Ricerche - che ha per cornice “Innovative approaches for the identification of novel antiviral agents”, è mirata alla formazione di giovani ricercatori e dottorandi nel campo dello sviluppo di farmaci antivirali. I 41 iscritti provengono da Armenia, Cile, Finlandia, Germania, India, Italia (Brescia, Cagliari, Milano, Padova, Pavia, Roma, Siena, Torino), Pakistan, Polonia, Regno Unito, Russia, Spagna, Svizzera, Taiwan e Stati Uniti. Il corso è promosso dall’Università di Cagliari, finanziato dalla Regione Sardegna ed è organizzato in collaborazione e con il patrocinio di Sardegna Ricerche e di numerose Società scientifiche nazionali e internazionali, tra cui Società europea virologia (Esv), Federazione europea società microbiologia (Fems), Società italiana virologia (Siv-Isv) e International antiviral symposium foundation (Stati Uniti). "Circa cinquantamila persone muoiono ogni giorno per malattie infettive, di queste - spiega Enzo Tramontano, presidente facoltà di Biologia e farmacia dell’Università di Cagliari - numerose sono di origine virale. Il virus dell’immunodeficienza acquisita (Hiv), il virus dell’Epatite di tipo B (Hbv) e di tipo C (Hcv), il virus del morbillo, il virus dell’influenza, il papilloma virus e altri emergenti come il West Nile virus (WNV), sono esempi di virus la cui presenza è ben documentata anche in Sardegna. Altri virus come lo Zika virus e l’Ebola virus, non sono presenti nell’isola, ma negli ultimi anni a livello mondiale le loro epidemie hanno determinato un elevato numero di morti. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità nel 2018, ad esempio, ci sono già stati 365 casi umani confermati di infezione da WNV in Italia, di cui 2 in Sardegna, con 19 decessi totali (www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/bollettino/Bollettino%20WND_%20N.%2010%205.9.2018.pdf). Nei due casi verificatisi nell’isola (provincia di Oristano), si sono osservate forme neuro-invasive. In Sardegna sono stati riportati casi di uccelli selvatici e di zanzare risultati positivi nei confronti del WNV". Il comitato organizzatore della Summer School è guidato, per l’ateneo cagliaritano, dal professor Tramontano, con Elias Maccioni (docente dipartimento Scienze vita e ambiente) e Angela Corona (dipartimento Scienze vita e ambiente). Nel team anche Stuart Le Grice (docente National cancer institute, Usa) e Maria Cristina Parolin (docente, dipartimento Medicina molecolare - Università di Padova). La Summer School è organizzata in lectures svolte da scienziati europei e statunitensi, gruppi di discussione, tavole rotonde e presentazioni a cura degli studenti. Il corso di alta formazione affronta i temi della ricerca nel campo delle terapie antivirali con i nuovi approcci e le avanzate metodologie innovative per l’identificazione dei farmaci maggiormente efficaci. Le interazioni tra il sistema immunitario e i virus, gli elementi regolatori di Rna virus, le oncoproteine virali e l’uso di anticorpi sono solamente alcuni degli esempi sulle tematiche affrontate nelle lezioni dei docenti provenienti da Europa e Stati Uniti. Tra gli speaker José Esté (presidente Isar-International society for antiviral research), Giorgio Palù (presidente Esv), Thomas Mertens (presidente Società tedesca virologia), Andrea Brancale (editor rivista Antiviral chemistry and chemotherapy, Cardiff, Uk), Graciela Andrei (Università Leuven, Belgio), Stephan Ludwig (Università Munster, Germania), Michelle Hastings (Rosalind Franklin University, Usa). Reuben Harris (Minneapolis, Usa), Daniel Appella (Bethesda, Usa), Raffaele De Francesco (Ingm, Milano), Vincenzo Summa (direttore Irbm Science Park, Roma), Timothy Tellinghuisen (Hoffmann-La Roche, Ginevra, Svizzera) e Franco Lori (presidente Virostatics, Alghero).

Cagliari. Notte europea dei ricercatori 2018

Venerdì 21 Settembre, alle 10.30, nella sala Consiglio del rettorato - via Università, n. 40 - il rettore Maria Del Zompo, i pro rettori per la Ricerca scientifica e l’Innovazione, Micaela Morelli e Chiara Di Guardo, il direttore della sezione di Cagliari dell’Infn (Istituto nazionale fisica nucleare), Alberto Masoni e dell’assessore comunale alla cultura, Paolo Frau, presentano in conferenza stampa la Notte europea dei ricercatori, in programma a Cagliari il 28 settembre. L’evento rientra nell’ambito del progetto europeo Sharper “European researcher’ night”. L’ateneo, con gli specialisti di nove dipartimenti, presenta le proprie attività a studenti, cittadini e alle imprese. Un percorso teso a valorizzare il mondo della ricerca, incuriosire le nuove generazioni e i cittadini.L’Università di Cagliari e il progetto Sharper: idee e sfide che coinvolgono dodici città italiane. I dipartimenti sono il propulsore della giornata che si tiene in piazza Garibaldi e si dispiega con visite mirate alla clinica dermatologica del San Giovanni di Dio, al rettorato e con un trekking scientifico in Castello. Esperimenti divulgativi, dibattiti, presentazioni delle attività d’ateneo, una serie di incontri con i ricercatori con un forte appeal su argomenti di grande attualità costituiscono il cuore dell’evento. In sostanza, con il progetto Sharper, Cagliari, Ancona, Caserta, Catania, L’Aquila, Macerata, Napoli, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia e Trieste sono accomunate da un filo che connette scienza e formazione e ha per obiettivo il futuro. La Notte europea dei ricercatori ha il supporto di Fondazione di Sardegna e Comune di Cagliari. Il progetto Sharper, finanziato dalla Commissione Europea nel quadro delle Azioni Maria Curie del programma Horizon 2020, ha per capofila PsiQuadro e per partner locali Università di Cagliari, Infn, Comune di Cagliari, Inaf con l'Osservatorio astronomico di Cagliari, Crs4, Sardegna ricerche, Scienza Società Scienza, Laboratorio Scienza e Sardegna Teatro. Collaborano all'evento associazione Ideas, Polizia Scientifica, Vigili del fuoco, Ctm, Ris-Carabinieri, Società canottieri Ichnusa, Associazione commercianti Piazza Garibaldi e dintorni, istituti superiori De Sanctis Deledda e Pacinotti di Cagliari. L’evento sarà seguito in diretta da UnicaRadio

Università Cagliari. Progetto contro l’inquinamento sonoro nei porti

Martedì 4 settembre, alle 9.30, la Stazione marittima del porto di Olbia ospita la presentazione di “List Port - Limitazione inquinamento sonoro da traffico nei porti commerciali”. Ai lavori prendono parte il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, il presidente dell’Autorità del mare-Sardegna, Massimo Deiana, il vice presidente della Giunta regionale, Raffaele Paci. Paolo Fadda (responsabile scientifico del progetto, ordinario Progettazione sistemi trasporto - Dicaar, dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari) espone le linee guida del progetto di cui l’ateneo del capoluogo è capofila. Alle 12.45 è prevista la conferenza stampa. Su “L’inquinamento acustico nelle città portuali e i contesti territoriali; il punto di vista dei partner del progetto List port”, intervengono oltre al professor Fadda, i rappresentanti di Anci Toscana e Liguria, Università di Pisa, Gip Fipan (Groupement d’Intérêt Public Formation et Insertion Professionnel le Academie de Nice), Camera commercio Bastia e Alta Corsica. Sul tema, “L’impatto acustico nei porti: stato dell’arte e nuove prospettive del cluster dei progetti sull’acustico” vengono presentati altri progetti cluster sull’acustico: Report (Università Genova), Monacumen e Rumble (Autorità del mare-Sardegna) e Decibel (Camera commercio Bastia). Su “Limitazione inquinamento sonoro da traffico nei porti commerciali” intervengono i partner del progetto con in testa gli specialisti dell’Università di Cagliari, Comune di Olbia, Associazioni nazionali comuni italiani Toscana e Liguria, Università di Pisa, Gip Fipan e Chambre de Commerce et d’Industrie de Bastia et de la Haute-Corse. Il gruppo di lavoro di Paolo Fadda è composto dai docenti Roberto Baccoli e Gianfranco Fancello, Federico Sollai (ingegnere, collaboratore Dicaar) e Fabiola Nucifora (amministrazione). “La sfida di List port è quella di migliorare il clima acustico delle città portuali con l'utilizzo di sistemi integrati Its di gestione del traffico. L’obiettivo generale è quello di valutare - spiega Paolo Fadda - come tali sistemi incidano sulla riduzione dei volumi di traffico e quindi delle pressioni sonore in ambito portuale ed urbano”. Il progetto prevede il monitoraggio dei livelli di traffico e di rumore nei porti e nelle principali arterie viarie. A seguire, verranno modellizzate le reti stradali, “al fine di disporre di un modello virtuale in grado di simulare nuovi scenari di rete. I beneficiari finali saranno i residenti ed i visitatori nelle città portuali, mentre quelli di secondo livello saranno gli operatori portuali che potranno contare su una gestione ottimale degli accessi al porto e di una più efficace gestione del traffico interno. Il progetto si fonda su un approccio transfrontaliero, dove i risultati ottenuti nelle sperimentazioni nelle quattro città pilota, verranno valutati e confrontati rispetto alle diverse conformazioni urbane, orografiche e territoriali, per definire una standardizzazione metodologica e modellistica e la loro successiva replicabilità in altri contesti” rimarca il professor Fadda. List port persegue alcuni obiettivi della direttiva 2002/49/CE: condivisione politica integrata e sinergica per riduzione inquinamento acustico, sviluppo buone pratiche per definire un approccio metodologico standardizzato per le diverse città portuali, definizione di procedimento progettuale standardizzato che si presti alla scalabilità e replicabilità in altri contesti urbani portuali. Durante il lancio di List port viene promossa la "Giornata Europea della Cooperazione" (European Cooperation Day), che si tiene in Europa il 21 settembre. L’evento, istituito nel 2012, è dedicato alla Cooperazione territoriale europea. La campagna “Sharing borders, growing closer”: crescere insieme oltre le frontiere, festeggia i successi della cooperazione tra paesi e regioni europee. Fin dagli anni ’90 oltre 20mila progetti, cofinanziati dall’Unione Europea, hanno contribuito a migliorare la vita dei cittadini europei con la creazione di posti di lavoro e la tutela ambientale.

Venezia. L’Università di Cagliari brilla alla Biennale di architettura

L'Ateneo cagliaritano partecipa alla 16a Mostra internazionale di architettura, meglio nota come La Biennale di Venezia. Gli specialisti dell’Università hanno presentato i lavori - apprezzati da accademici ed esperti - nell’ambito di Padiglione Italia, curato dall’architetto Mario Cucinella, designato dal ministero dei Beni culturali. “Il progetto connette cinque aree delle zone interne, l’appennino emiliano, Camerino, Matera, Gibellina e Ottana, accomunate dalla problematica della perifericità e dello spopolamento, ma anche dall’essere luoghi dai quali è possibile ripensare uno sviluppo innovativo basato sul riscatto socio-economico e sulle identità locali, questioni che riposizionano questi paesaggi come alternativa all’abitare urbano e metropolitano”, spiega Giorgio Peghin, coordinatore degli studiosi del Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari. Il collettivo che ha sviluppato il progetto Sardegna “La casa dei cittadini. Un luogo della salute per la Barbagia” è composto dal gruppo della facoltà di Ingegneria guidato dal professor Peghin, con il grafico Stefano Asili e i ricercatori Carlo Pisano e Valeria Saiu. Con gli universitari del Dicaar hanno collaborato lo studio di architettura Solinas Serra Architects di Simone Solinas, con i collaboratori Salvatore Mario Carboni, Simone Langiu, Daniela Mureddu e il gruppo Sardarch composto da Francesco Cocco, Matteo Lecis Cocco-Ortu, Nicolò Fenu e Simone Setzi. Alla Biennale sono presenti anche una selezione di altri lavori eseguiti in Sardegna. Tra questi, quelli firmati dagli architetti del Dicaar, Francesco Cherchi e Marco Lecis. Per la Sardegna è stato scelto uno dei luoghi dove il carattere arcaico del paesaggio e del territorio sardo è più tangibile: la Barbagia. “Un territorio, storicamente legato al mondo agropastorale che ha subito una radicale trasformazione con l’insediamento del Polo Petrochimico di Ottana. Quello che rimane oggi è una grande area industriale inquinata, un territorio ricco di risorse ma totalmente privo di presidio. L’inserimento di una Casa della Salute - aggiunge Giorgio Peghin - è stato un tentativo di dare ai problemi dell’area una riposta in termini di “benessere” associato al valore economico e culturale del territorio. Questa Casa della Salute è un luogo dove vengono offerte opportunità, al singolo e alla comunità, per mantenere e ricercare il benessere ed attivare momenti di relazione e integrazione tra il sistema tradizionale di assistenza e nuove e innovative modalità di “cultura della salute”, che oggi non può prescindere dalla cura dell’ambiente e degli stili di vita”. In sintesi, un’architettura che diventa “piattaforma integrata di spazi flessibili che assicurano la unitarietà delle cure grazie alla contiguità fisica dei professionisti, e spazi modulabili e integrabili di accoglienza, di socializzazione, di studio, di educazione”. Il gruppo coordinato dal professor Giorgio Peghin ha curato gli aspetti relativi alla costruzione di una strategia progettuale alla scala territoriale, con la definizione dei materiali storico-critici e analitici che hanno consentito di rappresentare la situazione socio-economica e le relazioni intercontestuali tra le aree della Barbagia e il resto della Sardegna. Inoltre, è stato messo a punto uno studio sul sistema socio-sanitario regionale per una verifica su organizzazione e proposte previste dal recente Piano, integrate con una “prospettiva aperta alla sperimentazione di modelli architettonici e funzionali innovativi per ridefinire e ampliare il ruolo delle nuove “Case della Salute” come spazi integrati e promotori di una cultura del paesaggio”. Situata a Ca’ Giustinian, la Biennale di Venezia da oltre un secolo è una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Fin dalla sua fondazione (1895) è all’avanguardia nella promozione delle tendenze artistiche. Cura manifestazioni internazionali nelle arti contemporanee in un modello pluridisciplinare che ne caratterizza l’unicità. Yvonne Farrell e Shelley McNamara sono le curatrici della Mostra internazionale di architettura, che si svolge dal 26 maggio al 25 novembre prossimo ai Giardini e all’Arsenale e in altri luoghi di Venezia. Il titolo della Biennale 2018 è Freespace: ovvero, la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.
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