Cagliari. L’Università ospita uno dei geni della Rolls Royce

Da lunedì 18 giugno, il Dipartimento ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (Dimcm) - via Marengo, facoltà Ingegneria e architettura - ospita Shahrokh Shahpar, Associate fellow alla Rolls-Royce plc. Una presenza ad alto valore aggiunto per le attività di ricerca, didattiche e formazione promosse dall’ateneo. Lo specialista tiene una serie di lezioni - aula Palomba - sull’utilizzo di metodi numerici nell’ottimizzazione delle moderne turbine a gas. Previsto anche un seminario per gli studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica e a dottorandi in Ingegneria industriale. L’eccellente iniziativa di scambio e confronto scientifico e tecnologico rientra nel quadro della ricerca condotta dal Dimcm all’interno del Progetto H2020 Madeleine (Multidisciplinary ADjoint-based Enablers for LArge-scale INdustrial dEsign in aeronautics). Il seminario si svolge e dà diritto al riconoscimento di un credito formativo di tipologia F o D, previa valutazione positiva di una relazione sintetica con argomento da concordare col docente. Gli interessati sono invitati a prenotarsi inviando una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Shahrokh Shahpar è in visita all’Università di Cagliari da domenica a sabato 22 giugno. Nell’ambito della collaborazione con il Dimcm, curata in particolare da Tiziano Ghisu, lunedì 18 dalle 17 lo scienziato tiene in aula Mura il seminario intitolato “Wonders of the Jet Engine: The Science and Art behind Turbo-Jet design”. Il professor Shahpar presenta nell’aula Mura un excursus sull’evoluzione della propulsione aerea dai primi anni dei motori a pistoni fino ai tempi moderni delle sempre più efficienti turbine a gas. Il tutto con l’ausilio di numerosi esempi tratti dalla storia dei motori Rolls-Royce. Prevista anche la discussione sulle tendenze future del comparto. La partecipazione al seminario è aperta previa prenotazione. Shahrokh Shahpar è a capo del gruppo di modellazione e simulazione numerica di Rolls-Royce plc da oltre vent’anni. Con sede a Londra, l’azienda opera nei settori aeronautico civile e militare, propulsione navale ed energetico ed è il secondo costruttore al mondo di motori aeronautici dopo la General Electric. Il professor Shahpar ha guidato lo sviluppo di svariati software, utilizzati nella progettazione di alcuni dei più famosi e riusciti motori aeronautici. Ha partecipato e guidato numerosi progetti di ricerca europei di alto profilo. Attualmente opera sul progetto Madeleine - sei milioni di euro di budget - al quale partecipa anche il Dimcm dell’Università di Cagliari. Lo specialista ha pubblicato oltre cento articoli scientifici, ha depositato otto brevetti e ha ottenuto una lunga serie di importanti riconoscimenti per i suoi contributi allo sviluppo scientifico e tecnologico del settore aeronautico. In sostanza, un’occasione di confronto e approfondimento senza eguali.

Italian CLab Express in tour, il team dell’ateneo di Cagliari capofila nazionale

Prosegue il viaggio alla scoperta dei ContaminationLab italiani. Il tour promozionale della rete nazionale dei CLab ha preso il via il 31 maggio scorso con la prima tappa a Sassari. A seguire, Trento, Treviso, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino e Pisa. Nelle sue prime nove tappe il team del Contamination Lab Unica, capofila dell’Italian Clab Network, con Laura Poletti (communication Manager) e Marco Casto (coach), accompagnati da una troupe video (Naked Panda), ha visitato le sedi dei laboratori di contaminazione, incontrato i responsabili del mondo accademico ed economico. “Tanti atenei, tante persone coinvolte ma un’unica visione in comune. La forza della rete sta proprio nella diversità che crea valore. La mission del viaggio è quella di creare una generazione clabbers più imprenditiva e capace di mettersi in gioco all’interno di un mercato del lavoro in continua evoluzione” ha spiegato Maria Chiara Di Guardo, responsabile Italian CLab Network e prorettore Territorio e innovazione dell’Università di Cagliari. I protagonisti di ciascuna tappa sono docenti, tutor del percorso di ogni CLab e clabber con le idee di imprenditorialità sviluppate nel percorso formativo. Ruolo decisivo anche per gli imprenditori e il territorio. Rettori e prorettori di riferimento degli atenei ospitanti hanno dato il benvenuto al team della rete. Dai vertici delle accademie plauso e congratulazioni per il lavoro svolto. “È fondamentale - è stata la sottolineatura collettiva - creare un network dinamico con le giuste connessioni di contaminazione non solo fra studenti e docenti dei CLab ma anche fra clabbers e rappresentanti degli atenei”. Il film del viaggio consentirà la realizzazione di materiale promozionale delle singole realtà di contaminazione. Prevista la pubblicazione di stories su Instagram e Facebook, foto e pillole video su eventi e città che hanno accolto il camper guidato da Pasquale Mereu (laureato in comunicazione all’Università di Cagliari). Dal 20 giugno usciranno online sui canali social del Network le web stories che raccontano le singole tappe. Sono previsti diciannove episodi, uno per ciascun CLab che ha aderito al road show itinerante e altrettanti podcast. Tappa dopo tappa i followers dei canali social del Network aumentano e condividono il materiale prodotto attraverso gli hastag #ClabExpress e #ClabNetwork. Per il team CLabUniSassari sono intervenuti il delegato del rettore, Gabriele Meloni, e i referenti dell’Ufficio trasferimento tecnologico. Il CLab Trento è stato rappresentato da Vittorino Filippas, Alessandro Rossi (chief Clab), Andrea Guarise (Innovation developer), Roberto Napoli (assistente rettore). Il team Clab Treviso ha accolto il camper con Valdi Finotto (referente Clab) e Igor Cassina (olimpionico). Il Clab Trieste con fila Salvatore Dore (referente) e Donata Vianelli (delegata rettore orientamento). Il team Clab Padova è stato rappresentato da Roberta Rosa, Patrizia Cannavo, Fabrizio Dughiero (pro rettore Trasferimento tecnologico) e Roberto Marcato (assessore sviluppo economico). Per il Clab Veneto (Verona) ha preso parte all’incontro il rettore Nicola Sator. Il team Clab Bergamo ha avuto per delegati Sergio Cavalieri (pro rettore Terza missione), Lucio Cassia (presidente Cyfe). Tommaso Minola (direttore Cyfe), Mario Salerno (project manager), Cristiano Arrigoni (direttore Bergamo Sviluppo, azienda Camera commercio). Per il Clab Pisa strette di mano con il rettore Paolo Maria Mancarella, Leonardo Bertini (delegato iniziative startup e brevetti). Per il team Clab Torino sono intervenuti Guido Saracco (rettore Politecnico), Marcello Baricco (pro rettore vicario), Emilio Paolucci (chief Clab), Germano Paini (Clab manager) e l’assessore Marco Giusta. Le prossime tappe saranno a Teramo (10 giugno), Napoli (11), Potenza (12), Bari (12), Lecce (13), Rende (13), Reggio Calabria (14), Palermo (15) e Cagliari (16). L’Italian CLab Express farà un pit stop al Poetto per poi spostarsi al Crea (Centro servizi innovazione e imprenditorialità Università Cagliari). Il viaggio si chiude con un incontro dibattito su unione di intenti dei CLab e varie diversità. Il CLab dell’ateneo cagliaritano proporrà un tema clou: l’educazione imprenditoriale.

Cagliari. Sicurezza, lotta ad hacker e frodi informatiche, pre finali del corso curato dal Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica

Si sono svolte oggi, giovedì 6 giugno, dalle 9, nell’aula calcolatori “Lidia” della facoltà di Ingegneria e architettura dell'ateneo cagliaritano, le sfide finali tra gli allievi che hanno frequentato il corso di formazione e addestramento cyberchallenge.it. L'evento, che si svolge in contemporanea nazionale con altre diciassette Università coinvolte, vede il coordinamento di Giorgio Giacinto, docente al Diee (Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica). Venti i ragazzi selezionati a gennaio, provenienti dalle facoltà di Ingegneria e architettura, Matematica e Informatica dell’Università del capoluogo regionale, e dagli istituti superiori Brotzu (Quartu), Scano e Giua (Cagliari). La sfida contribuisce alla classifica nazionale e alle classifiche delle sedi locali. Nella giornata di venerdì 7 giugno, l’aula magna “Capitini” - facoltà Studi umanistici, Sa Duchessa - alle 12 si svolgeranno le premiazioni dei migliori tre classificati con un quarto allievo che verrà indicato dai docenti del corso. I quattro vincitori saranno i componenti della squadra che rappresenterà l’Università di Cagliari alla sfida nazionale a squadre che si svolgerà il 27 giugno a Chiavari. La finale nazionale del corso sulla sicurezza informatica si terrà al Comando interforze, luogo in cui è stato realizzato Ultravox, primo “cyber range” italiano. Ai lavori partecipano anche diverse aziende del comparto. I venti allievi hanno seguito il corso intensivo durato tre mesi e avviatosi a marzo. “Un cammino - spiega il professor Giacinto - estremamente impegnativo, svolto contemporaneamente in diciotto atenei italiani su iniziativa del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’Informatica. Abbiamo avuto il supporto del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e del ministero della Difesa”. Su scala nazionale hanno presentato domanda di ammissione oltre tremila ragazzi fra i 16 e i 23 anni. Ma al corso sono stati ammessi venti allievi per sede. Le attività formative tenutesi in ateneo - responsabile Giorgio Giacinto - hanno avuto l’apporto didattico e scientifico di Davide Maiorca (ricercatore, Diee) e la collaborazione del gruppo di ricerca del Dipartimento di matematica e Informatica guidato da Massimo Bartoletti.

Università Cagliari. Italian CLab Express, al via il tour nazionale in camper

Ha preso il via oggi da Sassari il tour in camper dell’Italian Clab express. L’evento si dispiega su un camper nelle isole maggiori e nell’intera penisola per diciassette giorni fino al 16 giugno. Previste ventidue tappe e venti CLab ospitanti. Un viaggio che viene raccontato da quattro protagonisti. Per il ContaminationLab dell’Università di Cagliari (capofila del network nazionale su designazione del Miur, ministero istruzione, università e ricerca) è a bordo Laura Poletti (content manager del Crea e del CLab locale). L’Italian CLab express si apre e chiude in Sardegna. Nel dettaglio: oggi la partenza da Sassari. A seguire, tappa a Trento, Ca’ Foscari-Venezia, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino, Pisa, Teramo, Roma (da confermare conferenza stampa al Miur), Napoli, Potenza, Bari, Lecce, Rende, Reggio Calabria, Catania e Palermo. In sostanza, visita e incontri con i CLab sparsi sul Paese. La chiusura sarà a Cagliari, al Poetto e nella sede di via Ospedale, il 16 giugno. Alla scoperta dei Contamination Lab italiani approvati dal Miur: potrebbe essere questo il titolo di un evento on the road che divulga idee, missione, progetti e contenuti. “Fino al 16 giugno - spiega il pro rettore per l’Innovazione, Maria Chiara Di Guardo - le Università e le piazze delle città dei CLab diventano laboratori di creazione imprenditoriale a favore del trasferimento tecnologico nei territori di appartenenza. Docenti e tutor del percorso, con i clabber in prima fila, sono i testimonial delle idee di imprenditorialità sviluppate durante il percorso formativo e declinate alle imprese dei rispettivi territori. Ma anche il pubblico ha l’opportunità di dialogare con gli esperti del settore per conoscere realtà innovative volte alla creazione di impresa, alla valorizzazione del sapere universitario e al suo trasferimento, per incoraggiare - conclude la responsabile scientifica e direttore del Crea e del CLab dell’ateneo di Cagliari - lo sviluppo sociale ed economico del territorio”. Le tappe verranno riprese per la realizzazione di venti web episodi che andranno online a fine giugno. Un film che racconterà le diverse sfaccettature del fare impresa all’interno dei singoli atenei. Un’importante attività di comunicazione accompagnerà il tour: numerose stories giornaliere sul profilo Instagram dell’Italian Clab Network racconteranno il viaggio in un modo informale e innovativo, alcune pillole video dei singoli incontri verranno promossi sulla pagina facebook ufficiale del progetto, il diario di bordo giornaliero verrà pubblicato sul blog www.clabitalia.it. A settembre i podcast realizzati durante il tour racconteranno la ricerca che accompagna i progetti dei Contamination Lab italiani su Spotify.

Cagliari. Al via “Urban computing 2019”

Inaugurata oggi, presso la sala conferenze della ex Vetreria di via Italia la Urban computing 2019 - First spring school of the tdm research and training project. L’evento - che vede l’Università di Cagliari in prima fila su contenuti, didattica, ricerca e sviluppo delle tematiche più attuali - è finanziato da Sardegna Ricerche e coinvolge anche il Crs4. Alla cerimonia di lancio dei lavori - che si protraggono per due settimane, la prima si chiude il 22 maggio - con il rettore Maria Del Zompo e il pro rettore vicario, Francesco Mola, sono intervenuti Annalisa Bonfiglio, Giorgio Pisano ed Enrico Gobbetti. “Ricerca e formazione avanzata sono tra gli elementi chiave del nostro agire. Un percorso che richiede coraggio e serenità: portate questo messaggio con voi e – ha precisato la professoressa Del Zompo - sappiate che sono un po’ invidiosa. Avete una grande opportunità per crescere in conoscenza”. Dal rettore al presidente del Crs4, Annalisa Bonfiglio: “Studenti e ricercatori al passo con le ricerche più avanzate ma anche cittadini consapevolmente informati e capaci di valutare la serietà della scienza. La Summer school - ha rimarcato la docente e già pro rettore dell’ateneo del capoluogo - ha un ritorno sia con le applicazioni industriali, sia con i benefit sociali e collettivi”. Per Giorgio Pisano, presidente di Sardegna Ricerche, “si tratta di una filiera di specializzazioni intelligenti per le quali gestiamo 105 milioni di euro. Tra queste, ha un ruolo di rilievo l’Ict, da cui discende il lavoro sul Tdm”. Enrico Gobbetti (dirigente Crs4, responsabile del progetto Tdm) è entrato nel merito: “Ragioniamo su soluzioni tecnologiche innovative da testare in ambito urbano e metropolitano, applicabili su larga scala”. Basato su moduli con lezioni frontali e parti pratiche, il progetto coniuga attività di ricerca e formazione sui metodi che utilizzano l’informatica e sono utili a migliorare la gestione del territorio urbano e la vita dei cittadini. Urban computing 2019 punta a familiarizzare studenti, ricercatori, cittadini, rappresentanti di aziende e imprese e del contesto locale. I partecipanti studiano e sviluppano metodi e tecnologie innovative per offrire nuove soluzioni intelligenti per elevare l’attrattività cittadina, la gestione delle risorse, la sicurezza e qualità di vita dei cittadini, attraverso la stretta combinazione dell’utilizzo e sperimentazione a scala urbana di infrastrutture avanzate per comunicazione, sensoristica, studio e sviluppo di soluzioni innovative verticali. In particolare, tecnologie aperte per la comunicazione ubiqua e la sensoristica diffusa; aggregazione e trattamento di big data e distribuzione di open data; sicurezza del cittadino da rischi ambientali; consapevolezza energetica e sviluppo di reti intelligenti per la distribuzione di energia; distribuzione e visualizzazione scalabile di grosse quantità di dati, con particolare riferimento alle simulazioni numeriche e a dati dal settore dei beni culturali. Sul Tdm (tessuto digitale metropolitano) si gioca una partita con più partner e ad ampio respiro. Le città metropolitane sono tra i principali luoghi di attività economica e culturale del XXI secolo. La crescente urbanizzazione e l’aggregazione di comunità territoriali su larga scala, lo sviluppo sostenibile, il coinvolgimento dei cittadini, l'attrattività economica e culturale e la governance sono tra i problemi più rilevanti che le moderne città devono affrontare. L’aumento di complessità di questi problemi e lo sviluppo tecnologico stanno portando ad un urgente bisogno ed all'opportunità di ripensare in modo radicale il modo in cui costruiamo e gestiamo le nostre città.

Università Cagliari. “Reporters Unistem day 2019”: in cattedra il video realizzato dal team del Convitto di Cagliari

“Noi giovani… come cellule staminali” è il titolo del video realizzato da Irene Muscas e Pema Melis, quinta E del Liceo Europeo-Convitto nazionale di Cagliari, premiato ieri dalla commissione dell’ateneo del capoluogo nell’ambito del concorso “Reporters Unistem day 2019”. Le autrici hanno firmato il lavoro che ha conquistato la giuria (presidente Alessia Zurru, Alessio Squassina, Valeria Sogos e Mario Frongia) per “aver colto con originalità, pathos visivo, colonna sonora e contenuti” il messaggio insito nella manifestazione tenutasi il 15 marzo scorso, in concomitanza nazionale e internazionale, nell’aula magna “Alberto Boscolo”, Cittadella universitaria di Monserrato. “Irene e Pema hanno colto il messaggio insito nell’iniziativa: scienza, innovazione e conoscenza sono le basi della libertà. Chi studia, verifica e approfondisce con metodi scientifici certificati e replicabili ovunque conquista valori e comportamenti attendibili nel mondo dei diritti e delle garanzie. Siamo felici - ha detto la professoressa Micaela Morelli - di avervi avuto dalla nostra parte”. Le ragazze, visibilmente emozionate, hanno ricevuto un bonus da 500 euro da spendere in materiale, tecnologia e supporti informatici. La cerimonia - tenutasi in aula e apertasi con la proiezione del video vincitore - pur rapida e frugale è stata toccante. “Siamo orgogliosi di aver partecipato a Unistem. I ragazzi - ha rimarcato Cristina Onnis, docente di Scienze che con la collega Patrizia Obino ha curato la presenza della delegazione del Convitto a Unistem 2019 - hanno percepito qual è il valore fondante dello studio e della ricerca scientifica”. Da Paolo Rossetti, rettore dell’istituto di via Pintus, parole alla panna per l’Università di Cagliari: “La partecipazione all’evento sulle cellule staminali è stato proficuo sotto diversi aspetti. Noi puntiamo sulla conoscenza e ci prodighiamo per consentire ai nostri allievi esperienze includenti e innovative. La gratitudine per l’ateneo è mia personale e dell’intera comunità, docente e discente”. Infine, il commento di pregio di Elena Cattaneo. La senatrice a vita, scienziata, docente alla Statale di Milano e fondatrice, nel 2006, del Centro di ricerca sulle cellule staminali, ha tagliato corto: “Bravissime!”. Ricerca, cellule staminali e sport hanno costituito il mix dell'undicesima edizione di Unistem 2019. L’evento - aperto da un collegamento con gli atenei di Granada e Potenza - ha coinvolto trentamila studenti di novantanove atenei e centri di ricerca e trecento scuole superiori in quattro continenti. Oltre all’Italia in prima fila allievi di Australia, Austria, Colombia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Singapore, Spagna, Svezia e Ungheria. Ospiti e testimonial in Cittadella universitaria, l'apneista Chiara Obino e la mezzala del Cagliari Lucas Castro. Ai lavori - coordinati da Iole Tomassini e Micaela Morelli - hanno relazionato gli esperti Valeria Sogos, Carlo Carcassi, Eugenia Tognotti, Alessio Squassina, Alessandra Pani e Maria Elena Marongiu. Alla giornata hanno preso parte circa 400 ragazzi provenienti delle quarte e delle quinte dei licei e degli istituti “Alberti”, “Euclide”, “Michelangelo”, Convitto nazionale e “De Sanctis-Deledda” di Cagliari, “Brotzu” e “Primo Levi” di Quartu, “Giua” di Assemini, “Piga” di Villacidro, “Emanuela Loi” e “Gramsci-Amaldi” di Carbonia, “Asproni” e “Fermi” di Iglesias. Al concorso “Reporters Unistem day 2019” hanno partecipato altre cinque team con i video “Cagliari accoglie Unistem”, “Ognuno di noi è una staminale”, “Unistem2019: una giornata dedicata alla scienza”, “La conoscenza rende liberi” e “La ricerca e`...”.

Università Cagliari. Aumentano gli iscritti

In base ai dati raccolti dall'ateneo cagliaritano, nell'ultimo anno accademico gli iscritti sono aumentati dell'11,2%. In particolare durante gli anni accademici 2017/18 e 2018/19 gli immatricolati ai corsi di laurea triennali e a ciclo unico hanno fatto registrare un saldo positivo del 9,5% (+334 studenti in più rispetto al periodo 2017/18). Il numero di iscritti al primo anno fa invece registrare un aumento di 390 unità (pari all'8%) rispetto al precedente anno accademico. I positivi dati relativi agli iscritti hanno evidenziato risultati eccellenti anche per quanto riguarda i corsi di laurea magistrale, arricchiti da un importante allargamento dell'offerta formativa. Nello specifico per il biennio specialistico, che offre ai giovani sardi numerosi nuovi corsi di laurea, l'aumento degli iscritti al primo anno ha fatto registrare un + 25% (+280 studenti). In definitiva, nel 2018/19 gli iscritti hanno raggiunto quota 6631, contro i 5961 dell'anno precedente. Un risultato che soddisfa il rettore Del Zompo che, insieme ai suoi collaboratori, ha dedicato gli ultimi quattro anni ad una migliore comunicazione dell'offerta e ad un innalzamento della qualità di corsi magistrali.

Università Cagliari. Aterosclerosi, la radiologia dell’ateneo brilla per gli studi sui rischi cerebrovascolari

Un altro risultato di prestigio su scala internazionale. The Lancet neurology nel numero in uscita a giugno pubblica l’articolo “Imaging biomarkers of vulnerable carotid plaques for stroke risk prediction and their potential clinical implications”. Il primo autore è Luca Saba. Ordinario e direttore della struttura di radiologia al Policlinico universitario “Duilio Casula”, il docente dell’ateneo di Cagliari ha rimarcato quanto sia decisivo il gioco di squadra sia per la maturazione di relazioni scientifiche e confronti di elevato profilo, sia per tradurre i percorsi di ricerca innovativi e le best practices nella quotidianità didattica e assistenziale. Ovvero, oltre che per la credibilità e la reputazione dell’ateneo, un balzo in avanti anche per la qualità delle cure e delle diagnosi. Con lo specialista cagliaritano hanno firmato il lavoro effettuato con i principali gruppi al mondo che si occupano della prevenzione dello stroke, i professori Max Wintermark (Stanford), Tobias Saam (Monaco), Rolf Jager (Londra), Chun Yuan (Seattle), David Saloner (San Francisco), Bruce Wasserman (Baltimora) e Leo Bonati (Basilea). “Il nostro lavoro definisce le strategie e potenzialità nell’identificare dei parametri che determinano la vulnerabilità della placca carotidea con successiva embolizzazione ed evento ischemico cerebrale. Le tecniche di imaging - rimarca Luca Saba - permettono un’analisi sempre più dettagliata di vasi arteriosi, consentendo non solo lo studio luminografico (simil-angiografico) ma arricchendo questi esami di informazioni relative alla parete vasale e pertanto della placca carotidea stessa”. La patologia aterosclerotica dell’arteria carotide è riconosciuta come una delle maggiori cause di eventi cerebrovascolari. “Fino alla metà degli anni ‘90 le tecniche di imaging non invasivo non avevano raggiunto un livello di qualità tale da analizzare la parete vasale, la modalità di visualizzazione delle arterie carotidi era rappresentata dall’angiografia. Abbiamo lavorato - aggiunge il docente - sull’identificazione dei bio-markers di imaging utili a ridefinire il rischio di stroke e prevenirlo”. “Questa tecnica, puramente luminografica, non consente - spiega il professor Saba - di avere informazioni sulla struttura della placca ma semplicemente sul grado di stenosi che essa determina, o ancora delle sue eventuali irregolarità morfologiche (la più grossolana delle quali è l’ulcerazione). Pertanto, quando a partire dai primi anni Ottanta, iniziarono i grandi trial internazionali multicentrici randomizzati, quali Nascet e Ecst, per identificare le caratteristiche che dovevano avere le lesioni aterosclerotiche carotidee perché fosse proficuo effettuare un intervento di rimozione della placca (trombo-endo-artectomia o stenting) il parametro cardine di imaging considerato per stratificare il rischio fu il grado di stenosi”. Da una serie di trials sono maturate le linee guida adottate, nel corso degli anni, dalle Società scientifiche nazionali e internazionali. “Linee che indicano l’eventuale necessità di intervento chirurgico in ragione del grado di stenosi (bilanciato da presenza/assenza di sintomaticità e presenza/assenza di eventuali irregolarità del profilo luminale di placca, quali le ulcerazioni). Nonostante ciò, studi istopatologici, hanno dimostrato - sottolinea Luca Saba - come altri parametri, oltre al mero grado di stenosi, rappresentino una chiave fondamentale nella fisiopatologia della rottura della placca carotidea, con successiva embolizzazione distale. Quali ad esempio, la presenza di emorragia intra-placca, la rottura del cappuccio fibroso, la presenza di un core lipidico necrotico”. Il professore lancia un messaggio per la popolazione e la classe medica: “Attualmente, la radiologia più avanzata è in grado di identificare tali caratteristiche di rischio con il beneficio clinico che ne deriva in termini di potenziale prevenzione”.
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