Lavoro. In Sardegna aumentano gli occupati

Sarebbe aumentato di 24 mila unità, rispetto al 2017, il numero degli occupati in Sardegna. A confermarlo sono i dati resi noti dall'ufficio di statistica regionale, elaborati sulla base dei dati Istat e relativi al 2° trimestre 2018. Il tasso di occupazione arriva al 53,8%, contro il 51,2% del precedente periodo. Un dato in aumento anche per quanto riguarda il Mezzogiorno in generale (dal 44,2% al 45,3%) e l'intera penisola (dal 58,1% al 59,1%). In aumento sia la componente femminile (dal 42,8% al 46,6%), che quella maschile (dal 59,4% al 60,8%). Oltre alla positività dei dati in materia di occupazione, l'Istat mette inoltre in evidenza che nella regione si conterebbero altri 10 mila disoccupati che ora hanno deciso di cercare attivamente un lavoro. Di contro, aumentano anche i disoccupati che da 100,6 mila passano a 110,8 mila, facendo registrare un incremento del tasso di disoccupazione al 15,8% (era al 15%).

Sardegna. Aumentano i poveri

In base all'ultimo rapporto Istat, in Sardegna si registra un aumento della povertà. In particolare, il tasso di crescita si attesta al 3,3%, dal 14 al 17,3%, in un arco temporale compreso tra il 2016 e il 2017. Un dato che proietta l'isola ai vertici della classifica nazionale, sopra la media italiana del 12,3%. Di contro, la Sardegna risulta essere la seconda regione "meno povera" del Mezzogiorno: davanti all'isola c'è solo l'Abruzzo con un'incidenza del 15,6 per cento. Il rapporto dell'Istat mette in evidenza un generale peggioramento, soprattutto al sud. La Sardegna riesce comunque a contenere lo scatto in avanti della povertà: nel Mezzogiorno hanno frenato di più soltanto Molise (+2,8), Basilicata (+0,6), Calabria (+0,4, ma record italiano di incidenza con 35,3%). La povertà relativa (la soglia per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile pro-capite nel Paese e nel 2017 è risultata di 1.085,22 euro) in Sardegna è superiore al 17%, sotto la media del Mezzogiorno (24,7) ma molto al di sopra di quella del Centro (7,9) e del nord (5,9).

Export. In crescita le esportazioni del comparto agroalimentare sardo

Le esportazioni della Sardegna hanno raggiunto i 170 milioni di euro, facendo registrare un incremento del 13,7% rispetto al 2016. Tra i settori trainanti l'agroalimentare (prodotti da forno e carni lavorate, verdura e frutta conservata, prodotti ittici) e il tessile-moda (abbigliamento e scarpe, di mobili e materiale metallifero). E' quanto emerge dall'Osservatorio di Confartigianato Imprese Sardegna sull'export delle Mpi isolane nel primo semestre 2017.I dati, elaborati sulla base di quelli Istat, non comprendono la raffinazione dei prodotti petroliferi. Tra le aree più dinamiche la provincia di Cagliari che, con un valore pari a 83 milioni (+56,1% rispetto al primo semestre 2016), realizza la performance migliore. Sassari si piazza al secondo posto con 38 mln (-0,6%) mentre Nuoro, con 12 mln, fa registrare un arretramento del -27%. Tra i prodotti dell'agroalimentare più in crescita, la frutta e verdura conservati (+67.9%), gli oli (+53,7%) e le carni lavorate (+31,5%). Sempre in crescita, ma più moderata, il settore dei prodotti da forno (pane, pasta e dolci) con + 14,6% e i prodotti ittici (+20%). Maglia nera per i formaggi con un decremento dell'export del 11,3%. Per tutti i comparti i principali mercati esteri di riferimento rimangono gli Stati Uniti e la Germania. Buone indicazioni arrivano da Francia, Spagna, Svizzera, Cina, Canada, Giappone, Regno Unito e Olanda.
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